Campionato mondiale di Formula 1 1984

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Campionato mondiale di Formula 1 1984
Edizione n. 35 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio25 marzo
Termine21 ottobre
Prove16
Titoli in palio
Piloti Niki Lauda
su McLaren MP4/2
Costruttori McLaren
Altre edizioni
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Edizione in corso

La stagione 1984 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 35° ad assegnare il Campionato Piloti e la 27° ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 25 marzo e terminata il 21 ottobre, dopo 16 gare, una in più della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato, per la terza volta, a Niki Lauda e il titolo costruttori, per la seconda volta, alla McLaren.

Niki Lauda si aggiudicò, per la terza volta, il titolo piloti. Il margine di mezzo punto, sul compagno di team, Alain Prost, è il più piccolo della storia del mondiale.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Prima del Gran Premio d'Italia 1983 venne presentata la prima bozza di calendario per il 1984. Il campionato sarebbe iniziato il 26 febbraio col Gran Premio del Brasile; il Gran Premio del Sudafrica sarebbe anticipato in primavera, così come il Gran Premio del Belgio, portato da maggio ad aprile. Il Gran Premio di Gran Bretagna sarebbe tornato a Brands Hatch; saltato il Circuito di Long Beach, venivano inserite altre due gare nel Stati Uniti d'America: una a Dallas in estate, e una, da disputarsi a New York o Miami, quale ultima prova della stagione.[1]

All'epoca del Gran Premio del Sudafrica 1983 la FISA modificò la prima bozza di calendario per la stagione 1984; l'esordio era previsto il 26 febbraio, sempre col Gran Premio del Brasile, ma la fine era portata al 7 ottobre con quello d'Europa, previsto al Nürburgring.[2] A novembre la FISA decise di posticipare l'inizio della stagione al 25 marzo, sempre col Gp del Brasile, al fine di spostare ad aprile, la seconda gara, quella del Sudafrica, per dare più tempo, agli organizzatori di quest'ultima, di sistemare la pista.[3] Il calendario venne confermato il 24 novembre.[4]

L'8 dicembre 1983 Bernie Ecclestone firmò col sindaco di Fuengirola l'accordo per portare il Gran Premio di Spagna nuovamente nel campionato, su un tracciato disegnato tra le vie della città spagnola, da disputarsi il 7 ottobre, in luogo del Gp d'Europa. L'accordo aveva durata di 5 anni.[5] In realtà, pochi giorni dopo, la FISA confermò lo svolgimento del Gran Premio d'Europa, nella data prevista.[6] A fine dicembre Ecclestone annunciò un nuovo accordo, per lo svolgimento del un Gran Premio d'Ungheria, sempre per la data del 7 ottobre. La gara spagnola venne indicata come prima riserva, dalla Federazione Internazionale.[7]

In seguito saltò, definitivamente, la possibilità di correre a New York,[8] e il 1º febbraio 1984 la FOCA perfezionò l'accordo con gli organizzatori del Gp di Spagna, spostandolo al 21 ottobre.[9] Anche la gara spagnola però non si concretizzò,[10] tanto che a giugno venne fissato, per il 21 ottobre, il Gran Premio del Portogallo.[11] Dal 1958 il Mondiale di Formula 1 non effettuava la sua gara conclusiva in Europa.

Gara Nome ufficiale del gran premio Gran Premio Circuito Sede Data Ora
1 Grande Prêmio do Brasil GP del Brasile Circuito di Jacarepaguá Rio de Janeiro 25 marzo 13:00[12]
2 National Panasonic South African Grand Prix GP del Sudafrica Circuito di Kyalami Kyalami 7 aprile 15:30
3 Grote Prijs van Belgie GP del Belgio Circuito Terlaemen Zolder 29 aprile 14:30
4 Gran Premio di San Marino GP di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 6 maggio 14:30
5 Grand Prix de France GP di Francia Circuito di Digione-Prenois Digione 20 maggio
6 Grand Prix Automobile de Monaco GP di Monaco Circuito di Montecarlo Montecarlo 3 giugno 16:15[13]
7 Grand Prix Labatt du Canada GP del Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 17 giugno 13:00
8 United States Grand Prix East[14] GP degli USA-Est Circuito di Detroit Detroit 24 giugno 13:15[15]
9 United States Grand Prix[16] GP degli USA Circuito Fair Park Dallas 8 luglio
10 John Player Special British Grand Prix GP di Gran Bretagna Circuito di Brands Hatch Brands Hatch 22 luglio
11 Großer Preis von Deutschland GP di Germania Hockenheimring Hockenheim 5 agosto
12 Holiday Großer Preis von Österreich GP d'Austria Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 19 agosto
13 Grote Prijs van Nederland GP d'Olanda Zandvoort Park Zandvoort 26 agosto
14 Gran Premio d'Italia GP d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 9 settembre
15 Grosser Preis von Europa GP d'Europa Nürburgring Nürburg 7 ottobre
16 Grande Prémio de Portugal GP del Portogallo Circuito di Estoril Estoril 21 ottobre

Accordi e fornitori[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i team che ancora non disponevano di motori turbo andarono alla ricerca di questa soluzione tecnica.

La scuderia italiana Osella ebbe a disposizione, nel 1984, un motore turbo dell'Alfa Romeo.[17] La Ligier passò invece a quelli della Renault.[18] Il team britannico Spirit, dopo l'abbandono della partnership con la Honda, ottenne il sostegno della Hart, che già motorizzava la Toleman.[19] L'Arrows si accordò con la BMW, battendo così sul tempo la Tyrrell, che tentò di trovare un accordo con la Porsche, ma senza esito, tanto che la scuderia dovette accontentarsi ancora dei tradizionali motori a pressione atmosferica della Cosworth.[20]

La Benetton abbandonò la sua sponsorizzazione della Tyrrell e si legò, con un contratto annuale, e opzione per il secondo, con l'Alfa Romeo. La livrea della casa milanese divenne rosso-verde.[21]

La casa francese Michelin decise di limitare il numero di team forniti con i propri pneumatici: si limitò a Renault, Brabham, McLaren e Ligier. La casa statunitense Goodyear presentò, per la prima volta, degli pneumatici radiali, che vennero forniti a Ferrari, Williams, Lotus, Tyrrell, Arrows e Alfa Romeo; le altre scuderie si appoggiarono alla Pirelli.[22]

Scuderie e piloti[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto alla stagione 1983 l'unico cambiamento fu la sparizione della Theodore Racing, che abbandonò il campionato, per concentrarsi sulla gare statunitensi CART. Anche la RAM ebbe delle difficoltà a confermare la partecipazione al campionato, ma grazie all'arrivo dello sponsor Skoal Bandit, poté competere nel 1984.[23]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Ayrton Senna debuttò in F1, nel 1984, al volante di una Toleman.

All'indomani del Gran Premio d'Europa 1983 la Scuderia Ferrari annunciò che Michele Alboreto, pilota impegnato con la Tyrrell, avrebbe sostituito Patrick Tambay, a partire dalla stagione 1984.[24] Era il primo italiano a correre nel mondiale di F1 per la casa italiana dal Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1973, quando la Ferrari aveva schierato Arturo Merzario. Tambay trovò un ingaggio alla Renault,[25] dove sostituì Alain Prost. Il vicecampione del mondo 1983 tornò alla McLaren, ove aveva corso nel 1980, ma da cui era partito per i non buoni rapporti con Teddy Mayer, patron del team. La trattativa vide coinvolta anche la Marlboro, sponsor della scuderia.[26] La scuderia francese completò la coppia di piloti col britannico Derek Warwick, impegnato nel 1983 con la Toleman.[27]

La Toleman, a sua volta, fece esordire il brasiliano Ayrton Senna; nel corso del 1983 Senna aveva svolto i primi test con la Williams,[28] e con la McLaren. Già dal mese di giugno, però, Senna intratteneva stretti contatti con Bernie Ecclestone, patron della Brabham.[29]. Il suo ingaggio venne, però, bloccato dalla Parmalat, sponsor principale della scuderia, che voleva un pilota italiano come seconda guida[29]. Senna dovette allora accettare la proposta di Alex Hawkridge della Toleman, che gli offrì un contratto da 100.000 sterline[30] L'altro pilota fu il venezuelano Johnny Cecotto, ex pilota della Theodore.[31] La Brabham ingaggiò così Teo Fabi; il milanese aveva già corso in F1 nel 1982 con la Toleman, prima di passare alla CART statunitense; l'accordo prevedeva che Fabi continuasse a correre nelle gare americane e che, in caso di impegni concomitanti, venisse sostituito dal fratello Corrado, anch'egli pilota.[32]

La Ligier cambiò la coppia di piloti; fece esordire, dopo due sole stagioni in Formula 3, François Hesnault; al suo fianco venne ingaggiato l'esperto Andrea De Cesaris, che non aveva rinnovato con l'Alfa Romeo.[33][34] La RAM portò, all'esordio, un altro pilota francese, Philippe Alliot, con esperienze in F2.[35] La scuderia britannica avrebbe dovuto schierare solo un pilota, ma poi iscrisse anche Jonathan Palmer, che aveva già disputato il Gran Premio d'Europa 1983 con la Williams, e aveva vinto il Campionato europeo di Formula 2 1983.

