Campionato mondiale di calcio 2006

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Coppa del Mondo FIFA 2006
Fußball-Weltmeisterschaft 2006
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Calcio
Edizione 18ª
Date 9 giugno - 9 luglio 2006
Luogo  Germania
(12 città)
Partecipanti 32 (198 alle qualificazioni)
Impianto/i 12 stadi
Risultati
Vincitore  Italia
(4º titolo)
Secondo  Francia
Terzo  Germania
Quarto  Portogallo
Statistiche
Miglior giocatore Zinédine Zidane
Miglior marcatore Miroslav Klose (5)
Miglior portiere Gianluigi Buffon
Incontri disputati 64
Gol segnati 147 (2,3 per incontro)
Pubblico 3 353 655
(52 401 per incontro)
La festa degli Azzurri per la vittoria del loro quarto titolo mondiale
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 2002 2010 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 2006 o Coppa del Mondo FIFA del 2006 (in tedesco Fußball-Weltmeisterschaft 2006, in inglese 2006 FIFA World Cup), noto anche come Germania 2006, è stata la diciottesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA e la cui fase finale si disputò dal 9 giugno al 9 luglio 2006 in Germania. Il motto dell'evento era Il mondo a casa di amici (Die Welt zu Gast bei Freunden).

Il Brasile, la nazionale campione in carica, fu eliminato ai quarti di finale in seguito alla sconfitta per 1-0 contro la Francia, poi finalista del torneo.

La Coppa del Mondo fu vinta dall'Italia, che nella finale giocata il 9 luglio allo stadio Olimpico di Berlino prevalse sulla Francia ai rigori per 5-3, dopo i tempi supplementari conclusi sull'1-1. Per gli Azzurri fu il quarto titolo mondiale della storia dopo quelli del 1934, 1938 e 1982. Per la seconda volta il titolo fu assegnato dopo i tiri di rigore (in precedenza era successo solo nel campionato mondiale di calcio 1994, quando la stessa Italia venne battuta dal Brasile per 3-2).

A partire da questa edizione, la gara inaugurale vede giocare la squadra del Paese ospitante e non più quella detentrice del trofeo, come accedeva fino a quattro anni prima.

Indice

Assegnazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 luglio 2000 l'incontro per decidere chi avrebbe ospitato i Mondiali 2006 si tenne per la sesta volta consecutiva a Zurigo. Le nazioni candidate erano quattro dopo il ritiro della propria candidatura da parte del Brasile, avvenuta tre giorni prima della votazione.[1] Erano previsti tre turni di voto in ognuno dei quali veniva eliminata la squadra che aveva ricevuto meno voti. I primi due turni si svolsero il 6 luglio, e l'ultimo il 7 luglio. Il primo ad essere eliminato fu il Marocco che ottenne solo tre voti su 24; l'Inghilterra venne eliminata al secondo turno con soli due voti.[2] All'ultimo turno la Germania batté per 12 voti a 11 il Sudafrica, ma il successo tedesco fu macchiato da un tentativo di corrompere un membro della giuria.[3] Infatti, la notte prima della votazione, la rivista satirica tedesca Titanic mandò delle lettere a rappresentanti della FIFA, offrendo loro dei doni (come cestini con prodotti tipici teutonici) nel caso avessero votato per la Germania. Il delegato dell'Oceania Charles Dempsey, che supportava la candidatura del Sud Africa, si astenne per "intollerabili pressioni" alla vigilia della votazione.[4] Se Dempsey avesse votato, sarebbe finita 12 – 12, e sarebbe toccato al presidente della FIFA Sepp Blatter, che sosteneva la candidatura del Sudafrica,[5] scegliere quale sarebbe stata la nazione ospitante.[6] Il 16 luglio 2012 il presidente Blatter, in un'intervista al quotidiano svizzero SonntagsBlick, tornò sull'accaduto, avanzando il sospetto che la Germania avesse comprato l'assegnazione del mondiale 2006.[7]

Candidate:

Risultati
Nazione Voto
1 2 3
 Germania 10 11 12
 Sudafrica 6 11 11
 Inghilterra 5 2 0
 Marocco 3 0 0
 Brasile 0 0 0
Voti totali 24 24 23

Le squadre qualificate[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 2006.

All'edizione 2006 del Campionato mondiale parteciparono, a partire dalle qualificazioni, le Nazionali di 198 stati del mondo. I turni di qualificazione iniziarono nel settembre 2003. Alla fase finale del Mondiale erano presenti 32 squadre. Questa è stata anche la prima edizione in cui i campioni del mondo in carica (in questo caso il Brasile) non erano più qualificati di diritto.[8]

CAF (5 squadre)[modifica | modifica wikitesto]

A Germania 2006 erano assenti tre note rappresentative del calcio africano: Nigeria e Camerun avevano fallito la qualificazione nell'ultima partita utile, mentre il Sudafrica aveva conseguito soltanto il terzo posto nel proprio raggruppamento. Aveva fallito la qualificazione anche il Senegal, protagonista ai Mondiali 2002, nei quali aveva raggiunto i quarti di finale. Non era presente neanche l'Egitto campione continentale in carica. Quattro delle cinque squadre africane ammesse al Mondiale erano esordienti nella manifestazione: Angola, Costa d'Avorio, Togo e Ghana. L'altra nazionale qualificata era la Tunisia, unica Nazionale africana che vantasse un blasone internazionale.

 Angola 8 ottobre 2005
 Costa d'Avorio 8 ottobre 2005
 Togo 8 ottobre 2005
 Ghana 8 ottobre 2005
 Tunisia 8 ottobre 2005

AFC (4 squadre)[modifica | modifica wikitesto]

Le potenze asiatiche - Corea del Sud, Arabia Saudita e Giappone - avevano confermato la loro presenza ai Mondiali. Era assente dalla fase finale la Cina, mentre era presente l'Iran, che ritornava ad un Mondiale dopo l'esperienza di Francia 1998.

 Giappone 8 giugno 2005
 Iran 8 giugno 2005
 Corea del Sud 8 giugno 2005
 Arabia Saudita 8 giugno 2005

UEFA (14 squadre)[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla Germania, qualificata d'ufficio come Paese ospitante, per la prima volta dopo 20 anni avevano conseguito la qualificazione tutte le più illustri Nazionali europee: Inghilterra, Paesi Bassi, Francia, Italia, Spagna e Portogallo. La Grecia campione d'Europa in carica, non riuscì ad ottenere la qualificazione alla fase finale. Mancarono la qualificazione anche Turchia, Russia e Norvegia. Tra le altre escluse illustri figuravano Belgio, Irlanda e Danimarca. Tra le qualificate erano due le debuttanti al Campionato del mondo: la Rep. Ceca (escludendo i precorsi della nazionale cecoslovacca) e l'Ucraina, un tempo parte della nazionale sovietica, che aveva conquistato la qualificazione anche grazie ai gol di Andrij Ševčenko.

 Germania qualificata d'ufficio
 Ucraina 3 settembre 2005
 Polonia 8 ottobre 2005
 Italia 8 ottobre 2005
 Inghilterra 8 ottobre 2005
 Croazia 8 ottobre 2005
 Paesi Bassi 8 ottobre 2005
 Portogallo 8 ottobre 2005
 Svezia 12 ottobre 2005
 Serbia e Montenegro 12 ottobre 2005
 Francia 12 ottobre 2005
 Rep. Ceca 16 novembre 2005
 Svizzera 16 novembre 2005
 Spagna 16 novembre 2005

Spareggi UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la sconfitta in Turchia per 4-2, la Svizzera, seconda nel proprio girone di qualificazione davanti a Israele e Irlanda e alle spalle della Francia, aveva guadagnato l'accesso a Germania 2006 in virtù della vittoria per 2-0 in casa contro i turchi. Gli elvetici tornavano a disputare la fase finale della competizione mondiale a distanza di dodici anni dall'ultima apparizione (1994).

