Campionato mondiale Superbike

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Campionato mondiale Superbike
Campionato mondiale Superbike 2017
Categoria Motociclismo
Nazione Internazionale
Prima edizione 1988
Motori Aprilia RSV4 Factory
BMW S1000 RR
Ducati 1199 Panigale
Honda CBR1000RR
Kawasaki ZX-10R
MV Agusta F4
Yamaha YZF R1
Pneumatici Pirelli
Pilota campione
(2016)
Jonathan Rea
Squadra campione
(2016)
Kawasaki
Sito web ufficiale

Il Campionato mondiale Superbike, spesso abbreviato con la sigla SBK, è il campionato mondiale della classe Superbike e si disputa dal 1988.

Conosciuto anche come World Superbike Championship (WSBK) è il più importante campionato per moto derivate dalla produzione di serie, ovvero dalle moto normalmente realizzate per la circolazione stradale.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« It was like a light came on when he said the word Superbike. Even though it came from Australia, it was uniquely American sounding. It described perfectly the new powerful motorcycles that were coming out at the time and it ultimately proved to be easily translatable in languages around the world[1]. »

(IT)

« Dire la parola Superbike fu come l'accendersi di una luce. Sebbene fosse di origine australiana, aveva un suono tipicamente americano. Descriveva perfettamente le nuove e potenti motociclette che venivano lanciate sul mercato in quel periodo e infine si dimostrò essere facile da tradurre in tutte le lingue del mondo. »

(Steve McLaughlin, pilota motociclistico statunitense e ideatore della categoria)

Nei primi anni settanta il pilota statunitense Steve McLaughlin, rappresentante dei piloti AMA, propose la creazione di una nuova categoria di moto, detta Superbike Production, da usare in gare di supporto agli AMA roadrace nationals e promosse la sua idea presso vari organizzatori ed editori, finché nel 1973 si tenne una competizione di Superbike Production a supporto della gara "Laguna Seca AMA National" a Monterey, in California: l'idea prese piede e negli anni a seguire la categoria si espanse e nel 1976 ottenne il riconoscimento nazionale grazie all'interessamento di Jim France del Daytona International Speedway e di Ed Youngblood, dirigente dell'AMA[2].

James Toseland (1, su Ducati) davanti a Chris Walker (9, su Kawasaki) e Yukio Kagayama (71 su Suzuki) durante una gara del campionato 2005

Negli anni successivi McLaughlin fu uno dei piloti più rappresentativi della categoria e divenne poi team manager e promotore e in questa veste si occupò di ingaggiare i migliori piloti europei per disputare la 200 miglia di Daytona, che dal 1985 si corse con le Superbike, e questi suoi sforzi lo convinsero della fattibilità di un campionato mondiale riservato a questi mezzi[2], ottenendo l'avallo della FIM per l'organizzazione della serie iridata[3].

Il nuovo campionato del mondo, con una stagione di debutto incentrata su gare corse in Europa, si dimostrò essere estremamente attraente verso i Team e le Case costruttrici (obbligate a produrre a e mettere in vendita dai concessionari almeno 1000 esemplari della moto di serie da cui derivare quella da corsa da iscrivere al campionato), che potevano mantenere un'elevata competitività a costi più ridotti rispetto al preesistente Campionato mondiale Formula TT, riservato a costosissimi prototipi spinti da motori derivati dalla serie, garantendo agli spettatori lo stesso livello di spettacolo[4].

Considerato una volta come il cugino povero del Motomondiale, il Superbike World Championship è cresciuto di anno in anno grazie anche alla relativa stabilità dei regolamenti, con poche ma azzeccate modifiche introdotte nel corso degli anni.

Diffusione e generalità[modifica | modifica wikitesto]

Vecchio logo del Mondiale Superbike usato fino al 2011

Molti paesi, come il Regno Unito (British Superbike Championship), gli Stati Uniti (AMA Superbike Championship), il Giappone, il Canada, l'Italia (Campionato Italiano Velocità) e la Germania, hanno anche un proprio campionato nazionale.

Le gare di Superbike hanno attirato l'attenzione dei grandi produttori mondiali di moto (Ducati, Honda, Aprilia, Kawasaki, Suzuki, Yamaha, BMW) perché permettono di promuovere i loro prodotti, per questo nei paesi anglosassoni usano dire "Win on Sunday, Sell on Monday" ("Domenica vinci, Lunedì vendi").

