Francesco Gioffreda

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Francesco Gioffreda (Carpino, 19 maggio 1909Roma, 28 aprile 2009) è stato un compositore italiano specializzato in composizioni per bande musicali. Le sue composizioni, insieme a quelle dei maestri Francesco Pellegrino e Giovanni Orsomando, sono state quelle più eseguite dalle migliaia dei complessi bandistici in tutto il territorio italiano, fra gli anni cinquanta ed ottanta[1].

Indice

Biografia

Comincia gli studi al Liceo Musicale di Foggia con Umberto Tucci, per poi estenderli al Conservatorio di Pesaro, dove studia violino, pianoforte con il maestro Lamaro, composizione e strumentazione per banda con Alessandro Peroni ed armonia, contrappunto e fuga con Antonio Cicognani.

Successivamente si diploma in Musica Corale al Conservatorio di Napoli sotto la conduzione di O. Baroni. Dopo avere diretto per circa due anni la Banda di Vico del Gargano (un complesso di oltre settanta strumentisti), esplica il servizio militare di leva alla Scuola Allievi Ufficiali di Salerno, ove compone l'Inno degli Allievi, divulgato dalle Edizioni Musicali Pugliese. Nel 1935 si congeda per accettare sia la direzione della Scuola di Musica di Avigliano (PZ), sia la docenza all'istituto Magistrale Emanuele Gianturco di Potenza. Negli stessi anni si accinge a dedicarsi copiosamente all'attività compositiva.

Convocato alle armi come tenente, nel conflitto bellico ai confini dell'Albania, è insignito di medaglia al valor militare per atti eroici nella battaglia di Quota Monastir 731. Ferito durante un combattimento, non può sfilare con le truppe italiane ad Atene, ma con il vivo ricordo dell'esperienza, ritornato in patria nel 1941, compone la sua prima marcia sinfonico-militare, che chiama appunto Quota Monastero.

Nel 1946 si trasferisce a Roma, dove prosegue ad insegnare negli istituti magistrali e poi al conservatorio, incrementando l'attività artistica e culturale. Inoltre, nella capitale consegue autorevoli incarichi ministeriali, membro e presidente in diversi gruppi di studio, commissioni d'esame, giurie di concorsi, nazionali ed internazionali.

Durante gli anni cinquanta costituisce il Complesso Lirico-Sinfonico di Tarquinia, che anche dirige fino al decennio successivo. In questo contesto riesce a far apprezzare, anche popolarmente, la musica lirica portandola in piazza, concependo esecuzioni in una forma innovativa con proprie rielaborazioni, nel connubio fra banda e lirica: durante queste esibizioni spesso partecipano anche noti cantanti lirici del Teatro dell'Opera di Roma.

Consulente di alcune case editrici e della rivista Risveglio Bandistico dell'A.N.B.I.M.A. (Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome), è fino al 1975 consulente esperto musicale del Provveditorato agli Studi di Roma, con ulteriori mansioni ispettive per i Corsi di Orientamento Musicale che egli stesso promuove al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma.

Dal 1973 membro della Consulta Artistica Nazionale dell'A.N.B.I.M.A., poi viene eletto Presidente dell'A.N.B.I.M.A. Lazio. In questa funzione pianifica un gran numero di incontri culturali, seminari di studio e soprattutto istituisce i raduni bandistici regionali e nazionali (fra cui quello in Piazza San Pietro per il Giubileo del 1975), propagatisi nel territorio fino all'ampia ed attuale diffusione popolare di oggi. In quegli anni dirige il periodico Diapason, anche con la collaborazione dei figli Paolo e Licia.

È stato autore di oltre cento composizioni di vario genere (sinfonico, lirico, vocale polifonico, sacro e da camera) e numerose pubblicazioni. Ha trascritto, per ensamble di strumenti a fiato, musiche di Čajkovskij, Parlow, Schumann, Kullak, Wagner ed altri noti autori, pubblicate nella collana Musiche da camera delle edizioni ORTIPE di Roma.

Opere

Composizioni

Scritti

Note

  1. ^ Dizionario della musica italiana per banda e gruppi di fiati, Biografie dei compositori e catalogo delle opere dal 1800 ad oggi, M. Anesa, 1997 Gazzaniga
  2. ^ vedi Bibliografia http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_musicale
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