Medaglie, decorazioni e ordini cavallereschi italiani

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Le medaglie, decorazioni e ordini cavallereschi italiani sia militari sia civili, comprendono i sistemi premiali ufficialmente adottati dalle varie espressioni istituzionali che si sono riconosciute nella definizione di Stato Italiano (Regno d'Italia, Repubblica Sociale Italiana e Repubblica Italiana) a partire dal 1861. Sono incluse anche le medaglie commemorative di grandi Unità[1] in guerra o quelle relative a campagne militari che pur non essendo ufficiali (ossia non regolamentate da provvedimenti legislativi) sono comunque state oggetto di ampia distribuzione e appaiono frequentemente nei medaglieri dei reduci. Ogni insegna è riconoscibile dal relativo nastrino.

Indice

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

In Italia non esiste, al 2012, una norma di legge che definisca e articoli in modo univoco e complessivo il sistema premiale nazionale. L'ordine di precedenza tra le varie insegne, che è cambiato più volte nel corso degli anni, risulta infatti differentemente disciplinato in ambito civile[2] e in ambito militare, così come negli altri corpi dello Stato, dove è normato dai relativi regolamenti per la disciplina delle uniformi.[3]

La stessa suddivisione per categorie non è soggetta ad una normativa vincolante ed esaustiva, anche se l'uso consolidato dalla tradizione indica chiaramente una netta distinzione tra le onorificenze di tipo cavalleresco[4] e gli altri segni d'onore, tra i quali spiccano quelli conferiti per atti di valore o di merito dal resto delle insegne concesse per altre motivazioni.[5]

È comunque possibile una suddivisione dei vari segni d'onore nelle seguenti categorie[6]:

  • le medaglie, l'insieme dei segni d'onore concessi per commemorare la generica partecipazione ad un determinato evento, o il conseguimento di determinati requisiti (per esempio l'anzianità di servizio), oppure concessi come benemerenze per atti meritevoli di minore rilevanza e/o svolti nei confronti o nell'ambito più ristretto di uno specifico ente;
  • le decorazioni, i segni d'onore, accompagnati da motivazione, conferiti come riconoscimento per significativi atti di valore o di merito;
  • le onorificenze cavalleresche, che conferiscono un titolo a chi ne è insignito.

Nota: di seguito la prima delle date che accompagnano ciascuna insegna, si riferisce all'istituzione originale della medaglia, decorazione od ordine cavalleresco, anche quando precedente la costituzione dello Stato italiano unitario; la seconda, quando indicata, si riferisce invece alla sua estinzione, cioè al momento in cui la medaglia, decorazione o l'ordine cavalleresco è uscita dal sistema premiale dello Stato italiano. In entrambi i casi le date sono quelle di promulgazione del relativo provvedimento legislativo.

Sintesi storica[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema premiale italiano si è sviluppato a partire da quello del Regno di Sardegna e dagli ordini dinastici di Casa Savoia,[7] con l'assorbimento di un limitatissimo numero di medaglie di origine eterogenea legate alle vicende risorgimentali. Fino alla fine dell'ottocento il sistema si caratterizzò per una marcata sobrietà nel numero di tipologie disponibili: essenzialmente due ordini dinastici (Santissima Annunziata e Santi Maurizio e Lazzaro), tre ordini statuali (Militare di Savoia, Ordine civile di Savoia e Corona d'Italia), quattro decorazioni (al valor militare, al valor civile, al valor di marina e al merito agrario ed industriale) ed un limitatissimo numero di medaglie di lungo servizio, partecipazione e benemerenza.

Col novecento iniziò una progressiva e rapida espansione delle tipologie disponibili, legata in larga parte al susseguirsi di eventi bellici[8] (guerra di Libia, prima guerra mondiale, guerra d'Etiopia, guerra civile spagnola, seconda guerra mondiale), alla creazione di riconoscimenti specifici legati al potenziamento di settori in espansione della macchina statale (in particolare istruzione e sanità), al riconoscimento dei meriti acquisiti nel campo del lavoro, alle anzianità di servizio e benemerenze maturate sia da civili che da militari nell'amministrazione coloniale.[9]

Un numero consistente di insegne si aggiunse con l'avvento del fascismo[10] a seguito dell'integrazione delle sue organizzazioni periferiche all'interno dell'organizzazione dello Stato. Il convulso periodo di mutamenti istituzionali tra il 1943 e il 1946 vide comunque il mantenersi di una linearità nei sistemi premiali, con l'abolizione delle sole insegne più marcatamente fasciste da parte del Regno d'Italia, di quelle dinastiche da parte della Repubblica Sociale Italiana e di ambedue da parte della Repubblica Italiana. In particolare, la Repubblica Sociale Italiana mantenne in vigore nel proprio ordinamento le principali decorazioni al valore e al merito del Regno, modificandone il disegno con l'abolizione dei simboli di casa Savoia, sostituiti vuoi col gladio delle forze armate repubblicane, vuoi coll'aquila repubblicana[11]. Le onorificenze, decorazioni e medaglie istituite e conferite dalla Repubblica Sociale Italiana non furono riconosciute dal Regno d'Italia[12], né lo sono dalla Repubblica Italiana.

Una meno omogenea espansione del sistema premiale si è avuta a partire dalla proclamazione della Repubblica Italiana, con un aumento marcato all'interno dei corpi dello Stato di medaglie di lungo servizio e decorazioni di merito e l'adozione di un numero consistente di medaglie legate a specifici interventi di tipo militare e umanitario da parte sia dello Stato sia da sue articolazioni periferiche (ministeri, dipartimenti, enti) con un insieme di norme incrociate tra i vari enti che hanno reso la legislazione autorizzativa spesso di difficile interpretazione.[13]

A questo si è successivamente aggiunta l'introduzione di sistemi premiali autonomi da parte di enti di governo territoriali (regioni, provincie e comuni) il cui profilo legale è ancora incerto e privo di una qualsiasi regolamentazione a livello nazionale.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: medaglie e decorazioni degli enti locali italiani.

Principali aspetti legali[modifica | modifica wikitesto]

La concessione e l'accettazione di onorificenze e ordini cavallereschi in Italia è regolamentata dagli articoli 7 e 8 della Legge n. 178 del 3 marzo 1951:[14]

«Articolo 7
I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli Affari Esteri.
I contravventori sono puniti con la sanzione amministrativa sino a lire 2.500.000.[15]»

«Articolo 8
L'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche della Santa Sede e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro continua ad essere regolato dalle disposizioni vigenti.[16]
Nulla è parimenti innovato alle norme in vigore per l'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche del Sovrano Militare Ordine di Malta.[17]
Salvo quanto è disposto dall'art. 7, è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati. I trasgressori sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 1.250.000 a lire 2.500.000.[18]
Chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni o distinzioni di cui al precedente comma, anche se conferite prima dell'entrata in vigore della presente legge, è punito con la sanzione amministrativa da lire 250.000 a lire 1.750.000.[19]
La condanna per i reati previsti nei commi precedenti importa la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 36, ultimo comma, del Codice penale.
Le disposizioni del secondo e terzo comma si applicano anche quando il conferimento delle onorificenze, decorazioni o distinzioni sia avvenuto all'estero.»

Nel caso in cui un cittadino italiano usi nel territorio nazionale medaglie, decorazioni od onorificenze di ordini cavallereschi italiani cui non abbia titolo, si configura invece il reato di usurpazione di titoli e di onori, di cui all'art. 498 del codice penale.[20]

Per quanto riguarda gli appartenenti ai corpi dello Stato, l'uso di medaglie, decorazioni e onorificenze sulle uniformi è stabilito dai rispettivi regolamenti per la disciplina delle uniformi, e sono previste sanzioni in caso di uso improprio o illegittimo.

Precedenza portativa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ordine di precedenza delle decorazioni italiane.

Il porto delle decorazioni e l'ordine di precedenza, nel tempo è variato notevolmente. Di seguito è riportata una serie (parziale, che copre il periodo 1926-1943) della normativa ufficiale a riguardo:

  • 1926: Uso delle decorazioni per il personale militare[21]
  • 1927: Uso delle decorazioni da parte degli ufficiali delle forze armate dello Stato[22]
  • febbraio 1928: Uso delle decorazioni da parte degli ufficiali delle forze armate dello Stato[23]
  • novembre 1928: Uso delle decorazioni da parte degli ufficiali delle forze armate dello Stato[24]
  • 1931: Approvazione del regolamento per le uniformi dei funzionari coloniali[25]
  • 1936: Uso delle decorazioni da parte dei militari delle Forze armate dello Stato[26]
  • 1938: Modificazioni alle norme che regolano l'uso delle decorazioni da parte dei militari delle Forze armate dello Stato[27]
  • 1939: Aggiunta della "Stella al merito rurale" nell'elenco delle decorazioni stabilite dal R. decreto 15 luglio 1938-XVI, n. 1179[28]
  • 1943: Ordine delle decorazioni il cui uso è consentito da parte dei militari delle Forze armate dello Stato[29]

Ordini cavallereschi[modifica | modifica wikitesto]

Ordine supremo della Santissima Annunziata (1362 - 3 marzo 1951)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ordine supremo della Santissima Annunziata.
Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata
Conferito quale «suprema ricompensa di eminenti servigi che induceva una specie di religiosa e militare fraternità tra il capo e sovrano dell'Ordine ed i suoi compagni» (regio decreto 7 aprile 1889, n. 6050, Che conferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri attribuzioni nell'Ordine Supremo della SS. Annunziata, abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
Dopo il referendum istituzionale e la conseguente abolizione della monarchia l'Ordine non è stato più riconosciuto da parte della Repubblica Italiana che lo ha soppressocome Ordine statuale il 3 marzo 1951. Trattandosi di un Ordine dinastico e non statuale[non chiaro],il suo conferimento è tuttavia legittimamente proseguito in modo indipendente ad opera di Casa Savoia.

Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1572 - 3 marzo 1951)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
dal 1855 al 2 giugno 1946:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grande ufficiale (fino al 1865 Commendatore di prima classe) dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
dal 2 giugno 1946 al 3 marzo 1951:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Conferito per «rimunerare i lunghi e segnalati servizi e le benemerenze acquistate da funzionari dello Stato nelle carriere civili e militari, o da privati nelle industrie, nelle arti, nei commerci, nelle opere di beneficenza pubblica e privata, nello studio e nell'applicazione delle discipline economiche sociali, o con opere umanitarie e filantropiche nei campi della istruzione e cultura popolare, scientifica e tecnica» (regio decreto 16 marzo 1911, n. 276, Che stabilisce talune norme per il conferimento degli ordini equestri, in G.U. del Regno n. 81 del 6 aprile 1911; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
Dopo il referendum istituzionale e la conseguente abolizione della monarchia l'ordine è stato conservato dalla Repubblica Italiana come Ente ospedaliero. Il suo conferimento da parte della Repubblica Italiana è cessato dal 3 marzo 1951[31], comportandone di fatto la soppressione quale Ordine statuale, consentendo tuttavia l'uso delle onorificenze già conferite escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie. Trattandosi di un Ordine dinastico e non statuale testo dell'affermazione[non chiaro], il suo conferimento è tuttavia legittimamente proseguito in modo indipendente ad opera di Casa Savoia.

Ordine militare di Savoia (14 agosto 1815 -1 gennaio 1947) poi Ordine militare d'Italia (1 gennaio 1947 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ordine militare di Savoia e Ordine militare d'Italia.
dal 14 agosto 1815 al 1 gennaio 1947:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
Conferito per «ricompensare i servigi distinti resi in guerra dalle Nostre truppe di terra e di mare» (regio decreto del Regno di Sardegna 28 marzo 1857, n. 2116).
A seguito del referendum istituzionale e la conseguente abolizione della monarchia l'Ordine militare di Savoia non è stato più conferito e il 2 gennaio 1947 è stato rinominato Ordine militare d'Italia [32], retroattivamente dal 1° gennaio 1947 (art. 3).
dal 1 gennaio 1947 ad oggi:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine militare d'Italia
Commendatore dell'Ordine militare d'Italia
Ufficiale dell'Ordine militare d'Italia
Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
Conferito per «ricompensare (...) le azioni distinte compiute in guerra da unità delle Forze armate nazionali di terra, di mare e dell'aria o da singoli militari ad esse appartenenti, che abbiano dato sicure prove di perizia, di senso di responsabilità e di valore [e] per operazioni di carattere militare compiute in tempo di pace, quando siano strettamente connesse alle finalità per le quali le Forze militari dello Stato sono costituite» (legge 9 gennaio 1956, n. 25, art. 1, Riordinamento dell'Ordine militare d'Italia, in G. U. 30 gennaio 1956, n. 24; abrogato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, che lo disciplina attualmente [33]). « L'Ordine militare d'Italia raccoglie e custodisce tutte le documentazioni relative ai decreti dell'Ordine militare di Savoia. I decorati dell'Ordine militare di Savoia sono trasferiti nell'Ordine militare d'Italia (...) » (art. 2).

Ordine civile di Savoia (29 ottobre 1831 - 2 giugno 1946)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ordine civile di Savoia.
Cavaliere dell'Ordine civile di Savoia
Concesso a «quelli fra i Nostri amatissimi sudditi i quali, dedicatisi ad altre professioni non meno utili che quella delle armi, sono diventati con profondi e lunghi studi ornamento del Nostro Stato, ovvero hanno con le dotte loro fatiche giovato grandemente al servizio Nostro ed al comun bene» (regio decreto del Regno di Sardegna 1º ottobre 1850, n. 1100).
Dopo il referendum istituzionale e la conseguente abolizione della monarchia l'ordine non è stato più riconosciuto da parte della Repubblica Italiana. Pur trattandosi di un ordine statuale e non dinastico, il suo conferimento è proseguito in modo indipendente ad opera della casa di Savoia.

Ordine della Corona d'Italia (22 marzo 1868 - 3 marzo 1951)[modifica | modifica wikitesto]

dal 22 marzo 1868 al 2 giugno 1946:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
dal 2 giugno 1946 al 3 marzo 1951:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
Conferito per «rimunerare le benemerenze più segnalate, tanto degli italiani che degli stranieri, e specialmente quelle che riguardano direttamente gl'interessi della Nazione» (regio decreto 20 febbraio 1868, n. 4251, Col quale è istituito un nuovo Ordine cavalleresco, denominato: Ordine Della Corona d'Italia, in G.U. del Regno n. 66 del 7 marzo 1868; abrogato abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
Dopo il referendum istituzionale e la conseguente abolizione della monarchia l'Ordine non è stato più riconosciuto da parte della Repubblica Italiana, che lo ha soppresso quale ordine statuale il 3 marzo 1951, consentendo tuttavia l'uso delle onorificenze già conferite escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie. Pur trattandosi di un ordine statuale e non dinastico, il suo conferimento è proseguito in modo indipendente ad opera della casa di Savoia.

Ordine al merito agrario, industriale e commerciale (4 giugno 1901 - 8 maggio 1921) poi Ordine al merito del lavoro (8 maggio 1921 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1901-1946)
dal 4 giugno 1901 al 8 maggio 1921:
Cavaliere al merito agrario, industriale e commerciale
Conferito «ai cittadini benemeriti nelle sottoindicate attività per aver creato o ampliato le stesse: [agricoltura, industria, commercio, turismo, servizi per le iniziative imprenditoriali, artigianato, attività creditizia e assicurativa]»
(regio decreto 9 maggio 1901, n. 168, che istituisce l'Ordine cavalleresco al merito agrario, industriale e commerciale, in G.U. del Regno n. 119 del 20 maggio 1901, in vigore dal 4 giugno; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
dal 8 maggio 1921 de facto fino al 8 settembre 1943:
Cavaliere del lavoro
«La decorazione di quest'ordine conferisce il titolo di cavaliere ed è concessa a coloro che si sono resi benemeriti segnalandosi: nell'agricoltura (...), nell'industria (...), nel commercio (...)»
(regio decreto 20 marzo 1921, n. 350, Che modifica la costituzione dell'Ordine cavalleresco «al merito del lavoro», in G.U. del Regno n. 96 del 23 aprile 1921, in vigore dal 8 maggio; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
Repubblica italiana (1952 - attuale)
dal 11 aprile 1952 ad oggi:
Cavaliere del lavoro
«La decorazione dell'Ordine al merito del lavoro conferisce il titolo di cavaliere ed è concessa ai cittadini italiani che si siano resi singolarmente benemeriti, segnalandosi: nell'agricoltura (...), nell'industria (...), nel commercio (...), nell'artigianato, nell'attività creditizia e assicurativa»
(legge 27 marzo 1952, n. 199, Riordinamento dell'Ordine cavalleresco "al merito del lavoro", in G.U. della Repubblica Italiana, serie generale n. 86 del 10 aprile 1952, in vigore dal 11 aprile 1952).

