Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Regno Unito

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • La Gran Bretagna è una delle 5 nazioni con il diritto di veto all'ONU, e questo da solo basta a comprendere la sua importanza geopolitica. La ragione però è complessa, come anche l'analisi della sua storia recente.

    Generalità[modifica]

    La Gran Bretagna, in sostanza, ha il diritto di veto in quanto si tratta di una delle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Ma alla fine di quel conflitto la situazione non era affatto tanto rosea: mentre gli USA trionfavano dopo avere vinto con leggerezza e senza bombe in casa (eccetto le Hawaii e qualche altro episodio sporadico, buono tutt'al più per causare costose misure di 'sicurezza', tipo una intera linea costiera con radar e cannoni) la guerra più grande e drammatica della storia umana, la vecchia Europa era ridotta ad un cumulo di macerie. In Italia si erano risparmiate parzialmente le città d'arte come Firenze e Roma. In Germania e Gran Bretagna nemmeno quelle, da Coventry a Dresda. Con la rovina del Giappone ex-imperiale la missione era completa: nonostante la relativa incolumità di Australia, Canada e Sudafrica, nessuno sulla Terra poteva discutere di predominio mondiale con gli Stati Uniti nucleari di Truman. Nessuno eccetto Stalin, che tuttavia era al comando di una nazione devastata da una campagna spietata con milioni di vittime e danni incalcolabili. Si pensi che per il resto della sua esistenza, l'URSS non ha mai riequilibrato la sua popolazione, di cui le donne (nonostante le tremende perdite subite anche dalla popolazione civile) erano circa 20 milioni più degli uomini. Questa catastrofe demografica, purtroppo, non è servita nemmeno a rendere l'URSS una nazione femminista: i poteri maggiori sono rimasti sempre nelle mani di uomini. La Gran Bretagna ha avuto una sorte piuttosto ironica.

    La fama di Churchill, sopravvissuto alla guerra (differentemente da Roosvelt) non durò molto: poco dopo la fine delle ostilità vi furono le elezioni, e l'uomo che più di ogni altro si adoperò per vincere la guerra contro l'Asse (sia politicamente, sia schierando contro la Gran Bretagna dal primo all'ultimo giorno di conflitto) perse alle urne elettorali. La Gran Bretagna non era uscita senza danni dalla guerra, gli ultimi dei quali inflitti dalle armi del terrore, le V-2 e per quanto possa sembrare strano, le V-1, molto sottovalutate dalla propaganda britannica, ma capaci di infliggere danni economici pari a circa 5 volte la spesa del programma per i tedeschi. Il razionamento dei prodotti alimentari non ebbe termine se non nel '53, dopo del suo termine in Italia. La povertà della Gran Bretagna non era dovuta tanto allo sforzo bellico e ai danni che stava subendo, quanto piuttosto alla sua generale perdita di prestigio: dopo avere dominato i Mari e gran parte delle terre emerse per decenni, adesso era l'ora della resa dei conti. L'India cercava l'indipendenza, altre colonie stavano fermentando i loro movimenti patriotici o anti-inglesi che dir si voglia, l'economia era stentata e nell'insieme la giovane regina Elisabetta governava una nazione vinta, che in pochissimi anni dovette accettare il trauma, se lo accettò veramente, di essere soppiantata nel ruolo di potenza mondiale dagli USA, la loro ex-colonia (se non altro persa in tempi non sospetti, prima ancora della Rivoluzione). I Laburisti, purtroppo o per fortuna, non sapevano valorizzare le elevate competenze tecniche che erano state acquisite dai tecnici britannici nel campo dei mezzi bellici. La Gran Bretagna aveva praticamente dato i natali al radar (e se è per questo, anche alla radio), aveva inventato le portaerei, i carri armati. In pochi anni anche in questi campi venne superata dalla forza della superpotenza americana. Le uniche carte che i britannici ebbero per molto tempo da giocare erano i motori aeronautici e i cannoni per carri, campi in cui a tutt'oggi hanno da dire la loro.

    La prima delle due carte fu peraltro malamente giocata quando nel dopoguerra gli inglesi accettarono (attorno al 47) di fornire ai sovietici alcune decine dei loro migliori reattori, i Derwent e i Nene, entrambi della Rolls-Royce, che vennero prontamente copiati per colmare con estrema rapidità ed efficienza il gap enorme che affliggeva l'URSS, semplicemente all'epoca non competitiva, con gli occidentali. Sposando questa tecnologia motoristica con le conoscenze e i concetti tedeschi in aerodinamica si ottenne la quint'essenza delle potenzialità nate con la Seconda guerra mondiale, sia negli USA che in URSS. Ma non in Gran Bretagna, dove obsoleti caccia con ala diritta o con doppia coda erano ancora in produzione negli anni '50. La tecnologia inglese era però apprezzata in ambito europeo, e prima di essere subissata di aerei americani in conto MAP l'Europa -e anche il Vicino Oriente- comprarono aerei inglesi in grande quantità: sopratutto si trattò dei semplici De Havilland Vampire e dei Gloster Meteor, questi ultimi non tanto disprezzabili se è vero che riuscirono anche a ottenere, per poco tempo, il record di velocità mondiale. La tecnica inglese, molto caratteristica per le soluzioni al tempo stesso macchinose e ingegnose, quasi mai minimamente interessate all'estetica, ottenne quindi apprezzamento all'estero, ma nonostante i vari successi, gli aerei inglesi vennero marginalizzati da quelli americani, cominciando con l'annullamento dei progetti per produrre 1000 Venom dalla Fiat, su licenza, per lasciare spazio agli F-84 Thunderjet.