La Spagna, malgrado il secondo posto nel girone della Serbia e Montenegro, aveva conseguito la qualificazione ai play-off. A Bratislava aveva pareggiato per 1-1 con la Slovacchia dopo il roboante 5-1 di Madrid.

La Rep. Ceca, esclusa quattro anni prima, aveva dovuto giocare lo spareggio in virtù del secondo posto nel girone vinto dai Paesi Bassi. Qui aveva battuto la Norvegia per 1-0 sia all'andata che al ritorno, conquistando così un posto tra le 32 finaliste.

CONCACAF (4 squadre)[modifica | modifica wikitesto]

C'era anche la cosiddetta Trimurti della CONCACAF: Messico, Stati Uniti e Costa Rica, qualificatesi con relativa facilità. Debuttava ad un Mondiale anche Trinidad e Tobago, vittorioso nello spareggio AFC-CONCACAF con il Bahrein. Nel 1990 Trinidad e Tobago aveva sfiorato la qualificazione, venendo eliminata dagli Stati Uniti all'ultima giornata del girone finale.

 Stati Uniti 3 settembre 2005
 Messico 7 settembre 2005
 Costa Rica 8 ottobre 2005
 Trinidad e Tobago 16 novembre 2005

OFC (1 squadra)[modifica | modifica wikitesto]

 Australia 16 novembre 2005

L'Australia tornava ai Mondiali dopo 32 anni. Anche in quell'occasione, Mondiali 1974, si era giocato in Germania. I socceroos avevano superato l'Uruguay ai rigori nello spareggio OFC-CONMEBOL. L'Oceania ritrovò così una sua rappresentante dopo 24 anni: l'ultima nazionale oceanica presente ad un Mondiale era stata la Nuova Zelanda nel 1982. In verità non si può parlare di rappresentante della zona oceanica, dato che l'Australia è affiliata all'AFC dal 1º gennaio 2006, anche se la FIFA l'ha considerata, fino alla fine del torneo, una nazionale oceanica e non asiatica.

CONMEBOL (4 squadre)[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a Brasile e Argentina, le più titolate Nazionali Sudamericane, erano presenti alla rassegna tedesca Ecuador e Paraguay. L'altra big continentale, l'Uruguay, era stata eliminata dall'Australia ai rigori nello spareggio OFC-CONMEBOL.

 Argentina 8 giugno 2005
 Brasile 4 settembre 2005
 Ecuador 8 ottobre 2005
 Paraguay 8 ottobre 2005

Spareggi intercontinentali[modifica | modifica wikitesto]

Due furono gli spareggi interzonali validi per assegnare gli ultimi posti disponibili per il mondiale.

Il primo vide affrontarsi il Bahrein (vincitore dello spareggio continentale AFC contro l'Uzbekistan) e Trinidad e Tobago (quarta classificata nel girone finale CONCACAF): il confronto vide prevalere questi ultimi, che ottennero così la prima qualificazione nella loro storia alla fase finale della Coppa del Mondo. Trinidad e Tobago diventa così la nazione più piccola (in termini di superficie territoriale e popolazione) ad aver mai qualificato la propria nazionale ai mondiali maggiori.

Il secondo confronto consistette nella riedizione di una sfida già disputatasi negli spareggi di qualificazione ai Mondiali 2002: si affrontarono l'Uruguay (quinto classificato nel girone CONMEBOL) e l'Australia (vincitrice del girone OFC). A differenza di quattro anni prima fu bensì quest'ultima a vincere e a garantirsi l'accesso alla fase finale.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Pr. Squadra Data di qualificazione certa Confederazione Partecipante in quanto Partecipazioni precedenti al torneo Ultima presenza
1  Germania 7 luglio 2000 UEFA Rappresentativa della nazione organizzatrice della fase finale 15 (1934, 1938, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
2  Giappone 8 giugno 2005 AFC 1ª classificata nel gruppo B della fase finale di qualificazione 2 (1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
3  Iran 8 giugno 2005 AFC 2ª classificata nel gruppo B della fase finale di qualificazione 2 (1978, 1998) Francia 1998
4  Corea del Sud 8 giugno 2005 AFC 2ª classificata nel gruppo A della fase finale di qualificazione 6 (1954, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
5  Arabia Saudita 8 giugno 2005 AFC 1ª classificata nel gruppo A della fase finale di qualificazione 3 (1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
6  Argentina 8 giugno 2005 CONMEBOL 2ª classificata nel gruppo unico di qualificazione 13 (1930, 1934, 1958, 1962, 1966, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
7  Ucraina 3 settembre 2005 UEFA 1ª classificata nel gruppo 2 di qualificazione Esordiente
8  Stati Uniti 3 settembre 2005 CONCACAF 1ª classificata nel gruppo unico della fase finale di qualificazione 7 (1930, 1934, 1950, 1990, 1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
9  Brasile 4 settembre 2005 CONMEBOL 1ª classificata nel gruppo unico di qualificazione 17 (1930, 1934, 1938, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
10  Messico 7 settembre 2005 CONCACAF 2ª classificata nel gruppo unico della fase finale di qualificazione 12 (1930, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1978, 1986, 1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
11  Angola 8 ottobre 2005 CAF 1ª classificata nel gruppo 4 della fase finale di qualificazione Esordiente
12  Costa d'Avorio 8 ottobre 2005 CAF 1ª classificata nel gruppo 3 della fase finale di qualificazione Esordiente
13  Togo 8 ottobre 2005 CAF 1ª classificata nel gruppo 1 della fase finale di qualificazione Esordiente
14  Ghana 8 ottobre 2005 CAF 1ª classificata nel gruppo 2 della fase finale di qualificazione Esordiente
15  Tunisia 8 ottobre 2005 CAF 1ª classificata nel gruppo 5 della fase finale di qualificazione 3 (1978, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
16  Polonia 8 ottobre 2005 UEFA 2ª classificata nel gruppo 6 di qualificazione 6 (1938, 1974, 1978, 1982, 1986, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
17  Italia 8 ottobre 2005 UEFA 1ª classificata nel gruppo 5 di qualificazione 15 (1934, 1938, 1950, 1954, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
18  Inghilterra 8 ottobre 2005 UEFA 1ª classificata nel gruppo 6 di qualificazione 11 (1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1982, 1986, 1990, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
19  Croazia 8 ottobre 2005 UEFA 1ª classificata nel gruppo 8 di qualificazione 2 (1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
20  Paesi Bassi 8 ottobre 2005 UEFA 1ª classificata nel gruppo 1 di qualificazione 7 (1934, 1938, 1974, 1978, 1990, 1994, 1998) Francia 1998
21  Portogallo 8 ottobre 2005 UEFA 1ª classificata nel gruppo 3 di qualificazione 3 (1966, 1986, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
22  Costa Rica 8 ottobre 2005 CONCACAF 3ª classificata nel gruppo unico della fase finale di qualificazione 2 (1990, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
23  Ecuador 8 ottobre 2005 CONMEBOL 3ª classificata nel gruppo unico di qualificazione 1 (2002) Corea del Sud - Giappone 2002
24  Paraguay 8 ottobre 2005 CONMEBOL 4ª classificata nel gruppo unico di qualificazione 6 (1930, 1950, 1958, 1986, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
25  Svezia 12 ottobre 2005 UEFA 2ª classificata nel gruppo 8 di qualificazione 10 (1934, 1938, 1950, 1958, 1970, 1974, 1978, 1990, 1994, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
26  Serbia e Montenegro 12 ottobre 2005 UEFA 1ª classificata nel gruppo 7 di qualificazione 9 (1930, 1950, 1954, 1958, 1962, 1974, 1982, 1990, 1998) Francia 1998
27  Francia 12 ottobre 2005 UEFA 1ª classificata nel gruppo 4 di qualificazione 11 (1930, 1934, 1938, 1954, 1958, 1966, 1978, 1982, 1986, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
28  Rep. Ceca 16 novembre 2005 UEFA Vincitrice del terzo spareggio di qualificazione Esordiente
29  Svizzera 16 novembre 2005 UEFA Vincitrice del secondo spareggio di qualificazione 7 (1934, 1938, 1950, 1954, 1962, 1966, 1994) Stati Uniti 1994
30  Spagna 16 novembre 2005 UEFA Vincitrice del primo spareggio di qualificazione 11 (1934, 1950, 1962, 1966, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002) Corea del Sud - Giappone 2002
31  Trinidad e Tobago 16 novembre 2005 CONCACAF Vincitrice dello spareggio di qualificazione AFC-CONCACAF Esordiente
32  Australia 16 novembre 2005 OFC Vincitrice dello spareggio di qualificazione CONMEBOL-OFC 1 (1974) Germania Ovest 1974

