Pentolaccia casamassimese

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Carro Allegorico in Cartapesta

La Pentolaccia Casamassimese è una manifestazione carnevalesca che si svolge annualmente a Casamassima, in provincia di Bari, da oltre quaranta anni. È uno dei carnevali più antichi di Puglia e fa parte della rete dei Carnevali Storici[1] promossa dal MiBACT, ottenendo per due edizioni la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana.

La caratteristica e la diversità di questo carnevale rispetto ad altri carnevali italiani è l'apertura di una grande pentolaccia (da pignatta, utensile da cucina) in cartapesta, seguita da carri allegorici e gruppi mascherati, dalla quasi totale assenza di transenne e dal periodo in cui si festeggia. È bene ricordare infatti che la Pentolaccia Casamassimese si festeggia nel primo weekend di Quaresima, quando in tutta Italia i bollenti spiriti del carnevale sono ormai defunti.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Una delle Pentolacce storiche rimodernate

Da tempo era in uso anche nelle famiglie casamassimesi un’antica tradizione popolare del Sud “La Pegnate”, ossia la rottura con una mazza da parte di un soggetto bendato di una vecchia pentola in terracotta a terra o sospesa, dalla quale fuoriuscivano torroni, caramelle, cioccolatini. Questa usanza si svolgeva dopo la morte di Carnevale e averlo pianto tre giorni, quindi in Quaresima, seguendo il rito ambrosiano che fa coincidere l’ultimo giorno di carnevale al primo sabato di Quaresima.

Con l’intento di far trascorrere alla gente un pomeriggio di follia per le strade del paese, nel 1977 nasce la “Pentolaccia Casamassimese”, dall'idea della Pro Loco locale, con un gruppo di collaboratori, con l’obiettivo di valorizzare il Paese, affiancando alle iniziative culturali, la promozione delle tradizioni e del Maestro Cartapestaio, bravissimo esponente della categoria artigiani, tra i quali Angelo Trizio, e Rocco Iacovelli, plurivincitori con i loro carri a Putignano negli anni ’50 e ’60 e maestri dei successivi cartapestai putignanesi.

La prima “Pentolaccia Casamassimese” fu una grande festa di piazza che coinvolse tutto il Paese, con la rottura di un’enorme Pentolaccia dalla particolare forma a fuso che la differenzia da tutte le altre, ideata e costruita dall’indimenticato cav. Giuseppe Pastore.

Nel 1978 un gruppo di carristi crearono l’associazione “U car” che con un lavoro certosino offrirono al Paese qualcosa di bello con la prima sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati dai temi più svariati.

La Pentolaccia Casamassimese cresce negli anni successivi facendosi conoscere anche fuori paese.

Le edizioni degli anni ’80 riscossero un notevole successo artistico e folkloristico con grande partecipazione di pubblico giunto anche dai paesi vicini, con carri enormi costruiti dagli allievi degli antichi maestri e con giurie composte da figure di prestigio come accademici, giornalisti, artisti, autorità varie, con numerosi articoli sui giornali. Alle sfilate a scuole e associazioni, si unirono i coloratissimi personaggi dei Festini, trattenimento ballereccio tipico di alcune sale, che sfoggiavano abiti a tema gareggiando. La sfilata si chiudeva sempre con il Corteo Funebre di Carnevale.

Ma il momento più atteso è e sarà sempre l’apertura della Pentolaccia, attorno alla quale si raggruppa una folla di bambini, e non solo, in cerca di un regalo da conquistare.

La Grande Pentolaccia del cav. Pastore con la sua apertura e la pioggia di caramelle, pupazzetti, coriandoli e stelle filanti, per anni ha fatto rivivere e ricordare le più semplici serate della rottura della pentolaccia organizzata in famiglia, e anche dopo la sua scomparsa nel 1998, grazie all’impegno di giovani cartapestai, l’evento più amato dai casamassimesi continua esibendo sia la Pentolaccia Storica ristrutturata, che nuove pentolacce, seguite sempre da carri e gruppi festosi.

La maschera ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Il Calascione, maschera storica di Casamassima

Nel 1997, da un concorso indetto dal Comune di Casamassima e promosso dalla Pro Loco e Il Sipario, riservato agli alunni di scuole elementari e medie, tra 800 disegni pervenuti fu scelta la maschera-simbolo della tradizione casamassimese, disegnata da Angelo Borreggine.
Nacque così Calascione, figura dinoccolata e panciuta, cappello floscio, mascherina nera e abito che ricordava l’antico strumento a corde “il calascione”.

La cartapesta[modifica | modifica wikitesto]

Un pupo di cartapesta in fase di realizzazione

Da sempre un prodotto tipico dell'artigianato casamassimese, la cartapesta, assieme alla Pentolaccia, è l'elemento principale del carnevale di Casamassima.

A metà anni '60 alcuni artisti cittadini, Trizio e Iacovelli, realizzarono dei grandi carri in cartapesta per portarli al famoso Carnevale di Putignano, riscuotendo sempre successo e ottenendo premi e riconoscimenti. Negli anni '70 si decide di organizzare anche in loco la sfilata carnevalesca e negli anni '80 Casamassima diventa la prima concorrente di Putignano.
Negli anni si sono succeduti diversi maestri cartapestai, diverse allegorie, temi e numerosissimi carri in cartapesta di prima categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]