Ordine coloniale della Stella d'Italia (20 febbraio 1914 - de facto fino al 8 settembre 1943, de jure abrogato il 16 dicembre 2010)[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Commendatore dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Cavaliere dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Conferito per «premiare le pubbliche benemerenze dei sudditi indigeni, ed eccezionalmente, quelle dei cittadini italiani che, risiedendo nelle Colonie di diretto dominio dell'Italia, si siano resi benemeriti, e ai quali, per titolo di quelle medesime benemerenze, non siano state assegnate altre onorificenze di maggior importanza» (regio decreto 18 gennaio 1914, n. 38, Col quale viene istituito un nuovo Ordine cavalleresco denominato «Ordine coloniale della Stella d'Italia», in G.U. del Regno n. 29 del 5 febbraio 1914, in vigore dal 20 febbraio; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
Il conferimento dell'Ordine è cessato dopo la perdita dei possedimenti coloniali italiani a seguito della seconda guerra mondiale, comportandone di fatto l'estinzione già dal 1943, ma la formale abrogazione risale solo al 2010.

Ordini cavallereschi del Regno d'Albania (16 aprile 1940 - 27 novembre 1943)[modifica | modifica wikitesto]

Ambedue gli Ordini furono istituiti dalla Repubblica Albanese (1925-1928)[34]:

Essi, poi, furono conservati e riformati dal successivo Regno Albanese (1928-1943). A seguito dell'occupazione italiana (1939) e della proclamazione del Regno d'Albania (1939-1943), in unione personale con il Re d'Italia, Vittorio Emanuele III, essi furono nel 1940 conservati e riformati, rimanendone fino al 27 novembre 1943, ossia fino alla rinuncia al trono d'Albania da parte di Vittorio Emanuele III (delibera del Consiglio dei Ministri del 24 novembre 1943 e regio decreto-legge del 27 novembre 1943, n. 11/B). Essi rimasero nel sistema premiale del successivo Regno Albanese (1943-1944), per poi divenire un ordine dinastico del Casato di Zogu alla proclamazione, nel novembre 1944, del Governo Democratico d'Albania (1944-1946) che precedette la costituzione della Repubblica Popolare d'Albania (1946-1976).

Ordine della Besa o della Fedeltà (Urdhëri i Besës)[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Besa (Kordon i Madh me Yll Urdhëri Besa)
Grande ufficiale dell'Ordine della Besa (Oficer i Madh Urdhëri Besa)
Commendatore dell'Ordine della Besa (Komandar Urdhëri Besa)
Ufficiale dell'Ordine della Besa (Oficier Urdhëri Besa)
Cavaliere dell'Ordine della Besa (Kalorës Urdhëri Besa)
(regio decreto 16 aprile 1940, n. 390, in Fletorja Zyrtare Mbretnija Shqiptare (Bollettino ufficiale albanese) del 7 settembre 1940, n. 139; regio decreto 18 aprile 1940, n. 392 in Fletorja Zyrtare Mbretnija Shqiptare del 7 settembre 1940, n. 139)[35].

Ordine di Skanderbeg (Urdhëri i Skënderbeut)[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine di Skanderbeg (Kordon i Madh me Yll Urdhëri i Skënderbeut)
Grande ufficiale dell'Ordine di Skanderbeg (Oficer i Madh Urdhëri i Skënderbeut)
Commendatore dell'Ordine di Skanderbeg (Komandar Urdhëri i Skënderbeut)
Ufficiale dell'Ordine di Skanderbeg (Oficer Urdhëri i Skënderbeut)
Cavaliere dell'Ordine di Skanderbeg (Kalorës Urdhëri i Skënderbeut)
(regio decreto 16 aprile 1940, n. 391, in Fletorja Zyrtare Mbretnija Shqiptare (Bollettino ufficiale albanese) del 7 settembre 1940, n. 139; regio decreto 18 aprile 1940, n. 392 in Fletorja Zyrtare Mbretnija Shqiptare del 7 settembre 1940, n. 139)[35].

Ordine civile e militare dell'Aquila romana (14 marzo 1942 - 28 aprile 1945)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1942-1946)
dal 14 marzo 1942 ad aprile 1942:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila Romana
Grande ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana
Commendatore dell'Ordine dell'Aquila Romana
Ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Romana
(regio decreto 14 marzo 1942, n.172, artt. 4 e 5, Istituzione dell'Ordine cavalleresco dell'Aquila Romana, in G. U. del Regno n. 65 del 20 marzo 1942, in vigore dal 4 aprile).
da aprile 1942 al 24 agosto 1942:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila Romana
Grande ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana
Commendatore dell'Ordine dell'Aquila Romana
Ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Romana
dal 10 ottobre 1942 al 3 gennaio 1945:
Cavaliere di gran croce d'oro dell'Ordine dell'Aquila Romana
Cavaliere di gran croce d'argento dell'Ordine dell'Aquila Romana
Grande ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana
Commendatore dell'Ordine dell'Aquila Romana
Cavaliere ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Romana
Medaglia d'argento dell'Ordine dell'Aquila Romana
Medaglia di bronzo dell'Ordine dell'Aquila Romana
(regio decreto 24 agosto 1942, n. 1071, art. 2, Integrazione e modifica di alcune disposizioni del R. decreto 14 marzo 1942-XX, n. 172, sull'istituzione dell'Ordine cavalleresco dell'Aquila Romana, in G. U. del Regno n. 226 del 25 settembre 1942, in vigore dal 10 ottobre).
Conferito per «rendere particolare onore alle Nazioni alleate ed amiche [ed è] destinato ai cittadini stranieri che abbiano acquistato benemerenze verso l'Italia» (regio decreto 14 marzo 1942, n.172, premessa).
L'Ordine esisteva nelle classi Militare e Civile e venne soppresso con decreto legislativo luogotenenziale 5 ottobre 1944, n. 370, Soppressione dell'Ordine cavalleresco dell'Aquila Romana istituito con R. decreto 14 marzo 1942, n. 172, in G. U. del Regno n. 96 del 19 dicembre 1944, in vigore dal 3 gennaio 1945).
Repubblica Sociale Italiana (1944-1945)
dal 2 marzo 1944 al 28 aprile 1945:
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila Romana
Grande ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana
Commendatore dell'Ordine dell'Aquila Romana
Cavaliere ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Romana
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Romana
Medaglia d'argento dell'Ordine dell'Aquila Romana
Medaglia di bronzo dell'Ordine dell'Aquila Romano
La Repubblica Sociale Italiana ne continuò autonomamente il conferimento, con insegne modificate ed epurate delle simbologie monarchiche (decreto legislativo della Repubblica Sociale Italiana 2 marzo 1944, n. 66).

Ordine dei Santi Patroni d'Italia (11 febbraio 1945 - 28 aprile 1945)[modifica | modifica wikitesto]

Ordine dei Santi Patroni d'Italia (Repubblica Sociale Italiana)
Relativamente a questo Ordine non sono reperibili fonti documentali certe ma solo fonti secondarie di tipo aneddotico, estremamente lacunose. Non sembrano essere mai state definite e ancor meno materialmente realizzate le insegne. Gli stessi colori del nastro sono talvolta indicati in modo diverso da quanto qui illustrato.

Ordine della Stella della Solidarietà Italiana (6 agosto 1947 - 18 marzo 2011) poi Ordine della Stella d'Italia (18 marzo 2011 – attuale)[modifica | modifica wikitesto]

dal 6 agosto 1947 al 4 luglio 1948:
cavaliere dell'Ordine della Stella solidarietà italiana
L'Ordine della "Stella solidarietà italiana" fu inizialmente istituito con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 27 gennaio 1947, n. 703, Istituzione dell'Ordine della "Stella solidarietà italiana", in G. U. serie generale n. 177 del 5 agosto 1947, in vigore dal giorno successivo:
« destinato a dare una particolare attestazione agli Italiani residenti all'estero, che nelle attuali contingenze abbiano più meritato dalla Patria » (art. 1),
« composto di una sola classe. La decorazione dell'Ordine conferisce il titolo di cavaliere » (art. 2).
Prima dell'effettiva entrata in vigore, il decreto venne abrogato dalla successiva sottostante normativa, nel luglio 1948, che corresse inoltre la denominazione dell'Ordine e lo estese a tre classi.
dal 4 luglio 1948 al 18 marzo 1949:
1ª Classe dell'Ordine della Stella solidarietà italiana
2ª Classe dell'Ordine della Stella solidarietà italiana
3ª Classe dell'Ordine della Stella solidarietà italiana
Conferito quale « particolare attestato a favore di tutti coloro, italiani all'estero o stranieri, che abbiano specialmente contribuito alla ricostruzione dell'Italia » (decreto legislativo 9 marzo 1948, n. 812, art. 1, Nuove norme relative all'Ordine della "Stella della solidarietà italiana", in G. U. serie generale n. 152 del 3 luglio 1948).
Le insegne furono inizialmente determinate con decreto del Presidente della Repubblica 20 gennaio 1949, n. 61, Norme per l'esecuzione del decreto legislativo 9 marzo 1948, n. 812, relativo all'istituzione dell'Ordine della "Stella della solidarietà italiana", in G. U. n. 63 del 17 marzo 1949, in vigore dal 18 marzo, che prevedeva che le insegne di 2ª e 3ª classe fossero sostenute da « un nastro tricolore » (art. 1).
dal 18 marzo 1949 al 21 settembre 2001:
Grande ufficiale dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
Commendatore dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
Cavaliere dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
(decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1965, n. 180, art. 1 [36]).
dal 21 settembre 2001 al 16 marzo 2011:
Grande ufficiale dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
Commendatore dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
Cavaliere dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
« nastro (...) di rosso, bordato alle estremità da due liste affiancate, l'esterna di verde, l'altra di bianco »
(decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 2001, n. 385, art. 1, c. 2 [37]).
« L'uso delle insegne (...) conformi ai modelli precedenti (...) è consentito senza limitazione alcuna » (art. 1-bis).

Ordine della Stella d'Italia (16 marzo 2011 – attuale)[modifica | modifica wikitesto]

dal 16 marzo 2011 ad oggi:
Gran croce d'onore dell'Ordine della Stella d'Italia
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine della Stella d'Italia
Commendatore dell'Ordine della Stella d'Italia
Ufficiale dell'Ordine della Stella d'Italia
Cavaliere dell'Ordine della Stella d'Italia
Conferito « quale attestato in favore di tutti coloro che, italiani o stranieri, hanno acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l'Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l'Italia » (legge 3 febbraio 2011, n. 13 [38]).
« L'uso delle insegne dell'Ordine della "Stella della solidarietà italiana", conformi ai modelli precedenti (...), è consentito senza alcuna limitazione » (art. 1, c. 7).

Ordine "Al merito della Repubblica Italiana" (3 marzo 1951 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

dal 14 aprile 1951 al 1 giugno 2001:
Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Conferito per «dare una particolare attestazione a coloro che abbiano speciali benemerenze verso la Nazione» (legge 3 marzo 1951, n. 178, art. 2, Istituzione dell'Ordine «Al merito della Repubblica italiana» e disciplina del conferimento e dell'uso delle onorificenze, in G. U. 30 marzo 1951, n. 73;
insegne determinate con decreto del Presidente della Repubblica, 13 maggio 1952, n. 458 [39]).
dal 1 giugno 2001 ad oggi:
Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
(modifica insegne con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 2001, n. 173, art. 1 [40])

Ordine di Vittorio Veneto (18 marzo 1968 – 15 marzo 2010; 24 febbraio 2012 – attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di Vittorio Veneto
Conferito «A coloro che prestarono servizio militare per almeno sei mesi nelle forze armate italiane durante la guerra 1914-18 o durante le guerre precedenti (...) decorati della croce al merito di guerra o che si siano trovati nelle condizioni per aver titolo a tale decorazione» (legge 18 marzo 1968, n. 263).
L'Ordine, di fatto quiescente dal 26 ottobre 2008 con la morte dell'ultimo insignito,[41] è stato per breve tempo abolito dall'art. 2268, c. 1, alinea 596 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell'ordinamento militare [33], successivamente modificato dal decreto legislativo 24 febbraio 2012, n. 20[42] che ha disposto il venir meno dell'abrogazione del provvedimento istituente l'Ordine, il quale resta quindi formalmente in vigore.

Decorazioni al valore[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al valor militare (26 marzo 1833 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Sardegna (1833-1861)
dal 26 marzo 1833 al ? 1848:
Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare
(regio viglietto del 26 marzo 1833, menzionato sulla Gazzetta Piemontese n. 76 del 27 giugno 1833).
dal ? 1848 al 17 marzo 1861:
Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare
Menzione onorevole al valor militare
Regno d'Italia (1861-1946)
dal 17 marzo 1861 all'8 dicembre 1887:
Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare
Menzione onorevole al valor militare
dal 8 dicembre 1887 al 10 maggio 1943:
Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare
(il regio decreto 8 dicembre 1887, n. 5100, Che instituisce una medaglia in bronzo al valor militare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 298 del 20 dicembre 1887 convertì tutte le Menzioni onorevoli al valor militare concesse tra il 1848 e il 1887 in Medaglie di bronzo al valor militare. Fu introdotto, inoltre, per le Medaglie di bronzo al valor militare, il limite al massimo di tre conferimenti e la portabilità di una sola medaglia/nastrino, il secondo e terzo conferimento venivano evidenziati con una o due fascette di bronzo, sul nastro del primo conferimento, su cui era incisa la data dell'azione alla quale si riferiva la nuova ricompensa ottenuta; il regio decreto 28 dicembre 1902, n. 563, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 24 del 30 gennaio 1903 abolì per la Medaglia di bronzo al valor militare il limite dei conferimenti e della portabilità delle medaglie/nastrini; il regio decreto 25 maggio 1915, n. 753, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 139 del 2 giugno 1915 introdusse per le Medaglie d'oro e d'argento al valor militare un limite massimo di tre conferimenti complessivi e la portabilità di al massimo tre medaglie/nastrini).
da 3 agosto 1943 al 2 giugno 1946 (de facto fino all'8 settembre 1943):
Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare
Conferita a «coloro i quali, per compiere un atto di ardimento che avrebbe potuto omettersi senza mancare al dovere ed all'onore, abbiano affrontato scientemente, con insigne coraggio e con felice iniziativa, un grave e manifesto rischio personale in imprese belliche» (regio decreto 4 novembre 1932, n. 1423 , Nuove disposizioni per la concessione delle medaglie e della croce di guerra al valor militare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 261 del 12 novembre 1932, abrogato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell'ordinamento militare [33]). Il regio decreto 19 gennaio 1922, n. 295 [43], introdusse nuovamente la limitazione per le Medaglie d'oro e d'argento al valor militare complessivamente ad un massimo di tre conferimenti e la portabilità di tre medaglie/nastrini, per un'ulteriore quarta concessione Medaglie d'oro o d'argento al valor militare si concedeva una Medaglia di bronzo caricata di una croce di bronzo ridotta sul nastrino; il regio decreto 15 giugno 1922, n. 975 [44], abolì nuovamente le limitazioni alle Medaglie d'oro e d'argento al valor militare, prevedendo che potessero esserci illimitati conferimenti e la portabilità di illimitate medaglie/nastrini; il regio decreto 10 maggio 1943, n. 629 [45] introdusse la fronde di alloro sul nastrino della Medaglia d'oro al valor militare).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 8 settembre 1949 ad oggi:
Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare
(decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1949, n. 773, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 251 del 31 ottobre 1949, con correzione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 255 del 7 novembre 1949, modificante il modello della medaglia; decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1411, Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 140 del 18 giugno 2010, supplemento ordinario n. 131).