Sorteggio dei gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Le otto teste di serie del Mondiale 2006 erano state selezionate dalla FIFA sulla base del Ranking mondiale FIFA al 5 dicembre 2005. Le teste di serie venivano inserite nell'urna A del sorteggio. L'urna B conteneva le squadre qualificate non teste di serie del Sud America, Africa e Oceania, mentre l'urna C otto delle nove squadre europee rimanenti, esclusa Serbia e Montenegro. L'urna D conteneva le squadre della CONCACAF e quelle asiatiche. Un'urna speciale conteneva la Serbia e Montenegro. Il provvedimento era stato adottato per garantire che in un gruppo non ci fossero tre squadre europee[9]. Nell'urna speciale la Serbia e Montenegro (pallina bianca) era stata sorteggiata per prima, poi era stata la volta delle squadre del suo gruppo (Argentina, Paesi Bassi e Costa d'Avorio). Le otto teste di serie erano state sorteggiate come prime squadre dei loro gruppi.

Era già stato deciso che la Germania, in quanto paese ospitante, sarebbe stata assegnata al Gruppo A. La FIFA aveva inoltre annunciato in anticipo che il Brasile (campione in carica) sarebbe stato assegnato al Gruppo F.

Urna A Urna B Urna C Urna D Urna Speciale

 Italia
 Brasile (detentrice)
 Inghilterra
 Francia
 Germania
 Argentina
 Messico
 Spagna

 Angola
 Australia
 Costa d'Avorio
 Ecuador
 Ghana
 Paraguay
 Togo
 Tunisia

Croazia
 Rep. Ceca
 Paesi Bassi
 Polonia
 Portogallo
 Svizzera
 Svezia
 Ucraina

 Costa Rica
 Iran
 Giappone
 Corea del Sud
 Arabia Saudita
 Trinidad e Tobago
 Stati Uniti

 Serbia e Montenegro

Piazzamenti delle nazionali

Il 9 dicembre 2005 a Lipsia si tenne il sorteggio. Le 32 nazionali ammesse alla fase finale del Mondiale furono divise in 8 gruppi da quattro squadre (A, B, C, D, E, F, G e H). Dopo il sorteggio molti commentatori di calcio definirono il gruppo C gruppo della morte del Mondiale anche se in verità Argentina e Olanda (inserite in quel raggruppamento) si sarebbero qualificate agli ottavi con un turno di anticipo, battendo abbastanza facilmente Costa d'Avorio e Serbia e Montenegro.[10][11] Ed ecco gli otto gruppi che abbinano le seguenti squadre a gironi.

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 la Germania poteva vantare un considerevole numero di stadi in grado di soddisfare la capacità minima richiesta di 40 000 posti per ospitare le partite dei Mondiali. Vennero scelti 12 stadi. Tra gli esclusi risultò l'Olympiastadion di Monaco di Baviera (69 250): nonostante i regolamenti FIFA permettessero di scegliere due stadi presenti nella stessa città, l'organizzazione tedesca decise altrimenti. Anche l'LTU Arena di Düsseldorf (51 500), il Weserstadion di Brema (43 000) e lo Stadion im Borussia-Park di Mönchengladbach (46 249) vennero esclusi.

I 12 stadi che ospitarono le partite dei mondiali furono:

Berlino Dortmund Monaco di Baviera Stoccarda
Olympiastadion Westfalenstadion FIFA WM-Stadion Gottlieb Daimler
52°30′53″N 13°14′22″E / 52.514722°N 13.239444°E52.514722; 13.239444 (Olympiastadion (Berlino)) 51°29′33.25″N 7°27′06.63″E / 51.492569°N 7.451842°E51.492569; 7.451842 (Signal Iduna Park) 48°13′07.59″N 11°37′29.11″E / 48.218775°N 11.624753°E48.218775; 11.624753 (Allianz Arena) 48°47′32.17″N 9°13′55.31″E / 48.792269°N 9.232031°E48.792269; 9.232031 (Mercedes-Benz Arena (Stoccarda))
Capienza: 76 176 Capienza: 66 981 Capienza: 66 016 Capienza: 54 267
Club: Hertha Berlino Club: Borussia Dortmund Club: Bayern Monaco e Monaco 1860 Club: Stoccarda
Anno d'apertura: 1936 Anno d'apertura: 1974 Anno d'apertura: 2005 Anno d'apertura: 1933
Gelsenkirchen Amburgo
Arena AufSchalke Volksparkstadion
51°33′16.21″N 7°04′03.32″E / 51.554503°N 7.067589°E51.554503; 7.067589 (Veltins-Arena) 53°35′13.77″N 9°53′55.02″E / 53.587158°N 9.898617°E53.587158; 9.898617 (Imtech Arena)
Capienza: 53 804 Capienza: 51 055
Club: Schalke 04 Club: Amburgo
Anno d'apertura: 2001 Anno d'apertura: 1953
Francoforte sul Meno Colonia
Waldstadion Müngersdorfer Stadion
50°04′06.86″N 8°38′43.65″E / 50.068572°N 8.645458°E50.068572; 8.645458 (Commerzbank Arena) 50°56′00.59″N 6°52′29.99″E / 50.933497°N 6.874997°E50.933497; 6.874997 (RheinEnergie Stadion)
Capienza: 48 132 Capienza: 46 120
Club: Eintracht Francoforte Club: Colonia
Anno d'apertura: 1925 Anno d'apertura: 1923
Hannover Lipsia Kaiserslautern Norimberga
Niedersachsenstadion Zentralstadion Fritz-Walter-Stadion Frankenstadion
52°21′36.24″N 9°43′52.31″E / 52.360067°N 9.731197°E52.360067; 9.731197 (AWD-Arena) 51°20′44.86″N 12°20′53.59″E / 51.345794°N 12.348219°E51.345794; 12.348219 (Zentralstadion) 49°26′04.96″N 7°46′35.24″E / 49.434711°N 7.776456°E49.434711; 7.776456 (Fritz-Walter-Stadion) 49°25′34″N 11°07′33″E / 49.426111°N 11.125833°E49.426111; 11.125833 (EasyCredit-Stadion)
Capienza: 44 652 Capienza: 44 199 Capienza: 48 500 Capienza: 41 926
Club: Hannover 96 Club: Sachsen Lipsia Club: Kaiserslautern Club: Norimberga
Anno d'apertura: 1954 Anno d'apertura: 2004 Anno d'apertura: 1926 Anno d'apertura: 1928

