Unione di Centro (2008)

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Unione di Centro
Leader Pier Ferdinando Casini
Segretario Lorenzo Cesa
Presidente Rocco Buttiglione
Portavoce Antonio De Poli
Stato  Italia
Fondazione 28 febbraio 2008
Sede Via Due Macelli, 66 - Roma[1]
Ideologia Cristianesimo democratico[2]
Centrismo,[3][4]
Conservatorismo sociale[5][6][7]
Collocazione Centro
Coalizione Nuovo Polo per l'Italia (2010-2012)
Con Monti per l'Italia (2013- )
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionale Internazionale Democratica Centrista
Seggi Camera
8 / 630
Seggi Senato
2 / 315
(nella lista Con Monti per l'Italia)
Seggi Europarlamento
5 / 73
Seggi Consiglio regionale
62 / 1088
Testata Cronache di Liberal
Iscritti 220.000 [8] (2010)
Colori Azzurro
Sito web www.udc-italia.it

L'Unione di Centro (UdC) è un partito politico, nato come lista elettorale, avviato da tre forze politiche:

insieme a partiti e movimenti minori di centro, democristiani, liberali (Circoli Liberal) ed a singole personalità di formazione cattolica provenienti in larga parte dal PD (come Paola Binetti, Enzo Carra e Renzo Lusetti) o dal PDL (come Gabriella Mondello e Giuseppe Gargani).

Il nuovo soggetto nasce dall'idea di unificare tutte le forze centriste di diversa estrazione del panorama politico italiano in un'unica forza politica unitaria che si richiami ai valori del cristianesimo democratico e del moderatismo.

La Costituente di Centro è il tavolo di discussione attorno al quale si elabora la piattaforma politica unitaria. Intorno all'alleanza ruotano due fondazioni: i "Circoli Liberal" di Ferdinando Adornato e la "Società Aperta Circoli per l'altra Italia" di Enrico Cisnetto.

Il 15 dicembre 2010 l'Unione di Centro confluisce nel Nuovo Polo per l'Italia, coalizione nata dall'incontro con Futuro e Libertà per l'Italia e Alleanza per l'Italia[9].

L'UdC è la prima forza politica di centro. A luglio 2011 il partito annuncia 220.000 iscritti (di cui 42.000 al di sotto dei 30 anni) risultando essere il secondo partito italiano per numero di iscritti preceduto solamente dal Partito Democratico. Nell'autunno 2011 si apre la stagione dei congressi provinciali e regionali unitari che porterà nel 2012 al primo congresso nazionale dell'Unione di centro, che unirà così definitivamente le forze politiche fondatrici e costituirà il nuovo partito unitario.

Indice

Storia

Premesse: l'avvento dell'UDC

L'idea di un partito o di una federazione che unificasse tutti i movimenti ed i partiti di centro venne ipotizzata da più parti dopo lo scioglimento del partito che aveva rappresentato l'elettorato cattolico popolare per l'intera durata della Prima Repubblica: la Democrazia Cristiana. Dopo le vicende della cosiddetta Tangentopoli, infatti, la DC si era scissa fra il Partito Popolare Italiano (PPI), che confluì nella coalizione di centrosinistra L'Ulivo, e il Centro Cristiano Democratico (CCD), confluiti nella coalizione di centrodestra Casa delle Libertà (CdL) assieme ai Cristiani Democratici Uniti (CDU), nati proprio da una scissione del PPI.

La spinta di unificazione centrista, propagandata a più riprese dall'UDC, nato dalla fusione fra CCD, CDU e Democrazia Europea (DE) e dal suo esponente più noto, Pier Ferdinando Casini, non trovò un consenso concreto. Un primo tentativo avvenne dopo la sconfitta di misura del centrodestra alle elezioni politiche del 2006, allorché il segretario dell'UDC, Marco Follini, uscì dalla CdL per dare vita al movimento dell'Italia di Mezzo. L'iniziativa sfumò nel giro di pochi mesi, quando l'IdM aderì al Partito Democratico abbandonando l'idea di un partito di centro.

La nascita della Rosa per l'Italia

Dopo la crisi del Governo Prodi II (24 gennaio 2008), l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, che negli ultimi anni si era allontanata dalla CdL, si riavvicinò alla coalizione di Berlusconi; una componente dissidente del partito, facente capo a Mario Baccini e a Bruno Tabacci, uscì allora dall'UDC per perseguire il tentativo di un Grande Centro, ciò che venne a più riprese definito dai quotidiani Cosa Bianca. Il nome che scelse il nuovo movimento fu quello di Rosa per l'Italia (detta "Rosa Bianca"). La Rosa di Tabacci-Baccini puntava a rappresentare l'elettorato cattolico che non si sentiva rappresentato né dal centrosinistra né dal centrodestra, sottraendo quindi potenziali elettori all'UDC.