Croce al valore militare (7 gennaio 1922 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1922-1946)
dal 7 gennaio 1922 al 17 ottobre 1941:
Croce al merito di guerra conferita (...) per atti specifici di valore
Conferita per «ricompensare coloro che hanno tenuto nello svolgimento delle operazioni belliche, sia terrestri e marittime ed aeree, una condotta militare che li renda degni di pubblico encomio» (regio decreto 7 gennaio 1922, n. 195, Disposizioni sulle croci al merito di guerra, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 55 del 7 marzo 1922).
dal 17 ottobre 1941 al 10 maggio 1943:
Croce di guerra al valore militare
« L'insegna della croce al valor militare porterà sul verso la dicitura « croce al valor militare »
(regio decreto 17 ottobre 1941, n. 1480, art. 3, Estensione al tempo di pace della concessione della croce al valor militare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 10 del 14 gennaio 1942).
«L'insegna della croce al valor militare porterà sul verso la dicitura « al valor militare »
(regio decreto 5 settembre 1942, n. 1273, art. 1, Modificazione al R. decreto 17 ottobre 1941, n. 1480, concernente la estensione al tempo di pace della concessione della croce al valor militare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 267 dell'11 novembre 1942).
dal 10 maggio 1943 al 2 giugno 1946 (de facto fino all'8 settembre 1949):
Croce di guerra al valor militare
«L'art. 25 del R. decreto 4 novembre 1932, n. 1423, è sostituito dal seguente: « Ferme restando le disposizioni in vigore per quanto riguarda le insegne metalliche ed i brevetti, il distintivo delle decorazioni al valor militare è identico, quanto a colore e dimensioni, per tutti i gradi. Tale distintivo è costituito da un nastrino di seta di colore turchino celeste della larghezza di trentasette millimetri, esso è privo di contrassegni per la croce al valor militare (...) » (regio decreto 10 maggio 1943, n. 629, art. unico, comma 1), Estensione dell'uso del nastro azzurro alla croce al valor militare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 165 del 19 settembre 1943).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 8 settembre 1949 ad oggi:
Croce di guerra al valor militare
(decreto del Presidente delle Repubblica 8 settembre 1949, n. 773, Modificazioni ai modelli delle decorazioni al valor militare e della croce al merito di guerra, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 251 del 31 ottobre 1949, n. 251).
«La croce al valor militare assume la denominazione di croce di guerra al valor militare quando si conferisce per fatti compiuti durante lo stato di guerra o di grave crisi internazionale»
(decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1411, comma 2) [46].

Medaglie al valore di Forza armata[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al valore dell'esercito (26 luglio 1974 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valore dell'Esercito
Medaglia d'argento al valore dell'Esercito
Medaglia di bronzo al valore dell'Esercito
Conferita per premiare «Gli atti di coraggio compiuti in attività militari non belliche svolte dall'Esercito, diretti a salvare vite umane, ad impedire sinistri o ad attenuarne le conseguenze, nonché imprese e studi volti allo sviluppo ed al progresso dell'Esercito ovvero singole azioni caratterizzate da somma perizia, da cui siano derivate lustro e decoro all'Esercito italiano» (legge 26 luglio 1974, n. 330, Istituzione di ricompense al valore e al merito dell'Esercito. (GU n.211 del 12-8-1974 ); abrogato con decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 [33]; ora regolamentata dal decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1433 [46]).

Medaglia al valor di Marina (15 aprile 1860 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Sardegna (1860-1861)
Medaglia d'oro al valor di Marina
Medaglia d'argento al valor di Marina
Conferita per « (...) ricompensare gli individui che si distinguono per atti di coraggio e col rischio della propria vita verso di persone pericolanti mare (...)» (regio decreto del Regno di Sardegna, 15 aprile 1860, n. 4072, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno n. 105 del 2 maggio 1860).
Regno d'Italia (1861-1946)
dal 17 marzo 1861 all'8 marzo 1888:
Medaglia d'oro al valor di Marina
Medaglia d'argento al valor di Marina
dal 8 marzo 1888 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 21 ottobre 1950):
Medaglia d'oro al valor di Marina
Medaglia d'argento al valor di Marina
Medaglia di bronzo al valor di Marina
Si aggiunse successivamente la classe in bronzo (regio decreto 8 marzo 1888, n. 5275, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 75 del 29 marzo 1888).
Conferita per «premiare atti di coraggio volti a salvare vite umane in mare, a impedire sinistri marittimi o ad attenuarne le conseguenze; attività e gli studi volti allo sviluppo e al progresso della Marina Militare italiana; singole azioni di merito caratterizzate da spiccata perizia da cui siano derivati lustro e decoro alla marineria italiana» (regio decreto 12 luglio 1938, n. 1324, Riforma delle vigenti disposizioni sulla concessione di ricompense al valor di marina, in G. U. del Regno n. 201 del 3 settembre 1938).
Repubblica italiana (1946 - attuale):
dal 21 ottobre 1950 ad oggi:
Medaglia d'oro al valor di Marina
Medaglia d'argento al valor di Marina
Medaglia di bronzo al valor di Marina
(decreto del Presidente della Repubblica 21 ottobre 1950, n. 1081, Modificazioni agli articoli 5 e 8 del regio decreto 12 luglio 1938, n. 1324, relativo alla concessione di ricompense al valore di marina, in G. U. n. 11 del 15 gennaio 1951, modificante l'impronta delle medaglie; decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1436 [46]).

Medaglia al valore aeronautico (27 novembre 1927 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1927-1946)
dal 27 novembre 1927 al 24 marzo 1932:
Medaglia d'oro al valore aeronautico
Medaglia d'argento al valore aeronautico
Medaglia di bronzo al valore aeronautico
Conferita per «premiare coloro che, in circostanze particolarmente difficili, hanno compiuto atti di coraggio e dimostrata singolare perizia esponendo la loro vita, durante il volo, ad eccezionale pericolo» (regio decreto 27 novembre 1927, n. 2297, art. 2, in G. U. del Regno n. 292 del 19 dicembre 1927), successivamente per premiare «atti ed imprese di singolare coraggio compiuto a bordo di aeromobili in volo» (regio decreto 20 ottobre 1939, n. 1848, art. 1, sostitutivo dell'art. 1 del regio decreto 27 novembre 1927, n. 2297, in G. U. del Regno n. 295 del 21 dicembre 1939).
dal 24 marzo 1932 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 10 febbraio 1953):
Medaglia d'oro al valore aeronautico
Medaglia d'argento al valore aeronautico
Medaglia di bronzo al valore aeronautico (senza stelletta!)
(regio decreto 24 marzo 1932, n. 433, articolo unico, in G. U. del Regno d'Italia n. 107 del 10 marzo 1932, sulla modifica dei nastrini della medaglia al valore aeronautico).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 10 febbraio 1953 al 9 ottobre 2010:
Medaglia d'oro al valore aeronautico
Medaglia d'argento al valore aeronautico
Medaglia di bronzo al valore aeronautico (senza stelletta!)
(decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1953, n. 331, Modificazione dei modelli del distintivo di onore per i mutilati di guerra, della croce per anzianità di servizio, della medaglia militare al merito di lungo comando, della medaglia al valore aeronautico e della medaglia militare aeronautica di lunga navigazione, in G. U. n. 108 del 12 maggio 1953).
dal 9 ottobre 2010 ad oggi:
Medaglia d'oro al valore aeronautico
Medaglia d'argento al valore aeronautico
Medaglia di bronzo al valore aeronautico
(decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1439 [46]).

Medaglia al valore dell'Arma dei Carabinieri (5 ottobre 2000 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valore dell'Arma dei Carabinieri
Medaglia d'argento al valore dell'Arma dei Carabinieri
Medaglia di bronzo al valore dell'Arma dei Carabinieri
Conferita per «premiare gli atti di coraggio compiuti in attività militari non belliche svolte dall'Arma dei Carabinieri diretti a salvare vite umane, ad impedire sinistri o ad attenuare le conseguenze, nonché le imprese e gli studi volti allo sviluppo ed al progresso dell'Arma dei Carabinieri ovvero singole azioni caratterizzate da somma perizia, da cui siano derivati lustro e decoro all'Arma dei Carabinieri» (decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1441 [46]).

Medaglia al valore della Guardia di Finanza (19 marzo 2001 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valore della Guardia di Finanza
Medaglia d'argento al valore della Guardia di Finanza
Medaglia di bronzo al valore della Guardia di Finanza
Conferita «Per premiare gli atti di singolare coraggio compiuti in attività d'istituto svolte dalla Guardia di Finanza, diretti a salvare vite umane, ad impedire sinistri o ad attenuarne le conseguenze, nonché imprese e studi volti allo sviluppo e al progresso del Corpo ovvero singole azioni caratterizzate da somma perizia, da cui siano derivati lustro e decoro alla Guardia di Finanza» (decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, art. 65, Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali del Corpo della Guardia di finanza, a norma dell'articolo 4 della legge 31 marzo 2000, n. 78, in G. U. n. 71 del 26 marzo 2001, supplemento ordinario n. 59).

Medaglia al valor civile (30 aprile 1851 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Sardegna (1851-1861)
dal 30 aprile 1851 al 17 marzo 1861:
Medaglia d'oro al valor civile
Medaglia d'argento al valor civile
Menzione onorevole al valor civile
Conferita «a chi avrà evidentemente arrischiata la propria vita per salvare quella di persone esposte ad imminente o grave pericolo, per impedire o diminuire il danno d'un grave disastro pubblico o privato, per ristabilire l'ordine pubblico ove fosse gravemente turbato e per mantenere forza alla legge, per arrestare o partecipare all'arresto di malfattori che infestassero il paese» (regio decreto del Regno di Sardegna, 30 aprile 1851, n. 1168, concernente la creazione di un distintivo d'onore per rimeritare le azioni al valor civile).
Regno d'Italia (1861-1946)
dal 17 marzo 1861 al 29 aprile 1888:
Medaglia d'oro al valor civile
Medaglia d'argento al valor civile
Menzione onorevole al valor civile
(il riferimento normativo è il regio decreto dell'ex Regno di Sardegna istitutivo dell'onorificenza)
dal 10 maggio 1888 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 2 gennaio 1958):
Medaglia d'oro al valor civile
Medaglia d'argento al valor civile
Medaglia di bronzo al valor civile
(regio decreto 29 aprile 1888, n. 5380, che istituisce una Medaglia in bronzo al Valor civile in sostituzione delta concessa Menzione onorevole, in G. U. del Regno n. 106 del 4 maggio 1888; abrogato con decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 2010, n. 248 [47]).
«La Medaglia in bronzo al valor civile è destinata a sostituire la Menzione onorevole al valor civile ed è concessa per quegli atti di filantropia e di coraggio, i quali senza aver raggiunto gli estremi richiesti per meritare la Medaglia d'oro e di argento, meritano tuttavia una particolare distinzione» (art. 2);
«Qualora un individuo già fregiato della Medaglia di bronzo al valore civile si rendesse meritevole di una seconda o terza Medaglia di bronzo, egli riceverà bensì il relativo decreto; ma in luogo di una seconda o terza medaglia, porterà adattate al nastro una o due fascette di bronzo, su cui sarà incisa la data dell'azione alla quale si riferisce la nuova ricompensa ottenuta » (art. 4).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 18 febbraio 1958 al 20 gennaio 1961:
Medaglia d'oro al valor civile
Medaglia d'argento al valor civile
Medaglia di bronzo al valor civile
Attestato di pubblica benemerenza al valor civile
Conferita per «premiare atti di eccezionale coraggio che manifestano preclara virtù civica e per segnalarne gli autori come degni di pubblico onore» (legge 2 gennaio 1958, n. 13, art. 1, Norme per la concessione di ricompense al valore civile, in G. U. n. 29 del 3 febbraio 1958, in vigore dal 18 febbraio).
dal 20 gennaio 1961 ad oggi:
Medaglia d'oro al valor civile
Medaglia d'argento al valor civile
Medaglia di bronzo al valor civile
Attestato di pubblica benemerenza al valor civile
«La medaglia (...) si porta sul petto, a sinistra, appesa al nastro composto da una striscia tricolore di 36 mm. In luogo della medaglia può portarsi un nastrino di 8 mm. di altezza della stessa foggia del nastro, sul quale è applicata una stella a cinque punte, rispettivamente di oro, di argento o di bronzo» (decreto del Presidente delle Repubblica 6 novembre 1960, n. 1616, Regolamento di esecuzione della legge 2 gennaio 1958, n. 13, contenente norme per la concessione di ricompense al valor civile, in G. U. n. 4 del 5 gennaio 1961).

Medaglia al valore del Regno d'Albania (16 aprile 1939 - 27 novembre 1943)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valore (Medalja e Artë e Trimërisë)
Medaglia d'argento al valore (Medalja e Argjend e Trimërisë)
Medaglia di bronzo al valore (Medalja e Bronz e Trimërisë)
La medaglia fu istituita nel 1928 dal Regno Albanese (1928-1939). A seguito dell'occupazione italiana e della proclamazione del Regno d'Albania (1939-1943) in unione personale con il Re d'Italia, essi passarono come decorazioni del Regno d'Albania (1939-1943), ed in disponibilità di Vittorio Emanuele III in qualità di Re d'Albania fino al 27 novembre 1943, quando egli rinunciò al trono d'Albania.[48]

Decorazioni al merito[modifica | modifica wikitesto]