Quello che viene considerato il "re" della categoria è l'inglese Carl Fogarty (non a caso soprannominato "The King"), vincitore del titolo mondiale per ben 4 volte (1994-'95-'98-'99) sempre in sella a una Ducati (916 i primi 2 titoli e 996 gli altri 2). Altri piloti che hanno fatto la storia di questo campionato e che meritano di essere menzionati per i loro successi sono: Doug Polen, Troy Corser, Scott Russell, Aaron Slight, John Kocinski, Troy Bayliss, Noriyuki Haga, Colin Edwards, James Toseland e Max Biaggi, primo italiano a laurearsi campione del mondo SBK nel 2010. Fra questi solo due piloti hanno vinto un mondiale anche nel Motomondiale: John Kocinski e Max Biaggi.

Per quanto riguarda il campionato costruttori è l'italiana Ducati a primeggiare con ben 17 allori. Honda e Aprilia lo hanno vinto 4 volte, Kawasaki 2 volte, mentre Suzuki, e Yamaha una sola volta.

Per quanto concerne invece il campionato piloti è sempre la Ducati in cima alla classifica con ben 14 titoli, davanti alla Honda con 6 titoli, Kawasaki con 4 titoli e poi Aprilia con tre titoli, infine Suzuki e Yamaha con 1 titolo a testa.

Regolamenti[modifica | modifica wikitesto]

A differenza della Formula TT, che ammetteva moto con cilindrata massima di 750 cm³ a prescindere dal frazionamento del motore, fin dall'anno di esordio il mondiale era caratterizzato dal fatto di ammettere moto diverse tra loro per le scelte tecniche, ma che grazie a una sapiente differenziazione delle cilindrate massime ammesse avevano prestazioni paragonabili, allo scopo di coinvolgere il maggior numero di team e case costruttrici. Infatti erano ammesse le moto quadricilindriche fino a 750 cm³ (soluzione tipica delle moto giapponesi), le tricilindriche fino a 900 cm³ (scelta che è stata portata in gara solo in pochi casi) e le bicilindriche fino a 1000 cm³ (come le italiane Ducati e Aprilia, imitate in seguito anche dalla Honda) con diversi pesi minimi volti a minimizzare il vantaggio di potenza delle plurifrazionate. Nella stagione inaugurale del 1988, ad esempio, le quadricilindriche avevano un peso minimo di 165 kg, mentre la bicilindriche potevano essere alleggerite fino a 140 kg, sebbene a quei tempi fosse un traguardo difficilmente avvicinabile[5].

Dal 2003 in poi il regolamento ha permesso anche l'impiego di moto di 1000 cm³ con motore a 4 cilindri, che ha permesso alle case nipponiche di schierare i modelli di punta della loro produzione di serie, che oramai aveva lasciato in una nicchia di mercato le supersportive da 750 cm³[6][7].
Dal 2008 il peso minimo è di 162 kg, mentre per i bicilindrici da 1200 cm³ il peso sale a 168 kg, inoltre è stato previsto un complesso sistema di correttivi sul peso minimo delle moto e sull'aspirazione del motore per i 1200 bicilindrici (gli air restrictors) allo scopo di evitare che una tipologia di moto sia troppo avvantaggiata rispetto all'altra.[8]

Per ovviare alla marcata disparità di trattamento riservata dai diversi fornitori di pneumatici ai piloti privati rispetto agli "ufficiali", dal 2004 è stato introdotto il monogomma Pirelli. Tutti i team dispongono di un'identica dotazione di pneumatici e questa scelta ha di fatto livellato le prestazioni delle varie moto rendendo le gare estremamente combattute e spettacolari.

Limiti delle modifiche[modifica | modifica wikitesto]

Trattandosi di modelli derivati dalla produzione di serie, alcune parti della moto non possono essere modificate. In particolare, il telaio deve rimanere quello omologato, e l'aspetto della moto di fronte, retro e di profilo deve essere conforme alla sagoma della moto stradale. Sono modificabili scarichi, forcellone, sospensioni, freni, manubrio e pedaliere, serbatoio, radiatore, air box, albero motore, diametro e sezione delle ruote. Le superbike montano pneumatici slick.
In un'ottica di contenimento dei costi, a partire dal 2013 il diametro dei cerchioni ritorna alla misura di 17 pollici, quasi universalmente usata nelle moto sportive stradali[9] e precedentemente una delle opzioni possibili[10] finché dal 2010 si erano usate solo alcune misure per i cerchi, i quali dovevano essere tutti da 16,5" con canale all'anteriore da scegliere tra 3,50" o 3,75" e al posteriore solo 6,25"[11]. Inoltre se non presenti sul modello di serie, non si possono usare: Abs, Ride by Wire, cambio elettronico (ma sarà consentito il Gear Shift), l'ammortizzatore di sterzo elettronico, modifiche all'Airbox, qualsiasi tipo di sistema di assistenza idraulica alla frizione. Dal 2011 è stato imposto l'uso degli iniettori, pompe della benzina e pressione d'iniezione del carburante identici al modello stradale[12], inoltre il canale anteriore dei cerchi viene vincolato alla sola misura 3,5".