    Gli Hunter, invece, ebbero un loro ruolo, ma per lo più con il Benelux e con numerose altre nazioni extra-europee. Erano bellissimi caccia a reazione, con un'ala che sembrava la versione a freccia di quella ellittica dello Spitfire (e come questa, aveva una corda che variava in maniera non lineare). Arrivò dopo gli equivalenti F-86 e MiG-17, ma era un velivolo molto maneggevole e con una formidabile potenza di fuoco, per cui venne prodotto in quasi 2000 esemplari. Quanto ai carri armati e blindati, ebbero un mercato non indifferente, sia con mezzi pesanti come i Centurion, che con quelli leggeri come i Saladin e i Ferret. Ma sopratutto, la Gran Bretagna utilizzava la sua tecnologia delle munizioni decalibrate ed HESH, e con il pezzo da 105 mm realizzò il cannone standard dei carri armati per decenni a venire. Le navi inglesi ebbero anch'esse un notevole mercato nel mondo, ma non nascondevano una certa obsolescenza. In ogni caso le fregate Type 12 ebbero un successo di vendite eccezionale, come anche i sottomarini 'Oberon'. Le armi specifiche ebbero meno successo: i cannoni da 30 mm Aden, per esempio, rimasero meno diffusi dei loro pressoché coevi DEFA, se non altro perché i Mirage surclassarono nettamente nelle vendite i Lighting. La costruzione delle portaerei proseguì anche nel dopoguerra, mentre venivano approntati con l'aiuto americano anche i primi sottomarini nucleari, sia d'attacco che lanciamissili balistici. Gli inglesi, differentemente dagli americani, non si sono mai messi a considerare se dotare un sottomarino di velocità elevata o di eccellenti sensori, e hanno costruito SSN per certi versi sicuramente meno afflitti da compromessi rispetto a quelli coevi americani, quantomeno fino all'arrivo dei 'Los Angeles', veloci come gli 'Skipjack' e ben equipaggiati e silenziosi come gli 'Sturgeon'.

    Quanto alle portaerei, la Royal Navy dovette cancellare molte classi medio-piccole in fase di realizzazione, in particolare le 'Colossus' e le 'Majestic'. La lista delle portaerei britanniche realizzate nel dopoguerra o drasticamente ricostruite comprendeva la 'Victorious', veterana della guerra; le 10 'Colossus' di cui la capoclasse data in prestito e poi venduta alla Francia, Pionieer e Perseus usate come navi di manutenzione velivoli, Venerable comprata dagli olandesi e poi dagli argentini, Warrior, venduta agli argentini, Vengeance, venduta all'Australia e poi rivenduta al Brasile, nonché le altre 4 che erano GLory, Ocean, Theseus e Triumph; le 3 portaerei superstiti del programma di 8 'Hermes', ovvero la Albion, la Bulwark e la Centaur, da notare che le prime due vennero convertite nelle prime portaelicotteri; la Ark Royal e la quasi gemella Eagle, possenti navi da circa 50.000 t. Delle 6 'Majestic' solo 2 vennero completate, per gli australiani e canadesi. Da notare che le portaerei inglesi, relativamente piccole e a buon mercato, fondarono i gruppi di portaerei di Argentina, Canada, Olanda, Francia e Brasile.

    Quanto alle ricerche avanzate, gli scienziati britannici erano capaci veramente di costruire di tutto. I missili nucleari balistici Blue Water, piccoli ed eccellenti ordigni a corto raggio molto moderni, missili più grandi e potenti di vari tipi, i SAM a lunga gittata di ben 3 tipi diversi, uno per ciascuna forza armata: Sea Slug, Thunderbird, Bloodhound. Costavano molto se comparati ad altri sistemi analoghi, d'altro canto erano piuttosto grossi e sopratutto prodotti in piccoli numeri, senza alcuna traccia di unificazione almeno tra i sistemi dell'Esercito e della RAF. Non stupisce che ne vennero esportati pochi, spesso come lascito delle colonie inglesi, per esempio a Singapore, ma non per questo si trattava di armi mediocri o inefficienti, anzi.

    La ricerca di aerei sempre migliori non tralasciò i bombardieri e le loro armi. Inizialmente si trattò degli Avro Lincoln, che erano quadrimotori appena migliori dei potenti, ma rapidamente invecchiati Lancaster. Dal momento che la quota e la velocità non erano tali da assicurare né la penetrazione delle difese, né la fuga dagli effetti della bomba atomica sganciata, vennero comprati dagli americani 98 Boeing B-29 ribattezzati Boeing Washington. Questa era una misura ad interim, ma sempre meglio di niente: dopotutto all'epoca i Superfortress erano la macchina standard nucleare: li avevano gli americani anche nel tipo migliorato B-50, li avevano gli Inglesi, e li avevano anche i sovietici con i cloni Tu-4!

    Presto arrivò anche il sostituto del Mosquito, un aereo altrettanto eccezionale: il Canberra. Era sempre una macchina da ricognizione e bombardamento del tutto disarmata, che si affidava alla velocità per sopravvivere, e in questo caso anche ad una elevata tangenza, data dall'ala di grandi dimensioni che consentiva anche una eccellente maneggevolezza: fu una macchina talmente indovinata che venne prodotta anche negli USA come B-57! Come macchine medie invece gli inglesi erano piuttosto indietro rispetto agli americani, e fu solo con un certo ritardo che approntarono 3 Short Sperrin, macchine con una loro validità ma obsolescenti. Seguirono i V-Bombers, il Valiant, il Vulcan e il Victor. Questi apparecchi erano la 'triade' di bombardieri quanto lo erano stati gli Stirling, Halifax e Lancaster del periodo bellico -e lo stesso vale per gli americani con B-17, 24 e 29. Ma certo, la produzione di ben 3 tipi quasi equivalenti non fu molto 'economica', tanto che di ciascuno ne vennero realizzati solo un centinaio. Eppure, il loro deterrente era tale che da soli riuscirono per molti anni a bilanciare la minaccia sovietica. Se i sovietici avessero attaccato l'Europa, minacciando al tempo stesso gli USA con i missili a lungo raggio, avrebbero forse potuto ottenere di tenerli fuori dalle loro faccende sul vecchio continente. Ma gli Inglesi erano in possesso di risorse tali da metter comunque un freno a questa ipotesi.

    Un'altra ragione erano i missili Blue Steel, aviolanciabili dai Vulcan e Victor. I Valiant uscirono presto di scena a seguito della loro inadeguatezza a volare a bassa quota, che si imponeva dopo il 1960 per evitare la minaccia dei SAM sovietici. I Vulcan divennero presto i degni successori dei Lancaster come primi bombardieri del Bomber Command, mentre i Victor erano i più avanzati ma vennero utilizzati prevalentemente come aerocisterne per supportare i Vulcan, anche in missioni convenzionali come la guerra delle Falklands. La genia dei bombardieri della RAF e RN continuò con gli eccellenti Blackburn Buccaneer, macchine meno avanzate degli equivalenti A-6 americani in termini di avionica di bordo ma nondimeno capaci di dare il via alla categoria dei bombardieri con capacità di volo a bassissima quota per entrare 'sotto la cortina dei radar'. La macchina definitiva era per questo compito il TSR.2, equivalente ma più convenzionale e potente dell'A-5 americano.