Durante il torneo, molti stadi cambiarono denominazione, in quanto la FIFA proibisce la sponsorizzazione degli stadi a meno che gli sponsor degli stadi siano anche sponsor ufficiali FIFA.[12] Per esempio, l'Allianz Arena a Monaco di Baviera fu ribattezzato FIFA World Cup Stadium, Munich (o in tedesco: FIFA WM-Stadion München), e anche le lettere dello sponsor Allianz vennero rimosse o coperte.[12] Alcuni di questi stadi avevano pure una capacità minore del solito durante la Coppa del Mondo per il fatto che i regolamenti FIFA proibiscono di utilizzare i posti in piedi.

Ufficiali di gara[modifica | modifica wikitesto]

Arbitri[modifica | modifica wikitesto]

Assistenti arbitrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Aboudou Aderoudjou
  • Dramane Dante
  • Mamadou N'Doyé
  • Celestin Ntangungira
  • Eisa Ghuloum
  • Nathan Gibson
  • Yoshikazu Hiroshima
  • Dae Young Kim
  • Prachya Permpanich
  • Ben Wilson
  • Matthias Arnet
  • Martin Balko
  • Francesco Buragina
  • Cristiano Copelli
 
  • Lionel Dagorne
  • Victoriano Giraldez Carrasco
  • Nikolai Golubev
  • Evgoueni Volnin
  • Peter Hermans
  • Pedro Medina Hernández
  • Jan-Hendrik Salver
  • Alessandro Stagnoli
  • José Luis Camargo
  • Leonel Leal
  • José Ramírez
  • Héctor Vergara
  • Amelio Andino
  • Manuel Bernal
 
  • Ednilson Corona
  • Aristeu Tavares
  • Pablo Fandino
  • Darío García
  • José Navia
  • Rodolfo Otero
  • Walter Rial
  • Fernando Tamayo
  • Christian Schraer
  • Philip Sharp
  • Roman Slysko
  • Vincent Texier
  • Glenn Turner
  • Walter Vromans

Marketing[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale dei Mondiali 2006 era The Time of Our Lives, di Il Divo e Toni Braxton,[13] mentre al termine di ogni partita (in particolare all'assegnazione del trofeo ai vincitori del torneo), all'interno dello stadio veniva diffusa la canzone-inno Stand Up, cantata da Patrizio Buanne; si tratta del rifacimento, con un testo adattato al clima calcistico, della cover del 1993 di Go West a opera dei Pet Shop Boys.

Tra le altre colonne sonore ricorrenti durante il torneo si possono citare Celebrate the Day di Herbert Grönemeyer, Love Generation di Bob Sinclar e il tormentone estivo Hips Don't Lie di Shakira. Altra peculiarità, in campo musicale, dell'edizione 2006 è stata il diffusissimo coro sulle note di Seven Nation Army dei White Stripes. Infine, altri brani che hanno avuto successo sull'onda dei Mondiali sono stati la cover del brano dei Queen We Are the Champions cantata da Crazy Frog e, in Italia, Siamo una squadra fortissimi di Checco Zalone.

Il pallone[modifica | modifica wikitesto]

Il Teamgeist, pallone dei Mondiali 2006, e la versione Gold usata in finale.

Il pallone utilizzato per i Mondiali 2006 fu il Teamgeist ("Spirito di squadra"), prodotto dall'azienda tedesca Adidas, per la quindicesima volta consecutiva fornitrice ufficiale dei palloni della fase finale (rapporto iniziato nel campionato del mondo 1970 con l'introduzione del celebre modello Telstar)[14].

Il Teamgeist è un pallone dalla struttura rivoluzionaria: il rivestimento si compone infatti di soli 14 pannelli curvi (che fanno del pallone un equivalente di un ottaedro troncato) in luogo dei canonici 32 esagoni e pentagoni propri delle sfere calcistiche dal 1970 in poi. La termosaldatura dei pannelli (in luogo della sutura) conferisce inoltre al pallone una forma più rotonda e una maggior gestibilità in fase di calcio, giacché la regolarita della forma non va ad interferire sulla traiettoria impressa dal piede. Essendo poi quasi impermeabile, in caso di pioggia la palla non modifica le proprie prestazioni in maniera sensibile.

Ognuna delle 32 federazioni calcistiche qualificate per la Coppa del Mondo ricevette 40 palloni in omaggio per gli allenamenti.

Il Teamgeist verrà poi adottato, con colori diversi, da vari club vestiti dall'azienda tedesca nella stagione sportiva 2006-2007.

Fase finale[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi della Nazionale di casa a Bochum

Il 9 giugno 2006, nella gara inaugurale a Monaco di Baviera, la Germania vice campione del mondo in carica, sconfisse la Costa Rica per 4-2, mentre nell'altro incontro l'Ecuador, alla sua seconda partecipazione in Coppa del Mondo, batté la Polonia 2-0. Nella seconda giornata, il 14 giugno, i tedeschi sconfissero a Dortmund la Polonia per 1-0, qualificandosi agli Ottavi di finale con un turno d'anticipo. Il giorno successivo si qualificò anche l'Ecuador sconfiggendo la Costa Rica. Nell'ultimo turno, la Germania superò i sudamericani per 3-0, ottenendo il primo posto nel girone, mentre la Polonia, comunque eliminata, giunse terza.

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

Nel gruppo B l'Inghilterra vinse contro il Paraguay grazie ad un'autorete e contro il Trinidad & Tobago (2-0) grazie alle reti nel finale di Crouch e di Gerrard. Passò il turno classificandosi al primo posto con 7 punti (2 successi e un pareggio) perdendo, nei primi minuti della sfida contro la Svezia (pareggiata per 2-2) il suo attaccante Michael Owen per un grave infortunio al ginocchio. La Svezia, dal canto suo, non andò oltre lo 0-0 contro Trinidad & Tobago e vinse di misura (1-0) contro il Paraguay. Passò quindi come seconda classificata con 5 punti (ottenuti con 2 pareggi e una vittoria). Furono eliminati Paraguay, terzo con 3 punti, e Trinidad e Tobago, ultimo con un solo punto.

Gruppo C[modifica | modifica wikitesto]

La curva dei tifosi dei Paesi Bassi nella tradizionale divisa arancione

Nel gruppo della morte nella prima giornata l'Argentina, vice campione d'America e vice campione della Confederations Cup, sconfisse la Costa d'Avorio 2-1 grazie ai gol di Crespo e Saviola (di Drogba la rete ivoriana) mentre i Paesi Bassi batterono 1-0 i serbomontenegrini con un gol di Robben. Il 16 giugno le gerarchie vennero definite: infatti l'Argentina, inflisse alla Serbia e Montenegro una sconfitta per 6-0 (con le doppiette di Cambiasso e Maxi Rodriguez e le prime reti mondiali dei due giovani, Lionel Messi e Carlos Tevez) mentre gli Orange batterono gli ivoriani per 2-1, qualificandosi a loro volta. Le partite del 21 giugno servono solo a stabilire la classifica finale, a qualificazioni già decise: argentini e olandesi pareggiano 0-0, risultato che consente ai sudamericani di vincere il girone per la miglior differenza reti (+7 contro il +2 olandese), mentre nell'altra partita gli ivoriani rimontano da 0-2 a 3-2, ottenendo una vittoria prima di abbandonare il Mondiale.

