Ferrovia Montebelluna-Susegana

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Montebelluna-Susegana
Stati attraversati  Italia
Lunghezza20,5 km
Apertura1916
Chiusura1966
GestoreFS
Scartamento1.435 mm
Elettrificazioneno
Ferrovie

La ferrovia Montebelluna-Susegana era una linea ferroviaria italiana a doppio binario non elettrificata. Fu costruita ex novo per la sola sezione tra Montebelluna e il Bivio Piave posto sulla Mestre-Udine, in quanto la tratta tra questa località ferroviaria e la stazione di Susegana, avente lo scopo di attraversare il Piave, era in comune con quest'ultima linea.

I servizi ferroviari locali erano invece svolti tra Montebelluna e Conegliano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prodromi[modifica | modifica wikitesto]

Questa ferrovia fu concepita in un periodo di grande fervore ferroviario nel nord-est del paese, come itinerario alternativo al passaggio per il trafficato nodo di Treviso dei treni provenienti dal sud e dal nord ovest dell'Italia e diretti verso il confine est dell'allora Regno. Fu caldeggiata in questo senso anche dal Ministero della Guerra attraverso le alte gerarchie militari come importante linea verso il confine orientale e delle cosiddetta "terre irredente". Si inseriva quindi in un generale clima di costruzione di infrastrutture che coinvolse il Veneto (oltre al Friuli) nelle fasi precedenti alla Prima guerra mondiale, periodo nel quale furono costruite o completate numerose linee, come la Spilimbergo-Gemona, la Motta-San Vito, la Motta-Portogruaro, la Udine-Majano e la Belluno-Calalzo.

In particolare con regio decreto 1º novembre 1914, n. 1241[1] venne autorizzata la costruzione delle seguenti ferrovie a cura diretta dello Stato (quindi di rilevante importanza nazionale): Montebelluna-Susegana, Udine-Maiano e Sacile-Aviano.

L'itinerario che i treni provenienti dal Nord-Ovest avrebbero sfruttato era quello passante per Vicenza, Castelfranco e Montebelluna, mentre nelle intenzioni dei progettisti l'itinerario da sud prevedeva l'innesto dalla stazione di Padova Campo Marte, lo scavalcamento della Milano – Venezia e il proseguimento verso Camposampiero e Castelfranco.

A questo scopo, risultando la stazione di Montebelluna di testa rispetto alla "traversata" Castelfranco – Bivio Piave – Susegana, fu progettato e costruito un complesso sistema di raccordi diretti tra la linea proveniente da sud-ovest e la nuova ferrovia. La linea fu realizzata adottando i fabbricati in stile unificato delle Ferrovie dello Stato con la particolarità che pur essendo stata progettata e costruita a doppio binario i caselli sono del tipo ridotto.

La progettazione della ferrovia ostacolò, di fatto, i progetti di espansione della tranviaria che la Società Veneta stava sviluppando nella zona con l'apertura, avvenuta nel 1913, delle tranvie Montebelluna-Valdobbiadene e Montebelluna-Asolo, la seconda delle quali avrebbe dovuto rappresentare il tronco intermedio di un auspicato collegamento fra Bassano del Grappa e Ponte della Priula, rispetto al quale la nuova arteria si poneva in diretta concorrenza.

Apertura ed esercizio durante la prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Fu attivata il 25 maggio 1916[2], durante il conflitto, con la maggior parte degli edifici ancora in legno. Grazie al raddoppio coevo delle tratte Padova-Castelfranco, Vicenza – Castelfranco e Castelfranco – Montebelluna Bivi, la linea cominciò in modo proficuo ad essere sfruttata per il motivo sostanziale per il quale era stata costruita. Con lo sfondamento austro-tedesco di Caporetto fu presto coinvolta dagli eventi bellici e danneggiata gravemente.

Gli estesi rilevati delle curve di Nervesa, così come il corrispondente sulla Mestre-Udine tra Spresiano e il Piave, furono proficuamente utilizzati dall'Esercito Italiano impegnato a sottrarsi dal tiro nemico. Lungo la Pontebbana, che costeggia la ferrovia, sono ancora pressoché intatti e visitabili molti dei bunker costruiti in quel tempo. Dopo la Battaglia di Caporetto, la linea funse da confine tra la terra rimasta italiana e la terra occupata dalle forze degli Imperi centrali le quali erano riuscite a superare il Piave in più punti, senza però mai riuscire ad attestarsi stabilmente oltre la ferrovia.

La linea fu ricostruita dopo la guerra e riaperta nel 1920[3].