    E non era tutto: ispirati dai B-58 e B-70 americani gli inglesi vollero tentare anche la carta di un bombardiere da mach 3, progettato ma mai realizzato. I caccia Lighting erano macchine estremamente veloci e sebbene grossi e macchinosi con poco da offrire in termini di autonomia, avionica e carico utile, erano macchine valide. Gli inglesi erano poi attivi in tanti altri campi: realizzarono molti tipi originali di aerei da trasporto, goffi anche se funzionali, aerei d'addestramento-tanto che furono tra i primissimi a realizzare addestratori a getto- ed elicotteri, tipi sia americani rielaborati che totalmente originali. Inoltre, tra i tanti meriti dell'industria inglese vi furono le turbine a gas, non solo per la propulsione aeronautica, ma anche per quella delle navi, in cui furono dei veri pionieri già con la Classe Brave, motocannoniere da 50 nodi. Le turbine a gas inglesi, realizzate sopratutto dalla Bristol e dalla Rolls-Royce ebbero presto modo di farsi rispettare nel mondo: nomi come le Derwent, Nene, Sapphire, Avon, Olympus, Spey, Tyne e altri tipi ancora hanno lasciato un segno importante nella storia aeronautica, se non nella storia in generale. Questa eccellenza e l'intuizione dei getti basculanti francese diede agli inglesi la possibilità di realizzare un aereo a decollo verticale funzionale: il P.1127, meglio noto come Harrier. Un campo simile a questo fu quello dei convertiplani, come il Fairey Girodyne, un grosso trasporto VTOL. E che dire di quelle strane creazioni aero-navali chiamate hovercraft, altro prodotto tipicamente inglese (e senza bisogno di dirlo, irrealizzabile senza le turbine a gas)?

    La politica inglese, però, non stette al passo con questi sviluppi. Programmi di fondamentale importanza come i caccia intercettori vennero cancellati dai laburisti perché i caccia pilotati erano stati resi superati dai missili SAM. Un derivato dell'Harrier, ma supersonico -il P-1154 con carburante iniettato negli ugelli di scarico a mò di postbruciatore- venne cancellato, il TSR.2 venne cancellato nonostante l'interesse australiano, per lasciare spazio al programma degli F-111K che non ebbe attuazione e costrinse ad accontentarsi dei Buccaneer della Royal Navy. Nemmeno i Super Buccaneer vennero realizzati, uno sviluppo economico in termini di capacità supersoniche. La produzione su licenza dei Phantom in versioni anglicizzate con spesa ingente e risultati più che dubbi fu tutto quello che rimase. Le portaerei, vanto della Marina britannica, vennero cancellate con un tratto di penna nel '66, assieme ai caccia di scorta Type 82 di cui venne completato solo il Bristol, e questo nonostante che la RN fosse stata la prima marina europea ad introdurre navi fin dall'inizio concepite come lanciamissili SAM.

    A tutto questo si aggiungeva l'impegno nei teatri operativi. Già il Governo inglese aveva stabilito nel dopoguerra - in maniera del tutto ingenua se non idiota- una sorta di legge che avrebbe impedito, per dieci anni non vi sarebbero state crisi gravi a cui far fronte. Ma l'Assedio di Berlino del '48 incrinò questa decisione, frantumata definitivamente con la Guerra di Corea. Gli inglesi si trovarono in prima linea in entrambi gli eventi. Ma combatterono con i loro mezzi, spesso limitati e raccogliticci anche nel 48-60 in Malesia contro le ingerenze indonesiane, in Kenya contro i Maumau, ad Aden, corsero in difesa del Kuwait nel '61 contro le mire irakene, e combatterono, sia contro gli israeliani che contro gli egiziani in Palestina prima del loro mesto ritiro. Combatterono anche la guerra del'56 contro l'Egitto, a fianco di Francia e Israele. Fu un eccezionale esempio di come gli inglesi fossero ancora tanto efficienti da stravincere la guerra contro una potenza regionale di tutto rispetto, appoggiata esplicitamente dall'URSS. Ma fu anche un esempio di come la vittoria militare non significhi nulla se la partita è politica. GB e Francia si ritrovarono contro i Paesi arabi, che era tutto sommato previsto, ma anche le superpotenze, il che non lo era: e dopo l'umiliazione diplomatica ricevuta, la loro credibilità subì un pesantissimo colpo. GB e Francia condivisero il mesto destino di perdere poco alla volta il loro Impero coloniale, anche se rimanevano aggrappate ai suoi lembi, più per motivi strategici e di prestigio che per sfruttamento commerciale.

    Ma se la Francia combatté le sue guerre regionali con valore e senza ratio strategica, venendo coinvolta in drammi come quello dell'Indocina e dell'Algeria, la Gran Bretagna fu molto più lesta a cadere in piedi e praticamente si ritirò senza sconfitte dalle sue colonie, vincendo tutte le guerre regionali che si ritrovò a combattere. La Guerra delle Falklands si è dimostrata importante per testare come, gestendo la questione da un punto di vista politico e mediatico avveduto, si possa non solo vincere una guerra difficile contro un'altra potenza regionale che 'gioca in casa', ma anche rifarsi un'immagine nel mondo. Se l'82 divenne l'anno dei Mondiali per l'Italia, per la Gran Bretagna divenne l'anno della 'guerra giusta & vinta'. Con l'IRA, invece, la cosa non ha funzionato bene, basti pensare al caso di Bobby Sands. La Tatcher si dimostrò inflessibile nel trattare con i terroristi, ma non ha risolto il problema, e comunque casi del genere sono sempre 'guerre senza gloria'.