Croce al merito di guerra (11 aprile 1918 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1918-1946)
dal 11 aprile al 10 marzo 1918:
Croce al merito di guerra, 1ª concessione
Croce al merito di guerra, 2ª concessione
Croce al merito di guerra, 3ª concessione
Classe unica, di bronzo.
(regio decreto 19 gennaio 1918, n. 205, Istituzione di una croce al merito di guerra, in G. U. del Regno n. 73 del 27 marzo 1918[49]).
Conferita «a coloro che hanno tenuto nello svolgimento delle operazioni belliche, sia terrestri sia marittime od aeree, una condotta militare che li renda degni di pubblico encomio», per un massimo di tre concessioni (regio decreto 19 gennaio 1918, n. 205); «La concessione della croce al merito di guerra potrà essere ripetuta quando il decorato, acquisti nuovi titoli di benemerenza. Non si potrà però mai oltrepassare il numero di tre concessioni. Queste, poi saranno sempre rappresentate da un'unica decorazione, apponendo successivamente sul relativo nastrino una corona reale di bronzo nel mezzo o due laterali, secondo che si tratti di una seconda, o terza concessione» (art. 8).
dal 10 marzo 1918 al 14 dicembre 1942:
Croce al merito di guerra, 1ª concessione
Croce al merito di guerra, 2ª concessione
Croce al merito di guerra, 3ª concessione
Classe unica, di bronzo.
Una croce per ciascuna guerra.
(regio decreto 10 marzo 1918, n. 356, Modifica al capoverso dell'art. 2 del R.D. 19 gennaio 1918, n. 205, concernente l'istituzione di una croce al merito di guerra, in G. U. del Regno n. 73 del 27 marzo 1918[49]).
Con regio decreto 21 marzo 1938, n. 538, Integrazione dell'art. 8 del R. decreto 19 gennaio 1918, n. 205, concernente l'istituzione della croce al merito di guerra, in G. U. del Regno n. 115 del 21 maggio 1938[50] fu abrogato il limite della concessione di oltre tre conferimenti totali: «Non si potrà, però, mai superare per ogni guerra il numero di tre concessioni; tale numero nemmeno potrà essere superato quando, trattandosi di guerra coloniale, le operazioni militari siano seguite da cicli operativi di grande polizia coloniale. Le concessioni, poi, saranno sempre rappresentate da un'unica decorazione, per ogni guerra ed eventuali successivi cicli d'operazioni, apponendo sul relativo nastro o nastrino una corona Reale di bronzo, nel mezzo, o due laterali, secondo che si tratti di una seconda o terza concessione» (art. 1).
dal 14 dicembre 1942 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 5 agosto 1947):
Croce al merito di guerra, 1ª concessione
Croce al merito di guerra, 2ª concessione
Croce al merito di guerra, 3ª concessione
Croce al merito di guerra, 4ª concessione
Croce al merito di guerra, 5ª concessione
Croce al merito di guerra, 6ª concessione
Croce al merito di guerra, 7ª concessione
Croce al merito di guerra, 8ª concessione
Croce al merito di guerra, 9ª concessione
Croce al merito di guerra, dalla 10ª concessione
(regio decreto 14 dicembre 1942, n. 1729, Concessione della croce al merito di guerra al personale che dal 10 giugno 1940, abbia partecipato ad operazioni militari nella guerra in corso, in G. U. del Regno n. 29 del 5 febbraio 1943[51]).
Nel dicembre 1942 venne nuovamente stabilita l'autorizzazione ad indossare una singola croce, con i successivi conferimenti indicati da coroncine reali: «La concessione della croce al merito di guerra può essere ripetuta quando il decorato acquisti nuovi titoli di benemerenza. Non si potrà però mai conferire più di una croce per ciascun periodo di dodici mesi consecutivi di partecipazione alla guerra, anche se in tale periodo siano stati realizzati più titoli. Gli insigniti di più croci al merito di guerra portano un solo nastrino e una sola insegna, anche se decorati di altre croci al merito di guerra conseguita per campagne precedenti. Le diverse concessioni sono distinte da una fino a tre corone reali applicato sul nastrino, di bronzo, di argento e di oro, a seconda del numero delle croci al merito di guerra che stanno a rappresentare» (art. 4).
Repubblica Italiana (1946 - attuale)
dal 5 agosto 1947 ad oggi:
Croce al merito di guerra, 1ª concessione
Croce al merito di guerra, 2ª concessione
Croce al merito di guerra, dalla 3ª concessione
«La concessione della croce al merito di guerra può essere ripetuta quando il decorato acquisti nuovi titoli di benemerenze. Non si potrà però mai conferire più di una croce per ciascun periodo di dodici mesi consecutivi di partecipazione alla guerra, anche se in tale periodo siano stati realizzati più titoli, né si potranno conferire più di tre croci al merito di guerra, per ciascun conflitto, anche se di durata superiore ai 36 mesi. Gli insigniti di più croci al merito di guerra conseguite nella guerra 1940-1945 e nelle precedenti, portano un nastrino ed una insegna per ciascuna guerra. Le concessioni successive alla prima che si riferiscono alla stessa guerra vengono distinte con una o più stellette di bronzo a cinque punte del diametro di sei millimetri, applicate sui nastrino» (decreto del Capo Provvisorio dello Stato 5 agosto 1947, n. 931, articolo unico, Variante al regio decreto 14 dicembre 1942, n. 1729, relativo alla concessione della croce al merito di guerra, in G. U. n. 221 del 26 settembre 1947; decreto del Presidente delle Repubblica 8 settembre 1948, n. 773, Modificazioni ai modelli delle decorazioni al valor militare e della croce al merito di guerra, in G. U. n. 251 del 31 ottobre 1949, n. 251; decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1454 [46]).

Decorazioni al merito di forza armata[modifica | modifica wikitesto]

Croce al merito dell'Esercito (26 luglio 1974 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Croce d'oro al merito dell'Esercito
Croce d'argento al merito dell'Esercito
Croce di bronzo al merito dell'Esercito
Conferita per «ricompensare il concorso particolarmente intelligente, ardito ed efficace ad imprese e studi di segnalata importanza, volti allo sviluppo ed al progresso dell'Esercito italiano, da cui siano derivati a quest'ultimo spiccato lustro e decoro» (legge 26 luglio 1974, n. 330).
(decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1433 [46]).

Medaglia al merito di Marina (11 novembre 1997 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito di Marina
Medaglia d'argento al merito di Marina
Medaglia di bronzo al merito di Marina
Conferita per «ricompensare cittadini italiani e stranieri che hanno svolto attività e studi finalizzati allo sviluppo ed al progresso della Marina militare italiana, ovvero coloro che hanno compiuto singole azioni, caratterizzate da notevole perizia, da cui sono derivati lustro e decoro alla marineria italiana» (decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio 1997, n. 361, Regolamento recante modificazioni al regio decreto 12 luglio 1938, n. 1324, riguardante la riforma delle vigenti disposizioni sulla concessione di ricompense al valor di marina, in G. U. n. 251 del 27 ottobre 1997); «nonché a comandi, corpi o enti che, partecipando collettivamente a imprese particolarmente difficili, hanno contribuito ad aumentare il prestigio della Marina militare» (decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1436 [46]).
Ha sostituito la Medaglia di benemerenza marinara istituita nel 1938.

Medaglia al merito aeronautico (11 maggio 1966 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito aeronautico
Medaglia d'argento al merito aeronautico
Medaglia di bronzo al merito aeronautico
Conferita per «premiare attività e studi volti allo sviluppo ed al progresso dell'aviazione e, in particolare, di quella italiana, ovvero singole azioni da cui sia derivato lustro e decoro all'aviazione italiana» (legge 11 maggio 1966, n. 367; decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1439 [46]).

Croce al merito dell'Arma dei Carabinieri (5 ottobre 2000 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Croce d'oro al merito dell'Arma dei Carabinieri
Croce d'argento al merito dell'Arma dei Carabinieri
Croce di bronzo al merito dell'Arma dei Carabinieri
Conferita per «ricompensare il concorso particolarmente intelligente, ardito ed efficace ad imprese e studi di segnalata importanza, volti allo sviluppo ed al progresso dell'Arma dei Carabinieri, da cui siano derivati a quest'ultima spiccato lustro e decoro» (decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1441 [46]).

Croce al merito della Guardia di Finanza (19 marzo 2001 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Croce d'oro al merito della Guardia di Finanza
Croce d'argento al merito della Guardia di Finanza
Croce di bronzo al merito della Guardia di Finanza
Conferita «Per premiare gli atti di singolare coraggio compiuti in attività d'istituto svolte dalla Guardia di Finanza, diretti a salvare vite umane, ad impedire sinistri o ad attenuarne le conseguenze, nonché imprese e studi volti allo sviluppo e al progresso del Corpo ovvero singole azioni caratterizzate da somma perizia, da cui siano derivati lustro e decoro alla Guardia di Finanza» (decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, art. 65, Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali del Corpo della Guardia di finanza, a norma dell'articolo 4 della legge 31 marzo 2000, n. 78, in G. U. n. 71 del 26 marzo 2001, supplemento ordinario n. 59).

Decorazione del merito agrario ed industriale (1º maggio 1898 – 9 maggio 1901)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito agrario
Medaglia al merito industriale
Conferita per premiare «segnalate benemerenze nell'agricoltura, nell'industria e nel commercio» (regio decreto 1º maggio 1898, n. 195).
Abolita con l'istituzione dell'Ordine al merito agrario, industriale e commerciale (regio decreto 9 maggio 1901, n. 168), poi Ordine al merito del lavoro (regio decreto 20 marzo 1921, n. 350)

Stella al merito del lavoro (30 dicembre 1923 – attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1923-1946)
dal 30 dicembre 1923 al 25 gennaio 1925
Stella al merito del lavoro
(regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3167, Istituzione della decorazione della «Stella al merito del lavoro»; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
dal 25 gennaio 1925 al 1943
Stella al merito del lavoro
Stella al merito del lavoro per gli italiani all'estero
(regio decreto 4 settembre 1927, n. 1785, Concessione della decorazione «Stella al merito del Lavoro» a favore dei lavoratori italiani residenti all'estero).
Dall'originale istituzione nel 1923 fino al 1943 era prevista la possibilità di una seconda concessione dell'onorificenza che veniva rappresentata da una fascetta d'argento apposta sul nastro della decorazione.
Repubblica Italiana (1946 - attuale)
dal 18 dicembre 1952 ad oggi
Stella al merito del lavoro[52]
« è concessa ai lavoratori dipendenti da imprese pubbliche o private, anche se soci di imprese cooperative, nonché da aziende o stabilimenti dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli Enti pubblici, che si siano particolarmente distinti per singolari meriti di perizia, di laboriosità e di buona condotta morale».
(legge 18 dicembre 1952, n. 2389, Riordinamento delle norme relative alla decorazione della "Stella al merito del lavoro"; abrogata dalla legge 1 maggio 1967, n. 316, Nuove norme per la concessione della "Stella al merito del lavoro").
Stella al merito del lavoro per gli italiani all'estero
Stella al merito del lavoro alla memoria
(legge 29 ottobre 1965, n. 1230, Norme per la concessione della "Stella al merito del lavoro" ai lavoratori italiani, anche residenti all'estero, periti o dispersi a seguito di eventi di eccezionale gravita' determinati da rischi connessi alla prestazione di lavoro).

Medaglia al merito civile (20 giugno 1956 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito civile
Medaglia d'argento al merito civile
Medaglia di bronzo al merito civile
Attestato di pubblica benemerenza al merito civile
Conferita per «premiare le persone, gli Enti e i Corpi che si siano prodigati, con eccezionale senso di abnegazione, nell'alleviare le altrui sofferenze o, comunque, nel soccorrere chi si trovi in stato di bisogno» (legge 20 giugno 1956, n. 658, art. 1, Istituzione di una ricompensa al merito civile, in G. U. n. 175 del 16 luglio 1956).

Medaglie di lungo comando e anzianità di servizio delle Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia Mauriziana (19 luglio 1839 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Sardegna (1834-1861)
dal 19 luglio 1839 al 17 marzo 1861:
Medaglia Mauriziana pel merito militare di dieci lustri per ufficiali generali
Medaglia Mauriziana pel merito militare di dieci lustri per ufficiali inferiori
(istituita nel Regno di Sardegna con Regie Magistrali Patenti del 19 luglio 1839)
Regno d'Italia (1861-1946)
dal 17 marzo 1861 al 2 giugno 1946:
Medaglia Mauriziana pel merito militare di dieci lustri per ufficiali generali
Medaglia Mauriziana pel merito militare di dieci lustri per ufficiali inferiori
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 2 giugno 1946 al 7 maggio 1954:
Medaglia Mauriziana pel merito militare di dieci lustri per ufficiali generali
Medaglia Mauriziana pel merito militare di dieci lustri per ufficiali inferiori
dal 7 maggio 1954 ad oggi:
Medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare per gli ufficiali generali ed ammiragli
Medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare per gli ufficiali dei gradi inferiori
(legge 7 maggio 1954, n. 203, Cambiamento della denominazione della medaglia mauriziana per merito militare di dieci lustri in quella di medaglia mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare e norme per il conferimento della decorazione, in G. U. serie generale n.116 del 21 maggio 1954, abrogata con decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1459 [46]).
«Agli ufficiali e ai sottufficiali delle Forze armate e del Corpo della Guardia di Finanza può essere concessa la medaglia mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare» (decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 1459 [46]).

Medaglia militare al merito di lungo comando (13 maggio 1935 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1935-1946)
dal 13 maggio 1935 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 10 febbraio 1953):
Medaglia d'oro militare al merito di lungo comando (20 anni di comando)
Medaglia d'argento militare al merito di lungo comando (15 anni di comando)
Medaglia di bronzo militare al merito di lungo comando (10 anni di comando)
(regio decreto 13 maggio 1935, n. 908).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 10 febbraio 1953 ad oggi:
Medaglia d'oro militare al merito di lungo comando (20 anni di comando)
Medaglia d'argento militare al merito di lungo comando (15 anni di comando)
Medaglia di bronzo militare al merito di lungo comando (10 anni di comando)
(decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1953, n. 331, Modificazione dei modelli del distintivo di onore per i mutilati di guerra, della croce per anzianità di servizio, della medaglia militare al merito di lungo comando, della medaglia al valore aeronautico e della medaglia militare aeronautica di lunga navigazione, in G. U. n. 108 del 12 maggio 1953).

Lunga navigazione marittima (27 novembre 1904 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1904-1946)
dal 27 novembre 1904 al 1º marzo 1945:
Medaglia d'onore di lunga navigazione marittima (20 anni di imbarco)
Classe unica, d’argento.
(regio decreto 27 novembre 1904, n. 656, che istituisce la medaglia d'onore per lunga navigazione compiuta, in G. U. del Regno n. 298 del 23 dicembre 1904).
dal 1º marzo 1945 al 2 giugno 1946:
Medaglia d'onore di lunga navigazione marittima (20 anni di imbarco)
Medaglia d'onore di lunga navigazione marittima (15 anni di imbarco)
Medaglia d'onore di lunga navigazione marittima (10 anni di imbarco)
Riformata ed estesa nelle tre classi d'oro, d'argento e di bronzo (decreto luogotenenziale 1º marzo 1945, n. 127, Istituzione della medaglia d'onore per lunga navigazione, in G. U. del Regno n. 45 del 14 aprile 1945, abrogato dall'art. 2269, comma 1 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell'ordinamento militare [33]).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 10 agosto 1954 ad oggi:
Medaglia d'onore di lunga navigazione marittima (20 anni di imbarco)
Medaglia d'onore di lunga navigazione marittima (15 anni di imbarco)
Medaglia d'onore di lunga navigazione marittima (10 anni di imbarco)
(decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1954, n. 586, Nuove norme sulla medaglia d'onore per lunga navigazione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 180 del 9 agosto 1954 (nuove insegne ed estensione delle concessioni anche ai marittimi imbarcati su navi mercantili nazionali), abrogato dall'art. 2269 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell'ordinamento militare [33]).

Medaglia militare aeronautica (1926-1928)[modifica | modifica wikitesto]

dal 9 luglio 1926 al 31 agosto 1928:
Medaglia militare aeronautica (20 anni di servizio aeronavigante)
Medaglia militare aeronautica (15 anni di servizio aeronavigante)
Medaglia militare aeronautica (10 anni di servizio aeronavigante)
(regio decreto 9 luglio 1926, n. 1376, Istituzione della «Medaglia militare aeronautica», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 198 del 26 agosto 1926, p. 3773; abrogata e sostituita dalla successiva Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea con regio decreto 31 agosto 1928, n. 2098, Istituzione della Medaglia militare aeronautica di lunga navigazione aerea, in G. U. del Regno n. 225 del 27 settembre 1928, p. 4622).

Lunga navigazione aerea (31 agosto 1928 - attuale) già Medaglia militare aeronautica (1926-1928)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1928-1946)
dal 31 agosto 1928 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 10 febbraio 1953):
Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea (20 anni di servizio aeronavigante)
Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea (15 anni di servizio aeronavigante)
Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea (10 anni di servizio aeronavigante)
(regio decreto 31 agosto 1928, n. 2098, Istituzione della Medaglia militare aeronautica di lunga navigazione aerea, in G. U. del Regno n. 225 del 27 settembre 1928, p. 4622).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 10 febbraio 1953 ad oggi:
Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea (20 anni di servizio aeronavigante)
Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea (15 anni di servizio aeronavigante)
Medaglia militare aeronautica per lunga navigazione aerea (10 anni di servizio aeronavigante)
(decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1953, n. 331, Modificazione dei modelli del distintivo di onore per i mutilati di guerra, della croce per anzianità di servizio, della medaglia militare al merito di lungo comando, della medaglia al valore aeronautico e della medaglia militare aeronautica di lunga navigazione, in G. U. n. 108 del 12 maggio 1953; decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 849 [46]; decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, art. 1464, Codice dell'ordinamento militare [33]).

