Geografia del Senegal

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Mappa del Senegal.

Il Senegal è uno Stato situato nella parte nordoccidentale del continente africano.

Il Paese, che ha una superficie pari a 196.722 km² (come paragone, l'Italia ha una superficie di circa 301.000 km²), occupa l'estrema parte occidentale dell'Africa sudanese, affacciandosi ad ovest con un lungo tratto di costa sull'Oceano Atlantico; è compreso nel Senegal il punto più occidentale del continente africano, il Capo Verde.

Confina a nord con la Mauritania (813 km), a sud con la Guinea-Bissau (338 km), a sudest con la Guinea (330 km), ad est con il Mali (419 km); ad ovest è bagnato dall'oceano Atlantico, con un tratto di costa di 531 km. Il Senegal racchiude interamente, all'interno del suo territorio, lo stato del Gambia (740 km la lunghezza della linea di confine), che è pertanto una sua enclave.[1]

Indice

Territorio

Topografia del Senegal: si evidenzia l'assoluta prevalenza di zone a bassa quota.
Paesaggio savanico nell'interno del Senegal.

Il territorio del Senegal si estende nella parte occidentale dell'Africa Sudanese compresa fra la grande ansa formata dal fiume Senegal, i primi contrafforti settentrionali del Fouta Djalon e il corso del fiume Casamance. La quasi totalità è costituita da un grande bassopiano, completamente pianeggiante o debolmente ondulato, che solo nell'estrema regione sudorientale si movimenta con una serie di rilievi collinari (culminanti a 581 metri s.l.m.)[2] che preannunciano il massiccio del Fouta Djalon, situato però in territorio guineano.

Dal punto di vista geologico, questa conformazione è il risultato di numerosi processi di trasgressione e regressione marina (unite a fenomeni di sprofondamento tettonico risalenti al Cretaceo)[3] che hanno interessato l'intera regione fin dall'era paleozoica, ricoprendo le originarie rocce di epoca precambriana sotto un'estesa copertura sedimentaria (calcari, marne, argilliti) che interessa attualmente la grande maggioranza del territorio con l'eccezione delle estreme regioni sudorientali, più mosse, formate in prevalenza da rocce plutoniche spesso metamorfosate.

Nonostante la generale monotonia delle forme, è possibile distinguere (soprattutto in riferimento al clima e alla vegetazione) nel territorio senegalese alcune regioni naturali:

Idrografia

Il principale fiume è il Senegal, che costituisce il confine settentrionale con la Mauritania. Altri fiumi importanti (e navigabili almeno per un tratto del loro corso) sono il Gambia, il Saloum e il Casamance.

I grandi affluenti sono rari: Falémé per il Senegal, Siné e Koula per Saloum, lo Soungrougrou per il Casamance, e Niokolo Koba per il Gambia. La caratteristica di tutti questi corsi d'acqua è che non sono inquinati, o lo sono molto poco, e fanno parte di alcune riserve naturali che si prefiggono di tutelare l'avifauna, composta anche da imponenti stormi di uccelli migratori, e gli ambienti peculiari delle foreste di mangrovie e dei moltissimi canali lagunari, popolati da numerose specie ittiche e ricche di ostriche.

Il Senegal è un paese particolarmente secco come tutti i paesi del Sahel. I corsi d'acqua sono rari. La maggior parte del territorio è rappresentata da un paesaggio molto piatto cui si aggiunge un flusso debole delle acque fluviali, che si trasformano frequentemente in "bolong", lunghi estuari salmastri coperti di mangrovie, che risalgono fino a molto lontano dalle coste atlantiche. Questa situazione comporta un handicap naturale allo sviluppo agricolo delle regioni circostanti. Le dighe sul fiume Senegal, come quella di Diama ad alcuni chilometri di Saint-Louis, hanno permesso di evitare in certe zone queste risalite nocive d'acqua salata. Grazie alla costruzione della diga di Diama diverse attività agricole come il riso o la canna da zucchero hanno potuto essere sviluppate. Non è il caso del Casamance, il cui corso verosimilmente non sarà mai modificato da un sistema di dighe. Da un lato per questioni tecniche: a marea alta l'acqua salata risale fino a Sédhiou, in alta Casamance, anche se la bocca del fiume è in media molto ampia (2 chilometri) e la costruzione di una diga sarebbe, perciò, oltre che difficile, soprattutto molto costosa. Inoltre l'estuario, con le sue mangrovie, ripara uno degli ecosistemi più rari del pianeta: se i lamantini sono difficili da vedere, potrete scorgere delfini risalire fino a Ziguinchor.

Clima

I climi del Senegal, secondo la classificazione climatica di Köppen.
Il paesaggio verdeggiante del Senegal sudorientale durante la stagione umida.

Il territorio senegalese è compreso per intero nel dominio dei climi tropicali (gruppi A e B secondo la classificazione dei climi di Köppen).