    Per uscire dai problemi finanziari e dai limiti assurdi imposti per via politica, la Gran Bretagna ha pensato bene di collaborare con altre Nazioni, il che è stata una mossa necessaria quanto vincente. La collaborazione con gli USA ha avuto alcuni intoppi, come il fallimento del missile balistico aviolanciabile Skybolt, per il quale i bombardieri inglesi avevano già punti d'aggancio subalari, ma per il resto molte cose sono andate bene, come la fornitura di Harrier ai Marines e il cosviluppo dell'Harrier II, aero indispensabile per le piccole Marine moderne. La collaborazione con gli americani, a cui gli inglesi -sopratutto nell'era di Tony Blair- si sono sempre sentiti molto vicini, praticamente la 'filiale europea degli USA' è stata per certi versi inevitabile data la comunanza di lingua e tradizioni, ma l'Europa continentale era ben più vicina geograficamente. Così nel '67 venne firmato un importantissimo accordo con la Francia per gli elicotteri, da cui sono nati i 'ragazzi terribili' del ì71: Dauphin, Gazelle, Puma e Lynx. Con i Francesi ci si mise d'accordo anche per il programma per un nuovo aereo supersonico leggero, che doveva essere un addestratore avanzato o, sopratutto per gli inglesi, un bombardiere tattico: ecco che nacque il Jaguar.

    Curiosamente, gli inglesi lo hanno poi ampiamente rimpiazzato con i Tornado, mentre i Francesi non hanno avuto un aereo di tipo similare e si sono tenuti il jaguar per quasi tutte le missioni di attacco tattico. La collaborazione più importante la si ebbe con i tedeschi e italiani, da cui venne fuori l'MRCA, il futuro formidabile bombardiere tattico Tornado (un po' meno formidabile come caccia a lungo raggio, a dire il vero..). Anche i moderni cannoni-obici FH-70 hanno seguito la stessa via, e poi è stata la volta dell'EFA. In un po' tutti questi casi, almeno quelli aeronautici, si tratta di aerei sostanzialmente inglesi che sono stati realizzati in serie grazie alla disponibiltà di capitali di un programma multinazionale, nonostante i molti intoppi che questo può causare: per esempio, l'EF-2000, prima ancora EFA, era a sua volta derivato da un apparecchio sperimentale chiamato EAP, un eccellente progetto per il combattimento aereo ma realizzato solo come dimostratore tecnologico. Come cantieristica è molto più difficile fare lo stesso, e gli inglesi si sono tenuti per lo più i loro progetti, anche se come equipaggiamenti va segnalato il loro ruolo nell'ordinare 300 missili Exocet all'alba di questo innovativo programma missilistico, e poi nel programma italo-britannico EH-101. Quanto ai carri armati e blindati, si sono invece sempre tenuti sui loro progetti, che progressivamente hanno ricevuto meno crediti di un tempo: i carri Chieftain si sono dimostrati meno affidabili e mobili di quanto fosse gradito e hanno perso decisamente rispetto ai Leopard. I Challenger sono stati anche più criticati e di minor successo. I blindati della fanteria hanno ottenuto maggiore attenzione, con famiglie di mezzi come gli Scorpion, i Warrior, i Fox e altri tipi. Anche gli autocarri tattici hanno avuto alti e bassi, ma in particolare ha ottenuto successo la genia di gipponi della Land Rover, diffusa in tutto il mondo,prima di essere un poco eclissata -almeno in campo civile- dalla concorrenza americana e giapponese.

    Nell'ambito degli impegni NATO, ad un certo punto la Gran Bretagna esercitava un po' lo stesso compito che si accollò ai tempi della cobelligeranza con i francesi, schierando quasi l'intero esercito in questo corpo di spedizione. Ma stavolta un poco più ad Est, in Germania occidentale, fronteggiando un nemico più orientale della Germania di Hitler, il Patto di Varsavia. Il BAOR, British Army of the Rhine raccoglieva quasi tutte le unità di prima linea del British Army, ed era massicciamente supportato da gran parte della RAF. A questo si aggiungano i contingenti nell'Ulster e in numerose colonie nel mondo e si capirà quanto ciò che restava delle F.A. inglesi dopo i tanti tagli ai programmi militari subiti erano 'stressati'. Basti dire che per restare nel panorama delle Marine con portaerei gli inglesi dovettero inventarsi gli 'incrociatori tuttoponte' del tipo Invincible, che in effetti furono determinanti sia per la lotta ASW contro i sottomarini sovietici in Atlantico, ma sopratutto per la guerra delle Falklands, e innumerevoli impegni bellici successivi.

    Le F.A. inglesi sono riuscite a sopravvivere alle loro innumerevoli prove postbelliche e nonostante i numeri, almeno nell'esercito, non sono mai stati dalla loro parte. La cosa si spiega essenzialmente, ebbene sì, con la parola che Nanni Moretti irrideva in un suo noto film, ovvero la 'professionalità'. Questo nel senso più letterale, perché le F.A. inglesi sono da decenni basate solo su professionisti. Questo ha consentito di rispondere alle tante incombenze di cui sopra con forze ridotte ma efficienti ed esperte, e ha reso possibile tenere banco ai tempi della Guerra fredda con un esercito che in tutto comprendeva poco più di 100.000 uomini in servizio attivo. La BAOR era organizzata, attorno al '83 su appena 9 reggimenti corazzati con 74 Chieftain e Challenger l'uno (per quello che riguarda i soli reparti corazzati).

    Attorno alla fine degli anni '80 la situazione era invece diversa. Ecco come la 1a e la 4 Armoured Division, con la 3a di seconda linea (con una brigata di fanteria al posto di una delle tre corazzate delle altre, e per giunta dislocata in Gran Bretagna in tempo di pace).

    Le unità erano formate ciascuna da 3 brigate corazzate, delle quali non è possibile conoscere in dettaglio il numero di carri e di reparti di fanteria, perché la loro denominazione era sempre di 'brigate corazzate' sia con due reggimenti carri e uno di fanti, sia con il contrario. La composizione di un reggimento era all'epoca ridotta a 56 mezzi, ripartiti in 4 squadroni che a loro volta erano ripartiti in 3 plotoni da 4 mezzi e due carri del plotone comando. La forza del reggimento era completata dal carro comando (il 57imo? o forse era un altro tipo di corazzato?), 8 carri leggeri Scorpion del plotone da ricognizione e 9 FV 438 Striker armati di Swingfire a lunga gittata controcarro. Il reggimento di fanteria meccanizzata allineava 45 cingolati FV 432 o Warrior, e 24 lanciamissili a medio raggio MILAN.