Emerson Fittipaldi fu vicino al rientro in F1: testò un'Alfa Romeo[36] e una Spirit, ma preferì rivolgersi alle gare nordamericane.[19] Il team italiano ingaggiò così Riccardo Patrese, che veniva dalla Brabham, dove fece coppia con Eddie Cheever, in uscita dalla Renault.[21] La Tyrrell iscrisse Martin Brundle, giovane pilota britannico, proveniente dalla F3, come Senna.[37] Per l'altro volante venne confermato lo statunitense Danny Sullivan, che però venne sostituito, prima dell'inizio della stagione, da Stefan Bellof.[38] Il tedesco, anch'egli esordiente in F1, era stato già iscritto a qualche gara del 1983, senza però mai prendere parte alle corse. Bellof, assieme a Senna e Brundle, ebbe la possibilità di fare alcuni test con la McLaren, ma la Rothmans gli vietò però di passare ad un team sponsorizzato da un'altra compagnia di tabacchi.[39]

Dal Gran Premio di San Marino l'Osella, presentò una seconda vettura, con l'esordio dell'austriaco Jo Gartner, che aveva un contratto per disputare otto gare europee (di cui sette nella seconda parte di stagione). Per il Gran Premio di Monaco Teo Fabi, impegnato nella CART nordamericana, cedette il volante della Brabham al fratello Corrado, che aveva corso l'intera stagione 1983 con l'Osella. La Renault confermò l'impiego di Derek Warwick, pur infortunatosi nella gara precedente.[40] Corrado Fabi continuò a sostituire, anche nel Gran Premio del Canada, alla Brabham, il fratello Teo, ancora impegnato in gare del campionato nordamericano CART. Venne confermata anche la presenza di Patrick Tambay alla Renault, feritosi nel precedente Gran Premio di Monaco. La gara canadese si tenne nello stesso finesettimana della 24 Ore di Le Mans. Ciò impedì la presenza di Jonathan Palmer alla RAM, che lo sostituì con Mike Thackwell; il neozelandese, che stava conducendo il Campionato di F.2, aveva già affrontato la F1 in tre occasioni, nel 1980, qualificandosi nel Gp di Montreal, con una Tyrrell.

Per la stessa ragione anche Mauro Baldi mancò l'appuntamento di Montreal, sostituito, dalla Spirit con l'olandese Huub Rothengatter, esordiente nel mondiale di F1.[41] A Detroit Teo Fabi, dopo aver saltato due gare per contemporanei impegni nella serie nordamericane, tornò al volante della Brabham, in luogo del fratello Corrado. Anche Jonathan Palmer, che non aveva disputato la gara del Canada, in quanto impiegato nella 24 Ore di Le Mans, rientrò nel mondiale, quale pilota della RAM.

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti
MRD International Brabham BT53 BMW M12/13 M 1 Nelson Piquet
2 Teo Fabi
Corrado Fabi
Manfred Winkelhock[42]
Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 012 Ford- Cosworth DFY G 3 Martin Brundle
Stefan Johansson
4 Stefan Bellof
Mike Thackwell
Williams Grand Prix Engineering Williams FW09
FW09B
Honda RA163E G 5 Jacques Laffite
6 Keke Rosberg
Marlboro McLaren International McLaren MP4/2 TAG Porsche P01 M 7 Alain Prost
8 Niki Lauda
Skoal Bandit Formula 1 Team RAM 01B[43]
02
Hart 415T P 9 Philippe Alliot
10 Jonathan Palmer
Mike Thackwell
John Player Team Lotus Lotus 95T Renault EF4B G 11 Elio De Angelis
12 Nigel Mansell
Team ATS ATS D7 BMW M12/M13 P 14 Manfred Winkelhock
Gerhard Berger[44]
31 Gerhard Berger
Equipe Renault Elf Renault RE50 Renault EF4 M 15 Patrick Tambay
16 Derek Warwick
33 Philippe Streiff
Barclays Nordica Arrows BMW Arrows A6
A7
Ford- Cosworth DFV
BMW M12/13
G 17 Marc Surer
18 Thierry Boutsen
Toleman Group Motorsport Toleman TG183B
TG184
Hart 415T P


M

19 Ayrton Senna
19/20 Stefan Johansson
20 Johnny Cecotto
Pierluigi Martini
Spirit Racing Spirit 101B
101C
Hart 415T
Ford- Cosworth DFV[45]
P 21 Mauro Baldi
Huub Rothengatter
Benetton Team Alfa Romeo Alfa Romeo 184T Alfa Romeo 890T G 22 Riccardo Patrese
23 Eddie Cheever
Osella Squadra Corse Osella FA1/E[46]
FA1/F
Alfa Romeo 1260[46]
Alfa Romeo 890T
P 24 Piercarlo Ghinzani
30 Jo Gartner
Ligier Loto Ligier JS34 Renault EF4 M 25 François Hesnault
26 Andrea De Cesaris
Scuderia Ferrari SpA SEFAC Ferrari 126C4 Ferrari 031 G 27 Michele Alboreto
28 René Arnoux

Circuiti e gare[modifica | modifica wikitesto]

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Il Gran Premio del Belgio, tornò, dopo una sola stagione, e dopo una lunga trattativa con gli organizzatori del Circuito di Spa-Francorchamps, a disputarsi sul Circuito di Zolder, che aveva ospitato la gara dal 1973 fino al 1982, quasi ininterrottamente. Fu l'ultima edizione che si disputò su tale circuito.[47] Nella solita alternanza tra tracciato inglesi, il Gran Premio di Gran Bretagna si corse a Brands Hatch, che l'anno precedente aveva ospitato il Gran Premio d'Europa. In questa stagione la gara venne invece corsa al rinnovato Nürburgring. La Germania ospitò così, per la prima volta, due gare iridate nello stesso anno. Vi fu alternanza anche fra i circuiti francesi: nel 1984 toccò al Circuito di Digione, alla sua ultima apparizione nel calendario iridato.

La F1 fece tappa, per la prima e unica volta nella sua storia, sul tracciato di Dallas, disegnato all'interno del Fair Park. Lungo oltre tre chilometri e novecento metri, era composto da ben 23 curve, per lo più a gomito. I piloti furono fortemente critici in merito al tracciato. Considerato stretto, tortuoso, con diverse curve cieche e scarse misure di sicurezza, tanto che René Arnoux, pilota della Scuderia Ferrari, lo giudicò del tutto inadeguato a ospitare una gara di F1; Niki Lauda mise in evidenza come il tracciato fosse veloce come una pista permanente, ma che comportasse le problematiche classiche di un tracciato cittadino.[48] Venne criticata anche la FISA per aver permesso la tenuta della gara in un tracciato che, di fatto, non era stato omologato, tramite la tenuta di una gara internazionale, prima dello svolgimento del gran premio. Tale mancanza, per altro, era già accaduta per i tracciati cittadini di Las Vegas e Detroit.[49]

Dopo 24 anni tornò in calendario il Gran Premio del Portogallo, disputato sul Circuito di Estoril. Tracciato costruito nel 1972, aveva ospitato diverse gare valide per il Campionato europeo di F2.

Fu in dubbio la tenuta del Gran Premio di Monaco, in quanto la FOCA e la FISA volevano incamerare i diritti televisivi della gara, che fino al 1983 erano stati incassati invece dagli organizzatori.[47]

Riassunto della Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 1984.

Al via Elio De Angelis fu subito passato da Michele Alboreto, e cedette poi sia a Derek Warwick che a Nigel Mansell. Alain Prost, a causa di un problema al cambio, si trovò nel mezzo del plotone, mentre peggio andò a Nelson Piquet che, fermo in griglia, poté ripartire solo grazie all'aiuto dei commissari. Anche Cecotto ebbe problemi al via, ma prese parte alla gara. Nel corso del primo giro De Angelis fu passato anche da Niki Lauda, che aveva già preso una posizione a Patrick Tambay.

L'austriaco entrò sul podio virtuale già al secondo giro, con un sorpasso su Mansell alla Sul. I problemi all'iniezione di De Angelis proseguirono quando, al quarto passaggio, cedette anche a Tambay e, poco dopo, anche a René Arnoux. L'altro francese, Alain Prost, fu autore di una veloce rimonta: dopo aver, anche lui, passato De Angelis, al nono passaggio entrò in zona punti, superando Arnoux.

Al decimo giro, l'altro pilota della McLaren, Lauda, nell'attaccare Warwick alla Juncão, toccò la vettura del britannico, ma fu comunque capace di completare il sorpasso, ponendosi secondo, alla spalle di Alboreto. Dietro ai primi tre vi era Mansell, che precedeva tre francesi: Tambay, Prost e Arnoux.

Il milanese rimase in vetta fino al giro 12 quando, per un problema ai freni, terminò in testacoda, e dovette cedere due posizioni, facendosi sopravanzare da Lauda e Warwick. Un giro dopo Prost passò Tambay, per il quinto posto. In questo giro Alboreto fu autore di un secondo testacoda, che lo fece sprofondare in graduatoria. Il ferrarista si ritirò al sedicesimo giro; nello stesso giro Alain Prost ebbe la meglio su Mansell.

Al ventiquattresimo passaggio, dopo un primo attacco alla curva Molykote, Prost passò anche Warwick, alla Juncão, ponendosi secondo, alle spalle del compagno di team Lauda. Al giro 27 Tambay si fermò per il cambio gomme: effettuò però un errore di guida, che lo portò in testacoda. Poté ripartire, ma rientrò in gara solo nono.

Tre giri dopo si arrestarono ai box anche Derek Warwick e Nigel Mansell: il primo rientrò in gara sempre terzo, mentre il britannico, a causa della lentezza del pit stop, sprofondò all'ottavo posto. Il pilota della Lotus, grazie alle gomme nuove, fu però in grado di passare Piquet e Rosberg già al giro seguente. Il brasiliano attese il giro 32 per la sua sosta al cambio gomme.

La classifica vedeva al comando sempre il duo della McLaren, davanti a Derek Warwick, Elio De Angelis, Nigel Mansell e Patrick Tambay. Al trentaquattresimo passaggio Piquet abbandonò la gara per la rottura del turbo, mentre De Angelis, dopo il cambio gomme, scese in ottava posizione. Due giri dopo anche Nigel Mansell terminò la sua gara, per un'uscita di pista.

La vetta del gran premio cambiò al giro 38; per un problema elettrico la vettura di Niki Lauda dovette rallentare, e farsi così passare da Prost. Un giro dopo il francese fece il cambio gomme, mentre Lauda fu costretto all'abbandono. Derek Warwick si trovò a condurre una gara di F1, per la prima volta nella sua carriera. Dietro si trovava sempre Alain Prost, che precedeva Patrick Tambay, Keke Rosberg, Elio De Angelis ed Eddie Cheever.

Al giro 51, la rottura della sospensione anteriore sinistra portò al testacoda il leader della gara Warwick, che fu costretto al ritiro. Tornò al comando Prost. Tambay, terzo, scontava un problema grave a una batteria, e cedette, al giro 57, la seconda piazza a Rosberg. Al giro 60 il francese si trovò senza benzina, e venne passato da De Angelis, Cheever e Martin Brundle.

Alain Prost ottenne la sua decima vittoria nel mondiale, mentre Keke Rosberg, secondo, dette alla Honda il primo podio per un suo motore turbo. Brundle chiuse a punti la sua gara d'esordio, anche se poi sarà squalificato per la vicenda riguardante la Tyrrell.

Gran Premio del Sudafrica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Sudafrica 1984.

Al via del giro di ricognizione Alain Prost fu costretto a lasciare la sua vettura, per problemi tecnici all'alimentazione, e fu costretto prendere il muletto, regolato per Niki Lauda. Il francese si schierò al via dalla corsia dei box.

In griglia Riccardo Patrese e Philippe Alliot fecero segno di alcuni problemi sulle rispettive monoposto. La procedura di partenza venne interrotta, e la direzione di gara accorciò la corsa di un giro, come era già accaduto nel gran premio precedente.

Al via Nelson Piquet mancò una marcia, facendosi passare da Keke Rosberg; anche Nigel Mansell passò il brasiliano, ma subito, un problema al motore lo fece retrocedere a centro gruppo. Seguivano Niki Lauda, Teo Fabi, le due Renault di Derek Warwick e Patrick Tambay, poi Elio De Angelis, Jacques Laffite e Michele Alboreto. Al termine del primo giro, sul rettilineo dei box, Piquet passò Rosberg per il primo posto, Fabi Lauda, per il secondo, e Alboreto Laffite, per l'ottavo.

Fabi passò il giro seguente anche Rosberg: due Brabham si trovarono così nei primi due posti del gran premio; al quarto giro Rosberg cedette la terza posizione a Lauda. L'austriaco pressò per alcuni giri Fabi, facendogli consumare le gomme. Nel corso del decimo passaggio lo sorpassò, infine, alla Leeukop. Il pilota italiano cambiò gli pneumatici il giro seguente ma, al giro 20, fu poi costretto all'abbandono per un guasto del turbo.

Lauda iniziò a pressare anche Piquet, mentre Rosberg, ora terzo, guidava il plotone di altri piloti, con Derek Warwick che non aveva lo spunto sufficiente per tentare un sorpasso. Nelson Piquet cambiò gli pneumatici, al giro 21: Niki Lauda scalava così in testa. Piquet era sceso sesto, dietro a Rosberg, e le due Renault ed Elio De Angelis. Il brasiliano passò subito De Angelis, mentre, dietro al pilota della Lotus, c'era Alain Prost che, pur partito dalla corsia dei box, aveva rapidamente scalato la classifica. Il francese, al giro 25, passò anche De Angelis.

Grazie alle gomme nuove, Nelson Piquet recuperò su Tambay e Warwick, e poi su Rosberg: al giro 25 il pilota della Brabham era nuovamente secondo. Un giro dopo Prost passò anche Tambay, scalando quinto. Il pilota della Renault cedette ancora, a De Angelis, al ventottesimo giro. Nello stesso giro ci fu il ritiro di Johnny Cecotto, che era sedicesimo, a causa dello scoppio di una gomma anteriore. Il venezuelano riuscì a governare la sua Toleman, senza subire danni.

Al giro 29 dovette abbandonare, ancora per un problema al turbo, l'unica Brabham rimasta in gara, quella di Piquet. Rosberg si trovò di nuovo secondo, con alle spalle però Alain Prost, che aveva passato anche Warwick. Prost si fermò ai box, per la sostituzione degli pneumatici, al giro 31, così come Patrick Tambay. Rientrarono in pista, ruota a ruota, con Prost nono e Tambay decimo. Niki Lauda attese il trentaquattresimo passaggio per il suo cambio gomme: rientrò in pista ancora primo, ma rischiò subito un testacoda, a causa della temperatura, ancora basse, degli pneumatici.

Si infiammò la lotta per la seconda posizione, tra Keke Rosberg, Derek Warwick e Elio De Angelis. Jacques Laffite strappò la quinta posizione ad Alboreto. Roberg si fermò al giro 39, rientrando alle spalle di Prost e Tambay. Un giro dopo anche Warwick effettuò la sosta per il cambio gomme; rientrò nono, dietro a Tambay. De Angelis si ritrovo così al secondo posto, alle spalle di Lauda. Dietro al pilota italiano c'erano Laffite, Alboreto, Prost, Arnoux e Mansell. De Angelis attese fino al giro 40 per la sua sosta. Tornò in pista nono. Un giro dopo abbandonò il gran premio René Arnoux.

Tra il giro 42 e 43 Alain Prost passò Michele Alboreto e Jacques Laffite, portandosi al secondo posto. Al giro 44 Warwick passò Tambay, suo compagno di squadra, per il sesto posto. Elio De Angelis rientrò ai box, per un problema tecnico. Dietro al duo della McLaren, si trovarono così Jacques Laffite, Alboreto, Mansell, Warwick e Tambay.

Derek Warwick passò Mansell, al giro 47, mentre Tambay, a causa del degrado degli pneumatici, fu costretto a una nuova sosta, che lo allontanò dalla zona dei punti. Al giro 51 Warwick passò anche Alboreto: le due vetture si trovarono pari alla Kink, il pilota milanese resistette ma, alla Crowthorne, il britannico sfruttò la miglior traiettoria, e passò davanti. Nigel Mansell e Keke Rosberg si ritirarono al giro 52. Ayrton Senna entrò in zona punti, sesto.