Lunga attività di volo del personale specialista dell'Arma dei Carabinieri (2010 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito per lunga attività di volo del personale specialista dell'Arma dei Carabinieri (20 anni di volo)
Medaglia d'argento al merito per lunga attività di volo del personale specialista dell'Arma dei Carabinieri (15 anni di volo)
Medaglia di bronzo al merito per lunga attività di volo del personale specialista dell'Arma dei Carabinieri (10 anni di volo)
(2010-)

Lunga attività ippica nell'Arma dei Carabinieri (2010 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito per lunga attività ippica nell'Arma dei Carabinieri (15 anni)
Medaglia d'argento al merito per lunga attività ippica nell'Arma dei Carabinieri (10 anni)
Medaglia di bronzo al merito per lunga attività ippica nell'Arma dei Carabinieri (5 anni)
(2010-)

Lungo comando nella Guardia di Finanza (già Regia Guardia di Finanza, 13 luglio 1936 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1936-1946)
Medaglia militare al merito di lungo comando per la Regia Guardia di Finanza
dal 13 luglio 1936 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 3 luglio 1954):
Medaglia militare al merito di lungo comando per la Regia Guardia di Finanza (30 anni di comando per gli ufficiali e 20 anni di comando per i sottufficiali)
Medaglia militare al merito di lungo comando per la Regia Guardia di Finanza (20 anni di comando per gli ufficiali e 15 anni di comando per i sottufficiali)
Medaglia militare al merito di lungo comando per la Regia Guardia di Finanza (15 anni di comando per gli ufficiali e 10 anni di comando per i sottufficiali)
Conferita come «speciale distintivo onorifico agli ufficiali e sottufficiali della Regia Guardia di Finanza che si rendono benemeriti per il lungo esercizio del comando» (regio decreto 16 luglio 1936, n. 1560, Istituzione della «Medaglia militare al merito di lungo comando per ufficiali e sottufficiali della Regia Guardia di Finanza», in G. U. del Regno n. 199 del 28 agosto 1936).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
Medaglia militare al merito di lungo comando per la Guardia di Finanza
dal 13 luglio 1954 ad oggi:
Medaglia militare al merito di lungo comando per la Guardia di Finanza (20 anni di comando)
Medaglia militare al merito di lungo comando per la Guardia di Finanza (15 anni di comando)
Medaglia militare al merito di lungo comando per la Guardia di Finanza (10 anni di comando)
(decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 1954, n. 1052, Modificazione dei modelli della croce al merito di servizio e della medaglia militare al merito di lungo comando per i militari della Guardia di Finanza, in G. U. n. 265 del 18 novembre 1954; decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 1958, n. 1010, Modifiche al regio decreto 16 luglio 1936, n. 1560, istitutivo della medaglia militare al merito di lungo comando per gli ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza, in G. U. n. 279 del 20 novembre 1958 (modifica degli anni di comando così come riportati).

Lunga attività di paracadutismo militare (12 novembre 1992 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito di lunga attività di paracadutismo militare (25 anni di attività)
Medaglia al merito di lunga attività di paracadutismo militare (15 anni di attività)
Medaglia al merito di lunga attività di paracadutismo militare (10 anni di attività)
Concessa per «tributare un riconoscimento al personale militare che abbia svolto continuativamente attività aviolancistica»
(decreto del Ministro della difesa 12 novembre 1992).

Croce per anzianità di servizio militare (8 novembre 1900 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1900-1946)
dall'8 novembre 1900 al 15 giugno 1912:
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali, 40 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali, 25 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (sottufficiali e truppa, 16 anni di servizio)
(regio decreto 8 novembre 1900, n. 358, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 260 del 10 novembre 1900, con il quale si istituisce una Croce per anzianità di servizio coniata in oro e argento per i militari di truppa e ufficiali del R. Esercito e dell'Armata).
dal 15 giugno 1912 al 2 giugno 1946 (de jure fino al 10 febbraio 1953):
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali, 40 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali, 25 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (sottufficiali e truppa, 25 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (sottufficiali e truppa, 16 anni di servizio)
(regio decreto 15 giugno 1912, n. 822 portante una aggiunta al regio decreto 8 novembre 1900, n. 358; la medaglia fu successivamente estesa ai militari della R. Aeronautica con regio decreto 23 gennaio 1933, n. 8).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 2 giugno 1946 al 10 febbraio 1953:
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali, 40 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali, 25 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (sottufficiali e truppa, 25 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (sottufficiali e truppa, 16 anni di servizio)
dal 10 febbraio 1953 ad oggi:
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali e sottufficiali, 40 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali e sottufficiali, 25 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (graduati, 25 anni di servizio)
Croce per anzianità di servizio militare (ufficiali, sottufficiali e graduati, 16 anni di servizio)
(decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1953, n. 331 Modificazione dei modelli del distintivo di onore per i mutilati di guerra, della croce per anzianità di servizio, della medaglia militare al merito di lungo comando, della medaglia al valore aeronautico e della medaglia militare aeronautica di lunga navigazione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 108 del 12-5-1953; decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 1972, n. 403, Modificazione dei modelli della croce per anzianità di servizio da conferirsi ai militari dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 10 agosto 1972; decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell'ordinamento militare [33]; decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, art. 857 [46]).

Anzianità di servizio nella Guardia di Finanza (già Regia Guardia di Finanza, 26 settembre 1905 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1905-1946)
Croce al merito di servizio nella Regia Guardia di Finanza (1905-1946)
dal 26 settembre 1905 al 16 maggio 1907:
Croce d'oro al merito di servizio per la Regia Guardia di Finanza (per ufficiali, 25 anni di servizio)
Croce d'oro al merito di servizio per la Regia Guardia di Finanza (per sottufficiali e guardie, 20 anni di servizio)
Conferita come «speciale onorifica insegna [per] compensare i lunghi e distinti servizi prestati nel Corpo della R. guardia di finanza (...). Avranno titolo a conseguirla ed a fregiarsene durante la permanenza nel corpo gli ufficiali (...), i sottufficiali e guardie (...) i quali abbiano serbato ottima condotta, risultino d'ineccepibili qualità morali o siansi distinti per meriti di servizio od atti di valore (...). Potranno conseguirla eccezionalmente, all'infuori del requisito della anzianità, gli ufficiali, sottufficiali e guardie per replicati atti di valore compiuti e premiati durante il servizio nel corpo»
(regio decreto 26 settembre 1905, n. 489, Concernente l'istituzione di una croce al merito di servizio per le guardie di finanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 236 del 10 ottobre 1905).
dal 16 maggio 1907 al’8 aprile 1929:
Croce d'oro al merito di servizio per la Regia Guardia di Finanza (per ufficiali, 25 anni di servizio)
Croce d'argento al merito di servizio per la Regia Guardia di Finanza (per sottufficiali, appuntati [dal 1910] e guardie, 20 anni di servizio)
(regio decreto 16 maggio 1907, n. 283, Modificazioni al R. decreto col quale fu istituita una Croce al merito di servizio per i componenti la guardia di finanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 132 del 6 giugno 1907; concessione estesa agli appuntati con regio decreto 24 febbraio 1910, n. 120, che approva le norme pel conferimento della croce al merito di servigio pel corpo della guardia di finanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 71 del 26 marzo 1910).
dal’8 aprile 1929 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 31 luglio 1954):
Croce d'oro al merito di servizio per la Regia Guardia di Finanza con Corona Reale (per ufficiali, 40 anni di servizio)
Croce d'oro al merito di servizio per la Regia Guardia di Finanza (per ufficiali, 25 anni di servizio)
Croce d'argento al merito di servizio per la Regia Guardia di Finanza con Corona Reale (per sottufficiali, appuntati e guardie, 25 anni di servizio)
Croce d'argento al merito di servizio per la Regia Guardia di Finanza (per sottufficiali, appuntati e guardie,16 anni di servizio)
(regio decreto 8 aprile 1929, n. 739, Modifiche alle norme per il conferimento della Croce al merito di servizio per la Regia guardia di finanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 127 del 1 giugno 1929)
Repubblica italiana (1946 - attuale)
Croce al merito di servizio nella Guardia di Finanza
dal 2 giugno 1946 al 31 luglio 1954 (de facto):
Croce d'oro al merito di servizio per la (Regia) Guardia di Finanza con Corona Reale (per ufficiali, 40 anni di servizio)
Croce d'oro al merito di servizio per la (Regia) Guardia di Finanza (per ufficiali, 25 anni di servizio)
Croce d'argento al merito di servizio per la (Regia) Guardia di Finanza con Corona Reale (per sottufficiali, appuntati e guardie, 25 anni di servizio)
Croce d'argento al merito di servizio per la (Regia) Guardia di Finanza (per sottufficiali, appuntati e guardie,16 anni di servizio)
dal 31 luglio 1954 al 26 giugno 1990:
Croce d'oro al merito di servizio per la Guardia di Finanza (40 anni di servizio)
Croce d'oro al merito di servizio per la Guardia di Finanza (25 anni di servizio)[con stella d'argento]
Croce d'argento al merito di servizio per la Guardia di Finanza (16 anni di servizio)
(decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1954, n. 1052, Modificazione dei modelli della croce al merito di servizio e della medaglia militare al merito di lungo comando per i militari della Guardia di Finanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 265 del 18 novembre 1954; decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1968, n. 734, Norme in materia di concessione della croce al merito di servizio ai militari del Corpo della Guardia di Finanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 160 del 25 giugno 1968, concernente la modifica del computo degli anni di anzianità di servizio: Croce d'oro con stelletta: per ufficiali e sottufficiali, 40 anni di servizio; Croce d'argento con stella d'argento: per militari di truppa, 25 anni di servizio; croce d'argento, per tutto il personale, 16 anni di servizio;
decreto del Presidente della Repubblica 4 luglio 1978, n. 422, Modificazioni alle norme in materia di concessione della croce al merito di servizio ai militari del Corpo della Guardia di Finanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 219 del 7 agosto 1978, concernente ulteriori modifiche del computo degli anni di anzianità di servizio come sopra esposto).
Croce per anzianità di servizio nella Guardia di Finanza
dal 23 giugno 1990 ad oggi:
Croce d'oro al merito di servizio per la Guardia di Finanza (40 anni di servizio)
Croce d'oro al merito di servizio per la Guardia di Finanza (25 anni di servizio)
Croce d'argento al merito di servizio per la Guardia di Finanza (16 anni di servizio)
«La croce al merito di servizio istituita con regio decreto 26 agosto 1905, n. 489, e successive modificazioni, assume la denominazione di croce per anzianità di servizio»
(decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1990, n. 195, Regolamento recante modificazioni alle norme in materia di concessione della croce al merito di servizio ai militari del Corpo della Guardia di Finanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 170 del 23 luglio 1990).

Stella al merito per i militari indigeni delle colonie italiane (18 marzo 1923 - de facto 8 settembre 1943, de jure 16 dicembre 2010)[modifica | modifica wikitesto]

Stella al merito per i militari indigeni delle colonie italiane (15 anni di servizio ed eccezionali benemerenze)
Stella al merito per i militari indigeni delle colonie italiane (15 anni di servizio)
(regio decreto 18 marzo 1923, n. 898; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).

Anzianità di servizio nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (23 gennaio 1933 - de facto, 9 dicembre 1943, de jure 2010)[modifica | modifica wikitesto]

Croce di anzianità di servizio nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (20 anni di servizio)
(regio decreto 28 gennaio 1943 n. 349).
Croce di anzianità di servizio nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (10 anni di servizio con 5 anni di servizio in un battaglione Camicie Nere)
(regio decreto 23 gennaio 1933 n. 8).
Croce di anzianità di servizio nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (10 anni di servizio, nastrino modello 1933)
(regio decreto 23 gennaio 1933 n. 8).
Croce di anzianità di servizio nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (10 anni di servizio, nastrino modello 1938)
(regio decreto 10 maggio 1938 n. 1099).
La MVSN fu sciolta con provvedimento del Governo Badoglio con regio decreto-legge 6 dicembre 1943, n. 16/B, in vigore dal 9 dicembre successivo. I provvedimenti relativi all'istituzione delle croci di anzianità del corpo furono però abrogati ufficialmente sono nel 2010: il regio decreto 23 gennaio 1933 n. 8 con decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell'ordinamento militare [33] in vigore dal 8 maggio, il regio decreto 28 gennaio 1943 n. 349 con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30].

Medaglie di benemerenza e commemorative[modifica | modifica wikitesto]

Benemerenze per i volontari di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo d'onore per gli ex irredenti volontari di guerra (1ª versione)
(regio decreto 16 ottobre 1921, n. 1626)
Distintivo d'onore per gli ex irredenti volontari di guerra (2ª versione)
(regio decreto 7 gennaio 1922, n. 38)
Medaglia di benemerenza per i volontari della guerra italo-austriaca 1915-1918
(regio decreto 24 maggio 1923, n. 1163)
Medaglia di benemerenza per i volontari della guerra italo-austriaca 1915-1918 con distintivo d'onore per gli ex irredenti
(regio decreto 7 ottobre 1923, n. 2180)
Medaglia di benemerenza per i volontari della campagna dell'Africa Orientale 1935-1936
(regio decreto 26 ottobre 1939, n. 2163)
Medaglia di benemerenza per i volontari della campagna di Spagna (1936-1939)
(regio decreto 6 giugno 1940, n. 1244)
Medaglia di benemerenza per i volontari della guerra 1943-45 e attraversamento linee nemiche
(regio decreto legge 27 gennaio 1944, n. 54)
Medaglia di benemerenza per i volontari della Guerra 1940-45
(decreto legislativo 21 aprile 1948, n. 1054, Repubblica Italiana)
Medaglia di benemerenza per i volontari della Guerra 1940-1943 (non ufficiale)
Distintivo d'onore per i patrioti "Volontari della libertà" (1943-1945)
(decreto legge luogotenenziale 3 maggio 1945, n. 350)

Medaglie commemorative per campagne di guerra e operazioni militari[modifica | modifica wikitesto]

Guerre del Risorgimento (1848-1870)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa della guerra di Crimea (1853-1856)
(Disposizione a pag. 773 del Giornale Militare del 1856)
Medaglia commemorativa dei 1000 di Marsala (1860)
(circolare del Ministero della guerra 14 luglio 1861)
Medaglia commemorativa della Liberazione di Sicilia (1860)
(decreto legge luogotenenziale 12 dicembre 1860, n.10)
Medaglia commemorativa Guerre per l'Indipendenza (1848-1870)
Fascette: "1848", "1849", "1855-56", "1859", "1860-61", "1866", "1867" e "1870"
(regio decreto 4 marzo 1865, n. 2174)
Medaglia civica commemorativa della Presa di Roma (1870)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Fascette: "1848", "1849", "1867" e "1870".
(decreto del Ministero della Guerra 25 marzo 1911)
Medaglia commemorativa della Campagna del 1870 (non ufficiale)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1870
(regio decreto 26 aprile 1883, n. 1294)

Campagne coloniali (1882-1913)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa delle Campagne d'Africa (1882-1935)
27 fascette di campagna.
(regio decreto 3 novembre 1894, n. 463)
Medaglia commemorativa della Campagna in Cina (1900-1901)
Fascetta: "CINA 1900-1901".
(regio decreto 23 giugno 1901, n. 338)
Medaglia commemorativa della Campagna in Cina ed Estremo Oriente (1902-1908)
(regio decreto 23 aprile 1903, n. 176)
Medaglia commemorativa della Guerra Italo-turca (1911-1912)
Fascette: "1911", "1911-12", "1912", anche se in alcuni casi potevano essere aggiunte le barrette per la Campagna di Libia.
(regio decreto 21 novembre 1912, n. 1342)
Medaglia commemorativa delle Campagne di Libia (1912-1931)
Fascette: "1912", "1912-13", "1913", "Fezzan/913", "1913-14", "Fezzan/913-914", "1914", "Fezzan/914", "1914-15", "1915", "Tripolitania/1915", "1915-16", "1916", "1916-17", "1917", "1917-18", "1918", "1918-19", "1919", "1919-20", "1920", "1920-21", "1921", "1922", "1923", "1924", "1925", "1926", "1927", "Tripolitania 1927-1928", "1928", "1929", "Tripolitania 1929-1930", "1930", "1931".
(regio decreto 6 settembre 1913, n. 1144)