Gruppo D[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi angolani a Colonia

A differenza del Gruppo C, quello D era considerato il girone più facile. Come da pronostico Portogallo, finalista europeo uscente, e Messico guidano il girone dalla prima giornata. I nordamericani battono l'Iran 3-1, mentre i lusitani sconfiggono l'Angola in una gara molto sentita per gli africani, visto che si trattava del loro esordio alla fase finale di un mondiale ed erano, fino al 1975, una colonia portoghese. Nella giornata successiva il Portogallo, battendo l'Iran 2-0, ottenne la qualificazione agli ottavi con un turno d'anticipo, mentre il Messico, pareggiando 0-0 con l'Angola, si qualificò solo all'ultimo turno, grazie al pareggio 1-1 tra Angola ed Iran, nonostante la sconfitta per 2-1 contro gli iberici.

Gruppo E[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica Ceca durante la sfida contro il Ghana.

Il 12 giugno cominciarono le partite del gruppo E con Stati Uniti-Rep. Ceca, vinta dai cechi per 3-0. In serata toccò all'Italia contro il Ghana, con gli Azzurri che vinsero l'incontro per 2-0, con reti di Andrea Pirlo nel primo tempo e Vincenzo Iaquinta nel secondo. Il 17 giugno il Ghana superò per 2-0 i cechi mentre l'Italia, a Kaiserslautern, dopo essere passata in vantaggio con Alberto Gilardino, venne raggiunta dagli Stati Uniti a causa di un autogol di Cristian Zaccardo. La gara fu intensa sul piano agonistico, tanto che le due squadre conclusero in 10 contro 9. Nell'Italia fu espulso Daniele De Rossi per una gomitata allo statunitense Brian McBride che gli costò 4 giornate di squalifica. Ad Amburgo, all'ultima giornata, contro una Rep. Ceca anch'essa in cerca della qualificazione, gli azzurri dovevano vincere per evitare i campioni in carica del Brasile negli ottavi di finale. Nel primo tempo segnò di testa Marco Materazzi (subentrato dopo pochi minuti a Nesta fermato da un infortunio, il terzo in altrettanti mondiali consecutivi per il difensore del Milan), mentre all'87' Filippo Inzaghi realizzò la rete del 2-0 che qualificò l'Italia come vincitrice del girone con 7 punti. Nell'altra partita il Ghana riuscì a sconfiggere gli statunitensi per 2-1 e ottenne la qualificazione per la prima volta.

Gruppo F[modifica | modifica wikitesto]

In questo girone già dalle prime partite si capì che non sarebbe stato facile, per le favorite Brasile campione del Sudamerica e del Mondo in carica, nonché detentore della Confederations Cup, e Croazia, prevalere. L'Australia, tornata alla fase finale dopo l'edizione del 1974 e allenata da Guus Hiddink, sconfisse il Giappone per 3-1, mentre il Brasile, pur giocando al di sotto delle aspettative, batté la Croazia per 1-0, con gol di Kaká.[15][16] Nella giornata successiva i verdeoro ottennero la qualificazione con un turno d'anticipo sconfiggendo l'Australia per 2-0, con gol di Adriano e Fred,[17] mentre croati e giapponesi pareggiarono per 0-0. Nell'ultimo turno i Campioni in carica batterono il Giappone per 4-1, con doppietta di Ronaldo (che eguaglia in questo modo il record di Gerd Müller di 14 gol nei Mondiali), gol di Juninho e Gilberto.[18] In Croazia-Australia la Croazia, costretta a vincere, vede rimontato due volte il suo vantaggio da parte dell'Australia che, grazie a questo risultato, superò per la prima volta nella storia la fase a gironi.

Gruppo G[modifica | modifica wikitesto]

Nell'esordio del gruppo G Francia e Svizzera non andarono oltre lo 0-0, mentre la Corea del Sud, dopo il contestato 4º posto di quattro anni prima, vinse facilmente contro il Togo, all'esordio ai Mondiali. In Francia-Corea del Sud i francesi passarono in vantaggio con Thierry Henry al 9' e vennero raggiunti da Park Ji-Sung all'81', dopo una serie di errori difensivi. I bleus recriminarono per un gol non convalidato dall'arbitro. Dopo la vittoria elvetica sul Togo per 2-0 la Francia rischiò di uscire al primo turno come nel 2002: si rese infatti necessario, per i transalpini, peraltro privi di Zinedine Zidane, squalificato, sconfiggere il Togo con almeno due reti di scarto. La Francia vinse 2-0; così, in concomitanza con la vittoria svizzera ottenuta con lo stesso punteggio, le due nazionali europee si qualificarono agli ottavi.

Gruppo H[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultimo raggruppamento la Spagna ottenne tre vittorie su tre incontri, segnando 8 reti e subendone una. Dopo l'esordio contro l'Ucraina vinto per 4-0, arrivò una vittoria in rimonta contro la Tunisia per 3-1. All'ultima giornata le Furie Rosse sconfissero l'Arabia Saudita per 1-0. Oltre alla Spagna passa il turno l'Ucraina, al suo esordio al Mondiale, che dopo lo 0-4 della gara d'esordio sconfigge i sauditi con lo stesso punteggio e la Tunisia per 1-0. Sauditi e tunisini vennero eliminati con un solo punto, ottenuto nello scontro diretto.

Ottavi di finale[modifica | modifica wikitesto]

Gli ottavi abbinarono: Germania-Svezia, Argentina-Messico, Italia-Australia, Ucraina-Svizzera, Inghilterra-Ecuador, Portogallo-Paesi Bassi, Brasile-Ghana, Francia-Spagna. Gli ottavi di finale si disputarono tra il 24 e il 27 giugno: si qualificò per prima la Germania eliminando la Svezia battendola per 2-0 con doppietta di Lukas Podolski nei primi 12 minuti, mentre in serata l'Argentina, dopo una brillante prima fase, soffrì contro il Messico andando in svantaggio dopo 6 minuti. Ciononostante riuscì a pareggiare con Hernán Crespo e, ai supplementari, Maxi Rodríguez segnò la rete del 2-1 che permette alla Selección di qualificarsi e affrontare i padroni di casa a Berlino. L'Inghilterra sconfisse con una rete su calcio di punizione di David Beckham l'Ecuador, mentre il Portogallo eliminò i Paesi Bassi in una gara molto accesa, conclusa in 9 contro 9.

Il 26 giugno l'Italia tornò a Kaiserslautern per sfidare l'Australia. L'incontro si rivelò più difficile del previsto per i favoriti Azzurri, costretti dall'inizio del secondo tempo, a causa dell'espulsione di Marco Materazzi (colpevole di aver interrotto una chiara occasione da rete per gli avversari),[19] a giocare in inferiorità numerica. Quando la partita pareva ormai indirizzarsi verso i supplementari, allo scadere del recupero l'australiano Lucas Neill arginò fallosamente in area uno spunto dell'italiano Fabio Grosso: ne nacque un calcio di rigore che Francesco Totti trasformò per l'1-0 che valse il passaggio al turno successivo.[20][21]

In serata Svizzera - Ucraina, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari e supplementari, fu decisa ai rigori per 3-0 in favore degli ucraini. La squadra di Shevchenko si qualificò per la prima volta ai quarti di finale, mentre gli elvetici lasciarono Germania 2006 pur vantando un singolare record: in quattro partite non hanno mai subìto gol, risultando la miglior difesa del torneo. Il Brasile eliminò il Ghana 3-0, grazie anche alla rete che vale a Ronaldo, autore del primo gol, il titolo di capocannoniere della storia dei mondiali con 15 reti in tre edizioni (4 nel 1998, 8 nel 2002 e 3 nel Mondiale tedesco), mentre nella sfida tra Spagna e Francia, dopo l'iniziale vantaggio spagnolo, i transalpini vinsero 3-1, accedendo al turno successivo.