Meccanismi climatici

Durante l'anno le caratteristiche del tempo atmosferico sono determinate dall'oscillazione annua in senso nord-sud della linea di convergenza intertropicale, che determina sia gli andamenti termici sia, soprattutto, gli andamenti pluviometrici, che come in tutte le zone tropicali sono molto più rilevanti nel definire le differenti stagioni. Nei mesi invernali le alte pressioni relative che si instaurano all'interno del continente provocano movimenti di masse d'aria provenienti da nordest, molto secche (harmattan); nel periodo estivo tale circolazione si inverte, causando l'afflusso di aria umida equatoriale.

Nell'anno vengono individuate 2 stagioni principali, di lunghezza variabile:

Si possono poi osservare due stagioni di transizione, nei periodi di novembre-dicembre e maggio (conosciute, rispettivamente, come loli e tioron),[3] caratterizzate da precipitazioni e temperature moderate, che preannunciamo le stagioni estreme.

In generale, seguendo una regola comune a tutta l'Africa saheliana, mano a mano che si procede da sud verso nord la stagione umida si accorcia e le precipitazioni diminuiscono; nel nord il clima è arido con caratteristiche predesertiche, annunciando l'ingresso nella regione sahariana, mentre nella parte meridionale (a sud dell'enclave del Gambia) il clima preannuncia la regione guineana, con lunga stagione umida (5-6 mesi) e precipitazioni discretamente abbondanti.

Temperature e precipitazioni

Le temperature medie sono elevate su quasi tutto il Paese, particolarmente nelle zone interne lontane dall'influenza oceanica.

A Matam, nel nord, esse oscillano fra i valori medi intorno ai 24 °C in dicembre e gennaio e intorno ai 34 °C in maggio, con media annue di circa 29 °C;[4] Kédougou, situata all'estremo sud a poca distanza dal confine guineano, ha differenze meno marcate registrando medie di 26 °C in gennaio, 32 °C in aprile, con una media annua di 28 °C.[5]

Lungo la costa assume una certa importanza l'influenza oceanica dell'Atlantico, relativamente fresco, che mitiga le temperature. Dakar e Saint-Louis, nel centro-nord, hanno temperature medie annue di circa 24 °C, oscillanti dai 21 °C medi di gennaio e febbraio ai 28 °C di settembre e ottobre;[6][7] nel sud del Paese, a Ziguinchor, la temperatura media annua è di circa 26 °C con estremi di 23 °C in gennaio e 28 °C in maggio/giugno.[8]

Ecosistemi

La costa

La costa senegalese è costituita da diversi paesaggi che riflettono le differenze del clima, delle correnti marine, dell'idrografia o della geologia.

I Niaye

I Niaye costituiscono la metà del paesaggio costiero senegalese, ossia della zona che corre da Yoff-Guédiawaye (Dakar) fino alla frontiera della Mauritania. Si tratta di dune di sabbia fine e chiara che costituisce dei rilievo bassi, collinosi, specie al nord.

I Bolong

Questo termine è utilizzato per delineare gli estuari salati dei fiumi, caratterizzati da isole e isolotti per lo più coperti da foreste di mangrovie. I bolong rappresentano una grande superficie presso la costa, con il quale l'uomo convive a fatica, data l'impossibilità di stabilirvi delle colture agricole e la difficoltà di praticarvi la pesca o la raccolta di molluschi. Inoltre costituisce un ambiente dove prosperano le zanzare, anche portatrici di malaria, ed a marea alta tutte le isole di mangrovie sono coperte dall'acqua salata. Il Parco Nazionale del Siné-Saloum è rappresentato in massima parte dai bolong. I bolong dell'estuario del Gambia, e del Casamance costituiscono anche una grande parte delle coste di queste due regioni.

La costa di conchiglie

Si chiama Piccola Costa (Petite Côte), comincia a Rufisque (Dakar) e si conclude a Joal-Fadiouth (Thies) dove i bolong del Siné-Saloum fanno la loro comparsa. Il mare non è mai freddo e mai caldo. Ci sono poche onde e l'acqua è chiara. La particolarità della Piccola Costa è la sua spiaggia coperta di conchiglie, con la presenza di vere e proprie isole costituite interamente da conchiglie e sabbia, al suolo.

Note

  1. ^ (EN) CIA World Factbook 2005.
  2. ^ Grata Somarè, Leonardo Vigorelli. Senegal e Gambia, Milano, CittàStudiEdizioni, 1997, pag. 116. ISBN 88-7005-933-2.
  3. ^ a b c d Istituto Geografico De Agostini. Enciclopedia geografica, edizione speciale per il Corriere della Sera, vol. 11, pagg. 344-355. RCS Quotidiani s.p.a., Milano, 2005. ISSN: 1824-9280.
  4. ^ (EN) Dati climatici di Matam su Worldclimate.com.
  5. ^ (EN) Dati climatici di Kédougou su Worldclimate.com.
  6. ^ (EN) Dati climatici di Dakar-Yoff su Worldclimate.com.
  7. ^ (EN) Dati climatici di Saint-Louis su Worldclimate.com.
  8. ^ (EN) Dati climatici di Ziguinchor su Worldclimate.com.

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