Le cose cambiarono però radicalmente dopo il terremoto politico causato dalla nascita del Popolo della Libertà, federazione che, nel progetto di Berlusconi, avrebbe riunito tutti i partiti della CdL, eccetto i due partiti territoriali della Lega Nord (Nord) e del Movimento per l'Autonomia (Sud), rifiutando alleanze elettorali con altri partiti che non prevedessero un ingresso nel PdL. Il rifiuto dell'UDC ad aderire al PdL ne causò il definitivo allontanamento dal centrodestra.

L'accordo elettorale UDC - Rosa per l'Italia: nasce l'Unione di Centro

Nei mesi precedenti alle elezioni politiche del 2008 (13-14 aprile), il tramonto del bipolarismo tipico della Seconda Repubblica e la tendenza ad una semplificazione del panorama politico fecero ipotizzare a più riprese la possibilità di un'alleanza elettorale fra i tre partiti centristi (UDC, Rosa per l'Italia e UDEUR[10]). Tale ipotesi venne confermata, dopo giorni di parziali smentite, il 28 febbraio 2008, quando esponenti della Rosa per l'Italia annunciarono il raggiungimento di un accordo elettorale con l'UDC, una lista elettorale denominata Unione di Centro con segretario Savino Pezzotta e candidato premier Pier Ferdinando Casini. L'accordo venne formalizzato il giorno seguente, con l'adesione del PSDI (che poi lasciò la coalizione il 29 marzo[11]), di Ciriaco De Mita e dei suoi Popolari, del Partito Democratico Cristiano e di altri partiti minori di centro, assieme all'adesione dell'esponente popolare Gerardo Bianco[12] (quest'ultimo poi escluso dalle liste dei candidati). Inizialmente all'alleanza avevano preso parte il PLI e la Federazione dei Liberali Italiani. Il partito riceve anche il sostegno di molti intellettuali terzisti e indipendenti, tra cui Enrico Cisnetto, di formazione repubblicana[13].

Pochi giorni dopo viene inaugurata la campagna elettorale del nuovo soggetto politico, con la presentazione del logo ufficiale, pressoché identico a quello dell'UDC (con lo scudo crociato e il nome del candidato premier Casini in alto su sfondo rosso) con la scritta Unione di Centro.

Elezioni politiche 2008

La campagna elettorale dell'Unione di Centro viene condotta da Pier Ferdinando Casini.
Puntando il dito contro le analogie fra il partito del centrosinistra (Partito Democratico) e quello del centrodestra (PdL) e ipotizzando un "inciucio" post-elettorale fra i due partiti, il cosiddetto Veltrusconi, Casini propose l'UdC come una seria alternativa ai due principali avversari. In riferimento al mancato accordo dell'UDC con il PdL, Casini puntò sullo slogan «I veri valori non sono in vendita», conducendo una lunga e accesa campagna elettorale soprattutto nel Sud Italia.

Alle elezioni, l'UdC fu l'unico partito non schierato con le due principali alleanze ad ottenere parlamentari sia alla Camera che al Senato: la lista centrista conquistò il 5,62% alla Camera[14] e il 5,69% al Senato[15] su scala nazionale. Per via del sistema elettorale del Senato[16], poté eleggere senatori solo in Sicilia, dove ne vennero eletti tre.
L'Unione di Centro, nonostante un calo dell'1,2% rispetto a quanto ottenuto due anni prima dall'UDC, diventò così la quarta forza politica italiana in termini di consenso. La coalizione formò un gruppo autonomo alla Camera (capogruppo eletto Pier Ferdinando Casini), mentre al Senato, dove non erano presenti eletti della Rosa Bianca, l'UDC formò un gruppo parlamentare assieme alla Südtiroler Volkspartei, all'Union Valdôtaine, al Movimento Associativo Italiani all'Estero e a tre senatori a vita: Giulio Andreotti, Emilio Colombo e Francesco Cossiga (capogruppo eletto Gianpiero D'Alia). Rocco Buttiglione viene inoltre eletto vicepresidente della Camera dei Deputati.