L'omologazione della moto[modifica | modifica wikitesto]

Per poter partecipare alle gare di Superbike, un modello deve essere omologato per circolare su strade pubbliche ed esser prodotto in un determinato e non ristretto numero di esemplari, in modo da poter considerare la produzione di questo modello una produzione di serie e non una "special" (come per esempio la Ducati Desmosedici RR), inoltre ogni nuovo modello deve essere sottoposto ad una omologazione specifica della FIM, che permette di poter gareggiare al campionato.

Trattandosi quindi di competizione caratterizzata da modelli derivati dalla serie, le case devono vendere un certo numero di esemplari del modello di riferimento (che, naturalmente, deve ottenere l'omologazione). Inizialmente bisogna produrre un numero minimo di 125 moto (250 per chi ha già partecipato o sta partecipando), il tutto per le ispezioni del modello, poi devono essere prodotte altre moto.

Fino al 2009 bisognava raggiungere i 1000 esemplari durante l'anno, il primo lotto da 500 moto doveva essere prodotto entro la fine di settembre ed il secondo lotto da 500 entro la fine di dicembre, mentre per coloro che hanno già un mezzo omologato si ha come unica data di scadenza la fine di giugno[13].

Dal 2010, pur con la presenza della crisi economica, si è aumentato il numero di moto da vendere, passando da 1000 esemplari a 2000, modificando anche le “scadenze” di produzione dei diversi lotti. Per chi non ha mai partecipato al campionato la prima scadenza è la fine di giugno per le prime 500 moto, mentre il secondo lotto da 500 entro 15 giorni prima la fine dell'ultima gara, mentre il terzo lotto da 500 moto deve essere prodotto entro la fine di giugno dell'anno successivo e il quarto ed ultimo lotto da 500 moto deve essere prodotto 15 giorni prima la fine dell'ultima gara dell'anno successivo.

Per le case costruttrici che competono con una moto omologata in passato vi sono diverse scadenze di presentazione dei modelli in produzione, infatti come prima scadenza si ha la fine di giugno per le prime 1000 moto, mentre il secondo lotto da 1000 entro i 15 giorni prima dell'ultima gara in calendario.[14].

Nel 2014 con il cambio di regolamento in previsione di ridurre i costi sono state introdotte le moto EVO che saranno le uniche utilizzabili nel 2015, le quali dovranno utilizzare telaio e leveraggi originali (saranno permessi solo rinforzi a telaio e forcellone), l'elettronica deve essere di serie, airbox di serie.[15]

Differenze tra Superbike e MotoGP[modifica | modifica wikitesto]

Le Superbike sono derivate da un modello di serie mentre le MotoGP sono prototipi in tutto e per tutto, nessuno dei componenti che formano la moto devono essere ripresi da una moto di serie. A livello prestazionale, le MotoGP dispongono approssimativamente di 250 cavalli e hanno una velocità massima di circa 350 km/h; le Superbike hanno circa 220 cavalli e raggiungono i 320–330 km/h. Per quanto riguarda i tempi sul giro, le migliori MotoGP girano circa 2 secondi più velocemente delle migliori Superbike[16][17].

Altri elementi che differenziano le gare di Superbike da quelle del motomondiale sono: la presenza della Superpole per decidere la griglia di partenza, avvenimento programmato al sabato (un giorno prima della gara) e al quale partecipano i 16 piloti più veloci durante le qualifiche. La ricerca della pole position attraverso la Superpole è una modalità di qualifica dove il pilota aveva a disposizione un solo giro, ed in quello soltanto deve dare il meglio per posizionarsi più avanti possibile nella griglia di partenza del giorno dopo. A partire dal 2009, la Superpole cambia formato traendo parzialmente spunto dalle qualifiche della Formula 1 nel 2008. Il nuovo formato consiste in tre sessioni di 12' ciascuna, intervallate da 7' di sosta, per una durata complessiva di 50'. Si parte con i migliori 20 piloti emersi dai due turni di qualifica. Dopo la prima sessione vengono eliminati i quattro peggiori tempi; dopo la seconda gli ulteriori otto. Nella terza viene assegnata la pole position e le posizioni delle due prime file della griglia di partenza.