    La divisione accentrava su di sé tutta l'artiglieria, nel più tipico concetto britannico che considerava controproducente e dispersivo l'uso dell'artiglieria a livello reggimentale. Ma nessuna preoccupazione doveva esservi, perché esisteva un reggimento d'artiglieria su 24 pezzi in 3-4 batterie di semoventi M109 o Abbot, per ciascuna brigata. Anche il genio dipendeva dal comando divisionale. Infine vi era anche l'antiaerea, con un battaglione antiaereo con 24 lanciamissili SAM spalleggiabili, un reggimento Genio, uno di elicotteri Lynx d'attacco (armati per lo più con i TOW) , uno di trasmissioni e un reggimento logistico, oltre ad altri supporti minori come quelli sanitari e tecnici.

    RN, anno 1992[1][modifica]

    Vittoriosa nel Golfo, la Royal Navy si ritrovò in un certo qual modo perdente in Patria, con difficoltà economiche notevoli per i lavori d'ammodernamento delle navi e i nuovi programmi: d'altra parte come non comprendere la situazione? La Guerra fredda era finita coi botti nel Golfo, che erano la celebrazione della vittoria occidentale sulla minaccia sovietica (non casualmente i mezzi militari vincitori erano per lo più della NATO mentre i perdenti, irakeni, erano per lo più gli stessi tipi in uso nel Patto di Varsavia), e i costi della Guerra fredda erano pesanti da sostenere. Specie quando nel '92 sia l'Italia che la Gran Bretagna rischiarono il default economico, per una congiuntura economica alquanto sciagurata (da cui la Gran Bretagna fu lesta a liberarsi e a rilanciarsi, trasformandosi sopratutto in una nazione 'di servizi economici e finanziari', mentre l'Italia, che all'epoca era anche superiore come PIL, è rimasta inesorabilmente indietro, sia nell'uscire dalla crisi che nel ristrutturare l'economia, nonostante gli sforzi dell'allora Primo ministro Amato).

    Gli inglesi, con la loro Royal Navy sono stati con ogni evidenza gli unici veri emuli dell'Impero Romano: ad un certo punto della storia, specie nel XIX secolo, le rotte marine sono diventate davvero, in quasi tutto il mondo, il loro 'Mare Nostrum', di cui il Mediterraneo era dal loro punto di vista solo un'appendice. Hanno così innovato in molti campi, anche se spesso sono rimasti indietro proprio per non avere troppo interesse nel ricercare nuove soluzioni, per esempio i sommergibili (visti come 'eversivi' contro le grandi corazzate, simbolo del potere britannico), mentre gli inglesi avevano battuto ed emarginato spagnoli e parzialmente anche i francesi. Però nel XX secolo vennero fuori altri contendenti, come gli italiani, americani, giapponesi, francesi e sovietici.

    In ogni caso dopo la Seconda guerra mondiale la Marina inglese era seconda solo all'US Navy (peccato che pochi anni prima erano i primi al mondo), e negli anni vi è stata una continua decadenza, la fine delle portaerei convenzionali decisa a tavolino nel '66, e altri interessanti progetti finiti nel nulla. La RN ha continuato ad operare in maniera efficace nel mondo, ma dopo gli anni '60 era messa davvero maluccio. Avrebbe dovuto liberarsi anche delle navi LSD classe 'Fearless' della metà degli anni '60, ma prima accadde la Guerra delle Falklands e la riduzione della flotta venne interrotta, anzi per almeno alcuni anni vi fu un rafforzamento della RN, ma solo l'escamotage degli 'incrociatori tuttoponte' classe Invincible era tale da consentire alla Marina di Sua Maestà di esercitare un valido controllo del mare.

    Nel Luglio 1990 è stata iniziata la cosiddetta 'Options for Change' che era uno studio per la futura Difesa britannica, che prevedeva già decisamente una riduzione degli effettivi. Ma perché questa riduzione? Essenzialmente per prendere atto della diminuzione della minaccia sovietica e sopratutto di quanto questa era prevedibile nel futuro. Ma sopratutto questo aveva a che fare con l'economia; il Ministero del Tesoro costantemente alla ricerca di economie, e vedeva quello della Difesa come un costo da sostenere piuttosto che come un valore da proteggere. Per esempio, quando il MoD ha fatto notare al MoT che erano necessarie due navi per rimpiazzare le HMS Fearless e Intrepid, che erano fondamentali per un'operazione come la Guerra delle Falklands, si è sentito rispondere che se queste navi non fossero state disponibili, allora le isole sarebbero state perdute sì, ma non si sarebbero spesi i denari necessari per la loro riconquista e il mantenimento delle difese. Bel modo di ragionare, che non tiene in conto minimamente dell'importanza politica di certe scelte (e anche economica perché le Falklands, se hanno una ragione d'esser difese, non è certo per la pesca ora finita di balene, ma per essere un trampolino di lancio per eventuali speculazioni in Antartide), e della visione strategica: magari il MoT sarebbe favorevole se una guerra portasse un bottino maggiore della spesa fatta per la campagna bellica. Ma tant'é, anche se spesso questo comporta una catastrofe industriale e tecnologica, ma evidentemente il dramma della cancellazione del TSR.2 e delle portaerei non insegnò nulla: il TSR.2, esportabile anche in nazioni come l'Australia, non è stato realizzato, e la RAF si è dovuta arrangiare con il Buccaneer ex-RN, e poi col programma Tornado, mentre le portaerei sono uscite dalla porta e sono rientrate dalla finestra come 'incrociatori tuttoponte' essendo la loro presenza assolutamente indispensabile per la politica inglese. E certi programmi non si improvvisano di punto in bianco. La Gran Bretagna ha avuto costantemente questi problemi dopo gli anni '50, e anche nel 1982 giunse alla guerra giusto alla vigilia di un altro drastico ridimensionamento delle sue forze (del resto vi erano problemi economici obiettivamente notevoli). Invece, dopo la guerra si è fatta esperienza e se ne sono tratte le conclusioni giuste, potenziando l'obsolescente strumento bellico britannico giusto in tempo per la fine della Guerra fredda.

    La guerra del '91 non ha invece influito molto: la Gran Bretagna ha continuato senza scossoni nella sua opera di Option for Change, quasi che Desert Storm non fosse che un isolato incidente. Forse dipende dal fatto che il Patto di Varsavia è finito nel frattempo, ma certo è strano che un'operazione gigantesca come quella irakena non ha cambiato le cose mentre le ha cambiate e come, il conflitto delle Falklands.