Prime defezioni successive alle elezioni politiche 2008

Il 28 novembre 2008 il deputato Francesco Pionati lascia il partito, essendo in disaccordo con la politica di Casini di allontanamento dal centrodestra e di costituzione di un terzo polo autonomo e si iscrive al gruppo misto della Camera per fondare, a dicembre, in accordo con Silvio Berlusconi, un suo movimento politico denominato Alleanza di Centro per la Libertà, di cui è l'unico rappresentante eletto[17]

Regionali Abruzzo 2008, Elezioni Trentine e Regionali Sardegna 2009

Per le elezioni regionali in Abruzzo del 2008, l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro e i Popolari UDEUR hanno stretto un accordo per correre insieme sotto le insegne dell'Unione di Centro e sostenere Rodolfo de Laurentiis alla carica di Presidente.[18] La lista unitaria è riuscita a conquistare il 5,6% dei consensi.

In occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale Trentino, l'UdC ufficializzò il suo sostegno alla riconferma di Lorenzo Dellai come Presidente della Provincia di Trento, aderendo così alla coalizione di centro-sinistra, insieme all'UpT, al Partito Democratico, al Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT) e ad altri partiti minori[19]. A causa di vizi di forma e dopo i pronunciamenti del TAR di Trento e del Consiglio di Stato, il 17 ottobre 2008 la lista dell'UdC venne esclusa dalla competizione elettorale[20], ma i suoi dirigenti – il leader nazionale Pier Ferdinando Casini e i politici locali – confermarono l'appoggio a Dellai invitando i propri elettori a votare l'Unione per il Trentino[21]. Data la riuscita dell'esperimento, l'UdC annuncia che nelle prossime tornate elettorali in Trentino si ripresenterà sempre in stretta alleanza con le altre formazioni centriste e moderate (UpT e PATT).[22] Nel frattempo, nel mese di novembre ha lasciato l'UDC il deputato Francesco Pionati, che ha fondato il partito Alleanza di Centro.

Per le elezioni regionali in Sardegna del 2009, l'UdC ha deciso di sostenere il candidato del Popolo della Libertà Ugo Cappellacci per evitare un secondo mandato dell'uscente presidente della regione Renato Soru. Alle urne l'Unione di Centro ottiene il 9,4% dei voti, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria della coalizione guidata da Cappellacci.

Il 15 marzo aderisce all'UdC anche Rosario Monteleone, nominato coordinatore regionale ligure[23], di estrazione margheritina. Insieme a lui confluisce nell'UdC il gruppo regionale dei Liberal Democratici.

La I Assemblea (3-4 aprile) e le Europee 2009

A Roma, il 3 e 4 aprile si tiene il primo convegno nazionale dell'Unione di Centro che ha annunciato il primo congresso per la fine dell'anno (che poi non si fece più), sancendo di fatto lo scioglimento di UDC, Rosa Bianca e gli altri partiti nella nuova forza centrista e democristiana, auspicando come nome Partito della nazione. In vista delle Europee del 2009 il progetto politico dell'Unione di Centro riceve l'adesione alla costituente di personaggi come Magdi Allam, candidato come indipendente nella circoscrizione Nord-Ovest, Gianni Rivera, candidato nella circoscrizione Centro, Pierluigi Mantini ex PD, Pasquale Giuditta, cognato di Clemente Mastella, Emanuele Filiberto di Savoia, Giorgio Carollo, candidato nel Nord-est e Marcello Vernola[24](ex FI) e Antonio Mussa, ex An, candidato nel Nord-Est, facendo salire così a 6 gli europarlamentari dell'Unione di Centro.[25] Al Sud da notare la candidatura di Ciriaco De Mita. Le urne premiano la nuova formazione centrista che consegue il 6,51 (+1 rispetto alle precedenti politiche). I nuovi eletti sono: Magdi Allam, Tiziano Motti, Carlo Casini, Ciriaco De Mita e Antonello Antinoro. Grazie ai più forti resti, l'UdC usufruisce della possibilità di ottenere anche un sesto eurodeputato con l'eventuale ratifica del trattato di Lisbona (il 73º seggio italiano). Tale trattato successivamente viene retificato e il 1º dicembre 2011 scatta quindi l'elezione del sesto europarlamentare Gino Trematerra, che durante questi due anni è stato osservatore al Parlamento europeo. Nella delegazione UDC-PPE entra pure Herbert Dorfmann, eletto con la Südtiroler Volkspartei, in una lista collegata al PD.[26]

Successivamente, il 29 luglio 2009 la deputata Gabriella Mondello lascia il Popolo della Libertà per aderire al gruppo dell'Udc, ma quattro mesi dopo l'europarlamentare Magdi Allam lascia il partito e fonda un suo movimento, dal nome Io Amo l'Italia.

