Parco regionale di Montevecchia e della Valle di Curone

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Parco regionale
di Montevecchia
e della Valle di Curone
Tipo di area Parco regionale
Codifica EUAP EUAP0201
Stati  Italia
Regioni Lombardia
Province Lecco
Comuni Cernusco L., Lomagna, Missaglia, Montevecchia, Olgiate M., Osnago, Perego, Rovagnate, Sirtori, Viganò
Superficie a terra 2362 ha
Provvedimenti istitutivi Leggi Regionali n.77 del 16/09/83 e n.39 del 29/05/95
Gestore Consorzio tra Comuni
Sito istituzionale

Il Parco regionale di Montevecchia e della Valle di Curone è una area naturale protetta della Lombardia, situata nel territorio del Meratese, nella Brianza lecchese.

Indice

Territorio

Il Parco si estende per una superficie di circa 2.360 ettari, che interessa dieci comuni: Cernusco Lombardone, Lomagna, Missaglia, Montevecchia (che ne è sede), Olgiate Molgora, Osnago, Perego, Rovagnate, Sirtori e Viganò. Questo parco, se pur di ridotte dimensioni, rappresenta una preziosa risorsa per la zona. Esso infatti risulta essere l'ultimo sito di rilevante interesse ambientale a conservare aree boschive incontaminate e specie animali come il gambero di fiume, la salamandra, il tasso e lo scoiattolo, prima della megalopoli milanese. L'altitudine minima toccata dal territorio del parco corrisponde a 242 m s.l.m., quella massima a 497 m s.l.m., per un dislivello altimetrico complessivo di metri 255. Dal punto di vista idrografico, è attraversato dal torrente Curone e da altri ruscelli (Lavandaia, Molgorella); da quello geologico, costituisce un luogo interessante poiché è l'ultima propaggine di un anfiteatro morenico.

Flora

Nonostante l'introduzione della robinia, pianta d'origine nordamericana con tendenze invasive, sono conservate all'interno del territorio del parco numerose specie arboree autoctone, come il castagno, il faggio, la rovere, la roverella, la farnia, il carpino e l'ontano.

Fauna

Per chi viene da Milano il Parco regionale di Montevecchia e della Valle di Curone rappresenta la prima area verde a ospitare specie animali selvatiche, scomparse dal territorio a causa dell'intenso grado di urbanizzazione. Con l'istituzione del parco, nel 1983, si è evitato che anche quest'ultimo lembo di Brianza venisse ricoperto di cemento, e si è contribuito efficacemente alla conservazione di una ricca fauna, anche grazie a progetti di reinserimento (come quelli adottati negli ultimi anni per scoiattoli e tassi).

Mammiferi

Tra le 26 specie di mammiferi, oltre alle 8 di pipistrelli, sono presenti roditori, come il ghiro, lo scoiattolo, il topo selvatico, l'arvicola e il moscardino; troviamo poi la talpa, il toporagno, il riccio, il tasso, la lepre, la volpe, la donnola e la faina.

Uccelli

Tra i rapaci si segnalano la poiana, il falco pecchiaiolo, l'allocco, la civetta, l'assiolo e il gufo. Altri uccelli presenti sul territorio sono lo zigolo nero, l'averla piccola, la sterpazzola, il canapino, l'upupa e il picchio muratore, il frosone, il rampichino, e l'occhiocotto.

Anfibi e rettili

Il fiore all'occhiello del parco è la presenza della rana di Lataste, una specie endemica della Valpadana seriamente minacciata. Altri anfibi presenti sono la salamandra, il rospo e la rana. Tra i rettili, particolarmente diffusi la lucertola, il ramarro e diverse specie di biscia.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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