Cattedrale di Cristo Re (La Spezia)

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Cattedrale di Cristo Re
Stato  Italia
Regione Liguria
Località La Spezia
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareCristo Re
Diocesi Spezia-Sarzana-Brugnato
Consacrazione1975
ArchitettoAdalberto Libera e Cesare Galeazzi
Inizio costruzione1929
Completamento1975

Coordinate: 44°06′29.98″N 9°49′39.88″E / 44.108328°N 9.827744°E44.108328; 9.827744

La cattedrale di Cristo Re è il più importante luogo di culto cattolico della Spezia, chiesa madre della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La Spezia diviene sede episcopale nel 1927, quando papa Pio XI istituisce la nuova diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato. L'antica chiesa di Santa Maria Assunta è elevata a procattedrale della nuova diocesi il 19 marzo 1929, ma si pensa subito alla costruzione di una nuova cattedrale. Il luogo è scelto sulla spianata del colle abbattuto negli stessi anni per unire i quartieri storici della città a quelli orientali e dove in precedenza era il convento dei cappuccini.

Il progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1930 viene indetto un concorso, voluto dal vescovo Giovanni Costantini al quale parteciperanno 117 architetti con 92 progetti[1].

Il progetto vincitore fu quello presentato dall'architetto Brenno Del Giudice assieme al pittore Guido Cadorin[2], ma i lavori resteranno rinviati per più di venticinque anni, fino alla metà degli anni cinquanta.

Del nuovo progetto, nel 1956, viene incaricato l'architetto razionalista Adalberto Libera che si avvale delle potenzialità offerte dalla posizione del luogo sopraelevato sulla vasta piazza Europa per enfatizzare la monumentalità dell'edificio religioso.[senza fonte]

Alla morte di Libera, nel 1963, l'edificio non è ancora terminato e la prosecuzione del progetto viene affidata all'architetto spezzino Cesare Galeazzi che lo riprende apportandovi alcune variazioni. Nel 1975 i lavori sono conclusi e la cattedrale viene consacrata e intitolata a Cristo Re dei Secoli.

L'architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno dell'imponente edificio è fortemente caratterizzato dalla sua pianta circolare e dal paramento esterno, a forma di iperboloide a una falda, chiuso, privo di aperture e del tutto spoglio di decorazioni.
L'ampio sagrato, in parte a giardino, è rivolto a monte e su di esso si aprono tre portali di accesso. All'interno dodici pilastri delimitano un ambulacro circolare racchiudendo l'aula centrale che può contenere fino a 2.500 persone; realizzati in calcestruzzo armato, del diametro di 1 metro e dell'altezza di 8 metri, i pilastri sostengono il peso complessivo (circa 2.000 tonnellate) della copertura a tamburo, anch'essa in calcestruzzo armato, del diametro di 50 metri.

L'interno riceve luce dall'occhio posto al centro della vasta cupola sostenuta dai dodici pilastri, simboleggianti gli Apostoli. Una seconda fonte di luce proviene da una vetrata lungo la fascia perimetrale della sala. La pavimentazione in marmo bianco e grigio, in leggero declivio, converge verso l'altare centrale in marmo bianco, mentre il presbiterio, pavimentato in marmo rosso, è leggermente sopraelevato.

La cripta è un ambiente a volta; in essa sono conservati il reliquiario di San Venerio, le tombe della mistica spezzina Itala Mela e dei primi vescovi della diocesi, monsignor Giovanni Costantini (vescovo dal 1929 al 1943) e monsignor Giuseppe Stella (1898-1989, vescovo dal 1943 al 1975); in un ambiente collegato alla sacrestia della cripta si trova anche la tomba del terzo vescovo, mons. Siro Silvestri (1913-1997, vescovo dal 1975 al 1989).

Nel piano inferiore alla cattedrale, si trova un ampio salone per conferenze.

Il patrimonio artistico[modifica | modifica wikitesto]

Al centro della sala è esposto un Crocifisso in legno del XVIII secolo. L'ambone ed il tabernacolo, posti all'esterno dietro a destra dell'altare, in marmo di Carrara, sono opera della scultrice Lia Godano. Il battistero, il coro capitolare, le panche e la penitenzieria sono su disegno di Cesare Galeazzi. La Deposizione di Cristo è un bronzo di Angiolo Del Santo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Franchetti Pardo, L'architettura nelle città italiane del XX secolo: dagli anni Venti agli anni Ottanta, Jaca Book, 2003, p. 419, ISBN 9788816406322.
  2. ^ La Cattedrale della Spezia (PDF), su casadellarchitettura.eu. URL consultato il 12 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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