Alberto Stagno Monroy d'Alcontres

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Alberto Stagno d'Alcontres, dei principi di Montesalso, di Alcontres e di Palizzi (Tremestieri, 10 agosto 1873Messina, 31 gennaio 1941), è stato un nobile italiano, settimo principe di Montesalso e di Alcontres.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Stagno d'Alcontres apparteneva all'antica famiglia nobiliare messinese degli Stagno d'Alcontres. Era figlio di Carlo Stagno d'Alcontres, sesto principe di Montesalso, di Alcontres e di Palizzi, marchese della Floresta, di Roccalumera e Soreto, barone di Placapaina e trentottesimo barone di Scuderi, e di Giovanna Monroy di Ventimiglia, figlia di Ferdinando Monroy e Barlotta, quinto principe di Pandolfina, principe di San Giuseppe e pari di Sicilia. Era fratello minore di Pietro Stagno Monroy d'Alcontres, principe di Palizzi e fratello maggiore di Ferdinando Stagno Monroy d'Alcontres, marchese della Floresta.

Dall'unione con donna Ildefonsa Calapaj, nobile di Calapaj nacquero Carlo Stagno d'Alcontres (principe di Montesalso e di Alcontres e Palizzi, deputato della prima legislatura), Pietro Stagno Calapay d'Alcontres, Guglielmo (rettore dell'università di Messina), Ferdinando (presidente dell'ARS), Giovanna, Maria Carla, Alberta e Adele Stagno d'Alcontres.

Alberto ebbe inoltre i titoli di settimo principe di Montesalso e di Alcontres, di marchese di Roccamulera e marchese di Soreto e fu cavaliere di onore e devozione del Sovrano militare ordine di Malta.

Fu educato alla scuola militare "Nunziatella", dalla quale uscì come tenente di artiglieria; partecipò alla guerra italo-turca in Tripolitania; promosso capitano alla vigilia della prima guerra mondiale, fece parte dello stato maggiore di Diaz; nel 1921 fu promosso colonnello e lasciò l'esercito.

Fu amico dell'anzianissimo René de La Tour du Pin, del quale abbracciò i principi, sostenendo il cristianesimo sociale. Fu poi fondatore della rivista messinese Dio, il Re e il Popolo, dalla formula ideologica di La Tour du Pin, e appoggiò il corporativismo fascista. Nel 1927 pubblicò un saggio filosofico (Dio, il grande monarca dell'universo); pubblicò inoltre alcuni romanzi ispirati a Chateaubriand, esaltanti la genialità e la purezza del pensiero cristiano.

Il principe Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie lo creò cavaliere dell'insigne e reale ordine di San Gennaro; nel 1935 papa Pio XI lo insignì dell'Ordine dello Speron d'oro, dell'Ordine Piano, dell'Ordine di San Silvestro Papa e dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; nel 1936 venne insignito dell'Ordine Mauriziano.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di onore e devozione Sovrano militare ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta
Cavaliere dell'insigne e reale ordine di San Gennaro
Cavaliere dell'ordine di San Silvestro papa
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine Piano
Cavaliere dell'Ordine dello Speron d'oro
Cavaliere dell'ordine costantiniano di San Giorgio (Napoli)
Cavaliere del reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione
Cavaliere dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Galluppi, Nobiliario della città di Messina

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie