Diocesi di Trevi nel Lazio

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Trevi nel Lazio
Sede vescovile titolare soppressa
Dioecesis Trebiana in Latio
Chiesa latina
Istituita 1970
Soppressa 1982
Stato Italia
Regione Lazio
Diocesi soppressa di Trevi nel Lazio
Eretta  ?
Soppressa 23 agosto 1088
unita alla diocesi di Anagni
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Trevi nel Lazio (in latino: Dioecesis Trebiana in Latio) è una sede soppressa e sede titolare soppressa della Chiesa cattolica.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Treba, posta nella Sabina laziale, estendeva la sua giurisdizione sui territori degli odierni comuni di Trevi, Collalto, Filettino, Vallepietra e Jenne. Oggi questo territorio è distribuito tra le diocesi di Rieti (Collalto), Tivoli (Jenne) e Anagni-Alatri (Trevi, Filettino, Vallepietra).

Sede vescovile era la città di Trevi nel Lazio, dove si trovava la cattedrale, dedicata a San Teodoro; l'edificio cadde in rovina e nel corso del Seicento venne smantellato e il materiale riutilizzato per ampliare la chiesa di Santa Maria Assunta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Poco si conosce dell'antica diocesi di Treba Augusta e delle sue origini. Un problema storiografico tutt'ora irrisolto è la definizione della serie episcopale e dunque la prima attestazione storica della diocesi di Treba. Questo è dovuto all'omonimia tra questa sede e quella di Trevi in Umbria e perché nelle fonti non vi è nulla che possa permettere di distinguere i vescovi delle due diocesi.

Storici ed eruditi hanno opinioni e punti di vista completamente diversi se non opposti, attribuendo tutti i vescovi noti o alla sede umbra o a quella laziale oppure distribuendo i vescovi in modo arbitrario tra le due diocesi. Cappelletti attribuisce un solo vescovo alla diocesi laziale, Liotulfo, documentato dal 1015 al 1027. Nella sua Italia sacra, Ughelli ignora la diocesi laziale e attribuisce tutti i vescovi alla diocesi di Trevi in Umbria; la convinzione di Ughelli è fatta propria da molti eruditi quali lo stesso Cappelletti, Moroni e Gams. Di parere diametralmente opposto Mommsen, Lanzoni e Kehr, secondo i quali i vescovi che Ughelli assegna alla diocesi umbra appartengono invece a quella laziale. Duchesne invece è del parere che solo i primi due vescovi della serie, ossia Costantino (487) e Lorenzo (499), appartengano a Trevi in Umbria[1] e gli altri a Trevi nel Lazio, ipotesi riproposta recentemente da Nessi.[2]

La serie episcopale di Trevi è costituita da una decina di nomi di vescovi, noti per la loro partecipazione ai concili celebrati dai papi a Roma, dal 487 al 1059; l'ultimo vescovo noto è Giovanni, che prese parte al concilio romano indetto da papa Niccolò II.

Non ci sono dubbi sul fatto che la diocesi di Trevi nel Lazio esistesse nell'XI secolo. Data la povertà della mensa vescovile, Niccolò II pose la diocesi sotto l'amministrazione del vescovo di Anagni, decisione confermata dai papi successivi. Il 23 agosto 1088 con la bolla Potestatem auctore Deo,[3] papa Urbano II soppresse la diocesi e incorporò il territorio in quello di Anagni. Questa decisione trovò tuttavia delle forti opposizioni e i papi dovettero intervenire in più di un'occasione per confermare la bolla del 1088, fino al provvedimento definitivo di papa Gregorio IX del 15 agosto 1227.

Per un certo periodo, dal 1970 al 1982, Trevi nel Lazio fu annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; il titolo è stato assegnato in una sola occasione a favore di Giovanni Pirastru, vescovo emerito di Iglesias.[4]

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi residenziali[modifica | modifica wikitesto]

La seguente cronotassi è quella tradizionalmente attribuita alla diocesi di Trevi in Umbria, con le correzioni e le aggiunte di Schwartz e delle edizioni critiche degli atti dei sinodi romani ai quali presero parte i vescovi di Trevi; probabilmente molti di questi vescovi appartengono invece alla diocesi laziale.

  • Costantino † (menzionato nel 487)
  • Lorenzo † (menzionato nel 499)
  • Propinquo † (prima del 501 - dopo il 502)
  • Griso † (menzionato nel 743)[5]
  • Valerano † (menzionato nel 769)
  • Paolo † (menzionato nell'826)
  • Crescenzio † (menzionato nell'853)
  • Domenico ? † (menzionato nell'861)[6]
  • Anonimo (Benedetto?) † (menzionato nel 963)[7]
  • Benedetto † (menzionato nel 964)[8]
  • Liotulfo (o Lintolfo) † (prima del 1015 - dopo il 1027)[9]
  • Giovanni † (menzionato nel 1059)[9]

Vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Pirastru † (7 settembre 1970 - 31 marzo 1978 deceduto)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Citato in Lanzoni p. 435.
  2. ^ S. Nessi, La diocesi di Spoleto tra tardo antico e medioevo, in «Umbria cristiana. Dalla diffusione del culto al culto dei santi (secc. IV-X). Atti del XV congresso internazionale di studi sull'alto medioevo (Spoleto 2000)», Spoleto 2001, II, p. 845.
  3. ^ Testo della bolla in Cappelletti, vol. VI, pp. 325-327.
  4. ^ AAS 62 (1970), p. 643.
  5. ^ Monumenta Germaniae Historica, Concilia aevi Karolini (742-842), prima parte (742-817), a cura di Albert Werminghoff, Hannover e Lipsia 1906, p. 23,4.
  6. ^ Questo vescovo è attribuito alla diocesi di Trivento da Ughelli, Cappelletti e Gams. Studiosi dell'area tedesca assegnano invece Domenico ad una delle diocesi omonime di Trevi. Hans-Walter Klewitz, Zur geschichte der bistums organisation Campaniens und Apuliensim 10. und 11. Jahrhundert, in Quellen und Forschungen aus italienischen archiven und bibliotheken, XXIV, 1932-33, pp. 51-52; Paul Fridolin Kehr, Italia Pontificia Archiviato il 23 settembre 2015 in Internet Archive., IX, p. 193; Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 860-874, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover 1998, pp. 65,26 e 66,6.7 e nota 85.
  7. ^ Gli atti del concilio del 963 indicano la presenza di un episcopus Trebensis, ma senza riportarne il nome. Potrebbe essere lo stesso Benedetto, che prese parte al concilio dell'anno successivo. Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 916-1001, seconda parte (962–1001), a cura di Ernst-Dieter Hehl, Hannover 2007, p. 232,8.
  8. ^ Gli atti del concilio del 964 indicano la presenza di un Benedicto sancte Trevicensis ecclesie episcopo, che gli editori delle Monumenta Germaniae Historica assegnano alla diocesi di Trevi: Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 916-1001, seconda parte (962–1001), p. 245,6. Secondo Schwartz potrebbe essere vescovo di Trevico e non di Trevi.
  9. ^ a b Schwartz, Die besetzung der bistümer Reichsitaliens unter den sächsischen und salischen kaisern, pp. 274-275.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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