La seconda differenza concerne la presenza di due gare per ogni Gran Premio, ogni corsa dà punteggi indipendenti ai piloti. Normalmente la prima gara viene svolta verso le 12:00 locali, mentre la seconda intorno alle 15:30 locali.

Dalla stagione 2016 la prima gara si svolge il sabato alle 13.00 locali, mentre la seconda la domenica al medesimo orario.

Le gare di Superbike sono del 20% circa più corte rispetto a quelle di MotoGP, in quanto la distanza minima di gara per SBK è di 100 km, mentre le MotoGP percorrono almeno 120 km. Infatti nella prima categoria, ad esempio, sui circuiti di Phillip Island, Valencia, Misano, Donington, Brno si corre rispettivamente su una distanza di 22, 23, 24, 23 e 20 giri, mentre nella seconda categoria le distanze di gara sono rispettivamente 27, 30, 28, 30 e 22 giri.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Anno Pilota Punti Motocicletta Squadra
1988 Fred Merkel 99 Honda RC30 RCM – Oscar Rumi
1989 Fred Merkel 272 Honda RC30 Rumi RCM
1990 Raymond Roche 391 Ducati 851 Corse Ducati Lucchinelli
1991 Doug Polen 432 Ducati 888 Fast by Ferracci
1992 Doug Polen 371 Ducati 888 Police Ducati
1993 Scott Russell 378,5 Kawasaki ZXR750 Kawasaki Muzzy
1994 Carl Fogarty 305 Ducati 916 Ducati Corse Virginio Ferrari
1995 Carl Fogarty 478 Ducati 916 Ducati Corse Virginio Ferrari
1996 Troy Corser 369 Ducati 916 Promotor
1997 John Kocinski 416 Honda RC45 Castrol Honda
1998 Carl Fogarty 351,5 Ducati 996 Ducati Performance
1999 Carl Fogarty 489 Ducati 996 Ducati Performance
2000 Colin Edwards 400 Honda VTR1000 SP Castrol Honda
2001 Troy Bayliss 369 Ducati 996 R Ducati Infostrada
2002 Colin Edwards 552 Honda VTR 1000 SP2 Castrol Honda
2003 Neil Hodgson 489 Ducati 999 F03 Fila Ducati
2004 James Toseland 336 Ducati 999 F04 Ducati Fila
2005 Troy Corser 433 Suzuki GSXR1000 K5 Alstare Suzuki Corona Extra
2006 Troy Bayliss 431 Ducati 999 F06 Ducati Xerox
2007 James Toseland 415 Honda CBR1000RR Hannspree Ten Kate Honda
2008 Troy Bayliss 460 Ducati 1098 F08 Ducati Xerox
2009 Ben Spies 462 Yamaha YZF R1 Yamaha World Superbike
2010 Max Biaggi 451 Aprilia RSV4 Factory Aprilia Alitalia Racing
2011 Carlos Checa 505 Ducati 1098R Althea Racing
2012 Max Biaggi 358 Aprilia RSV4 Factory Aprilia Racing
2013 Tom Sykes 447 Kawasaki ZX-10R Kawasaki Racing
2014 Sylvain Guintoli 416 Aprilia RSV4 Factory Aprilia Racing
2015 Jonathan Rea 548 Kawasaki ZX-10R Kawasaki Racing
2016 Jonathan Rea 498 Kawasaki ZX-10R Kawasaki Racing