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

I quarti di finale abbinano: Germania-Argentina, Italia-Ucraina, Inghilterra-Portogallo, Brasile-Francia. Le partite valide per i quarti di finale si disputarono il 30 giugno e il 1º luglio. Nel primo incontro a Berlino l'Argentina cercò la rivincita della finale del campionato del mondo 1990 persa a Roma contro i tedeschi. Al 49' la squadra di Pekerman passò in vantaggio con Roberto Ayala ma all'80' Klose segnò il gol del pareggio che portò la gara ai tempi supplementari e, successivamente, ai rigori. Dal dischetto i tedeschi realizzarono 4 rigori su 4, mentre Jens Lehmann parò due tiri di rigore. Il portiere dichiarerà poi che si era preparato dei bigliettini su cui aveva studiato, il giorno prima, i movimenti dei calciatori sudamericani nell'eventualità che la gara si decidesse ai rigori[22]. In serata l'Italia fece ritorno ad Amburgo contro l'Ucraina, e andò in vantaggio dopo pochi minuti con Gianluca Zambrotta per poi nel secondo tempo, dopo aver subito il pressing ucraino, chiudere la partita con due gol di Luca Toni, qualificandosi per la semifinale contro la Germania. Il giorno dopo la gara tra Inghilterra e Portogallo, finita 0-0 dopo i tempi supplementari, fu decisa ai rigori a favore dei lusitani per 3-1, che si qualificarono alle Semifinali per la prima volta dopo l'edizione del 1966. Per gli inglesi si trattò della terza eliminazione ai tiri dal dischetto dopo quelle del 1990 e del 1998. Nell'ultima gara tra Francia e Brasile i Verdeoro, grandi favoriti alla vigilia e alla ricerca della rivincita della finale del campionato del mondo 1998, furono sconfitti per 1-0 da un gol di Thierry Henry e abbandonarono il torneo dopo tre finali consecutive nelle precedenti edizioni, due delle quali vinte (1994 e 2002).

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

La semifinale tra Italia e Germania fu giocata in un'atmosfera particolarmente calda per via delle caratteristiche del Westfalenstadion

Per la quarta volta nella storia dei Mondiali le semifinaliste furono Nazionali dello stesso continente: era già successo nel 1934, nel 1966 e nel 1982.

Il 4 luglio a Dortmund si sfidarono Germania e Italia, in uno stadio tradizionalmente favorevole ai tedeschi, sempre vittoriosi nella città della Renania Settentrionale-Vestfalia. Gli Azzurri sembrarono prevalere sui tedeschi, ma al 90' il risultato rimase fermo sullo 0-0. Si giocarono quindi i tempi supplementari, durante i quali Gilardino e Zambrotta colpirono rispettivamente un palo e una traversa. Al 119', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Andrea Pirlo servì Grosso che, tirando di sinistro dal limite dell'area piccola, portò l'Italia in vantaggio. L'urlo della sua esultanza ricordò a molti, in Italia, quello di Marco Tardelli nella finale di Madrid del 1982. Un minuto dopo, con i tedeschi sbilanciati in attacco, partì un veloce contropiede italiano in cui Fabio Cannavaro rubò palla, la cedette a Totti che la passò in avanti a Gilardino, il quale si portò al limite dell'area di rigore, quindi servì Alessandro Del Piero, smarcatosi sulla sinistra dopo una cavalcata partita dalla sua area di rigore, segnando il definitivo 2-0. L'Italia tornò quindi in finale dopo 12 anni eliminando la Germania per la terza volta nella storia dei Mondiali (in precedenza l'aveva sconfitta nel 1970 in semifinale e nel 1982 in finale).

L'altra semifinale, giocata a Monaco di Baviera il 5 luglio, vide la Francia superare per 1-0 il Portogallo. Decisiva risultò una rete di Zinédine Zidane su calcio di rigore al 33'. I francesi si qualificarono così per la seconda finale in tre edizioni. In questa partita ci fu il controverso episodio dell'insulto (in lingua spagnola) da parte di Zidane rivolto all'arbitro uruguaiano Jorge Larrionda (il quale probabilmente fece finta di non sentire)[23][24].

Finale per il terzo e quarto posto[modifica | modifica wikitesto]

La finale per il terzo posto si tenne l'8 luglio a Stoccarda, la finale il 9 luglio 2006 a Berlino. Nella gara tra Germania e Portogallo, sconfitte in semifinale, i tedeschi s'imposero per 3-1. Il centravanti Miroslav Klose guadagnò il titolo di capocannoniere del torneo con 5 reti segnate (4 anni prima in Giappone e Corea del Sud si era classificato secondo dietro a Ronaldo, segnando lo stesso numero di gol). Per i tedeschi e per il loro allenatore, Jürgen Klinsmann, il 3º posto viene celebrato come un risultato sostanzialmente positivo, mentre il Portogallo, con il 4º posto, ottenne il miglior risultato nella storia dei Mondiali negli ultimi 40 anni.

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 2006.

Nella finale giocata il 9 luglio all'Olympiastadion di Berlino, l'Italia cercò la rivincita contro la Francia, dopo avere perso la finale di Euro 2000. La Francia passò in vantaggio con un gol di Zidane al 7' minuto su calcio di rigore. Zidane calciò il rigore a cucchiaio e la palla colpì prima la traversa e poi terminò dietro la linea di porta. L'Italia reagì pareggiando con Materazzi al 19' sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Dopo un primo tempo in cui l'Italia sembrava aver giocato meglio (un altro colpo di testa di Materazzi è salvato sulla linea e un colpo di testa di Toni finisce sulla traversa), nel secondo tempo gli Azzurri soffrono, chiudendosi in difesa e lasciando spazio alle giocate transalpine, che però non riescono a produrre azioni da gol, grazie a una difesa italiana ben schierata.

Il francese Henry e l'italiano Gattuso durante la finale di Berlino

Nonostante il dominio francese, l'Italia si vede annullare un gol di testa di Luca Toni per fuorigioco. Anche durante i supplementari i francesi continuarono ad attaccare creando due pericoli: un tiro di Franck Ribéry, di poco fuori e un colpo di testa di Zidane, sventato grazie a una grande parata di Gianluigi Buffon, eletto miglior portiere del torneo. Al 111' Zidane fu espulso dall'arbitro Horacio Elizondo, su indicazione del quarto ufficiale di gara, per aver colpito intenzionalmente Materazzi con una testata. Al termine dei 120 minuti il risultato è ancora fermo sull'1-1 e, per la seconda volta nella storia, l'assegnazione della Coppa del Mondo è decisa ai tiri di rigore, dopo i Mondiali 1994, in cui l'Italia aveva perso contro il Brasile per 3-2. Dopo 4 rigori a testa l'Italia è a punteggio pieno, mentre la Francia è ferma a 3 (Trezeguet fallì il secondo tiro dei bleus colpendo la traversa, mentre segnarono Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero per l'Italia e Wiltord, Abidal e Sagnol per la Francia).