Il brasiliano della Toleman venne però presto passato da Patrick Tambay. Al cinquantaseiesimo giro una foratura costrinse Warwick, quarto, a un nuovo stop ai box. Rientrò in gara sesto. Senna, limitato, per buona parte di gara, da un gusto dello sterzo, cedette diverse posizioni, scalando decimo.

Al giro 61 Laffite perse la ruota anteriore destra alla Barbeque; Alboreto si trovò terzo, ma per poco, venendo passato da Patrick Tambay, dopo un solo giro. Al sessantaquattresimo giro Alboreto cedette anche la quarta piazza, a Warwick. La gara di Tambay, terzo, s'interruppe al giro 67, per mancanza di benzina. Warwick si trovò terzo, davanti ad Alboreto, Patrese, De Cesaris e Senna.

Anche la gara di Michele Alboreto finì con un ritiro: la settantaduesimo passaggio il pilota della Scuderia Ferrari dovette abbandonare, per un problema all'iniezione.

Niki Lauda vinse, per la ventesima volta nel mondiale (la prima dal Gran Premio di Gran Bretagna 1982), davanti ad Alain Prost, unici piloti a pieni giri. Fu la terza doppietta per la McLaren, nella storia del campionato. Derek Warwick, terzo, colse il primo podio, mentre Ayrton Senna, sesto, colse il primo punto iridato

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Belgio 1984.

Al via Michele Alboreto mantenne la testa della corsa, mentre Derek Warwick superò René Arnoux, autore di una brutta partenza, e Keke Rosberg, rimasto praticamente fermo sulla griglia, portandosi così in seconda posizione. Manfred Winkelhock si pose quarto, mentre Nelson Piquet, per evitare il contatto con Rosberg, mise due ruote oltre la pista. Al quinto e sesto posto si posero Elio De Angelis e Riccardo Patrese. Il pilota padovano abbandonò al terzo giro, per un problema all'accensione.

Alboreto cominciò ad imporre un elevato ritmo alla gara, al fine di distanziare gli avversari, con il solo Warwick in grado di seguirlo per alcuni passaggi. Winkelhock, quarto, fungeva un po' da tappo rispetto al resto del gruppo. Al sesto giro uscì di scena anche il leader del mondiale, Alain Prost, che era quinto, costretto al ritiro da un problema allo spinterogeno.

All'ottavo giro Piquet prese la quinta posizione a De Angelis. Nelle retrovie si fece largo Keke Rosberg, che, già al giro 15 era ottavo, dopo aver passato sia Niki Lauda che Patrick Tambay. Il finlandese, al giro 22, passò anche Eddie Cheever. Ancora un giro, e Piquet strappò la quarta piazza a Winkelhock, avvicinandosi poi ad Arnoux. Al giro 24 De Angelis cedette prima a Rosberg, che entrò così in zona punti, poi a Cheever.

Al venticinquesimo passaggio René Arnoux, ormai con le gomme consumate, si fece passare da Piquet, prima di raggiungere i box, per il cambio degli pneumatici. I meccanici ebbero però delle lentezze nel completare l'operazione, che durò diciannove secondi, col francese che rientrò in gara solo tredicesimo. Tra il ventiseiesimo e ventisettesimo giro Winkelhock venne passato sia da Rosberg che da Cheever. L'italoamericano dell'Alfa Romeo fu però subito costretto al ritiro.

Michele Alboreto controllava la gara sempre al comando, davanti a Derek Warwick, Nelson Piquet, Keke Rosberg, Manfred Winkelhock, Elio De Angelis, Andrea De Cesaris e Stefan Bellof. Piquet, autore al giro 32 di un errore di guida alla Bolderbergbocht, subì il sorpasso da parte di Rosberg.

Warwick effettuò la sua sosta, per il cambio gomme, al trentaquattresimo giro; rientrò in gara terzo, alle spalle di Rosberg. Nello stesso giro si fermò anche Winkelhock. La sosta del tedesco fu più lunga, tanto che tornò in gara solo al dodicesimo posto. Il leader della gara, Alboreto, si fermò al giro 39, ripartendo sempre in testa. Al giro 37, intanto, si era ritirato Lauda, a causa di un problema con la pompa dell'acqua; al giro 41, Manfred Winkelhock, autore fino a quel punto di un'ottima prova, abbandonò il gran premio per un guasto elettrico.

Al quarantaquattresimo giro Keke Rosberg andò al pit stop, rientrando in gara sesto, mentre si ritirò De Cesaris, per un'uscita di pista, senza conseguenze per il pilota. Alboreto comandava davanti a Warwick, Piquet, De Angelis (in crisi con gli pneumatici), Bellof, Rosberg e Arnoux. Il francese della Ferrari, al giro 55, riuscì a passare prima Rosberg, poi Bellof e infine De Angelis, portandosi al quarto posto. Il giro dopo anche Rosberg fu capace di un doppio sorpasso, su Bellof e su De Angelis.

Arnoux entrò sul podio virtuale, passando Piquet, al giro 60, alla Bolderberg. Stefan Bellof si fermò ai box, per il cambio gomme, al giro 61, rientrando in gara settimo. Piquet cedette la sua quarta posizione a Rosberg, al giro 64. Un giro dopo Arnoux fu autore di un testacoda alla Kanaal Bocht: fu capace di ripartire, ma dopo essere stato passato sia da Rosberg che da Piquet. Il francese recuperò però la terza posizione: al giro 67 esplose il motore sulla Brabham di Nelson Piquet, mentre, nell'ultimo giro, Keke Rosberg si fermò, per la mancanza di benzina.

Michele Alboreto vinse la sua prima gara in Ferrari, davanti a Warwick e Arnoux. Completarono la zona dei punti Rosberg, comunque classificato, poi Elio De Angelis e Stefan Bellof. Il tedesco sarà poi squalificato per i fatti che coinvolsero la Tyrrell.

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di San Marino 1984.

Alain Prost e Nelson Piquet ebbero una buona partenza, col francese che già al Tamburello si ritrovò al comando della gara. Rosberg ebbe invece dei problemi e finì per bloccare i piloti partiti dietro di lui. Niki Lauda mancò una marcia al via e perse diverse posizioni. Jonathan Palmer, invece, rimase fermo sulla griglia e poté partire solo grazie all'intervento dei commissari. Sempre nel primo giro si ritirarono François Hesnault, dopo un contatto con Laffite, e Patrick Tambay, che alla Tosa fu tamponato da Eddie Cheever.

Al termine del giro, dietro a Prost e Piquet, si trovavano Derek Warwick, René Arnoux, Manfred Winkelhock, seguiti da tre piloti italiani: Alboreto, Patrese e De Angelis. Al terzo giro Alboreto passò anche Winkelhock. Il pilota tedesco funse un po' da tappo per i piloti alle sue spalle, mentre Patrese, afflitto da un guaio al motore, si ritirò al giro 7.

Niki Lauda passò Winkelhock al giro 8, e iniziò ad avvicinarsi alle due Ferrari. Al dodicesimo giro l'austriaco della McLaren attaccò Alboreto alla Villeneuve, ma il pilota milanese fu capace di tenere la posizione, solo fino alla Piratella, quando Lauda completò il sorpasso. Ancora un giro, e Lauda passò anche Arnoux.

L'austriaco sembrava poter, velocemente, riportarsi nelle posizioni comando, quando, al giro 16 abbandonò per una rottura del motore. Nello stesso giro Teo Fabi prese la sesta posizione a Winkelhock.

Prost comandava la gara in tranquillità, quando, al giro 20, un problema ai freni lo mandò in testacoda. Il francese riuscì a salvare la vettura e a proseguire il gran premio al comando. Un giro dopo René Arnoux effettuò la sua sosta, rientrando in gara sesto. Al venticinquesimo giro ci fu il ritiro dell'altro ferrarista, Alboreto, per un problema al propulsore.

Nelson Piquet, al giro 27, passò Warwick, installandosi al secondo posto. Poco dopo, Elio De Angelis, sesto, effettuò la sosta per il cambio gomme, rientrando solo decimo in gara. Per il leader della gara, Prost, la sosta giunse al trentesimo passaggio. Non perse il comando al rientro in gara. Dopo Nelson Piquet, secondo, si trovavano Derek Warwick e René Arnoux, che al giro 31 aveva passato Fabi. Seguivano Andrea De Cesaris, Martin Brundle ed Elio De Angelis.