Il decollo della Costituente

Dall'11 al 13 settembre 2009 si sono tenuti a Chianciano Terme gli Stati Generali del Centro, che hanno visto la partecipazione, oltre a tutto il gruppo dirigente del partito, del presidente della Camera Gianfranco Fini e del senatore del Pd Francesco Rutelli che, intervistato dai giornalisti, non ha escluso la propria disponibilità a partecipare a un progetto neocentrista insieme a Casini e Fini.[27] A seguito della riuscita dell'assemblea, il deputato Lorenzo Ria eletto nel Pd, passato successivamente nel Pdl, ha scelto di aderire all'Unione di Centro.[28][29][30] L'8 ottobre al gruppo in Senato dell'Udc aderisce anche la senatrice Adriana Poli Bortone, già parlamentare di An, Pdl e fondatrice del partito Io Sud.[31] Nella stessa data cessa di esistere la componente "IO SUD". Il 24 novembre all'Udc aderisce pure Alberto Tomassini, che lascia la carica di presidente del PSDI per assumere quella di responsabile lavoro del nuovo partito.[32] Dopo essere stato a lungo in incubazione, il progetto della Costituente di Centro, lanciata all'indomani delle elezioni politiche del 2008, riesce finalmente a essere rilanciato dopo la vittoria di Pier Luigi Bersani alla segreteria del Pd, grazie all'adesione di alcuni esponenti centristi in uscita dal partito come Linda Lanzillotta, Massimo Calearo e Vernetti. Francesco Rutelli, infatti, da sempre critico nei confronti di un Pd sbilanciato a sinistra, aveva annunciato che se dal congresso fosse uscito vincitore Bersani, avrebbe dovuto immaginare una nuova strada per sé e per i moderati del Pd. Il 27 ottobre 2009, a seguito della vittoria dell'ex ministro prodiano, abbandona ufficialmente il Partito Democratico, avviando il progetto di un nuovo partito moderato e riformista che entri nella Costituente di Centro di Pier Ferdinando Casini. Il 6 dicembre 2009 la senatrice del PD Dorina Bianchi, appartenente al gruppo Teodem in un'intervista al Corriere della Sera, annuncia l'abbandono del Partito Democratico per ritornare nell'Unione di Centro, accusando il PD di essersi spostato troppo a sinistra.[33][34] Il 10 dicembre aderisce anche Antonio Satta (ex Udeur) e presidente dell'Unione Popolare Cristiana. In seguito alla nascita della nuova formazione politica di Francesco Rutelli, Alleanza per l'Italia, che ha avuto l'appoggio di Bruno Tabacci, uscito dall'UdC per dare sostegno al gruppo alla Camera, e di numerosi esponenti delusi del Partito Democratico e alcuni dell'Italia dei Valori, l'Unione di Centro si appresta a stringere un accordo col nuovo movimento in vista delle regionali del 2010, per poi confluire insieme in un unico soggetto politico, così da ufficializzare la nascita della Costituente di Centro.

Il 12 dicembre 2009 il leader della coalizione Casini ha proposto un'alleanza con il Partito Democratico e l'Italia dei Valori per creare un'alternativa nei confronti del governo di Silvio Berlusconi raccogliendo le adesioni del segretario democratico Pier Luigi Bersani[35].

Il 5 gennaio 2010, dopo essersi reso autonomo dal Pd, si avvicina all'Unione di Centro anche il consigliere regionale campano Pasquale Sommesse, già Rinnovamento Italiano e poi La Margherita[36][37][38], che alle ultime elezioni europee aveva totalizzato 96 000 preferenze: primo dei non eletti, grazie a un ricorso alla Corte Europea dovrebbe vedersi assegnato il seggio.

Elezioni regionali 2010

In occasione delle elezioni regionali del marzo 2010, il 23 dicembre 2009 il deputato di Alleanza per l'Italia Marco Calgaro lancia l'idea della costruzione di un polo centrista insieme all'Unione di Centro da presentare nelle regioni chiamate al voto.[39] In Piemonte l'idea viene subito accolta e il 30 dicembre i deputati Michele Vietti e Gianni Vernetti annunciano una lista unica a sostegno della ricandidatura di Mercedes Bresso.[40][41][42] Diversamente dalla Puglia, dove, invece, il deputato Api Pino Pisicchio ha invitato il proprio partito a partecipare alle primarie senza l'UdC,[43] prospettiva questa poi accantonata in nome dell'unità del Centro.[44] Una lista unica ApI e UdC sarà presentata anche in Veneto, dove i rutelliani, guidati da Massimo Calearo, hanno annunciato il loro pieno sostegno al candidato Antonio De Poli.[45] Durante i primi giorni di gennaio, attraverso due articoli pubblicati sul sito ufficiale del PLI[46][47], il segretario liberale Stefano De Luca apre a una collaborazione con l'UdC e a un possibile ingresso del suo partito nel progetto della Costituente di Centro.