Prima guerra mondiale (1915-1918)[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo speciale per i militari ed assimilati che sopportano le fatiche dell'attuale guerra (1915-1918), con sovrapposta una stelletta d'argento per ogni anno di campagna:
4 anni di campagna
3 anni di campagna
2 anni di campagna
1 anno di campagna
meno di 12 mesi al fronte
(regio decreto 21 maggio 1916, n. 641), assorbito nella successiva medaglia
Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 per il compimento dell'unità d'Italia, con sovrapposta una fascetta di bronzo sul nastro ed una stelletta d'argento sul nastrino per ogni anno di campagna:
4 anni di campagna
3 anni di campagna
2 anni di campagna
1 anno di campagna
meno di 12 mesi al fronte
Fascette autorizzate sul nastro della medaglia: "1915", "1916", "1917", "1918", "Albania 1919" e "Albania 1920".
(regio decreto 29 luglio 1920, n. 1241)
Distintivo speciale per gli equipaggi delle navi mercantili nazionali che si esposero ai rischi e sopportarono i disagi inerenti all'esercizio della navigazione durante la guerra (1915-1918)
(regio decreto 17 gennaio 1918, n. 150), assorbito nella successiva medaglia
Medaglia di benemerenza pel personale della marina mercantile, che sopportò i disagi ed i rischi della guerra (1915-1918), con sovrapposta una fascetta di bronzo sul nastro ed una stelletta d'argento sul nastrino per ogni anno di campagna.
Fascette: "1915", "1916", "1917", "1918".
(regio decreto 15 luglio 1923, n. 1786)
Distintivo speciale per gli agenti delle ferrovie dello Stato, i quali furono esposti ai rischi ed ai disagi inerenti al servizio delle linee ferroviarie più a contatto colle operazioni di guerra (1915-1918)
(regio decreto 3 maggio 1918, n. 665)
Distintivo speciale per gli agenti addetti alle ferrovie concesse ed alle tramvie a trazione meccanica, esistenti in zona di guerra (1915-1918)
(regio decreto 27 luglio 1919)
Medaglia commemorativa italiana della vittoria del 1918
(regio decreto 13 dicembre 1920, n. 1918)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918
(regio decreto 19 gennaio 1922, n. 1229)

Periodo tra le due guerre mondiali (1919-1939)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale 1935-1936 (ruoli combattenti)
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale 1935-1936
(regio decreto 27 aprile 1936, n. 1150).
L'uso del "gladio romano" per i ruoli combattenti fu successivamente abolito con il regio decreto 27 luglio 1936, n. 1584, e poi nuovamente introdotto con il regio decreto 10 maggio 1937, n. 2436.
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale 1935-1936 (Fronte Sud, ruoli combattenti) (non ufficiale)
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale 1935-1936 (Fronte Sud) (non ufficiale)
Medaglia commemorativa della campagna di Spagna (1936-1939)
(regio decreto 6 giugno 1940, n. 1244)
Medaglia commemorativa della spedizione in Albania (1939)
(regio decreto 7 marzo 1940, n. 683)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1922
(regio decreto 18 agosto 1940, n. 1375)

Seconda guerra mondiale (1940-1945)[modifica | modifica wikitesto]

dall'11 giugno 1940 all'8 settembre 1943
Distintivo della guerra in corso (1940-1943), con una stelletta in metallo brunito per ogni anno di campagna:
4 anni di campagna
3 anni di campagna
2 anni di campagna
1 anno di campagna
meno di 1 anno di campagna
(circolare del Ministero della guerra 4 novembre 1941, n. 97100), poi assorbito dalla medaglia successiva
Medaglia commemorativa della guerra 1940–43, con sovrapposta una fascetta di bronzo sul nastro ed una stelletta d'argento sul nastrino per ogni anno di campagna:
4 anni di campagna
3 anni di campagna
2 anni di campagna
1 anno di campagna
meno di 1 anno di campagna
(decreto del Presidente della Repubblica 6 maggio 1959, n. 399)
Non ufficiali
Medaglia commemorativa della battaglia del fronte alpino occidentale (1940)
Medaglia commemorativa dell'occupazione della Grecia (1940-1941)
Croce commemorativa del Corpo di Spedizione Italiano in Russia (1941-1942)
Medaglia commemorativa della campagna italo-tedesca in Africa (1943-1943)
Guerra di liberazione (1943-1945)
dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945
Distintivo della guerra in corso contro i tedeschi (1943-1945), con una stelletta in metallo brunito per ogni anno di campagna:
4 anni di campagna
3 anni di campagna
2 anni di campagna
1 anno di campagna
meno di 1 anno di campagna
(circolare del Ministero della guerra 21 aprile 1945, n. 182), poi assorbito dalla medaglia successiva
Medaglia commemorativa della guerra di liberazione (1943-1945), con sovrapposta una fascetta di bronzo sul nastro ed una stelletta d'argento sul nastrino per ogni anno di campagna:
4 anni di campagna
3 anni di campagna
2 anni di campagna
1 anno di campagna
meno di 1 anno di campagna
(decreto del Presidente della Repubblica 6 maggio 1959, n. 399)

Repubblica Italiana (1946 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa della guerra 1940–43, con sovrapposta una fascetta di bronzo sul nastro ed una stelletta d'argento sul nastrino per ogni anno di campagna:
4 anni di campagna
3 anni di campagna
2 anni di campagna
1 anno di campagna
meno di 1 anno di campagna
(decreto del Presidente della Repubblica 6 maggio 1959, n. 399)
Medaglia commemorativa della guerra di liberazione (1943-1945), con sovrapposta una fascetta di bronzo sul nastro ed una stelletta d'argento sul nastrino per ogni anno di campagna:
4 anni di campagna
3 anni di campagna
2 anni di campagna
1 anno di campagna
meno di 1 anno di campagna
(decreto del Presidente della Repubblica 6 maggio 1959, n. 399)
Medaglia d'onore interforze dello Stato Maggiore della Difesa
Classe unica.
(decreto Ministero della difesa 12 novembre 1992 - attuale)
Medaglia commemorativa "per la libertà di navigazione"
Medaglia commemorativa per il personale della Marina Militare impegnato nel Golfo Persico (1987/1988)
(decreto del Ministero della difesa 23 agosto 1988) sostituita dalla successiva

Medaglia commemorativa per le operazioni antipirateria (6 febbraio 2017 - attuale)

Medaglia commemorativa per le operazioni antipirateria (oltre 3 missioni)
Medaglia commemorativa per le operazioni antipirateria (3 missioni)
Medaglia commemorativa per le operazioni antipirateria (2 missioni)
Medaglia commemorativa per le operazioni antipirateria (1 missione)
(decreto del Ministero della difesa 6 febbraio 2017)
Croce commemorativa per le operazioni militari nell'area del Golfo Persico (24 agosto 1990 - 16 gennaio 1991 e 13 aprile 1991 - 2 agosto 1991)
Croce commemorativa per le operazioni militari nell'area del Golfo Persico (17 gennaio 1991 - 12 aprile 1991)
(decreto interministeriale difesa e marina mercantile 5 novembre 1991)
Croce commemorativa per le operazioni militari in Somalia (1992-1993)
(decreto del Ministero della difesa 23 novembre 1993)
Croce commemorativa operazioni in Afghanistan (2003)
(decreto del Ministero della difesa 15 gennaio 2003)
Croce commemorativa delle operazioni in Afghanistan per la Guardia di Finanza (2007)
(decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 23 ottobre 2007)
Operazioni di pace (4 novembre 1982 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]
Croce commemorativa per le missioni di pace UNIFIL, Sinai e Libano (4 novembre 1982 - 6 ottobre 1986)
Nastrino del primo tipo (4 novembre 1982-12 maggio 1983)

(decreto del Ministero della difesa 4 novembre 1982, n. 776).

Nastrino definitivo

(decreto del Ministero della difesa 12 maggio 1983, n. 538).

Croce commemorativa per la missione di pace e sicurezza nel Mar Rosso (20 maggio 1985 - 6 ottobre 1986)

(decreto del Ministero della difesa 20 maggio 1985, n. 411).

Croce commemorativa per il personale delle Forze Armate e della Guardia di Finanza in servizio per conto delle Nazioni Unite nelle zone d'intervento indicate dallo Stato Maggiore Difesa (4 giugno 1984 - 6 ottobre 1986)
Croce commemorativa per il personale delle Forze Armate e della Guardia di Finanza in servizio per conto delle Nazioni Unite nelle zone d'intervento indicate dallo Stato Maggiore Difesa (oltre 3 missioni)
Croce commemorativa per il personale delle Forze Armate e della Guardia di Finanza in servizio per conto delle Nazioni Unite nelle zone d'intervento indicate dallo Stato Maggiore Difesa (3 missioni)
Croce commemorativa per il personale delle Forze Armate e della Guardia di Finanza in servizio per conto delle Nazioni Unite nelle zone d'intervento indicate dallo Stato Maggiore Difesa (2 missioni)
Croce commemorativa per il personale delle Forze Armate e della Guardia di Finanza in servizio per conto delle Nazioni Unite nelle zone d'intervento indicate dallo Stato Maggiore Difesa (1 missione)
(decreto interministeriale difesa e finanze 4 giugno 1984).
La concessione è stata successivamente estesa anche al Corpo Militare Volontario e al Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana (decreto Ministero della difesa 22 maggio 1985, n. 412).
Croce commemorativa unificata per le missioni di pace all'estero (6 ottobre 1986 - attuale)
Croce commemorativa unificata per le missioni di pace all'estero (oltre 3 missioni)
Croce commemorativa unificata per le missioni di pace all'estero (3 missioni)
Croce commemorativa unificata per le missioni di pace all'estero (2 missioni)
Croce commemorativa unificata per le missioni di pace all'estero (1 missione)
(decreto interministeriale difesa e finanze 6 ottobre 1986, n. 1046).
Ha sostituito tutte le precedenti medaglie per operazioni di pace.
11 fascette di missione: JUGOSLAVIA, MOZAMBICO, HEBRON, BOSNIA, MEDIO ORIENTE, KOSOVO, TIMOR-EST, ETIOPIA ED ERITREA, ALBANIA 1, ALBANIA 2, MACEDONIA-ALBANIA,
Croce commemorativa "per la cooperazione" (20 giugno 2017 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]
Croce commemorativa "per la cooperazione" (oltre 3 missioni)
Croce commemorativa "per la cooperazione" (3 missioni)
Croce commemorativa "per la cooperazione" (2 missioni)
Croce commemorativa "per la cooperazione" (1 missione)
(decreto del Ministero della difesa 20 giugno 2017)

Medaglie commemorative delle Grandi Unità in guerra (non ufficiali)[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale (1915-1918)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa della 1ª Armata
Croce commemorativa della 1ª Armata
Croce commemorativa della 2ª Armata
Croce commemorativa della 3ª Armata
Medaglia commemorativa della 4ª Armata
Croce commemorativa della 4ª Armata
Croce commemorativa della 6ª Armata (Armata degli Altipiani)
Croce commemorativa della 7ª Armata
Croce commemorativa della 8ª, 9ª e 10ª Armata
Croce commemorativa del II Corpo d'Armata
Croce commemorativa del VI Corpo d'Armata (Croce di Gorizia)[53]
Croce commemorativa del Corpo di spedizione dell'oriente balcanico

Guerra d'Etiopia (1935-1936)[modifica | modifica wikitesto]

Croce commemorativa del I Corpo d'armata
Croce commemorativa del II Corpo d'armata
Croce commemorativa del III Corpo d'armata
Croce commemorativa del IV Corpo d'armata
Croce commemorativa del Corpo d'armata eritreo
Medaglia commemorativa della 19ª Divisione Gavinana
Medaglia commemorativa della 24ª Divisione Gran Sasso
Croce commemorativa della 65ª Divisione Granatieri di Savoia
Medaglia commemorativa della 2ª Divisione CC.NN. "XXVIII Ottobre"

Guerra di Spagna (1936-1939)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa della Divisione Volontari del Littorio

Seconda guerra mondiale (1940-1945)[modifica | modifica wikitesto]

Croce commemorativa del Gruppo Armate Ovest
Croce commemorativa della 1ª Armata
Medaglia commemorativa della 2ª Armata
Croce commemorativa dell'8ª Armata - Armata Italiana in Russia ARMIR
Medaglia commemorativa della 9ª Armata, due classi: d'argento e di bronzo
Croce commemorativa dell'11ª Armata
Croce commemorativa per il IV Corpo d'armata sul fronte greco-albanese
Croce commemorativa del Corpo di Spedizione Italiano in Russia CSIR
Medaglia commemorativa della 132ª Divisione Corazzata Ariete
Medaglia commemorativa della I Brigata coloniale "Elefante"