    Forse questo è dovuto anche ad una semplice conclusione: senza aiuto americano, le navi inglesi nel Golfo Persico non avrebbero avuto peso: non l'hanno avuto, in effetti, e poco avrebbero potuto gli incrociatori tuttoponte-portaerei inglesi senza le Nimitz americane. D'altro canto, se tutto quello che aveva da fare l'Europa fosse stato di dipendere dalla volontà (e la supremazia) americana, allora addio 'dialettica' tra le due sponde dell'Atlantico (come purtroppo, anno dopo anno, è avvenuto davvero, basti pensare all'assoluta irrilevanza dell'UE nel '99 e nel 2003, e già a dire il vero nel '91).

    Dove si pensava, per quello che riguardava la Marina britannica, di cambiare, ovvero di tagliare? Essenzialmente in termini di navi combattenti e sottomarini, e per quanto possa sembrare brutto, se non altro l'aviazione imbarcata e la logistica erano state salvate. Ma certo, senza i sottomarini sovietici in giro, non c'erano molte ragioni di tenere una flotta di navi di scorta consistente. Eccetto, beninteso, per operazioni 'fuori area' eminentemente offensive o di 'protezione degli interessi' nazionali, dato che la Gran Bretagna non aveva più nemici naturali nel Vecchio Continente né nei dintorni.

    Le navi di scorta- caccia e fregate- in servizio al 1990 erano ben 48, ma Option for Change contemplava la riduzione a circa 40, poi confermata dal Libro Bianco della difesa. Non era un processo nuovo, né vi sarebbe stato molto da ridire in caso di tale contenuta diminuzione, dato che le nuove navi erano più grosse, costose e capaci di quelle vecchie. Nel 1982 v'erano in servizio 55 navi di queste due categorie. La costruzione di nuove navi era tuttavia un elemento sensibile per capire dove si andava a parare: e dai tempi di Enrico VIII la Gran Bretagna non è caduta in basso quanto nel 1990, quando ha ordinato per la RN appena due lance portuali (nello stesso tempo l'US Navy ordinava l'equivalente di buona parte della flotta inglese, tanto per intendersi). A dire il vero, poi, nel 1992 la forza delle navi di Sua Maestà era già calata a meno di 40 esemplari tra Type 21 (in radiazione), Type 12 (idem), 22, 23, 42, per un totale di una trentina di navi sempre disponibili. E per il futuro? Le Type 23 sono state programmate in meno di due per anno, completando così la loro costruzione in tempi inusitatamente lunghi per gli standard inglesi, mentre il rimpiazzo per gli obsoleti Type 42 (rimasti gli unici cacciatorpediniere della RN, per giunta, e molto criticati per le loro limitazioni) ha risentito della cancellazione del progetto europeo NFR90. Una collaborazione stava nascendo allora con la Francia, per sviluppare una piattaforma comune. Questo era l'embrione del programma Horizon/Orizonte, che poi diventerà franco-italiano mentre la Gran Bretagna, pur confermando il sistema missilistico Aster (davvero strano se ci si pensa, dev'essere stata grande la tentazione di passare allo Standard SM-2 americano, un sistema moderno e collaudato al tempo stesso, molto diffuso e gradito dalle marine mondiali), andrà a creare i caccia Type 45, passando peraltro di riduzione in riduzione.

    Le navi anfibie erano un altro problema: mantenere o meno una capacità anfibia non era una questione di lana caprina, ma la risposta (affermativa per il MoD, negativa per il MoT) dipendeva dalla sussistenza dell'aviazione imbarcata (e quindi delle portaerei). Si trattava di capacità complesse, ma un'operazione anfibia a lungo raggio non è mai una cosa semplice, e fondamentalmente è irrealizzabile senza una copertura aerea.

    Per quanto riguarda l'aviazione imbarcata, questa non è mai stata, come aerei, imponente (beninteso in epoca moderna), e con la riduzione da 3 a due dei gruppi di Sea Harrier, di cui uno OCU, le 3 'Invincible' non sarebbero state armabili col massimo di caccia di cui erano capaci. Forse poco male visto che in ogni caso no n sarebbe stato facile metterne in azione più di due per volta, ma queste avrebbero anche visto la cancellazioen di aggiornamenti programmati per la loro modernizzazione, come i lanciamissili Sea Wolf a lancio verticale (poco male, visto che comunque avevano CIWS Phalanx o Goalkeeper). Le navi portaeromobili non erano la sola risorsa: per sostituire la HMS Engandine come nave supporto elicotteri è stata comprata la porta-container CONTENDER BLAZANT e trasformata nell'HMS Argus, con un ponte di volo di 113,5 x28 m, buono, se necessario, anche peri Sea Harrier. Questi ultimi sarebbero stati trasformati, molto opportunamente, nella versione FRS.2 con il radar Blue Vixen e missili AMRAAM, mentre l'elicottero EH101, ad un certo punto in discussione, è stato confermato per ben 44 esemplari per sostituire i Sea King sugli incrociatori tuttoponte e sulle fregate Type 23. Le navi portaeromobili classe 'Invincible' sono diventate piuttosto piccole per esigenze più impegnative, specie se vi erano aerei convenzionali da prendere in considerazione. La sostituzione delle navi 'Invincible' era prevista non prima del 2010, circa 20-25 anni dopo l'entrata dal servizio e si pensavano anche a solutzioni non convenzionali come lo SWATH, mentre per rimpiazzare le LPD della classe Fearless, del 1965-67, la sostituzione era molto più rapida, ma solo con la riduzione del personale del 10%. E dire che si pensava solo di ammodernare queste valorose ma vecchie navi, cosa che avrebbe comportato una costosa ricostruzione complessiva, anche per l'usura: l'HMS Intrepid è stata addirittura ritenuta tanto malmessa da essere posta in riserva, lasciando solo l'HMS Fearless in servizio attivo. Le future LPD avrebbero avuto un dislocamento di 15.000 t con 400 Royal Marines in tempo di pace, massimo 700 in guerra, e 650 uomini d'equipaggio, con motore diesel-elettrico, con rampa prodiera, con 4 LCU moderni di maggiore capacità rispetto agli Mk 9. Erano previsti anche gli hovercraft (poca sorpresa, sono una specialità inglese), LCVP Mk5 con capacità di portare 30 soldati anche in climi artici. Era prevista, oltre ad una coppia di LPD, anche una LPH o ASS, Aviation Support Ship, che era una portaelicotteri d'assalto anfibio, da 20.000 t di dislocamento, con capacità di trasportare 700 soldati e 12 elicotteri. Una sola nave non ha molto senso data l'indisponibilità per lunghi periodi di tempo quando in manutenzione o ristrutturazione, ma la seconda nave prevista originariamente è rimasta vittima dei tagli di bilancio, lasciando sola quella che diventerà l'HMS Ocean. Nel frattempo le tre LSL, Landing Ship Logistic, le HMS Sir Bedivere, Percival e Geraint erano del '67-68, ma sarebbero state provvisoriamente ammodernate.

