Sebastiano Santi

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Autoritratto

Sebastiano Santi (Murano, 6 agosto 1789Venezia, 18 aprile 1866) è stato un pittore italiano, specializzato nella tecnica dell'affresco.

Soffitto della chiesa di San Luca
Cristo crocifisso chiesa di San Geremia

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Restaurò la chiesa di San Luca a Venezia nel 1832.

Decorò insieme a Luigi Zandomeneghi la sala del Teatro La Fenice di Venezia, ricostruito nel 1837 dopo l'incendio del 13 dicembre 1836.

Affrescò numerose chiese del Veneto e del Friuli tra cui la Chiesa di San Daniele (Padova), la Chiesa di San Michele Arcangelo a Cervignano del Friuli, la Chiesa di Santo Stefano a Ruda, il Duomo di Ognissanti di Arzignano, la Chiesa di Santa Maria Nascente di Artegna, la Chiesa di Sant'Ulderico di Pavia di Udine, la chiesa dei SS. Biagio e Daniele di Grantorto Affrescò inoltre la scalinata del Museo Correr di Venezia (La gloria di Nettuno), la Chiesa di San Giovanni Battista di Bessica. Nella chiesa dei S.S Pietro e Paolo di Levada (PD) è presente uno splendido affresco raffigurante l'Assunzione della Beata Vergine Maria, sostenuta in una nuvola da diversi angioletti. Al di sotto in atteggiamento adorante sono presenti San Rocco e Sant'Antonio di Padova, verso i quali la popolazione levadese ha sempre avuto una particolare devozione sin dai tempi più antichi. Questi santi sono accompagnati da angeli che reggono i loro attributi iconografici. Questa splendida opera, realizzata dal Santi nel 1855 è stata da pochi mesi restaurata e riportata agli antichi splendori come le volte della parrocchiale e gli sfarzosi stucchi ottocenteschi che lo incorniciano, opera del Segusini. Nella chiesa di Cristo Redentore a Rovigo è esposta una "pala d'altare" di questo autore, con una rara rappresentazione di "San Giuseppe in trono col Bambino".

Nella Chiesa di San Daniele (Padova) nell'anno 1863 affrescò le volte con scene della Inventio di San Daniele ed il catino dell'abside con Santi e Virtù teologali. Contestualmente dipinse i 3 velari dell'Organo, raffiguranti Santa Cecilia e 2 angeli musicanti, a protezione delle canne dello strumento ed a compimento di tutto l'apparato decorativo della chiesa.

Nel 1866 dipinse le tele della Via Crucis. A tal proposito narra la biografia scritta dall'Abate Vincenzo Zanetti :

"L'ultima opera ad olio che lavorò il nostro pittore fu una Via Crucis per la chiesa di S. Daniele in Padova.

Era sugli ultimi giorni della sua vita e fosse che il cuore presago gli dicesse che quello sarebbe stato l'ultimo suo lavoro, fosse che la luce del suo ingegno vicina a spegnersi si facesse più viva, oppure, e questo credo più che tutto, la religione, non simulata ma profondamente sentita, gl' inspirasse l'anima, il suo pennello sembrava rinascere, tanta era la vita, la verità, l'espressione che trasfondeva sulla tela nel rivelare i sanguinosi e tragici fatti della passione del Cristo.

E a me che in questo tempo lo visitava, sensibilmente commosso ripeteva queste parole che non obblierò giammai ;

io non posso occuparmi più di tre ore di seguito di questo luttuosissimo tema, il mio cuore ne soffre assai, per cui devo interrompere il lavoro e recarmi colla tavolozza, coi pennelli a questo quadro gajo e sereno: era un trattenimento musicale rallegrato da vergini e fresche bellezze.

Signori, quando si sente e si crede in questo modo, l'arte diventa un vero sacerdozio ed avviene di raro che esso tradisca il suo nobile indirizzo, che cada prostituita nel fango."

Due giorni dopo aver terminato l'ultima stazione la malattia dell'autore si aggravò e morì.

  • Vincenzo Zanetti, Degli studi delle opere del pittore Sebastiano Santi con catalogo cronologico dei 357 bozzetti esistenti nel Museo di Murano, Venezia 1871 [1]

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