Fabio Grosso, che aveva già deciso le sfide con l'Australia e con la Germania, segnò il rigore del definitivo 5-3 e permise all'Italia di vincere il 18º campionato mondiale di calcio, il quarto della storia Azzurra dopo i successi del 1934, 1938 e 1982. Zidane, che alla vigilia della manifestazione aveva annunciato che avrebbe lasciato il calcio giocato con quella finale, all'età di 34 anni, terminò la propria carriera con la sconfitta e l'espulsione. Ciononostante il capitano francese fu premiato dalla FIFA come Miglior Giocatore dei Mondiali, davanti a Fabio Cannavaro e Andrea Pirlo; a quest'ultimo va anche il riconoscimento come migliore in campo della finale. La stampa sportiva mondiale cercò, nelle settimane successive alla finale, di scoprire la frase rivolta da Materazzi a Zidane per suscitarne una così violenta reazione. Gli istanti del rigore finale di Fabio Grosso furono in seguito riprodotti nel video di Waka Waka, la canzone di Shakira inno dei Mondiali di calcio 2010.

Secondo la critica la vittoria fu raggiunta dall'Italia di Lippi attraverso un gioco corale molto organizzato, un'eccezionale forza fisica e, come nella migliore tradizione italiana, una solida difesa[25] che in sette partite concesse soltanto un gol su rigore e un'autorete. Un altro fattore decisivo per la vittoria finale fu la capacità di non dipendere da un solo giocatore, come conferma il fatto che i dodici gol dell'Italia nel torneo furono segnati da dieci calciatori diversi.

Successo[modifica | modifica wikitesto]

La notte di Norimberga illuminata da un pallone gigante

Questa edizione dei Mondiali è ricordata come la più seguita nella storia della televisione. Trasmessa in 214 stati, vanta un numero totale di spettatori cumulativi pari a 2,29 miliardi[26].

Secondo alcune stime la FIFA guadagnò dall'organizzazione del Mondiale circa 1,4 miliardi di dollari, molti dei quali provenienti dalla cessione dei diritti televisivi ed una parte importante anche dalla sponsorizzazione del sito web ufficiale (che, coprodotto con Yahoo, registrò un numero di visitatori di assoluta primarietà). Il giro d'affari globale complessivo legato allo svolgimento del Mondiale fu stimato dal britannico Centre for Economics and Business Research in circa 25 miliardi di dollari di incremento di consumi, principalmente in Europa. L'Istituto di Ricerche Economiche di Monaco di Baviera stimò nello 0,25% il possibile effetto positivo sull'economia tedesca. In uno studio intitolato "Soccereconomics 2006", finanziato dalla banca olandese ABN-AMRO, si teorizzò che i risultati avrebbero influito sul consumo. La conclusione dello studio prevedeva che il maggior influsso sull'economia sarebbe potuto derivare da un'eventuale finale Germania-Italia in cui la Germania avesse perduto. Secondo una previsione di Goldman Sachs, invece, effettuata secondo calcoli prevalentemente statistici, ci si sarebbe attesa la vittoria del Brasile.

Una porta di neon illumina le notti di Amburgo

Secondo alcune stime circa un miliardo e duecentomila persone nel mondo (pari al 17% della popolazione del pianeta) avrebbero assistito via televisione alla finale. In molti paesi emergenti vi furono rilevanti picchi di incremento nelle vendite di televisori (primo apparecchio), fra questi India, Nepal, Corea e Bangladesh. Nei paesi sviluppati fu questa la prima edizione dei Mondiali diffusa in alta definizione. Negli USA l'incremento di spettatori rispetto alla passata edizione fu del 112%, mentre a Boston per la prima volta 10 000 persone si radunarono per assistere alla partita su un maxi-schermo nella piazza del comune.

Per la prima volta la RAI non trasmise tutte le partite del Mondiale, ma solo una al giorno, in un inusuale cinemascope. I diritti di tutti i match furono acquistati da SKY Italia. Per la prima volta in Italia una televisione satellitare si appropriò di tutti i diritti di trasmissione delle partite. Anche in altre nazioni la pay-tv ha trasmesso i Mondiali (in Spagna la Digital+ del gruppo Prisa, in Germania la Première). Nel paese iberico, le due nuove tv nate dalla prima riforma televisiva, Cuatro e La Sexta, trasmisero le partite del Mondiale, con la seconda che comprò i diritti per alcune partite e per questioni di copertura sub-cedette alla prima le partite di interesse generale. Grazie alla finale Cuatro ha vinto il suo primo giorno negli ascolti.

La società di analisi web Nielsen NetRatings ha stimato che circa 3 400 000 utenti unici abbiano visitato il sito sportivo della BBC durante la manifestazione, con una media di circa 23 minuti di permanenza media per utente. Il sito inglese sarebbe stato in assoluto il più visto, 3 volte di più di quello della FIFA.

Convocazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 2006.

Le partite[modifica | modifica wikitesto]

Fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Su Commons trovi tutte le formazioni delle squadre nei vari incontri.

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.  Germania 9 3 3 0 0 8 2 +6
2.  Ecuador 6 3 2 0 1 5 3 +2
3.  Polonia 3 3 1 0 2 2 4 −2
4.  Costa Rica 0 3 0 0 3 3 9 −6
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Monaco di Baviera
9 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Germania 4 – 2
referto
 Costa RicaFIFA WM-Stadion München (64 950 spett.)
Arbitro:  Elizondo

Gelsenkirchen
9 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Polonia 0 – 2
referto
 EcuadorFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro:  Kamikawa

Dortmund
14 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Germania 1 – 0
referto
 PoloniaWestfalenstadion (65 000 spett.)
Arbitro:  Medina Cantalejo

Amburgo
15 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Ecuador 3 – 0
referto
 Costa RicaFIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)
Arbitro:  Codjia

Berlino
20 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Ecuador 0 – 3
referto
 GermaniaOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro:  Ivanov

Hannover
20 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Costa Rica 1 – 2
referto
 PoloniaFIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro:  Maidin

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.  Inghilterra 7 3 2 1 0 5 2 +3
2.  Svezia 5 3 1 2 0 3 2 +1
3.  Paraguay 3 3 1 0 2 2 2 0
4.  Trinidad e Tobago 1 3 0 1 2 0 4 −4
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Francoforte sul Meno
10 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Inghilterra 1 – 0
referto
 ParaguayFIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro:  Rodríguez

Dortmund
10 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Trinidad e Tobago 0 – 0
referto
 SveziaWestfalenstadion (62 959 spett.)
Arbitro:  Maidin

Norimberga
15 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Inghilterra 2 – 0
referto
 Trinidad e TobagoFrankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro:  Kamikawa

Berlino
15 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svezia 1 – 0
referto
 ParaguayOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro:  Micheľ

Colonia
20 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svezia 2 – 2
referto
 InghilterraFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro:  Busacca

Kaiserslautern
20 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Paraguay 2 – 0
referto
 Trinidad e TobagoFritz Walter Stadion (46 000 spett.)
Arbitro:  Rosetti

Gruppo C[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.  Argentina 7 3 2 1 0 8 1 +7
2.  Paesi Bassi 7 3 2 1 0 3 1 +2
3.  Costa d'Avorio 3 3 1 0 2 5 6 −1
4.  Serbia e Montenegro 0 3 0 0 3 2 10 −8
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Amburgo
10 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Argentina 2 – 1
referto
 Costa d'AvorioFIFA WM-Stadion Hamburg (49 480 spett.)
Arbitro:  De Bleeckere