Warwick decise di abbassare la pressione del turbo, per limitare i consumi, ma questo penalizzò il cambio, che perse la quarta marcia. Ciò lo portò a cedere, al giro 40, il terzo posto ad Arnoux, che lo passò al Tamburello. Al quarantanovesimo giro si ritirarono le due Brabham di Piquet e Fabi, entrambe per problemi al turbo. Arnoux scalò secondo, mentre De Cesaris si trovò quarto, seguito da De Angelis, Cheever, Bellof e Brundle.

I problemi di Warwick proseguirono, tanto che cedette la terza posizione a Andrea De Cesaris, al giro 51, e la quarta a Elio De Angelis, un giro dopo. Dopo il cambio gomme, al giro 56, Stefan Bellof cedette la settima posizione al compagno di team, Martin Brundle. La gara del britannico s'interruppe poco dopo, per la rottura di un tubo dell'alimentazione.

A un giro dal termine Andrea De Cesaris si ritirò per l'assenza di benzina, venendo passato da diversi piloti. Nell'ultimo giro si trovarono senza benzina anche Eddie Cheever ed Elio De Angelis, che mantenne però il terzo posto.

Alain Prost vinse per l'undicesima volta nel mondiale, davanti a René Arnoux ed Elio De Angelis. Vennero poi classificati Derek Warwick, Stefan Bellof, Thierry Boutsen ed Eddie Cheever. Bellof sarà poi squalificato per i fatti riguardanti la Tyrrell.

Gran Premio di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Francia 1984.

Al via Patrick Tambay sembrò anticipare la partenza, traendo in inganno Nelson Piquet, che partiva terzo. Ne approfittò Elio De Angelis, secondo, che prese il comando della gara. Tambay fu capace di resistere agli attacchi di Piquet e Keke Rosberg, e riprese la testa del gran premio. Dietro, Nigel Mansell sfruttò l'occasione, e si pose davanti a Piquet e Rosberg, seguendo così il suo compagno di scuderia De Angelis.

Derek Warwick scalò in pochi giri, al quarto posto, mentre, nelle retrovie, anche Niki Lauda si faceva largo, ponendosi all'ottavo posto. Al quarto giro si fermò ai box Manfred Winkelhock, mentre Rosberg cedette ancora posizioni, a Piquet, Prost e Lauda. Al quinto giro Alain Prost passò Piquet, per il quinto posto, ponendosi alle spalle di Warwick. Il francese passò il britannico al giro 6.

Al dodicesimo giro Nelson Piquet rallentò vistosamente, facendosi passare da Lauda e René Arnoux. Il motore della BMW era ancora in panne, e costrinse il campione del mondo all'ennesimo ritiro stagionale, il quinto in cinque gare. La rimonta della McLaren proseguì nei giri successivi: Prost strappò il terzo posto a Mansell, mentre Lauda ebbe la meglio su Warwick. Al giro 17 l'austriaco passò anche Mansell.

La gara era sempre condotta da Patrick Tambay, davanti a Elio De Angelis, Alain Prost, Niki Lauda, Nigel Mansell, Derek Warwick e René Arnoux. De Angelis resistette al secondo posto fino al diciottesimo giro, quando dovette cedere a Prost. Tre giri dopo il pilota italiano venne passato anche dall'altro pilota McLaren, Lauda.

Al giro 28 Prost, per un problema a una gomma mal fissata, uscì di pista alla curva Pouas. Costretto ai box, il transalpino poté ripartire, ma solo in undicesima posizione. Nigel Mansell effettuò il suo cambio gomme al trentesimo giro, scendendo al settimo posto. Cinque giri dopo fu il turno di Derek Warwick, che riprese la pista settimo, davanti ad Arnoux. De Angelis si arrestò al giro 38, venendo passato da Rosberg, Mansell e Warwick. Un giro dopo, a Villeroy, Tambay doppiò Jacques Laffite, ma così permise a Lauda di avvicinarsi. L'austriaco mise due ruote fuori dall'asfalto, per passare il francese, senza successo. Sempre nello stesso giro Mansell colse il terzo posto, ai danni di Keke Rosberg.

Al giro 41, sfruttando un piccolo errore di Tambay, penalizzato da un impianto frenante non perfetto, Niki Lauda si pose al comando del gran premio. Al quarantatreesimo passaggio Rosberg, con pneumatici ormai deteriorati, cedette un'altra posizione, a Warwick; il finlandese si fermò ai box solo al giro 47. Tambay cambiò le gomme, due giri prima, ma rimase al secondo posto.

Eddie Cheever fu costretto, al cinquantatreesimo passaggio, ai box, per il cedimento dell'alettone anteriore, dopo un contatto con De Cesaris. Lauda si fermò al cambio gomme al giro 55, permettendo così a Patrick Tambay di tornare al primo posto; nello stesso giro Nigel Mansell e Derek Warwick si avvicinarono al doppiaggio di Marc Surer; Warwick venne tratto in inganno da una brusca frenata di Mansell, e tamponò Surer. Sia il pilota della Renault che quello dell'Arrows furono costretti all'abbandono. Warwick rimase nella monoposto, con la gamba ferita. Il britannico fu portato al centro medico del circuito.

Al cinquantanovesimo passaggio Alain Prost, a causa di forti vibrazioni della sua monoposto, effettuò il cambiogomme, che però fu ancora problematico. Rientrò all'undicesimo posto. La testa della gara cambiò al sessantaduesimo giro: Niki Lauda passò ancora una volta Tambay. Arnoux prese la quarta posizione a De Angelis.

Nell'ultima parte di gara la classifica non mutò, almeno nelle posizioni che valevano i punti, anche se Tambay e i due della Lotus ebbero problemi coi consumi,e Arnoux si trovò a gestire un motore non in piena efficienza.

Niki Lauda riportò la sua ventunesima vittoria, davanti a Patrick Tambay e Nigel Mansell. Prost, che negli ultimi giri si era avvicinato a Rosberg, chiuse settimo, fuori dalla zona dei punti.

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Monaco 1984.

Sul circuito monegasco, fin dalla mattina, si abbatté un violento temporale. La partenza venne ritardata prima di 20 minuti, poi di 45 minuti, in attesa di un miglioramento del tempo; i piloti, per bocca di Niki Lauda, dopo il giro di ricognizione, chiesero che il tunnel fosse bagnato, per evitare troppa differenza con l'asfalto del resto del tracciato.

Al via Alain Prost mantenne il comando, seguito da Nigel Mansell e René Arnoux; alla Sainte Devote, Derek Warwick, per evitare Arnoux, finì contro le barriere; più dietro, proprio il compagno di scuderia di Warwick, Patrick Tambay, finì contro la Renault del britannico; Riccardo Patrese ed Elio De Angelis rimasero bloccati dalle due Renault e furono costretti a fermarsi, per far manovra.

Entrambi i piloti della Renault ne uscirono malconci. Warwick scese dalla sua vettura zoppicando mentre Tambay venne portato via in barella dai commissari, e, una volta in infermeria, gli venne riscontrata la frattura di un perone, causata da una sospensione che nell'impatto ha bucato la scocca. Prost guidava la corsa seguito da Mansell, Arnoux, Michele Alboreto, Niki Lauda e Keke Rosberg. Il pilota della Tyrrell, Stefan Bellof, si portò, già al termine del primo giro, al decimo posto, dopo essere partito ventesimo.

Al quarto giro Lauda infilò Alboreto al tornante Loews, portandosi in quarta posizione. Due giri dopo, sulla salita del Beaurivage, Lauda riuscì a superare anche l'altra Ferrari, di Arnoux. Al nono giro Alboreto fu autore di un testacoda alla prima curva; rimasto fermo, poté ripartire, ma solo dopo un minuto, grazie all'aiuto dei commissari. Il pilota milanese si trovò ultimo.

All'undicesimo giro Corrado Fabi rimase fermo in pista, all'altezza della curva del Portier; un commissario tentò di spingerlo in pista, ma il sopraggiungente Prost non lo vide e lo colpì ad una gamba: fortunatamente il commissario non riportò danni gravi; tutto questo andò a vantaggio di Nigel Mansell che riuscì a passare il francese. Nello stesso giro Senna montò troppo bruscamente su un cordolo, presso la chicane del porto, danneggiando la sospensione anteriore destra. Il brasiliano riuscì comunque, in pochi giri, prima a passare Rosberg, poi Arnoux.