Declino e chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Durante il secondo conflitto (entro il 1941), le esigenze militari imposero di asportare il binario pari di questa linea (insieme alle tratta Camposampiero-Bivio San Gaetano-Bivio Feltrina) al fine di consentire il completamento dell'importante ferrovia Treviso-Ostiglia. Dopo il secondo conflitto il traffico decadde e presto la linea venne privata in gran parte del traffico merci che ne aveva favorito la costruzione. Divenuta una ferrovia secondaria fu coinvolta nella crisi del sistema dei trasporti ferroviari degli anni sessanta. Nel 1964 ad esempio si contavano solo due coppie di treni locali tra Montebelluna e Conegliano[4] e infatti nel 1966[3] la linea fu soppressa insieme a molte altre ferrovie. Nonostante la chiusura della linea ferroviaria, negli anni settanta le ferrovie dello Stato organizzavano ancora, tra Montebelluna e Conegliano, dei servizi di trasporto sostitutivi.[5][6]

La linea rimase in attività, come raccordo, fino a Giavera del Montello al servizio di un deposito militare e fu pertanto percorsa da sporadiche tradotte. Perso anche questo traffico, la linea fu successivamente riattivata per i primi chilometri da Bivio Piave (rinominato nel frattempo raccordo Giavera) verso Nervesa, al servizio di una industria locale confinante con essa che la utilizzava come raccordo per il trasporto dei propri materiali. Va tuttavia ricordato che per servire questo raccordo venne riarmato l'ex binario pari della linea, mentre quello propriamente appartenente alla Montebelluna-Susegana (ex dispari) rimase armato con l'armamento originale e interrotto presso l'ex bivio Piave. Divenne successivamente a suo malgrado famosa perché venne minata in alcuni punti per eseguire delle perizie ordinate dalla magistratura.

La ferrovia è stata ufficialmente soppressa con il decreto del presidente della Repubblica 18 aprile 1984, n. 140[7].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La linea era una ferrovia lunga 20,439 km di cui 1,969 km tra la stazione di Susegana e il Bivio Piave e 18,470 km tra quest'ultima località ferroviaria e la stazione di Montebelluna[2].

Lo scartamento adottato era quello ordinario da 1.435 mm.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Linea per Belluno
0+000 Montebelluna
Linea per Camposampiero
Linea per Treviso
Bivio Feltrina
SR 348 Feltrina
8+387 Volpago del Montello
10+622 Giavera del Montello
raccordo militare di Giavera
14+272 Nervesa della Battaglia
Cavalcavia SS 13 Pontebbana ora demolito
38+070/18+470 Bivio Piave Linea per Mestre
Piave
40+039/20+439 Susegana
Linea per Udine

La linea si staccava dalla radice sud-est della stazione di Montebelluna e con una grande curva si portava in direzione est.

Dopo essersi innestata al Bivio Feltrina nel sistema dei raccordi provenienti da Castelfranco Veneto, la ferrovia correva alle falde del Montello parallela e a sud della strada provinciale 248 Schiavonesca.

Dopo aver toccato le stazioni di Volpago del Montello, Giavera del Montello e Nervesa della Battaglia con due grandi curve in rilevato, di cui una curva e una controcurva, si portava verso sud, per innestarsi verso est in direzione di Udine nella linea proveniente da Mestre, dopo aver scavalcato la strada statale 13 Pontebbana.

Stazione di Montebelluna[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Montebelluna.

È una stazione ferroviaria della linea Belluno–Treviso a servizio della città di Montebelluna, da cui si dirama la linea per Camposampiero.

Bivio Feltrina[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato originale del Bivio Feltrina non è più presente; oltre ad esso sorgeva una casa cantoniera singola originariamente al servizio del passaggio a livello sulla omonima via, successivamente sostituito dall'attuale cavalcavia.

Stazione di Volpago del Montello[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è attualmente disarmata (esistono tuttavia ancora i marciapiedi per i viaggiatori), ma in origine era dotata di due binari di corsa e nessuno di precedenze. In conseguenza della rimozione di uno dei due binari avvenuta durante il periodo bellico (quello per il senso pari dei treni), il binario n.1 divenne quello di corretto tracciato, mentre il n.2 divenne quello di incrocio.

Questa stazione era dotata in origine di un fabbricato viaggiatori in stile unificato FS con modulo grande 5x3 tipico delle stazioni più importanti (adottato solo nelle linee a doppio binario); magazzino merci grande a modulo 2x1 sempre in stile unificato FS con piano di carico (posti a nord-est del F.V.); fabbricato servizi igienici (a sud-ovest del F.V.), e posto di guardia del servizio lavori (a sud-ovest del P.G.L.). Tutti gli edifici sono ancora presenti e in discreto stato di conservazione (ad esclusione del fatiscente posto di guardia). Il fabbricato viaggiatori è ancora fornito della garitta in ferro ad uso del personale del movimento per il controllo dei treni in transito; nella stessa (lato binari) sono ancora presenti le leve dei rimandi per la manovra degli apparati di segnalamento e sicurezza. Gli alloggi al piano superiore del fabbricato viaggiatori sono attualmente disabitati. L'area è ancora di proprietà del gruppo FS Italiane.