    Le navi MCM avrebbero subito tagli consistenti: slittando le acquisizioni di navi classe 'Hunt' e 'River', mentre i vecchi 'Ton' erano in fase di ritiro.

    Ma erano sopratutto i sottomarini un vero problema da affrontare, date le riduzioni. Anzitutto le navi convenzionali: da ritirare le ultime classe 'Oberon', le nuove 'Upholder' sono state ridotte a 4 soltanto, ovvero quelle già costruite sulle 12 previste. Ma questi sottomarini erano ancora afflitti, nonostante la loro modernità complessiva e capacità oceaniche (sarebbero stati sottomarini davvero sfortunati, questi che erano gli epigoni dei diesel-elettrici britannici ed equivalenti dei 'Kilo' sovietici), da numerosi problemi: per esempio, i tubi lanciasiluri non erano abilitati all'uso in addestramento ma solo per emergenza bellica data la pericolosità dell'impiantistica, poco affidabile. Inoltre, la loro riduzione e forse l'abbandono di programmi futuri (come in effetti è avvenuto, col senno di poi) ha causato una dura contestazione parlamentare. Ma non era solo questo il problema: Option for Change ha visto la riduzione di 11 dei 28 sottomarini nucleari d'attacco, tra convenzionali e nucleari, in servizio nel 1990 (oltre ai 4 SSBN). Questo ha comportato l'abbandono degli ultimi 'Oberon', dei 'Valiant', e forse uno degli 'Swiftsure' (oltre al ritiro dei vecchi 'Churchill' già messi fuori uso). I sottomarini tipo SS-N 21 o classe W erano le navi del futuro ma il tempo non era bello nemmeno per il loro barometro. Ma questo non era tutto: i reattori nucleari sovietici erano scarsamente affidabili, ma quello che a quel punto traspariva,anche senza gravi incidenti noti, era che anche i reattori britannici PWR1 avevano dei problemi tecnici che si sono ritrovati talmente in crisi, da mettere in crisi la forza di SSN: i 'Valiant' erano inattivi fin dal 1989 per questo motivo. Ma il reattore PWR1 P1 era anche installato nei sottomarni 'Swiftsure', ben più moderni: Option for Change ne contemplava il mantenimento in servizio, ma in realtà era possibile che sarebbero stati ritirati dal servizio, se i problemi tecnici non fossero stati risolti. È strano che dopo decenni si sia arrivati a questo risultato: i 'Valiant' per esempio erano stati usati assieme ai similari 'Churchill' nel 1982 e per tutta la Guerra fredda non ci sono state notizie su questi problemi. Forse i problemi sarebbero stati superati: infatti i reattori erano installati anche sugli SSBN 'Resolution', l'unico tipo di sottomarini della classe della RN. E il risultato è stato anche qui tutt'altro che simpatico: a quanto pare, solo un SSBN è stato considerato operativo dei 4, e ha portato a termine solo crociere di durata ridotta di circa 6 settimane, notevolmente meno delle 10-12 normali. Un grosso guaio, specie perché questi SSBN hanno attirato anche le ire degli ambientalisti, che hanno manifestato contro il prosieguo dell'attività dell'HMS Revenge. Per rimediare a questa situazione, che ha consunto letteralmente la forza sottomarina inglese entro la fine della Guerra fredda, si aspettava i nuovi 4 SSBN 'Vanguard' con i missili Trident anziché i Polaris e altre importanti migliorie, incluso il nuovo reattore PWR 2 della R.Royce. Purtroppo la costruzione venne ritardata per conservare le capacità cantieristiche dato che altrimenti il gap sarebbe stato troppo grande. Il Vanguard è stato varato il 4 marzo 1992 dopo una solenne cerimonia, ma l'entrata in servizio era prevista solo per il 1995, seguito un anno dopo dal Victorious, il Vigilant e il Venerable, graziato dai risultati delle elezioni visto che i Laburisti ne avevano proposto la cancellazione. La necessità era di 4 battelli per assicurare la continuità del deterrente nucleare e la cancellazione del quarto era fonte di poco guadagno dati i costi già sostenuti. La querelle dei reattori non riguardava i 'Trafalgar' che avevano il reattore PWR P2, e da questi nuovi battelli era previsto il successore degli 'Swiftsure', da decidere per il 1995, mentre gli SSN-20 o W erano stati cancellati, altrimenti erano stati previsti per il 1990, erano previsti come battelli avanzati da 6.200 t immersi e 77 membri dell'equipaggio, lanciamissili verticali, armi in quantità.

    Tra i rifornitori di squadra vi erano i 'Port', la cui seconda nave era prevista ma senza i missili Sea Wolf VL e altri sistemi come quelli di comando e controllo.

    In tutto la forza delle navi della RN era questa:

    • SSBN 'Vanguard': 0 in servizio e 4 in costruzione
    • SSBN 'Resolution': 4 in servizio e 0 in costruzione
    • SSN 'Trafalgar': 7 in servizio e 0 in costruzione
    • SSN 'Sfiwtsure' e Valiant: 5+1, 0 in costruzione
    • SS Upholder: 3 in servizio e 1 in costruzione
    • SS 'Oberon': 3 in servizio e 0 in costruzione
    • CVSG 'Invincible': 3 in servizio e 0 in costruzione
    • DDG 'Type 42': 12 in servizio e 0 in costruzione
    • FFG 'Type 22': 12 in servizio e 0 in costruzione
    • FFG 'Type' 23: 4 in servizio e 6 in costruzione
    • MHC 'Hunt', River e Ton: 13+12+5, 0 in costruzione
    • MHC 'Sandown': 3 in servizio e 2 in costruzione
    • LPD 'Fearless': 2 in servizio, 0 in costruzione

    Questo elenco non teneva in conto le navi ausiliarie, incluse le 3 LSL, e sopratutto le navi da rifornimento e trasporto. Le navi in programma comprendevano anche altre 13 'Type 23' oltre alle 10 in realizzazione o in servizio, 11 'Sandown' e la LPH.