Al giro 16 Nigel Mansell, al comando della corsa, a causa dell'aquaplaning, perse il controllo della sua Lotus a metà della salita del Beaurivage e sbattè contro il guard-rail. Con l'alettone posteriore piegato, Mansell cercò di continuare ma, al Mirabeau, venne passato da Prost; il britannico si girò nuovamente, ripartì, ma si fermò, pochi metri dopo, al tornantino. Nel giro Bellof passò Winkelhock, per il sesto posto.

Senna, al giro 19, superò anche Niki Lauda, portandosi in seconda posizione. Proseguì la sua rimonta anche Bellof che, al ventunesimo giro, passò Rosberg, all'uscita del Tunnel. Al giro 23 Manfred Winkelhock fu costretto all'abbandono, dopo un contatto con Rosberg.

Il giro seguente Niki Lauda compì in testacoda, alla curva del Casino, toccò il marciapiede e ruppe una sospensione. Ciò portò Arnoux e Bellof a lottare per il terzo posto, col tedesco che provò a superare Arnoux, sulla salita del Beaurivage. Bellof ritentò al Mirabeau, riuscendo a passarlo, montando su un cordolo.

La pioggia si faceva sempre più intesa. Senna riusciva a recuperare terreno su Prost, con Bellof che era il pilota più veloce in pista. Al trentunesimo giro, al passaggio sulla zona dell'arrivo, Prost chiese, a gesti, di interrompere la gara. Un giro dopo il direttore di gara, Jacky Ickx, interruppe la gara, con bandiera rossa, nel momento in cui Senna passava il battistrada Alain Prost. Ickx espose anche quella nera, che costringeva i piloti a fermarsi ai box. A fianco del belga era però presente un commissario di gara, con la bandiera a scacchi. La confusione fu grande, con molti team convinti che la gara sarebbe ripresa.

La gara, invece, non riprese, e la classifica venne stilata sulla base dei risultati del giro 31. Prost vinse per la dodicesima volta nel mondiale, mentre sia Senna che Bellof ottennero il primo podio nel mondiale di F1. A seguito dei fatti del Gran Premio di Detroit, il tedesco sarà escluso dalla graduatoria, portando così René Arnoux al terzo posto. Solo la metà dei punti venne assegnata, per la prima volta dal Gran Premio d'Italia 1978, non essendo stato coperto il 75% della distanza prevista.

Gran Premio del Canada[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Canada 1984.

Alain Prost riuscì subito a passare Nelson Piquet, partito dalla pole position. Il brasiliano fu però capace di rintuzzare gli attacchi di Elio De Angelis e delle due Ferrari. Piquet, già alla curva 9, riprese il comando della gara, mentre Michele Alboreto, al tornante, prese il terzo posto a De Angelis. Il pilota della Lotus fu passato anche dalla altro ferrarista, René Arnoux.

Nei giri successivi Niki Lauda recuperò molte posizioni, tanto che al quinto giro, dopo aver passato Warwick e Dea Angelis, si pose quinto. La classifica rimase invariata fino al giro 11, quando Alboreto fu costretto al ritiro per un guasto al motore.

Al tredicesimo giro, dopo alcuni tentativi infruttuosi, Derek Warwick passò De Angelis, proprio sulla linea del traguardo. Un giro dopo Arnoux si fermò ai box per il cambio gomme, rientrando in pista settimo. Il francese si mise subito all'attacco di Ayrton Senna, che superò al giro 18. Il brasiliano cedette poi ancora una posizione, a Keke Rosberg. La classifica vedeva al comando Piquet, seguito dalle due McLaren di Prost e Lauda, poi Warwick, De Angelis e Arnoux.

Al ventitreesimo passaggio Arnoux scalò ancora di una posizione, passando De Angelis, al tornante. Davanti Nelson Piquet, sfruttando meglio dei doppiaggi, riuscì a distanziare Prost, che venne avvicinato dal compagno di team. Al ventisettesimo giro René Arnoux sorpassò Derek Warwick.

Tra il giro 32 e il giro 33 si ritirarono le due Williams: prima Jacques Laffite, per un problema al motore, poi Rosberg per un problema alla pompa della benzina. Il leader della gara, Piquet, scontava dei problemi di surriscaldamento dovuti dal radiatore dell'olio, posto nel musetto della sua Brabham, che rendeva bollente la zona della pedaliera.

Al trentanovesimo giro Riccardo Patrese uscì di pista, danneggiando la sua Alfa Romeo. Dopo un lungo duello tra le Lotus, Nigel Mansell passò De Angelis, entrando in zona punti. Al giro 44 anche la lotta tra le due McLaren sfociò nel sorpasso di Lauda su Prost (che aveva problemi al cambio e ai freni), per il secondo posto. Il giro dopo De Angelis uscì di pista al tornante; rientrato in pista, venne sfiorata la collisione con Lauda, in fase di doppiaggio.

A causa della rottura di uno scarico, René Arnoux dovette ridurre il ritmo, cedendo così la quarta piazza a Warwick, al giro 50. Poco dopo il francese fu passato anche da Nigel Mansell. Al cinquantaseiesimo giro Derek Warwick effettuò una sosta ai box per cambiare gli pneumatici, sospettando che vi fosse una foratura. Rientrò in gara all'ottavo posto. Pochi giri dopo Warwick si fermò per la seconda volta ai box. Cedette altre posizioni, nel frattempo, Arnoux, con seri problemi di consumo.

Piquet comandava con sette secondi e mezzo su Lauda, terzo era Prost, davanti alle due Lotus (staccate di un giro), poi Eddie Cheever, René Arnoux e Ayrton Senna. Nigel Mansell si trovava in grave situazione tecnica, non potendo più utilizzare correttamente il cambio; dovette cedere perciò due posizioni.

Al sessantacinquesimo giro Cheever si ritirò per la mancanza di carburante. Negli ultimi giri Lauda si avvicinò a Piquet, sempre più penalizzato dal calore sui piedi, mentre Mansell doveva resistere agli attacchi di Arnoux.

Nonostante le difficoltà Nelson Piquet riuscì a vincere la sua prima gara in stagione, ottenendo anche i primi punti stagionali. Seguivano le due McLaren (la casa otteneva così il centesimo podio in F1), poi Elio De Angelis, mentre, nell'ultimo giro, René Arnoux ebbe la meglio su Mansell. La vettura del francese si fermò, pochi metri dopo il traguardo, per la mancanza di carburante. Piquet scese dalla vettura in condizioni precarie, con il piede destro fortemente riscaldato dal radiatore. Ayrton Senna, settimo, in condizione di disidratazione, fu tenuto al centro medico del tracciato, in osservazione, per alcune ore.

Gran Premio degli Stati Uniti-Est[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est 1984.

Al via, Nigel Mansell, dalla seconda fila, cercò di infilarsi tra Alain Prost e Nelson Piquet ma finì schiacciato a tra le due vetture: il francese uscì indenne, mentre il brasiliano finì in testacoda, andando a sbattere contro Michele Alboreto; una ruota si staccò, andando a colpire la Toleman di Ayrton Senna, fortunatamente nella sospensione anteriore: Marc Surer si ritrovò, davanti, la Brabham di Piquet ferma, e non poté evitare l'urto. La gara venne sospesa: Piquet (che aveva preso un colpo al collo e aveva la nuca dolorante), Alboreto e Senna ripartirono con il muletto mentre all'Arrows l'assenza del muletto, costrinse al ritiro Surer. Alla Lotus Mansell prese la vettura di Elio De Angelis, che fu costretto a ripiegare sul muletto. Il gran premio riprese, con la griglia iniziale, e per la distanza prevista.

Al secondo via Piquet prese il comando, seguito da Prost, Mansell e Alboreto. Nei primi giri si ritirarono Jonathan Palmer e René Arnoux, dopo degli errori di guida che li portarono a colpire i muretti attorno alla pista, mentre Andrea De Cesaris fu costretto a una sosta per sostituire un'asta danneggiata; Derek Warwick passò prima Eddie Cheever poi Michele Alboreto, installandosi in quarta posizione. Prost cercò di mantenere contatto da Piquet fino a quando le sue gomme non iniziano a degradarsi e al decimo giro venne superato da Mansell alla Congress. Due giri dopo Cheever prese la quinta posizione ad Alboreto. Al quattordicesimo giro Warwick passò a gomme dure, scendendo in sedicesima posizione.