Fonti tabella piloti: Ducati.it

Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Anno Costruttore Punti Motocicletta
1988 Honda 142 Honda RC30
1989 Honda 368 Honda RC30
1990 Honda 399 Honda RC30
1991 Ducati 489 Ducati 888
1992 Ducati 502 Ducati 888
1993 Ducati 480 Ducati 888
1994 Ducati 403 Ducati 916
1995 Ducati 580 Ducati 916
1996 Ducati 521 Ducati 916
1997 Honda 486 Honda RC45
1998 Ducati 487,5 Ducati 996
1999 Ducati 569 Ducati 996
2000 Ducati 439 Ducati 996
2001 Ducati 553 Ducati 996 R
2002 Ducati 575 Ducati 998 F 02
2003 Ducati 600 Ducati 999F03
2004 Ducati 530 Ducati 999 F04
2005 Suzuki 468 Suzuki GSXR1000 K5
2006 Ducati 450 Ducati 999 F06
2007 Yamaha 467 Yamaha YZF-R1
2008 Ducati 570 Ducati 1098 F08
2009 Ducati 572 Ducati 1098R
2010 Aprilia 471 Aprilia RSV4 Factory
2011 Ducati 529 Ducati 1098R
2012 Aprilia 444,5 Aprilia RSV4 Factory
2013 Aprilia 550 Aprilia RSV4 Factory
2014 Aprilia 468 Aprilia RSV4 Factory
2015 Kawasaki 599 Kawasaki ZX-10R
2016 Kawasaki 582 Kawasaki ZX-10R

I circuiti utilizzati[modifica | modifica wikitesto]

I circuiti della stagione in corso sono in grassetto.

Circuito Nazione Stagioni Gran Premi Mappa
Albacete  Spagna 1992-1999 8
Anderstorp  Svezia 1991, 1993 2
Aragon  Spagna 2011-2017 7
Assen  Paesi Bassi 1992-2017 26
Brainerd  Stati Uniti 1989-1991 3
Brands Hatch  Regno Unito 1993, 1995-2008 15
Brno  Rep. Ceca 1993, 1996, 2005-2012 10
Buriram  Thailandia 2015-2017 3
Donington  Regno Unito 1988-2001, 2007-2009, 2011-2017 24
Estoril  Portogallo 1988, 1993 2
Hockenheim  Germania 1988-1997, 1999-2000 12
Hungaroring  Ungheria 1988-1990 3
Imola  Italia 2001-2006, 2009-2017 15
Istanbul  Turchia 2013 1
Johor  Malesia 1992-1993 2
Jarama  Spagna 1991-1992 2
Jerez  Spagna 1990, 2013-2017 6
Kyalami  Sudafrica 1998-2002, 2009-2010 7
Laguna Seca  Stati Uniti 1995-2004, 2013-2017 15
Lausitzring  Germania 2001-2002, 2005-2007, 2016-2017 7
Le Mans  Francia 1988, 1990 2
Losail  Qatar 2005-2009, 2015-2017 8
Manfeild  Nuova Zelanda 1988-1990, 1992 4
Magny-Cours  Francia 1991, 2003-2017 16
Miller  Stati Uniti 2008-2012 5
Misano  Italia 1991, 1993-2012, 2015-2017 25
Monza  Italia 1990, 1992-1993, 1995-2013 22
Mosca  Russia 2012-2013 2
Mosport  Canada 1989-1991 3
Mugello  Italia 1991-1992, 1994 3
Nürburgring  Germania 1998-1999, 2008-2013 8
Oran Park  Australia 1988-1989 2
Oschersleben  Germania 2000-2004 5
Paul Ricard  Francia 1989 1
Pergusa  Italia 1989 1
Phillip Island  Australia 1990-1992, 1994-2017 27
Portimão  Portogallo 2008-2015, 2017 9
Salzburgring  Austria 1995 1
Sentul  Indonesia 1994-1997 4
Sepang  Malesia 2014-2016 3
Shah Alam  Malesia 1990-1991 2
Silverstone  Regno Unito 2002-2007, 2010-2013 10
Spa-Francorchamps  Belgio 1992 1
Sugo  Giappone 1988-2003 16
Valencia  Spagna 2000-2010 11
Vallelunga  Italia 2007-2008 2
Zeltweg  Austria 1988-1994, 1997-1999 10

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche del Campionato mondiale Superbike.

Dal punto di vista statistico, i piloti che hanno ottenuto più titoli sono il britannico Carl Fogarty, vincitore di quattro titoli mondiali, e l'australiano Troy Bayliss vincitore di tre titoli mondiali, entrambi hanno conseguito tutti i loro titoli utilizzando motociclette Ducati. Gli stessi due piloti sono anche quelli ad aver ottenuto più vittorie, con 59 successi per Fogarty e 52 per Bayliss. Per quel che concerne i posizionamenti a podio, il pilota ad avere ottenuto di più è l'australiano Troy Corser con 130 piazzamenti a podio, seguito dal giapponese Noriyuki Haga a quota 116 e dal britannico Carl Fogarty a quota 109. Sempre Corser è il pilota ad aver ottenuto più pole position (43), con Tom Sykes al secondo posto. Nella graduatoria dei piloti ad aver realizzato il giro veloce in gara, il giapponese Noriyuki Haga è il pilota ad aver fatto segnare di più (51), mentre a quota 48 si trova si trova il britannico Carl Fogarty.