Medaglie specifiche dell'era fascista (1922-1945)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa della spedizione di Fiume
Coniatura non ufficiale della Reggenza del Carnaro (1919), con il nome di "Medaglia commemorativa della Marcia di Ronchi", successivamente autorizzata per i membri della Milizia volontaria sicurezza nazionale (regio decreto 31 gennaio 1926, n. 273) e i membri delle Forze Armate (regio decreto 15 luglio 1938, n. 1179). Otto esemplari noti conferiti in oro.
Medaglia per le campagne fasciste 1919-1922 (non ufficiale)
Fascette: "1919, "1920", "1921" e "1922".
Medaglia per le campagne nazionaliste 1920-1923 (non ufficiale)
Fascette: "1920", "1921", "1922" e "1923".
Medaglia commemorativa della Marcia su Roma (28 ottobre 1922)
Classi d'oro (4 conferimenti noti), d'argento (19 conferimenti noti), di bronzo a tutti gli iscritti al Partito nazionale fascista che avevano partecipato anche non direttamente alla Marcia su Roma tra il 27 ottobre ed il 1º novembre 1922.
Coniatura non ufficiale (ottobre 1923), concessioni fino al 1940.
Con Foglio d'Ordini della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale del 31 dicembre 1923, n. 99 fu prescritto l'uso del solo nastrino agli appartenenti alla Milizia, poi esteso anche alla medaglia con regio decreto 31 gennaio 1926, n. 273.
Il successivo regio decreto 1º novembre 1928, n. 2485 stabilì la concessione a fregiarsi della medaglia per gli appartenenti alle Forze Armate che alla data del 28 ottobre 1922 non prestavano servizio effettivo nelle Forze Armate dello Stato
Tale concessione fu poi estesa con regio decreto del 15 luglio 1938, n. 1179 a tutti gli appartenenti alle Forze Armate.
Croce commemorativa della Marcia su Roma (28 ottobre 1922) (non ufficiale)
Classi in bronzo argentato e di bronzo.
Croce commemorativa messa in vendita da un "Comitato promotore" di Genova, i cui proventi erano destinati alla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale per aiutare le famiglie più bisognose dei caduti per la causa del fascismo. La croce in bronzo era destinata alla truppa e il modello in bronzo argentato per gli ufficiali. Se ne conoscono anche versioni in argento (coniate su ordinazione).
Medaglia commemorativa Campi "DUX" (non ufficiale)
Medaglia commemorativa per la Fondazione dell'Impero (9 maggio 1936) (non ufficiale)
Medaglia d'onore per le madri di famiglie numerose
(regio decreto 22 maggio 1939, n. 917).
Sul nastro si applicava, per ciascun figlio, un fregio di metallo bianco largo 12 mm, a forma di fiocco; se i figli erano più di dieci il nastro andava portato a forma di "V".
Distintivo di benemerenza per le dirigenti delle organizzazioni femminili del Partito nazionale fascista e della Croce Rossa Italiana (1942)
Medaglie di benemerenza per funzionari e dirigenti delle organizzazioni del Partito nazionale fascista
Istituite per premiare il personale ispettivo, direttivo, insegnante e sanitario dell'organizzazione. Le medaglie erano conferite nelle tre classi d'oro (10 anni di servizio), d'argento (5 anni di servizio) e di bronzo (3 anni di servizio).
Medaglia di benemerenza dell'Opera nazionale protezione maternità ed infanzia (ONMI, 1925-1975)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo
Diplomi di I e II grado
(legge 10 dicembre 1925, n. 2277)
Medaglia di benemerenza dell'Opera nazionale Balilla (ONB, 1926-1937)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo
(legge 3 aprile 1926, n. 2247)
Medaglia alle benemerite delle Piccole e Giovani Italiane (1927-1937)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo
(regio decreto 4 ottobre 1928, n. 2379)
Medaglia di benemerenza della Gioventù Italiana del Littorio (GIL, 1937-1943)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo
(regio decreto 8 aprile 1939, n. 704)
Medaglia di benemerenza dell'Opera nazionale del dopolavoro (OND, modello 1928-1938)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo
(regio decreto 19 gennaio 1928, n. 201)
Medaglia di benemerenza dell'Opera nazionale del dopolavoro (OND, modello 1938-1945)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Medaglie di benemerenza per gli iscritti alle organizzazioni giovanili del Partito nazionale fascista
/Opera nazionale Balilla (ONB)
dal 28 marzo 1933 al 27 ottobre 1933:
Croce al merito dell'Opera nazionale Balilla per Avanguardisti e Giovani Italiane
Classe unica.
Croce al merito dell'Opera nazionale Balilla per Balilla e Piccole Italiane
Classe unica.
(delibera presidenziale dell'Opera nazionale Balilla 28 marzo 1933).
/Gioventù italiana del Littorio (GIL)
dal 27 ottobre 1933 al 25 luglio 1943:
Croce al merito della Gioventù italiana del Littorio per Giovani Fascisti e Giovani Fasciste
Classe unica.
Croce al merito della Gioventù italiana del Littorio per Avanguardisti
Classe unica.
Croce al merito della Gioventù italiana del Littorio per Giovani Italiane
Classe unica.
Croce al merito della Gioventù italiana del Littorio per Balilla
Classe unica
Croce al merito della Gioventù italiana del Littorio per Piccole Italiane
Classe unica.
(regio decreto 27 ottobre 1937)
Medaglie di benemerenza per gli iscritti alle organizzazioni giovanili del Partito fascista repubblicano (Repubblica sociale italiana)
dal 23 gennaio 1944 al 28 aprile 1945:
Croce al merito dell'Opera Balilla per Balilla
Classe unica.
Croce al merito dell'Opera Balilla per Piccole Italiane
Classe unica.
(decreto legislativo della Repubblica sociale italiana 23 gennaio 1944, n. 38)

Medaglie pubbliche di benemerenza[modifica | modifica wikitesto]

Benemeriti del lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'onore (1º maggio 1898 - 9 maggio 1901)
Medaglia d'onore al lavoro.
Classe unica.
La decorazione veniva concessa a chi avesse acquistato singolari benemerenze nell'agricoltura e nell'industria
(regio decreto 1º maggio 1898, n. 195).
Abolita con l'istituzione dell'Ordine al merito agrario, industriale e commerciale (regio decreto 9 maggio 1901, n. 168), poi Ordine al merito del lavoro (regio decreto 20 marzo 1921, n. 350).
Distinzione al merito rurale (17 novembre 1932 - 16 dicembre 2010)
Stella d'oro al merito rurale
Stella d'argento al merito rurale
Stella di bronzo al merito rurale
«La distinzione onorifica « Al merito rurale » può essere accordata a tutti coloro che, essendo proprietari o affittuari, enfitenti, mezzadri, coloni, direttori di azienda, abbiano prestato effettiva attività nella conduzione o direzione di aziende agricole o forestali, compiendo opere notevoli di miglioramento nel regime fondistico o nell'ordinamento aziendale o nella tecnica delle colture e industrie agricole o forestali, con prestazioni personali e con notevoli sacrifici finanziari, che costituiscano manifestazione esemplare e contributo efficace al progresso dell’agricoltura. La distinzione onorifica può essere accordata anche a mezzadri e coloni, quando essi, con lavoro tenace ed esemplare, abbiano contribuito al progresso agricolo»
(regio decreto 17 novembre 1932, n. 1715, art. 3, Istituzione di una «Distinzione onorifica al merito rurale», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 9 del 12 gennaio 1933, abrogata con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30].
decreto del Capo del Governo 31 gennaio 1933, Norme concernenti il conferimento della «Distinzione onorifica al merito rurale», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 36 del 13 febbraio 1933).

Benemeriti della salute pubblica (13 settembre 1854 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Sardegna (1854-?)
Classe unica, d'argento dorato o argento.
Concessa per «premiare le persone che si resero in modo eminente benemerite nella recente invasione di colera»
(regio decreto 13 settembre 1854).
Le medaglie furono rese successivamente portative, dopo la proclamazione d'Italia, con un nastro identico a quello previsto per la medaglia successiva
(regio decreto 3 maggio 1868, n. 4394, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 156 del 9 giugno 1868).
Regno d'Italia (1867-1946)
dal 28 agosto 1867 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 25 ottobre 1946):
Medaglia d'oro ai benemeriti della salute pubblica
Medaglia d'argento ai benemeriti della salute pubblica
Medaglia di bronzo ai benemeriti della salute pubblica
Attestazioni di benemerenza della salute pubblica (dal 1884)
Concesse alle persone «che si rendono in modo eminente benemerite in occasione di qualche morbo epidemico pericoloso»
(regio decreto 28 agosto 1867, n. 3872, Per la coniazione di una medaglia destinata a premiare le persone che si rendono in modo eminente benemerite in occasione di qualche morbo epidemico pericoloso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 235 del 28 agosto 1867).
Le attestazioni conferite «a favore di quelle persone, i cui titoli non siano tali da potere ottenere la medaglia» furono istituite nel 1884 (regio decreto 11 novembre 1884, n. 2773, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 294 del 27 novembre 1884) e confermate nel 1886, «alle ricompense stabilite col detto Reale decreto del 28 agosto 1867 è aggiunta la «attestazione di benemerenza»
(regio decreto 25 febbraio 1886, n. 3706, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 58 dell'11 marzo 1886).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 25 ottobre 1946 ad oggi:
Medaglia d'oro ai benemeriti della salute pubblica
Medaglia d'argento ai benemeriti della salute pubblica
Medaglia di bronzo ai benemeriti della salute pubblica
Attestazioni di benemerenza della salute pubblica
(decreto del Capo provvisorio dello Stato 25 ottobre 1946, n. 344, Conferimento di ricompense ai benemeriti dell'igiene e della salute pubblica, pubblicato sulla della Repubblica italiana n. 272 del 29 novembre 1946;
decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1952, n. 637, art. 1, Nuove caratteristiche delle medaglie ai benemeriti della salute pubblica ed al merito della sanità pubblica e modificazione della Commissione consultiva per il loro conferimento, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 141 del 20 giugno 1952).

Medaglia al merito della sanità pubblica (7 luglio 1918 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia (1918-1946)
dal 7 luglio 1918 al 2 giugno 1946 (de facto fino al 25 ottobre 1946):
Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
Medaglia d'argento al merito della sanità pubblica
Medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica
Attestazione al merito della sanità pubblica (dal 1929)
Concessa per «premiare le persone, gli enti, i corpi, gli uffici che abbiano resi, con cospicue elargizioni o con prestazioni, segnalati servigi nel campo delle opere che interessano la igiene e la sanità pubblica»
(decreto legge luogotenenziale 7 luglio 1918, n. 1048, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 183 del 3 agosto 1918;
regio decreto 25 novembre 1929, n. 2193, art. 2, Modifiche alla composizione della Commissione centrale permanente per le ricompense ai benemeriti della salute pubblica e istituzione dell’«attestazione al merito della sanità pubblica», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 8 dell’11 gennaio 1930).
Repubblica italiana (1946 - attuale)
dal 25 ottobre 1946 ad oggi:
Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
Medaglia d'argento al merito della sanità pubblica
Medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica
Attestazione al merito della sanità pubblica
(decreto del Capo provvisorio dello Stato 25 ottobre 1946, n. 344, Conferimento di ricompense ai benemeriti dell'igiene e della salute pubblica, pubblicato sulla della Repubblica italiana n. 272 del 29 novembre 1946;
decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1952, n. 637, art. 1, Nuove caratteristiche delle medaglie ai benemeriti della salute pubblica ed al merito della sanità pubblica e modificazione della Commissione consultiva per il loro conferimento, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 141 del 20 giugno 1952).

Benemeriti della popolare istruzione (10 luglio 1866 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'onore per gli insegnanti elementari benemeriti (10 luglio 1866 - 29 gennaio 1891)
Medaglia d'onore per gli insegnanti elementari benemeriti
Classi d'argento e di bronzo.
Conferita «agli insegnanti elementari più meritevoli di ciascuna provincia del Regno» (circolare Ministero della istruzione pubblica 10 luglio 1866).
Abolita con regio decreto 29 gennaio 1891, n. 63 e sostituita con la seguente Medaglia per i benemeriti della popolare istruzione.
Medaglia per i benemeriti della popolare istruzione (29 gennaio 1891 - 28 ottobre 1904)
Medaglia per i benemeriti della popolare istruzione (modello 1891)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Conferita agli «insegnanti elementari, fra gli altri segnalati ed alle persone -o istituti- che avranno in singolar modo mostrato di favorire l'istruzione e l'educazione popolare», la medaglia d'oro era prevista solo «in casi di singolare munificenza dimostrata a beneficio dell'istruzione e dell'educazione del popolo» (regio decreto 29 gennaio 1891, n. 63, art. 11 e regio decreto 2 giugno 1895, n. 358).
Abolita con regio decreto 28 ottobre 1904, n. 633 e sostituita con la seguente Medaglia per i benemeriti della popolare istruzione.
Medaglia di benemerenza per otto lustri d'insegnamento elementare (27 febbraio 1902 - 28 ottobre 1904)
Medaglia di benemerenza per otto lustri d'insegnamento elementare
Classe unica d'oro.
Concessa per premiare i «maestri i quali abbiano lodevolmente compiuti quarant'anni di non interrotto servizio nelle pubbliche scuole elementari» (regio decreto 27 febbraio 1902, n. 80).
Abolita con regio decreto 28 ottobre 1904, n. 633 e sostituita con la seguente Medaglia per i benemeriti della popolare istruzione.
Medaglia per i benemeriti della popolare istruzione (28 ottobre 1904 - 26 aprile 1928)
Medaglia per i benemeriti della popolare istruzione (modello 1904)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Concessa «Ai direttori e alle direttrici didattiche delle pubbliche scuole elementari, ai maestri e alle maestre delle scuole stesse, alle direttrici, alle insegnanti degli Asili e Giardini d'infanzia, appartenenti a Comuni o ad altri Enti morali, alle persone segnalate per singolari prestazioni o per motivo di notevoli elargizioni a vantaggio dell'istruzione primaria e dell'educazione infantile»[54] (regio decreto 28 ottobre 1904, n. 633).
Abolita con regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297 e sostituita con la seguente Medaglia di benemerenza dell'istruzione elementare e materna.
Medaglia di benemerenza dell'istruzione elementare e materna (26 aprile 1928 - attuale)
Medaglia di benemerenza dell'istruzione elementare e materna
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Concessa «Al personale direttivo ed insegnante delle pubbliche scuole elementari e degli asili e giardini d'infanzia, in riconoscimento dell'opera particolarmente zelante ed efficace svolta a favore della istruzione popolare … al personale medesimo o ad altre persone estranee alla scuola per non comuni e gratuite prestazioni o per notevoli elargizioni a vantaggio dell'istruzione elementare e dell'educazione infantile»[54] (regio decreto 26 aprile 1928, n. 1237).
La medaglia è stata poi concessa con le stesse modalità dalla Repubblica italiana, modificandone le insegne
(legge 16 novembre 1950, n. 1093, Concessione di diplomi ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.13 del 17 gennaio 1951).

Benemeriti della pubblica istruzione (21 settembre 1919 - 16 novembre 1950)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia ai benemeriti della pubblica istruzione (21 settembre 1919 - 27 gennaio 1936)
Medaglia ai benemeriti della pubblica istruzione
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Conferita «a chi si sia reso benemerito della diffusione ed elevazione della cultura, della pubblica istruzione e dell'educazione nel Regno»
(regio decreto 21 settembre 1919, n. 1795).
Abolita con regio decreto 27 gennaio 1936, n. 2096 e sostituita dalla seguente Medaglia ai benemeriti della educazione nazionale.
Medaglia ai benemeriti della educazione nazionale (27 gennaio 1936 - 22 giugno 1939)
Medaglia ai benemeriti della educazione nazionale (modello 1936)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Conferita «alle persone e agli Enti che si siano resi benemeriti della diffusione ed elevazione della cultura e dell'educazione nazionale con segnalati servigi o con cospicue prestazioni ed elargizioni» (regio decreto 27 gennaio 1936, n. 209).
Abolita con legge 22 giugno 1939, n. 975 e sostituita dalla seguente Medaglia ai benemeriti della educazione nazionale.
Medaglia ai benemeriti della educazione nazionale (22 giugno 1939 - 16 novembre 1950)
Medaglia ai benemeriti della educazione nazionale (modello 1939)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Conferita «alle persone e agli enti che, con opere di riconosciuto valore, con segnalati servigi e con cospicue elargizioni, abbiano acquistato titoli di particolare benemerenza...nella diffusione ed elevazione della cultura e dell'educazione nazionale» (legge 22 giugno 1939, n. 975).
Abolita con legge 16 novembre 1950, n. 1093 e sostituita dalla Medaglia ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte.

Stella al merito della scuola (22 giugno 1939 - 16 novembre 1950)[modifica | modifica wikitesto]

Stella al merito della scuola
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Decorazione per «coloro che comunque si segnalino per l'opera particolarmente efficace svolta a favore della scuola» (legge 22 giugno 1939, n. 975).
Abolita con legge 16 novembre 1950, n. 1093 e sostituita dalla Medaglia ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte.

Scuole italiane all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia per meriti nelle scuole italiane all'estero (dal 1902 al ?)
Classe unica.
(regio decreto ? 1902).
Medaglia ai benemeriti della cultura italiana all'estero (23 giugno 1920, de facto fino al 8 settembre 1943, de jure fino al 27 gennaio 2011)
Diploma di benemerenza con medaglia nelle classi d'oro, d'argento e di bronzo.
(regio decreto 6 maggio 1920, n. 693, Che autorizza il conferimento di diplomi e di medaglie ai benemeriti della lingua e della cultura italiana all'estero, in G. U. del Regno n.134 del 8 giugno 1920, in vigore dal 23 giugno; abrogato con decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 2010, n. 248 [47]).
Conferita «Al personale dirigente e insegnante nelle scuole secondarie, elementari e degli asili infantili, dipendenti dal Governo, alle colonie, alle Società, a privati, come pure alle persone le quali con cospicue elargizioni fatte a vantaggio di scuole italiane o con altre straordinarie prestazioni a favore della lingua e della cultura italiana fuori del Regno, siansi maggiormente segnalate» (art. 1).
Il conferimento delle medaglie è cessato dopo la perdita dei possedimenti coloniali italiani a seguito della seconda guerra mondiale, comportandone di fatto l'estinzione già dal 1943, ma la formale abrogazione risale solo al 2011.
Medaglia di benemerenza per le scuole italiane all'estero (dal 1902 al ?)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
(regio decreto ? 1902)
Medaglia ai benemeriti dell'istruzione in Colonia (19 agosto 1932, de facto fino al 8 settembre 1943, de jure fino al 16 dicembre 2010)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
(regio decreto 19 agosto 1932, n. 1386, Istituzione di diplomi di benemerenza per il personale delle scuole coloniali; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
Il conferimento della medaglia è cessato dopo la perdita dei possedimenti coloniali italiani a seguito della seconda guerra mondiale, comportandone di fatto l'estinzione già dal 1943, ma la formale abrogazione risale solo al 2010.