Mansell si mise alla caccia di Piquet ma, al diciassettesimo giro, iniziò a rallentare a causa di un problema al cambio. Poco dopo Prost si fermò per cambiare gli pneumatici, dopo essere stato passato da Cheever, Alboreto e De Angelis. La gara dello statunitense s'interruppe al giro 22, per un problema al motore. Nello stesso giro ci fu anche il ritiro per Ayrton Senna, dopo essere andato a sbattere contro le protezioni della prima curva. La gara era sempre comandata da Piquet, seguito da Mansell, Alboreto, De Angelis, Boutsen e Rosberg.

Al ventisettesimo giro Mansell si ritirò a causa del cambio, mentre Thierry Boutsen abbandonò per un problema a uno scarico. Ora si trovavano le due Tyrrell di Brundle e Bellof in quinta e sesta posizione. Al giro 33 Martin Brundle si fermò ai box per il cambio gomme, scendendo ottavo, mentre, al trentaquattresimo giro il suo compagno di team Stefan Bellof, arrivò largo all'uscita dell'ultima chicane, urtò il muretto rompendo una sospensione ed fu costretto al ritiro. Nello stesso giro Warwick, in rimonta, prese la quarta posizione a Rosberg. Un giro dopo il britannico passò anche De Angelis, entrando sul podio virtuale della gara, dietro a Michele Alboreto. La sua gara venne però irrimediabilmente rovinata da un guasto al cambio che lo costrinse all'abbandono al giro 41.

Al quarantacinquesimo giro Brundle salì fino al quarto posto, dopo aver passato Keke Rosberg e iniziò a rimontare su De Angelis, che soffriva anche lui di problemi al cambio. La gara di Rosberg terminò al giro 48, col motore in fiamme, dovute a una perdita d'olio. Al giro 50 anche Alboreto, secondo, abbandonò il gran premio, anche lui col motore fuori uso.

Al cinquantaseiesimo giro Brundle superò De Angelis, portandosi al secondo posto, con un distacco di 20 secondi da Piquet. Nell'ultimo giro Brundle iniziò a vedere la Brabham di Piquet, ma il carioca controllò senza problemi, andando a vincere davanti a Brundle (al primo podio), De Angelis, Teo Fabi (per la prima volta a punti), Prost e Jacques Laffite. La classifica sarà poi stravolta dopo i controlli tecnici sulla Tyrrell.

Gare Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

N.ro Gara Data Circuito Pole GPV Vincitore Costruttore Resoconto Ora
1 Gran Premio del Brasile 25 marzo Jacarepaguá Elio De Angelis Alain Prost Alain Prost McLaren-TAG Porsche Resoconto 13:45
2 Gran Premio del Sud Africa 7 aprile Kyalami Nelson Piquet Patrick Tambay Niki Lauda McLaren-TAG Porsche Resoconto 15:30
3 Gran Premio del Belgio 29 aprile Zolder Michele Alboreto René Arnoux Michele Alboreto Ferrari Resoconto 14:30
4 Gran Premio di San Marino 6 maggio Imola Nelson Piquet Nelson Piquet Alain Prost McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
5 Gran Premio di Francia 20 maggio Digione Patrick Tambay Alain Prost Niki Lauda McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
6 Gran Premio di Monaco 3 giugno Montecarlo Alain Prost Ayrton Senna Alain Prost McLaren-TAG Porsche Resoconto 15:30
7 Gran Premio del Canada 17 giugno Montreal Nelson Piquet Nelson Piquet Nelson Piquet Brabham-BMW Resoconto 13:00
8 Gran Premio di Detroit 24 giugno Detroit Nelson Piquet Derek Warwick Nelson Piquet Brabham-BMW Resoconto 13:15
9 Gran Premio degli Stati Uniti 8 luglio Dallas Nigel Mansell Niki Lauda Keke Rosberg Williams-Honda Resoconto 11:00
10 Gran Premio di Gran Bretagna 22 luglio Brands Hatch Nelson Piquet Niki Lauda Niki Lauda McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:45
11 Gran Premio di Germania 5 agosto Hockenheimring Alain Prost Alain Prost Alain Prost McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
12 Gran Premio d'Austria 19 agosto Österreichring Nelson Piquet Niki Lauda Niki Lauda McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
13 Gran Premio d'Olanda 26 agosto Zandvoort Alain Prost René Arnoux Alain Prost McLaren-TAG Porsche Resoconto 15:00
14 Gran Premio d'Italia 9 settembre Monza Nelson Piquet Niki Lauda Niki Lauda McLaren-TAG Porsche Resoconto 15:00
15 Gran Premio d'Europa 7 ottobre Nürburgring Nelson Piquet Nelson Piquet
Michele Alboreto[50]
Alain Prost McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
16 Gran Premio di Portogallo[51] 21 ottobre Estoril Nelson Piquet Niki Lauda Alain Prost McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30

Classifica Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Punti
1 Niki Lauda Rit 1 Rit Rit 1 Rit 2 Rit Rit 1 2 1 2 1 4 2 72
2 Alain Prost 1 2 Rit 1 7 1 3 4 Rit Rit 1 Rit 1 Rit 1 1 71,5
3 Elio De Angelis 3 7 5 3 * 5 5 4 2 3 4 Rit Rit 4 Rit Rit 5 34
4 Michele Alboreto Rit 11 * 1 Rit Rit 6 Rit Rit Rit 5 Rit 3 Rit 2 2 4 30,5
5 Nelson Piquet Rit Rit 9 * Rit Rit Rit 1 1 Rit 7 Rit 2 Rit Rit 3 6 29
6 René Arnoux Rit Rit 3 2 4 3 5 Rit 2 6 6 7 11 * Rit 5 9 27
7 Derek Warwick Rit 3 2 4 Rit Rit Rit Rit Rit 2 3 Rit Rit Rit 11 * Rit 23
8 Keke Rosberg 2 Rit 4 * Rit 6 4 Rit Rit 1 Rit Rit Rit 8 * Rit Rit Rit 20,5
9 Ayrton Senna Rit 6 6 NQ Rit 2 7 Rit Rit 3 Rit Rit Rit Rit 3 13
10 Nigel Mansell Rit Rit Rit Rit 3 Rit 6 Rit 6 * Rit 4 Rit 3 Rit Rit Rit 13
11 Patrick Tambay 5 * Rit 7 Rit 2 Rit Rit Rit 8 * 5 Rit 6 Rit Rit 7 11
12 Teo Fabi Rit Rit Rit Rit 9 3 Rit Rit 4 5 Rit Rit 9
13 Riccardo Patrese Rit 4 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 12 Rit 10 * Rit 3 6 8 8
14 Jacques Laffite Rit Rit Rit Rit 8 8 Rit 5 4 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 14 5
15 Thierry Boutsen 6 12 Rit 5 11 NQ Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit 10 9 * Rit 5
16 Eddie Cheever 4 Rit Rit 7 * Rit NQ 11 * Rit Rit Rit Rit Rit 13 * 9 * Rit 17 3
17 Stefan Johansson SQ SQ NQ SQ 4 Rit 11 3
18 Andrea De Cesaris Rit 5 Rit 6 * 10 Rit Rit Rit Rit 10 7 Rit Rit Rit 7 12 3
19 Piercarlo Ghinzani Rit WD Rit NQ 12 7 Rit Rit 5 9 Rit Rit Rit 7 * Rit Rit 2
20 Marc Surer 7 9 8 Rit Rit NQ Rit Rit Rit 11 Rit 6 Rit Rit Rit Rit 1
- Jo Gartner Rit Rit Rit Rit 12 5 Rit 16 * 0**
- Gerhard Berger 12 * 6 Rit 13 0**
- François Hesnault Rit 10 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8 8 7 Rit 10 Rit 0
- Corrado Fabi Rit Rit 7 0
- Mauro Baldi Rit 8 Rit 8 Rit NQ 8 15 0
- Manfred Winkelhock SQ Rit Rit Rit Rit Rit 8 Rit 8 Rit Rit Rit NP 10 0
- Jonathan Palmer 8 Rit 10 9 13 NQ Rit Rit Rit Rit 9 9 Rit Rit Rit 0
- Huub Rothengatter NC NQ Rit NC 9 NC Rit 8 0
- Johnny Cecotto Rit Rit Rit NC Rit Rit 9 Rit Rit NQ 0
- Philippe Alliot Rit Rit NQ Rit Rit NQ 10 Rit Rit Rit 11 10 Rit Rit Rit 0
- Stefan Bellof SQ Rit SQ SQ SQ SQ SQ SQ Rit SQ SQ SQ 0
- Martin Brundle SQ Rit SQ SQ SQ NQ SQ SQ NQ 0
- Mike Thackwell Rit NQ 0
- Philippe Streiff Rit 0
- Pierluigi Martini NQ 0
Pos. Pilota Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

** Avendo iscritto una sola vettura a inizio campionato, i loro team non poterono contare i punti fatti segnare dalla seconda monoposto, non ritenuti validi nemmeno per la classifica piloti.