    Quanto alla cantieristica, anche questa avrebbe subito un taglio con tali programmi decurtati: la forza lavoro ammontava a ben 20.000 unità, ma si presumeva che sarebbero calati a 8.000 negli ani successivi. La cosa era talmente grave che gli stessi costruttori navali come la VSEL facente capo alla Vickers premevano per riuscire a frenare tale caduta nei programmi navali: i cantieri in effetti sono una cosa delicata: non è facile, una volta costruiti, delocalizzarli, chiuderli, riaprirli solo per le necessità: costruire una nave non è impresa da poco e servono molte maestranze specializzate, non riutilizzabili facilmente in altri settori, eccetto che con la cantieristica civile. La Gran Bretagna cercava successi nell'export come panacea: dopo anni di successi passati (anni '60-70) non si 'batteva chiodo' da molto tempo, ma solo alcuni recenti successi in Oman e Malaysia avevano acceso le speranze. In effetti, i sistemi d'arma inglesi e in parte anche gli apparati elettronici erano meno graditi di quelli americani, non essendo né analoghi né compatibili, mentre meglio andava per i motori, per esempio le turbine a gas ampiamente usate dall'Olanda e Giappone. In ogni caso, la collaborazione con l'Europa era sempre più necessaria: la Marina inglese non aveva i mezzi per fare tutto da sola, e tanto meno le altre europee: una collaborazione con una ripartizione di compiti era importante e consigliabile. Ma con chi? L'ideale era la Francia: infatti si trattava di una grande potenza, ed era l'unica (a parte la Spagna, beninteso) ad avere interessi sia in Atlantico che in Mediterraneo, con tanto di due flotte differenti: lo spostamento delle due 'Clemenceau' a Tolone, recentemente avvenuto, sembrava avere indicato un maggiore interesse in funzione mediterranea piuttosto che atlantica, ma dopotutto non era la Francia ad avere interesse a mantenere un asse privilegiato con l'altra parte dell'Oceano. La Gran Bretagna poteva assistere alla suddivisione dell'Europa, spaccata in un asse Nord-Sud, ma questo era ovviamente sconsigliabile per non indebolire l'allora CEE -UEO di fronte agli USA. Del resto, l'asse di potenza maggiore si delineava, inesorabilmente, come quello franco-tedesco, e in questo gioco la Gran Bretagna restava agevolmente fuori: specie se poi anche la Spagna finiva per aderire al suddetto asse. In ogni caso, la Francia, se non avesse tenuto una posizione troppo isolatrice e indipendente (vedi il Rafaele) avrebbe potuto esercitare il suo naturale ruolo di Paese al centro dell'Europa anche meglio di quello che non abbia fatto, con relazioni importanti con l'Italia, la Spagna, la Germania, ma meno con la Gran Bretagna. La storia ci ha detto poi come le cose si sono svolte: l'Europa in effetti si è indebolita diventando quasi irrilevante in politica estera, mentre la Gran Bretagna con Tony Blair si è decisamente svincolata dai 'continentali' seguendo una politica da '51 Stato' degli USA, con le relative avventure belliche.


    La RAF rinnova l'arsenale[2][modifica]

    Per la specifica CASOM, nata dallo Staff Requirement 1236 e relativa ad un nuovo armamento a lungo raggio (Convenctional stand off missile), vi furono molte proposte: dalla Loral Vought che proponeva niente di meno che l'ALCAM, una specie di ATACMS aria-superficie (era chiesta una gittata di 250 km) alla MDD Con il Gran Slam e alla TI con il JSOW e l'Aérospatiale con l'Asura, per finire con la Shorts e il suo Pegasus (una specie di derivato del Sea Eagle). L'Asura, presentato nel '94, era un'arma basata sul concetto ASMP-C, in effetti quest'arma aveva il nome costituito da un acronimo, aria-superficie utilizzante uno statoreattore e con autoguida (tradotto dall'inglese). L'ASMP (Air-Surface Moyenne Portée) era un'arma nucleare, ma presto vennero fatti studi per trasformarla in arma antinave (ANS) o aria-superficie, dove la testata TN-81 da 300 kT era sostituita da quella da 240 kg dell'AS-30L (esplosivo TNT o più probabilmente C4). L'arma peserebbe 885 kg e un Tornado potrebbe portarne due sotto la fusoliera, così gli Harrier e Sea Harrier. I Tornado avrebbero potuto portarne altri due sotto le ali. La portata dell'arma era di 400 km, percorribili in appena 7 minuti a mach 3, la sua principale caratteristica d'interesse. La guida era un INS con sistema IR che confrontava l'immagine immagazzinata con quello che vedeva e si regolava, ma in misura minore rispetto ai normali 'Cruise' che avevano la necessità di caricare un'immagine ogni 50 km di percorso. Tuttavia l'Asura era fin troppo costoso a causa delle sue prestazioni, e così si pensava ad un'arma più economica e più lenta, come lo SLAM-ER, con portata maggiore rispetto ai 100-105 km dello SLAM normale grazie anche alle alette del BGM-109 Tomawhak; l'AGM-84D del resto già arrivava a 125 km e l'AGM-84F di nuova produzione arrivava a 160, ma per il Grand SLAM (quello offerto alla RAF, ovvero l'anglicizzazione dello SLAM-ER) si parlava di 300 km grazie anche ad una fusoliera più lunga rispetto a quella dello SLAM normale, già 57 cm superiore rispetto all'Harpoon nel tipo AGM-84A. La testata del Grand Slam sarebbe stata la SAP da 400 kg e sistema di guida coem l'AGM-84E e H.

    Note[modifica]

    1. Cappetti, Paolo: Come cambia la R.N., P&D Settembre 1992 pagg. 62-71
    2. A&D Giu 1995