Medaglia ai benemeriti delle arti (22 giugno 1939 - 16 novembre 1950)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia ai benemeriti delle arti
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Conferita «alle persone e agli enti che, con opere di riconosciuto valore, con segnalati servigi e con cospicue elargizioni, abbiano acquistato titoli di particolare benemerenza (...) nelle arti e nella tutela del patrimonio artistico e storico della Nazione» (legge 22 giugno 1939, n. 975, Conferimento di diplomi di benemerenza e istituzione della Stella al merito della scuola, abrogata dalla legge 16 novembre 1950, n. 1093, Concessione di diplomi ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte, e dal decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, Misure urgenti in materia di semplificazione normativa).
Sostituita dalla Medaglia ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte.

Medaglia ai benemeriti della cultura (16 novembre 1950 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia ai benemeriti della cultura
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Nata come Medaglia per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte in occasione della suddivisione delle specifiche competenze tra diversi Ministeri la medaglia è stata rinominata in diverse categorie, comunque identiche nelle insegne: Benemeriti della cultura e dell'arte; Benemeriti della scienza e della cultura; Benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte (legge 16 novembre 1950, n. 1093, Concessione di diplomi ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte).

Medaglia per i benemeriti della finanza pubblica (3 marzo 1955 - 26 marzo 2001)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia per i benemeriti della finanza pubblica
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Concessa alle «persone ed agli enti che con studi o ricerche di riconosciuto valore (...) abbiano contribuito nel campo nazionale o internazionale al progresso degli studi in materia di finanza pubblica»
(legge 3 marzo 1955, n. 405; abrogata con decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 107).
Il nastrino relativo alle medaglie concesse ad ufficiali della Guardia di Finanza ha nella parte mediana una stelletta d'oro per la medaglia d'oro, una stelletta di argento per la medaglia d'argento o una stelletta di bronzo per la medaglia di bronzo.

Medaglia al merito silvano (2 giugno 1910 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito silvano
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
«Il Ministero di agricoltura, industria e commercio potrà (...) concedere medaglie al merito silvano» (legge 2 giugno 1910, n. 277, art. 30, comma 2), riguardante i provvedimenti per il demanio forestale di stato e per la tutela e l'incoraggiamento della silvicoltura, in G. U. del Regno n. 134 dell’8 giugno 1910[55]; regio decreto 19 febbraio 1911, n. 188, art. 148, Regolamento generale per l'esecuzione della legge 2 giugno 1910, n. 277 contenente provvedimenti per il Demanio forestale di Stato e per la tutela e l'incoraggiamento della silvicoltura, in G. U. del Regno, 14 aprile 1911, n. 88).

Benemeriti dell'ambiente (3 novembre 1989 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro per i benemeriti dell'ambiente
Medaglia d'argento per i benemeriti dell'ambiente
Medaglia di bronzo per i benemeriti dell'ambiente
Concessa a «cittadini italiani e stranieri, nonché ad enti, associazioni, fondazioni, corpi civili e militari dello Stato che, con iniziative ed opere di riconosciuto valore, con segnalati servigi o significative elargizioni, abbiano acquisito particolari meriti nel campo della salvaguardia e della conservazione dell'ambiente» (decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 1989, n. 406).

Benemeriti della Protezione Civile (22 ottobre 2004 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Attestato di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile (dal 22 ottobre 2004 al 19 dicembre 2008), poi:
Attestato di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile, classe di eccellenza (dal 19 dicembre 2008 al 20 marzo 2015), poi:
Attestazione di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile (dal 20 marzo 2015 ad oggi):
Attestazione di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile di prima classe (medaglia d'oro)
Attestazione di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile di seconda classe (medaglia d'argento)
Attestazione di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile di terza classe (medaglia di bronzo)
Attestato di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile, classe di merito (dal 19 dicembre 2008 al 20 marzo 2015):
Attestato di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile di prima classe (medaglia d'oro), classe di merito
Attestato di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile di seconda classe (medaglia d'argento), classe di merito
Attestato di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile di terza classe (medaglia di bronzo), classe di merito
Concessa per «tributare un giusto riconoscimento a quanti hanno prestato attività di soccorso, di assistenza e di solidarietà nelle operazioni di protezione civile in zone interessate da eventi calamitosi di rilevante gravità, in Italia e all'estero» (decreto del Presidente Consiglio dei ministri 22 ottobre 2004).
Inizialmente prevista in tre classi, a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 19 dicembre 2008, è stata suddivisa in due tipologie, ossia una "di Eccellenza" ed una più prestigiosa "di Merito" (suddivise ciascuna in tre classi, la terza delle quali - per la sola tipologia "di eccellenza" - articolata in tre fasce). A seguito del decreto del Presidente Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2015 le due tipologie sono state nuovamente unificate (in tre classi) e le insegne "di Merito" sono state abolite.
Il colore di fondo del nastro era originariamente arancione, modificato in blu con decreto del Presidente Consiglio dei Ministri 7 febbraio 2008 (prima dell'effettiva distribuzione delle medaglie). Sovrapposta al centro del nastrino era originariamente prevista una stella (per il personale militare) o una corona (per il personale civile), poi sostituite con il simbolo della Protezione civile sia per i civili sia per i militari con decreto del Presidente Consiglio dei Ministri 28 aprile 2009 (prima dell'effettiva distribuzione su vasta scala delle insegne).

Benemeriti del turismo (23 maggio 2011 - attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito del turismo per la valorizzazione dell'immagine dell'Italia[56]
Classe unica.
Concessa per «tributare un giusto riconoscimento alle persone che, per il loro impegno e valore professionale ... hanno efficacemente contribuito allo sviluppo del settore turistico ed alla valorizzazione e diffusione dell'immagine dell'Italia nel mondo»
(decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 [57]).
Medaglia al merito del turismo per gli italiani all'estero [56]
Classe unica.
Concessa per «tributare un giusto riconoscimento alle persone operanti all'estero che per il loro impegno e valore professionale (...) hanno illustrato il Made in Italy in modo tanto esemplare da divenire promotori turistici per il nostro Paese»
(decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79).

Benemerenze per cause belliche[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo d'onore per le madri dei caduti in guerra (24 maggio 1919 - 9 maggio 2010)
Classe unica.
(regio decreto 24 maggio 1919, n. 800).
Rinominata successivamente Medaglia di gratitudine nazionale per le madri dei Caduti (decreto interministeriale 10 gennaio 1943, n. 75).
Abolita con decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, art. 2269, Codice dell'ordinamento militare [33].
Medaglia ai benemeriti degli uffici notifiche alle famiglie dei militari (1919 - ?)
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Sul nastrino è applicata una stelletta metallica per ogni anno di servizio.
(decreto del Ministero della guerra 9 marzo 1919).
Medaglia di benemerenza per i cappellani militari (1915-1918) (1920 - ?)
(decreto del Ministero della marina 27 febbraio 1920, Atto n. 167).
Medaglia d'oro a ricordo della guerra 1915-1918 e delle guerre precedenti
(legge 18 marzo 1968, n. 263).
Medaglia commemorativa "Giorno del Ricordo" per i congiunti degli infoibati
(legge 30 marzo 2004, n. 92).
Medaglia d'onore ai cittadini italiani militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra
(legge 27 dicembre 2006, n. 296).
Medaglia commemorativa al valore morale alle famiglie dei caduti nel primo conflitto mondiale
(decreto del Ministero della difesa 21 luglio 2011).

Benemerenze marinare[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa per atti di filantropia compiuti in mare (seconda metà del XIX secolo - 12 luglio 1938)
Medaglia commemorativa per atti di filantropia compiuti in mare
Medaglia non portativa.
Istituita nella seconda metà del XIX secolo, sostituita dalla seguente Medaglia di benemerenza marinara.
Medaglia di benemerenza marinara (12 luglio 1938 - 11 novembre 1997)
Medaglia di benemerenza marinara
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Medaglia non portativa.
(regio decreto 12 luglio 1938, n. 1324).
Abolita con decreto del presidente della Repubblica 16 luglio 1997, n. 361.

Benemerenze aeronautiche[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia militare aeronautica (9 luglio 1926 - 31 agosto 1928)
Medaglia militare aeronautica
Classi d'oro, d'argento e di bronzo
Medaglia non portativa.
(regio decreto 9 luglio 1926, n. 1376).
Abolita con regio decreto 31 agosto 1928, n. 2098 e sostituita dalla Medaglia militare aeronautica di lunga navigazione aerea.
Medaglia commemorativa d'imprese aeronautiche (27 novembre 1927 - 11 maggio 1966)
Medaglia commemorativa d'imprese aeronautiche
Classi d'oro, d'argento e di bronzo.
Medaglia non portativa.
Concessa per «ricompensare (...) il concorso particolarmente intelligente, ardito ed efficace prestato da chiunque faccia parte dell'equipaggio di un aeromobile durante un'impresa aeronautica di segnalata importanza»
(regio decreto 27 novembre 1927, n. 2297, art. 6, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 19 dicembre 1927, n. 292).
Abolita dalla legge 11 maggio 1966, n. 367 e sostituita dalla Medaglia al merito aeronautico.
Medaglia commemorativa della crociera aerea del Decennale (2 gennaio 1934 - 16 dicembre 2010)
Medaglia commemorativa della crociera aerea del Decennale
Classe unica, di bronzo.
Concessa «a coloro che avevano partecipato alla crociera aerea del Decennale assumendo responsabilità per il disimpegno delle proprie mansioni oltre che in volo anche nelle basi ed a bordo delle navi, nonché a quanti avevano acquisito particolari benemerenze nella preparazione ed attuazione della crociera (....) e alla memoria di coloro che avevano perduto la vita nel corso della Crociera stessa»
(regio decreto 13 agosto 1933, n. 1748, Istituzione di una medaglia di bronzo commemorativa della Crociera aerea del Decennale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 1 del 2 gennaio 1934; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
Medaglia al merito per il conseguimento di primati aeronautici (1935 - ?)
Medaglia al merito per il conseguimento di primati aeronautici
Medaglia non portativa.
(regio decreto ? 1935).
Medaglia di benemerenza per i Pionieri dell'Aeronautica (3 giugno 1941 - quiescente)
Medaglia di benemerenza per i Pionieri dell'Aeronautica
Classe unica, d'argento.
Concessa « allo scopo di dare un attestato di benemerenza nazionale a coloro che per primi avevano prestato la loro opera per la conquista del cielo» a coloro che fossero iscritti alla Fratellanza «Pionieri dell'Aeronautica»
(regio decreto 18 aprile 1941, n. 429, Istituzione della medaglia di benemerenza per i Pionieri dell'Aeronautica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 129 del 3 giugno 1941).

Vittime del terrorismo[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia ricordo di "Vittima del terrorismo" (29 novembre 2007 - attuale)
Medaglia ricordo di "Vittima del terrorismo"
Classe unica, d'oro.
Concessa ai «cittadini italiani ..., colpiti dalla eversione armata per le loro idee e per il loro impegno morale.»
(legge 29 novembre 2007, n. 222).
Croce d'onore alle vittime di atti di terrorismo all'estero (10 ottobre 2005 - attuale)
Croce d'onore alle vittime di atti di terrorismo all'estero, classe unica, d'oro, per militari
Croce d'onore alle vittime di atti di terrorismo all'estero, classe unica, d'oro, per civili
Concessa al «personale che sia deceduto ovvero abbia subito una invalidità permanente pari o superiore all'ottanta per cento della capacità lavorativa, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di atti di terrorismo o di atti comunque ostili commessi in suo danno all'estero durante lo svolgimento di operazioni militari e civili autorizzate dal Parlamento»
(legge 10 ottobre 2005, n. 207).

Altre benemerenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia del Senato della Repubblica in oro
Medaglia del Senato della Repubblica
Classe unica, d'oro.
Medaglia non portativa.
Conio battuto dal Senato della Repubblica e conferito per altissimi riconoscimenti o premi a discrezione del Presidente del Senato della Repubblica. Una consuetudine - che risale al ruolo fondatore della Mostra rivestito dal Giuseppe Volpi - ne vede un'assegnazione annuale ad uno dei film premiati alla Mostra del cinema di Venezia.
Altra consuetudine è quella che ne contempla l'assegnazione al senatore in carica, a vita o di diritto, il giorno del suo novantesimo compleanno: in tale qualità fu attribuita a Francesco De Martino, Norberto Bobbio, Araldo di Crollalanza, Leo Valiani. Non pare che la consuetudine si estenda a successivi decennati: l'unico senatore in vita ad aver raggiunto il centesimo anno, Rita Levi-Montalcini, non era ancora stata nominata senatrice a vita nel giorno del suo novantesimo compleanno, e non l'ha ricevuta nel giorno del suo centesimo.
Medaglie di benemerenza dell'Istituto nazionale per la guardia d'onore alle reali tombe del Pantheon
Medaglia di benemerenza dell'Istituto nazionale per la guardia d'onore alle reali tombe del Pantheon
(Art. 28 dello Statuto dell'Istituto vigente; regio decreto 14 luglio 1879; regio decreto 1º gennaio 1880; regio decreto 23 gennaio 1910; regio decreto 14 agosto 1920; Circolare ministeriale n. 721 del 14 dicembre 1920; regio decreto 31 gennaio 1926, n. 273; regio decreto 24 settembre 1936, n. 1850; regio decreto 10 maggio 1940, n. 6493).
Medaglia al merito di servizio di guardia d'onore[58]
Storicamente furono concesse inoltre:
Medaglia d'argento ai veterani 1848-1849 per la guardia d'onore alla tomba del Re[59]
Medaglia di bronzo ai veterani 1848-1849 per la guardia d'onore alla tomba del Re[60]
Medaglia commemorativa per il pellegrinaggio al Pantheon (29 luglio 1901)[61]
Medaglia commemorativa per il pellegrinaggio al Pantheon (1903)[62]
Medaglia d'argento ai veterani e reduci, guardia d'onore alle tombe dei Re[63]
Medaglia di bronzo ai veterani e reduci, guardia d'onore alle tombe dei Re[64]
Medaglia alle città Benemerite del Risorgimento nazionale (30 settembre 1898 - 16 dicembre 2010)
Medaglia alle città Benemerite del Risorgimento nazionale
Classe unica, d'oro.
Concessa a 27 città per «rimeritare le azioni altamente patriottiche compiute dalle città italiane nel periodo del risorgimento nazionale»
(regio decreto 4 settembre 1898, n. 395, Col quale si crea un distintivo d'onore, consistente in una medaglia d'oro, per rimeritare le azioni altamente patriottiche compiute dalle città italiane nel periodo del risorgimento nazionale, in G. U. del Regno n. 214 del 15 settembre 1898, in vigore dal 30 settembre; abrogato con decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 [30]).
Conferita solo a 27 città, il 27 gennaio 1941 Piacenza fu l'ultima città ad essere decorata con questa medaglia che non venne più concessa in seguito. Fu abolita ufficialmente solo nel 2010.
Medaglia ricordo della Real Casa (1902 - ?)
Medaglia ricordo della Real Casa
(regio decreto 6 novembre 1902, n. 100).
Medaglia al merito della redenzione sociale (19 ottobre 1922 - attuale)
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