Lipsia
11 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Serbia e Montenegro 0 – 1
referto
 Paesi BassiZentralstadion (43 000 spett.)
Arbitro:  Merk

Gelsenkirchen
16 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Argentina 6 – 0
referto
 Serbia e MontenegroFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro:  Rosetti

Stoccarda
16 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Paesi Bassi 2 – 1
referto
 Costa d'AvorioGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro:  Ruiz

Francoforte sul Meno
21 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Paesi Bassi 0 – 0
referto
 ArgentinaFIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro:  Medina Cantalejo

Monaco di Baviera
21 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Costa d'Avorio 3 – 2
referto
 Serbia e MontenegroFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro:  Rodríguez

Gruppo D[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.  Portogallo 9 3 3 0 0 5 1 +4
2.  Messico 4 3 1 1 1 4 3 +1
3.  Angola 2 3 0 2 1 1 2 −1
4.  Iran 1 3 0 1 2 2 6 −4
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Norimberga
11 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Messico 3 – 1
referto
 IranFrankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro:  Rosetti

Colonia
11 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Angola 0 – 1
referto
 PortogalloFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro:  Larrionda

Hannover
16 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Messico 0 – 0
referto
 AngolaFIFA Wm-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro:  Maidin

Francoforte sul Meno
17 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Portogallo 2 – 0
referto
 IranFIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro:  Poulat

Gelsenkirchen
21 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Portogallo 2 – 1
referto
 MessicoFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro:  Micheľ

Lipsia
21 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Iran 1 – 1
referto
 AngolaZentralstadion (38 000 spett.)
Arbitro:  Shield

Gruppo E[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.  Italia 7 3 2 1 0 5 1 +4
2.  Ghana 6 3 2 0 1 4 3 +1
3.  Rep. Ceca 3 3 1 0 2 3 4 −1
4.  Stati Uniti 1 3 0 1 2 2 6 −4
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Gelsenkirchen
12 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Stati Uniti 0 – 3
referto
 Rep. CecaFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro:  Amarilla

Hannover
12 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Italia 2 – 0
referto
 GhanaFIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro:  Simon

Colonia
17 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Rep. Ceca 0 – 2
referto
 GhanaFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro:  Elizondo

Kaiserslautern
17 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Italia 1 – 1
referto
 Stati UnitiFritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)
Arbitro:  Larrionda

Amburgo
22 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Rep. Ceca 0 – 2
referto
 ItaliaFIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)
Arbitro:  Archundia

Norimberga
22 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Ghana 2 – 1
referto
 Stati UnitiFrankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro:  Merk

Gruppo F[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.  Brasile 9 3 3 0 0 7 1 +6
2.  Australia 4 3 1 1 1 5 5 0
3.  Croazia 2 3 0 2 1 2 3 −1
4.  Giappone 1 3 0 1 2 2 7 −5
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Kaiserslautern
12 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Australia 3 – 1
referto
 GiapponeFritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)
Arbitro:  El Fatah

Berlino
13 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Brasile 1 – 0
referto
 CroaziaOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro:  Archundia

Norimberga
18 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Giappone 0 – 0
referto
 CroaziaFrankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro:  De Bleeckere

Monaco di Baviera
18 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Brasile 2 – 0
referto
 AustraliaFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro:  Merk

Dortmund
22 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Giappone 1 – 4
referto
 BrasileWestfalenstadion (65 000 spett.)
Arbitro:  Poulat

Stoccarda
22 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Croazia 2 – 2
referto
 AustraliaGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro:  Poll

Gruppo G[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.  Svizzera 7 3 2 1 0 4 0 +4
2.  Francia 5 3 1 2 0 3 1 +2
3.  Corea del Sud 4 3 1 1 1 3 4 −1
4.  Togo 0 3 0 0 3 1 6 −5
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Francoforte sul Meno
13 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Corea del Sud 2 – 1
referto
 TogoFIFA-WM Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro:  Poll

Stoccarda
13 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Francia 0 – 0
referto
 SvizzeraGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro:  Ivanov

Lipsia
18 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Francia 1 – 1
referto
 Corea del SudZentralstadion (43 000 spett.)
Arbitro:  Archundia

Dortmund
19 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Togo 0 – 2
referto
 SvizzeraWestfalenstadion (65 000 spett.)
Arbitro:  Amarilla

Colonia
23 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Togo 0 – 2
referto
 FranciaFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro:  Larrionda

Hannover
23 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svizzera 2 – 0
referto
 Corea del SudFIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro:  Elizondo

Gruppo H[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.  Spagna 9 3 3 0 0 8 1 +7
2.  Ucraina 6 3 2 0 1 5 4 +1
3.  Tunisia 1 3 0 1 2 3 6 −3
4.  Arabia Saudita 1 3 0 1 2 2 7 −5
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Lipsia
14 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Spagna 4 – 0
referto
 UcrainaZentralstadion (43 000 spett.)
Arbitro:  Busacca

Monaco di Baviera
14 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Tunisia 2 – 2
referto
 Arabia SauditaFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro:  Shield

Amburgo
19 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Arabia Saudita 0 – 4
referto
 UcrainaFIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)
Arbitro:  Poll

Stoccarda
19 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Spagna 3 – 1
referto
 TunisiaGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro:  Simon

Kaiserslautern
23 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Arabia Saudita 0 – 1
referto
 SpagnaFritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)
Arbitro:  Codjia

Berlino
23 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Ucraina 1 – 0
referto
 TunisiaOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro:  Amarilla

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Albero della fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Ottavi di finale Quarti di finale Semifinali Finale
                           
24 giugno - 17:00            
  1A.  Germania  2
30 giugno - 17:00
  2B.  Svezia  0  
   Germania  1 (4)
24 giugno - 21:00
     Argentina  1 (2)  
  1C.  Argentina  2
4 luglio - 21:00
  2D.  Messico  1  
   Germania  0
26 giugno - 17:00
     Italia  2  
  1E.  Italia  1
30 giugno - 21:00
  2F.  Australia  0  
   Italia  3
26 giugno - 21:00
     Ucraina  0  
  1G.  Svizzera  0 (0)
9 luglio - 20:00
  2H.  Ucraina  0 (3)  
   Italia  1 (5)
25 giugno - 17:00
     Francia  1 (3)
  1B.  Inghilterra  1
1º luglio - 17:00
  2A.  Ecuador  0  
   Inghilterra  0 (1)
25 giugno - 21:00
     Portogallo  0 (3)  
  1D.  Portogallo  1
5 luglio - 21:00
  2C.  Paesi Bassi  0  
   Portogallo  0
27 giugno - 17:00
     Francia  1   Finale 3° posto
  1F.  Brasile  3
1º luglio - 21:00 8 luglio - 21:00
  2E.  Ghana  0  
   Brasile  0    Germania  3
27 giugno - 21:00
     Francia  1      Portogallo  1
  1H.  Spagna  1
  2G.  Francia  3  

Ottavi di finale[modifica | modifica wikitesto]

Monaco di Baviera
24 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Germania 2 – 0
referto
 SveziaFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro:  Simon

Lipsia
24 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Argentina 2 – 1
(d.t.s.)
referto
 MessicoZentralstadion (43 000 spett.)
Arbitro:  Busacca

Stoccarda
25 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
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