Collaborazioni tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 il fornitore unico di pneumatici è la Pirelli.

Dal 2006 al 2016 le safety car sono Alfa Romeo (in ordine cronologico: 159, Giulietta, MiTo e 4C).[18]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

I giochi ufficiali della SBK sono realizzati presso gli studi milanesi dello sviluppatore italiano Milestone S.r.l. (detentore della licenza dal 1998), e distribuiti dalla Black Bean Games, accordo raggiunto nel 2006 tramite RTR Sports[19]. I primi titoli sono stati creati a partire dal 1999 con Superbike World Championship, Superbike 2000 e Superbike 2001 sviluppati solo per PC e distribuiti da EA Sports, mentre la versione 2007 (SBK-07) è uscita per PlayStation 2 e PlayStation Portable e la versione 2008 (SBK 08) insieme alla versione 2009 (SBK 09), 2010 (SBK X) e 2011 (SBK 2011) per PC, Xbox 360, PlayStation 2, PlayStation 3 e PlayStation Portable.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il mondiale Superbike è stato trasmesso dal 1995 al 1997 da Tele+ per tre stagioni,[20] poi dal 1999 al 2012 (tranne il 2003, trasmesso in maniera frammentaria sulla RAI) su TMC/La7 nella sua integralità, insieme alla classe minore tra le categorie per moto derivate dalla serie, il mondiale Supersport. Dalla stagione 2013 Mediaset si è assicurata in esclusiva i diritti della competizione per tre stagioni, con opzione di rinnovo fino al 2018.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AMA Motorcycle Hall of Fame, motorcyclemuseum.org. URL consultato il 2 luglio 2012.
  2. ^ a b (EN) Scheda di Steve McLaughlin, www.motorcyclemuseum.org. URL consultato il 2 luglio 2012.
  3. ^ Simone Valtieri, Superbike a tutta velocità con moto di serie, www.instoria.it, marzo 2009. URL consultato il 2 luglio 2012.
  4. ^ Honda VFR750R (RC30): la Superbike, cesenabikers, 19 aprile 2012. URL consultato il 30 giugno 2012.
  5. ^ Ian Falloon, Ducati Desmoquattro Superbikes, St.Paul, MN, USA, MotorBooks International, 2002. URL consultato il 15 ottobre 2013.
  6. ^ Regolamento tecnico 2001
  7. ^ SBK – MODIFICHE AL REGOLAMENTO 2003
  8. ^ (EN) Regolamento ufficiale della FIM sui campionati per derivate dalla serie
  9. ^ Pirelli fornirà le Diablo Superbike da 17" dal 2013, www.worldsbk.com, 24 ottobre 2011. URL consultato il 9 marzo 2013.
  10. ^ Al debutto il nuovo pneumatico Pirelli Diablo da 17" nel test di lunedì, www.worldsbk.com, 29 giugno 2012. URL consultato il 9 marzo 2013.
  11. ^ SBK: novità per il regolamento 2010, www.worldsbk.com, 31 ottobre 2009. URL consultato il 9 marzo 2013.
  12. ^ La Superbike che verrà: variazioni regolamentari per il biennio 2010-2011
  13. ^ Regolamento 2009
  14. ^ Regolamento 2010
  15. ^ Superbike: le regole del 2015
  16. ^ (EN) Cronometraggio dal sito ufficiale della MotoGP, motogp.com. URL consultato il 4 agosto 2010.
  17. ^ (EN) Cronometraggio dal sito ufficiale del mondiale Superbike, sbk.perugiatiming.com. URL consultato il 4 agosto 2010.
  18. ^ Alfa Romeo safety car per il SBK, alfaromeo.it. URL consultato il 13 settembre 2013.
  19. ^ (IT) Dinamica accordo Licensing BlackBean - FGsport, dal sito rtrsports.com
  20. ^ Paolo Gozzi, Sky si mangerà anche la Superbike, su paologozzi.gazzetta.it, RCS MediaGroup S.p.A., 29 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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