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Al vincitore vanno 9 punti, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto. Vengono contati gli 11 migliori risultati.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Costruttore Motore BRA SAF BEL RSM FRA MON [52] CAN USE USA GBR GER AUT OLA ITA EUR POR Punti Vittorie Pole GPV
1 McLaren TAG Porsche 9 15 - 9 9 4,5 10 3 - 9 15 9 15 9 12 15 143,5 12 3 8
2 Ferrari Ferrari - - 13 6 3 2,5 2 - 6 3 1 4 - 6 8 3 57,5 1 1 3
3 Lotus Renault 4 - 2 4 6 1 4 6 5 3 3 - 7 - - 2 47 2
4 Brabham BMW - - - - - - 9 13 - - - 9 2 - 4 1 38 2 9 3
5 Renault Renault 2 4 6 3 6 - - - - 6 6 - 1 - - - 34 1 2
6 Williams Honda 6 - 3 - 1 1,5 - 2 12 - - - - - - - 25,5 1
7 Toleman Hart - 1 1 - - 3 - - - 4 - - - 3 - 4 16 1
8 Alfa Romeo Alfa Romeo 3 3 - - - - - - - - - - - 4 1 - 11
9 Ligier Renault - 2 - 1 - - - - - - - - - - - - 3
9 Arrows Cosworth[53] 1 - - 2 - - - 3
9 Arrows BMW[53] - - - - - - - - - 3 - - - - 3
12 Osella Alfa Romeo - - - - - - - - 2 - - - - - - - 2
13 Spirit Hart - - - - - - - - - - - - - - - 0
13 Spirit Cosworth[54] - 0
13 ATS BMW - - - - - - - - - - - - - - - - 0
13 RAM Hart - - - - - - - - - - - - - - - - 0
SQ[55] Tyrrell Cosworth
Pos. Costruttore Motore BRA SAF BEL RSM FRA MON CAN USE USA GBR GER AUT OLA ITA EUR POR Punti Vittorie Pole GPV

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quindici le corse nella stagione '84, in La Stampa, 9 settembre 1983, p. 25. URL consultato il 16 marzo 2017.
  2. ^ Roma vorrebbe ospitare un Gran Premio nel 1985, in La Stampa, 12 ottobre 1983, p. 23. URL consultato il 3 maggio 2017.
  3. ^ (ES) Se retrasa el inicio del mundial de F-1, in El Mundo Deportivo, 16 novembre 1983, p. 34.
  4. ^ (ES) Confirmado el calendario del Mundial F-1, in El Mundo Deportivo, 25 novembre 1983, p. 32.
  5. ^ (ES) Fuengirola tendra Circuito de F-1, in El Mundo Deportivo, 16 dicembre 1983, p. 33.
  6. ^ (ES) Nubarrones sobre el G.P. en Fuengirola, in El Mundo Deportivo, 21 dicembre 1983, p. 34.
  7. ^ (ES) Ecclestone anuncia el G.P. en Budapest, in El Mundo Deportivo, 31 dicembre 1983, p. 30.
  8. ^ F.1: un giallo per Montecarlo, in La Stampa, 17 gennaio 1984, p. 25. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ (ES) El G.P de España, en Fuengirola el 21 de Octubre, in El Mundo Deportivo, 2 febbraio 1984, p. 36.
  10. ^ (ES) Fuengirola, un gran premio condenado, in El Mundo Deportivo, 23 maggio 1984, p. 34.
  11. ^ (ES) Estoril, por Fuengirola, in El Mundo Deportivo, 2 giugno 1984, p. 40.
  12. ^ In pista per 62 giri, in La Stampa, 25 marzo 1984, p. 26.
  13. ^ Il Gran Premio di Monaco, la cui partenza era prevista per le 15:30, partì con 45 minuti di ritardo, a causa della forte pioggia che aveva colpito il tracciato.
  14. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est era noto anche come Detroit Grand Prix.
  15. ^ Lauda: "Ferrari ko? Colpa delle gomme", in La Stampa, 22 giugno 1984, p. 31.
  16. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America era noto anche come Dallas Grand Prix.
  17. ^ Osella avrà il turbo Alfa, in La Stampa, 28 agosto 1983, p. 19. URL consultato il 2 marzo 2017.
  18. ^ Cristiano Chiavegato, La legge del turbo prevale anche a Spa, in La Stampa, 21 maggio 1983, p. 21. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  19. ^ a b (ES) Emerson Fittipaldi, ¿ a "Spirit" ?, in El Mundo Deportivo, 5 dicembre 1983, p. 50. URL consultato il 14 agosto 2017.
  20. ^ (ES) ¿Motor "Porsche" para "Tyrrell"?, in El Mundo Deportivo, 9 novembre 1983, p. 35. URL consultato il 14 agosto 2017.
  21. ^ a b Alfa, arrivano Cheever e Patrese De Cesaris "emigra" alla Ligier, in La Stampa, 9 novembre 1983, p. 21. URL consultato il 15 agosto 2017.
  22. ^ (FR) 1. Brésil 1984, su statsf1.com. URL consultato il 1° novembre 2017.
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  28. ^ Cesare Maria Mannucci, Così Senna scoprì la Formula 1 (1ª parte), autosprint.corrieredellosport.it, 29 aprile 2014. URL consultato il 19 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2014).
  29. ^ a b Cesare Maria Mannucci, Così Senna scoprì la Formula 1 (2ª parte), autosprint.corrieredellosport.it, 29 aprile 2014. URL consultato il 19 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2014).
  30. ^ Toleman story, autosprint.corrieredellosport.it, 27 luglio 2010. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2014).
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  33. ^ Presentata la Ligier di De Cesaris, in La Stampa, 5 gennaio 1984, p. 21.
  34. ^ Cristiano Chiavegato, Alfa, arrivano Cheever e Patrese. De Cesaris «emigra» alla Ligier, in La Stampa, 9 novembre 1983, p. 21.
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  40. ^ (FR) 6. Monaco 1984, su statsf1.com. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  41. ^ (FR) 7. Canada 1984, su statsf1.com. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  42. ^ In sostituzione di Corrado Fabi
  43. ^ solo per Palmer in Brasile e Sudafrica
  44. ^ Berger gareggiò ai Gran premi di Belgio ed Italia sulla seconda vettura non iscritta al mondiale con il numero 31. A partire dal Gran Premio di Europa, sostituitì Winkelhock sulla vettura regolarmente iscritta al mondiale con il numero 14.
  45. ^ solo nel Gran premio degli Usa Est
  46. ^ a b solo per Gartner al Gran premio di San Marino
  47. ^ a b Clamoroso in F.1 Salta Montecarlo?, in La Stampa, 15 gennaio 1984, p. 25. URL consultato il 16 agosto 2071.
  48. ^ (ES) Oatrice Burchkalter, En Dallas, el calor sera una tortura, su hemeroteca.mundodeportivo.com, 6 luglio 1984, p. 32. URL consultato il 10 agosto 2018.
  49. ^ (FR) 9. Etats-Unis 1984, su statsf1.com. URL consultato il 9 agosto 2018.
  50. ^ Nelson Piquet e Michele Alboreto fanno segnare lo stesso miglior tempo nel Gran Premio d'Europa.
  51. ^ Originalmente previsto un Gran premio di Spagna su un ipotetico circuito cittadino a Fuengirola
  52. ^ Il GP di Monaco fu interrotto prima del completamento del 75% della distanza prevista inizialmente; ai piloti e alle squadre fu quindi assegnato metà punteggio.
  53. ^ a b La Arrows introdusse la nuova A7 motorizzata BMW a partire dal GP del Belgio, ma fino al GP del Canada uno dei due piloti utilizzò una vecchia A6 - Cosworth.
  54. ^ La Spirit corse il solo GP di Detroit con un motore Ford - Cosworth in luogo del consueto Hart.
  55. ^ Poco prima del Gran Premio di Gran Bretagna la Tyrrell fu squalificata dal Campionato e tutti i punti le vennero revocati per aver fatto correre le proprie vetture sottopeso, facendole rientrare nella norma nei controlli a fine gara usando come zavorra delle palline di piombo immesse in un serbatoio apposito.

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