Tenuta Presidenziale di Castelporziano

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Tenuta Presidenziale di Castelporziano
Tipo di area Riserva naturale
Codifica EUAP EUAP1171
Stati  Italia
Regioni Lazio
Province Roma
Comuni Roma
Superficie a terra 5.892,00 ha
Provvedimenti istitutivi D.M. 12.05.99
Gestore Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica
Sito istituzionale

La Tenuta Presidenziale di Castelporziano è una delle residenze del Presidente della Repubblica Italiana, situata all'interno del Municipio XIII del comune di Roma. Dista 24 km dal centro della capitale e occupa un'area di 5.892 ettari.

Indice

Storia

Fu acquistata nel 1872 dal Ministro delle Finanze del Regno d'Italia Quintino Sella come luogo di rappresentanza, riserva di caccia e azienda agricola della Famiglia Savoia. Nel 1948 è divenuta proprietà del Presidente della Repubblica. Nel 1977 il Presidente Leone vietò la caccia all'interno della tenuta, e la zona delle coltivazioni è oggi ridotta a 500 ettari. Nel 1985 vi sono stati annessi circa 1000 ettari dell'area di Capocotta. Nel 1999 è diventata una riserva naturale statale.[1]

Nel 1997 un incendio ha distrutto una ventina di ettari di parco.[2] L'area della Tenuta di Castel Porziano, i dintorni e tutta la Riserva naturale Litorale romano sono soggetti a frequenti incendi dolosi. Per questo il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha inserito entrambe tra le aree protette da tutelare in base ai Piani AIB (Attività antincendi boschivi) delle Riserve Naturali Statali.[3], in attuazione della Legge 21 novembre 2000, n. 353.[4][5]

Flora

Fauna

Sorprende pensare come a pochi chilometri dal centro della capitale d'Italia vivano ancora centinaia di ungulati allo stato brado, soprattutto nelle aree più remote dove il bosco è più fitto e vetusto. Gruppi consistenti di cinghiali, caprioli, daini e in minor numero cervi scorrazzano in piena libertà tra centinaia di ettari a lecceta, pineta, macchia mediterranea alta e bassa e bosco misto che si alternano a radure e praterie naturali. Di grande importanza la popolazione di caprioli, considerati una specie endemica (Capreolus capreolus italicus) del nostro territorio, distinta dal Capreolus capreolus che popola l'Arco Alpino, l'Appennino Settentrionale e l'Abruzzo. Assai significativa anche la popolazione di daini in quanto diretta discendente di quel nucleo di daini che in età medievale, in circostanza ignote, era arrivato a popolare l'Italia centrale dopo che la specie si era completamente estinta dalle Alpi in giù alla fine dell'era glaciale. Oltre agli ungulati abitano il bosco la volpe, il tasso, la martora, l'istrice, la puzzola, il riccio, la faina, il coniglio e la lepre mediterranea.

I tronchi delle vecchie e maestose querce offrono riparo a diverse specie di picchio, alla ghiandaia, alla civetta, all'allocco e al barbagianni oltre a rapaci notturni e diurni, come la poiana. Le aree boschive allagate, le cosiddette "piscine", attirano trampolieri, limicoli e anatidi. Queste le specie stanziali; tra quelle migratorie vanno citati la beccaccia, la tortora, il nibbio bruno e il colombaccio.

Note

  1. ^ La richiesta di tutela dell'area iniziò con il Decreto Presidenziale n. 136/N del 5 maggio 1999.
  2. ^ Fabrizio Peronaci. Brucia la tenuta presidenziale di Castelporziano. Corriere della Sera, 28 giugno 1997. URL consultato in data 9-3-2009.
  3. ^ http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=3001
  4. ^ http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=2885&sid=4e46d6631f92acc169a91c7d042ca099
  5. ^ http://www.minambiente.it/moduli/output_immagine.php?id=2204

Bibliografia

Voci correlate

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