Fermata di Giavera del Montello[modifica | modifica wikitesto]

Tale impianto venne attivato nel 1925[senza fonte], come testimoniato dal fatto che quello che inizialmente era il binario pari è sprovvisto delle banchine ad uso del servizio viaggiatori (o tracce di esse, mentre sono presenti numerose vestigia degli impianti di sicurezza e segnalamento presenti in loco)[E ciò cosa dimostra?].È probabile che allo scopo venne riconvertita la casa cantoniera singola (in stile unificato FS) posta lungo la strada che conduceva ad Arcade, anche se va fatto notare che il Comune deve essersi prodigato molto nel richiedere la fermata in quanto per collegare il paese alla stessa è ancora presente il tipico viale alberato denominato ancora viale della Stazione[senza fonte].

Il fabbricato viaggiatori, attualmente riconvertito in abitazione privata, presenta ancora evidente la scritta indicatrice. Nella fermata e ancora presente il binario passante (sempre quello ex dispari) che tuttavia cessa poco oltre l'impianto. Sul lato nord dell'edificio è ancora presente l'asta di manovra per il raccordo militare di Giavera (che superava anch'esso la strada)[non chiaro].

Stazione di Nervesa della Battaglia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Nervesa era identica per tipologia a quella di Volpago, con la particolarità di essere totalmente in curva (verso destra per il senso dispari). Anche in questo impianto il binario n.1 divenne quello di corretto tracciato dopo la trasformazione della linea a binario unico. Va sottolineato che l'attuale via XV Giugno, che taglia l'impianto all'altezza del piano di carico, originariamente non esisteva e la via generale Vaccari terminava nel piazzale Roma antistante il fabbricato viaggiatori della stazione. L'impianto risulta ancora armato (in parte con i primi tipi di traverse in calcestruzzo) e dotato di doppio segnalamento di protezione e partenza. Il fabbricato viaggiatori è in stato di abbandono e risulta essere in pessimo stato di conservazione e con il tetto parzialmente crollato; sulla facciata lato binari sopra le porte di accesso vi sono ancora le scritte Capo Stazione e Sala di 1/a e 2/a classe. Presenti ancora anche i marciapiedi a servizio dei viaggiatori.

L'attiguo magazzino merci, con piano di carico, è utilizzato da una ditta dirimpettaia come deposito di masserizie varie.

Bivio Piave[modifica | modifica wikitesto]

Il Bivio Piave era un posto di manovra con personale, che serviva per il controllo dei transiti e dei deviatoi posti sulla linea Venezia-Udine, nel punto dove confluiva la Montebelluna-Susegana. Al 2011, i deviatoi non sono più esistenti ma la struttura è tuttavia esistente e in buone condizioni, anche se in stato di abbandono; l'attigua casa cantoniera sulla Venezia-Udine è ancora abitata.

Stazione di Susegana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Susegana.

È una stazione ferroviaria della linea Venezia – Udine ed è posta presso la frazione di Ponte della Priula di Susegana.

Il sistema dei bivi di Montebelluna[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Linea per Castelfranco e Padova
Bivio San Gaetano
Linea per Calalzo
0+000 Montebelluna
Linea per Treviso
Bivio Feltrina
SR 348 Feltrina
Linea per Susegana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gazzetta Ufficiale n. 278 del 20 novembre 1914
  2. ^ a b Sviluppo delle ferrovie italiane dal 1839 al 31 dicembre 1926, Roma, Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, 1927. Vedi Alessandro Tuzza, Trenidicarta.it. URL consultato il 17 novembre 2009.
  3. ^ a b Vedi Roberto Rovelli, Ferrovieabbandonate.it. URL consultato il 17 novembre 2009.
  4. ^ Orario cartaceo della Conegliano-Susegana-Montebelluna del 31 maggio 1964 (JPG), su Il Mondo dei treni. URL consultato il 17 novembre 2009.
  5. ^ Orario cartaceo dell'autoservizio sostitutivo Conegliano-Susegana-Montebelluna del 1º giugno 1975 (JPG), su Il Mondo dei treni. URL consultato il 17 novembre 2009.
  6. ^ Orario cartaceo dell'autoservizio sostitutivo Conegliano-Susegana Stazione-Montebelluna per l'estate 1977 (JPG), su Il Mondo dei treni. URL consultato il 17 novembre 2009.
  7. ^ Decreto del presidente della Repubblica 18 aprile 1984, n. 140, in materia di "Soppressione delle linee ferroviarie Bricherasio-Barge e Montebelluna-Susegana e del tratto di linea Cologna Veneta-Grisignano di Zocco della linea Legnago-Grisignano di Zocco."

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Portale Trasporti
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