Monte Netto

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Monte Netto
Stato  Italia
Regione  Lombardia
Provincia  Brescia
Altezza 133 m s.l.m.
Catena isolata
Coordinate 45°28′05.16″N 10°07′48.36″E / 45.4681°N 10.1301°E45.4681; 10.1301Coordinate: 45°28′05.16″N 10°07′48.36″E / 45.4681°N 10.1301°E45.4681; 10.1301
Altri nomi e significati Monte di Capriano
Mappa di localizzazione
Monte Netto
Monte Netto

Il Monte Netto, denominato anche Monte di Capriano,[1] è un'altura isolata della parte settentrionale della Bassa Bresciana, posta tra i territori comunali di Capriano del Colle e di Poncarale, che raggiunge un'altezza massima di 133 m slm.

Caratterizzato dalla coltivazione della vite, è zona di produzione dei vini DOC del gruppo Capriano del Colle (Capriano del Colle rosso, Capriano del Colle rosso riserva, Capriano del Colle novello rosso, Capriano del Colle Trebbiano e Capriano del Colle Trebbiano frizzante) e degli IGT Montenetto. La sua particolare conformazione geologica ha impedito un'estesa antropizzazione, consentendo il mantenimento di una fauna e di una flora particolare. Per tale motivo, l'area collinare e la sua fascia pedecollinare sono protette all'interno del parco regionale detto del Monte Netto.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'oronimo deriva dalla scarsità di vegetazione che ha caratterizzato negli ultimi secoli la sua vasta sommità.[2]

Caratteristiche geologiche[modifica | modifica wikitesto]

L'altitudine massima del rilievo è di 133 m slm sovralzandosi dalla pianura circostante per una quota variabile tra i 12 e 33 metri[2]. Si estende longitudinalmente per quattro chilometri, mentre da nord a sud è lungo 2,5 km.[3]

Largo e basso, il rilievo è frutto di un movimento sotterraneo avvenuta durante la glaciazione Riss. Il movimento geologico scorre sotto il suolo in direzione nord-est per riemergere presso l'altipiano di Castenedolo.[4]

Le argille sommitali del Monte Netto risalirebbero alla più antica fase del Quaternario e avrebbero colorazione azzurro-giallastra. Lo strato inferiore è composto da sabbia grigia con ghiaia a grosse lenti per lo più calcaree. Allo strato più superficiale, di origine alluvionale a seguito delle deposizioni dei fiumi provenienti dalle valli, succede una sezione di alcune centinaia di metri costituita dai sedimenti marini che composero la pianura padana sul finire del Terziario.[5]

Fauna e vegetazione[modifica | modifica wikitesto]

Il rilievo collinare ha una bassa antropizzazione, che ci concentra principalmente presso i due centri abitati storici di Capriano del Colle, a sud-ovest, e di Poncarale, ad est, oltre che dalle cascine a corte delle aziende agricole.

Buona parte della superficie è coltivata a vite, essendo zona di produzione dei vini tutelati dal consorzio Vini del Montenetto, che tutela i vini della DOC Capriano del Colle. Modesta è la parte impiegata in passato per l'estrazione della ghiaia.[6]

Il bosco delle Colombaie è il lembo arboreo più rilevante per estensione e per ricchezza della sua vegetazione. Si estende per quattordici ettari; all'interno vi dimorano esemplari di roveri e di farnie, oltre che di carpino bianco, di orniello e di castagno. Limitate le presenze di nocciolo, corniolo, fusaria, acero, ligustro e biancospino. Tra gli arbusti si trova l'edera, ma anche il pungitopo e la pervinca minore, con qualche rara felce[7].

Nelle fasce boschive più modeste ed esterne del rilievo sono più frequenti le robinie e le piante di sambuco.[7]

Date le caratteristiche arboree sopracitate, sul Monte Netto è diffusa la microfauna.[8]

Cenni storici sull'antropizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel X secolo il territorio del Monte Netto fece parte delle proprietà del capitolo della Cattedrale di Brescia. Nel Quattrocento fu ceduto alla famiglia dei Bornati. Il comune e la parrocchia di Poncarale contestarono tale assegnazione, vantando dei diritti civici sull'altura, come l'erbatico e il legnatico. L'accordo, raggiunto nel 1454, prevedeva che i Bornati restassero proprietari del Monte Netto, ma che il comune di Poncarale ottenesse in cambio duecento piò.[9]

Con l'acquisizione dei Bornati iniziò la fase di disboscamento e di dissodamento del terreno. Data la scarsità dell'irrigazione, le coltivazioni principali furono la vite e il lino; attiva fu anche la pastorizia.[10]

Nel corso dell'Ottocento furono costruite le strade che collegarono le cascine Torrazza e San Bernardo ai centri abitati di Capriano e di Poncarale sostituendosi alle precedenti rotabili e interpoderali.[11] Nel 1912, il comune di Poncarale, sotto l'amministrazione del sindaco Bertazzoli, distribuì i 200 piò della dotazione medievale a diversi privati cittadini.[12]

Nel 2007 fu istituito il parco regionale del Monte Netto per difenderne le caratteristiche peculiari.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mazza (1986), p. 231
  2. ^ a b Ferraresi (2004), p. 67
  3. ^ Ferraresi (2004), p. 68
  4. ^ Ferraresi (2004), pp. 67-68
  5. ^ Ferraresi (2004), pp. 66-67
  6. ^ Ferraresi (2004), pp. 83-85 e p. 69
  7. ^ a b Armiraglio, Gandellini & Mosconi (2006), p. 135
  8. ^ Ferraresi (2004), p. 48
  9. ^ Maghini (2005), p. 21
  10. ^ Maghini (2005), p. 22
  11. ^ Ferraresi (2004), pp. 77-79
  12. ^ Maghini (2005), pp. 25-29
  13. ^ Legge regionale 8 giugno 2007, n. 11

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Armiraglio, Fabio Gandellini, Marco Mosconi, Il paesaggio vegetazionale, in Brescia e il Dipartimento del Mella. Atlante del paesaggio bresciano sulle sponde del fiume Mella, Brescia, Provincia di Brescia, 2006, pp. 107-145. ISBN non esistente
  • Giorgio Ferraresi (a cura di), Istituzione del parco regionale agricolo del Monte Netto - Studio di fattibilità, Milano, Regione Lombardia, 2004. ISBN non esistente
  • Eleandro Maghini, Poncarale tra cronaca e storia, Brescia, La Rosa, 2005. ISBN non esistente
  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume IV. La pianura, Bergamo, Bortolotti, 1986. ISBN non esistente
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