Tempio di Santo Stefano della Vittoria

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Tempio di Santo Stefano della Vittoria
Veduta dell'esterno
Stato  Italia
Regione Toscana
LocalitàPozzo della Chiana, comune di Foiano della Chiana
Religionecristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arezzo-Cortona-Sansepolcro
ArchitettoBartolomeo Ammannati con la collaborazione di Giorgio Vasari
Stile architettonicoRinascimentale
Inizio costruzione1569

Coordinate: 43°17′17.07″N 11°47′55.94″E / 43.288075°N 11.798872°E43.288075; 11.798872

Il tempio di Santo Stefano della Vittoria è un edificio sacro che si trova in località Pozzo della Chiana a Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo.

Il tempio[modifica | modifica wikitesto]

Questo tempietto dedicato alla Vittoria venne fatto costruire dal granduca Cosimo I de' Medici presso la piana di Scannagallo, dove (1554) le truppe della coalizione imperiale sconfissero quelle franco-senesi nella Battaglia di Scannagallo, durante la Guerra di Siena.

Il tempio è tradizionalmente attribuito a Bartolommeo Ammannati, ma è stato recentemente riconnesso alla collaborazione professionale tra Giorgio Vasari e l'Ammannati stesso. L'edificio venne realizzato nel 1569 sulla base di una planimetria ottagona con scarsella di matrice tipicamente fiorentina utilizzando una serie di motivi decorativi di matrice antiquaria.

In linea con le più aggiornate sperimentazioni manieristiche si mostra l'uso dell'ordine dorico, posto a scandire i pilastri esterni.

Sopra il frontone della porta principale è collocato un grandioso stemma in travertino di casa Medici, recante l'iscrizione latina del suo nuovo titolo. Sulla porta all'interno si vede lo stemma della famiglia Gianfigliazzi. Le pareti laterali mostrano due epigrafi in lingua latina dedicate all'istituzione dell'ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, istituito a Pisa nel 1561, fondato dal duca (già Gran Maestro) con il fine di proteggere le acque del Tirreno dai Corsari barbareschi[1], a cui il tempio stesso venne donato.[2]

Nel 1565 le galee dei cavalieri di Santo Stefano parteciparono alla spedizione in difesa di Malta.

Nel 1571, dopo la grave sconfitta di Venezia in seguito alla perdita di Cipro occupata dai Turchi, per fronteggiare il pericolo della loro espansione nelle coste e nelle isole dell'Europa occidentale, il papa Pio V riuscì a promuovere una difficile alleanza coinvolgendo le maggiori potenze marittime europee nella costituzione della Lega Santa.[3] La Lega con a capo l'ammiraglio Don Giovanni d'Austria era formata da galee spagnole, veneziane, genovesi e galee della flotta pontificia. Quest'ultima, posta sotto il comando di Marcantonio Colonna, comprendeva galee armate dalle signorie toscane[4] con a bordo equipaggi dei cavalieri di Santo Stefano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Spini, Disegno storico della Civiltà Italiana, Roma, 1958
  2. ^ Ibidem, p.162.
  3. ^ F. Palmieri, Op, Cit, p.142.
  4. ^ G. Spini, Disegno storico della Civiltà Italiana, Roma, 1958

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