Dopo numerose consultazioni con i vari leader politici, il comitato organizzativo dell'Udc ha dichiarato il seguente piano di alleanze, andando da sola in 6 regioni, con la destra in 3 e con la sinistra in 4:

Nel frattempo, i deputati Enzo Carra, appartenente alla corrente del PD teodem, e Renzo Lusetti, a lungo considerato come un fedelissimo di Francesco Rutelli, scelgono di aderire all'UdC dopo aver abbandonato il PD, in quanto entrambi delusi dal progetto politico.[55][56] Scelgono di aderire anche i Liberaldemocratici per il rinnovamento di Daniela Melchiorre, movimento centrista e liberale[57][58], insieme al MAIE di Ricardo Antonio Merlo.

Il 14 febbraio, invece, annuncia la sua adesione all'UdC la deputata teodem Paola Binetti, che ha spiegato di "credere nella rinascita di una nuova Dc, un partito-pensatoio da 15-20%".[59][60][61][62][63]

Nella stessa tornata elettorale che coinvolgerà 462 amministrazioni comunali, l'Udc si presenterà principalmente in autonomia, stringendo però alleanze particolari con il PD, come per il Comune di Venezia. Curiose le alleanze strette con la Federazione dei Verdi al Comune di Corsico (Milano) e in Puglia ad Andria con l'Italia dei Valori e Io Sud.

Alle urne, nonostante il forte dato dell'astensionismo, l'UdC ottiene il 5.57% su base nazionale confermando il risultato delle elezioni regionali precedenti. Nelle 6 regioni dove si è presentata da sola, l'UdC riesce a entrare in tutti i consigli regionali, superando le singole soglie di sbarramento; invece su 7 regioni dove l'Udc si era alleata (Liguria, Marche, Lazio, Basilicata, Campania e Calabria), risulta determinante solo nel Lazio, ma riesce a far parte delle giunte di queste regioni, tranne che in Piemonte, dove la coalizione di Roberto Cota batte la coalizione della Mercedes Bresso. Il 28 aprile al Senato aderisce al gruppo UDC-SVP-Autonomie anche la senatrice Luciana Sbarbati, del Movimento Repubblicani Europei e ex Pd.[64][65][66]. In seguito all'elezioni, è seguito un lungo silenzio stampa da parte del leader Pier Ferdinando Casini, che si è esentato dal commentare la spaccatura fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi nel PdL, alimentando così le voci di un possibile riavvicinamento al centro destra. Tuttavia il 4 aprile in un'intervista al TG1 Casini conferma la sua distanza da entrambe le parti e confermando la nascita del nuovo "Partito della Nazione" entro la fine dell'anno.

Seminario di Todi: verso il Partito della Nazione

Dal 20 al 22 maggio a Todi si è tenuto un seminario organizzato dalla Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato, in cui si è deciso l'azzeramento delle cariche dirigenziali dell'Udc e il lancio del nuovo Partito moderato.[67][68][69] Al seminario prendono parte il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, che ha annunciato di essere interessata a questo progetto, il repubblicano Giorgio La Malfa, che ha assicurato la partecipazione del Partito Repubblicano Italiano alla Costituente di Centro[70], l'ex Pdl Giuseppe Gargani[71], il presidente di "Rete Italia", Gian Carlo Sangalli e la leader di Io Sud, Adriana Poli Bortone, che ha scelto di aderire al progetto dell'Udc di costruire un più largo 'Partito della Nazione' ma ha invitato i centristi a rinunciare al simbolo dello Scudo Crociato. Il comitato promotore della Costituente di Centro, si è poi riunito la mattina del 25 maggio per prendere le prime concrete decisioni per avviare il processo che, in linea con quando definito nel seminario di Todi, porterà l'Udc al congresso nazionale previsto per gennaio 2011. È stato istituito un Comitato dei garanti del processo di adesione, aperto a movimenti, associazioni, liste civiche e singole persone, che sarà presieduto dal portavoce nazionale dell'Udc Antonio De Poli. L'onorevole Paola Binetti è stata invece nominata presidente del Comitato etico, che avrà il compito di stilare un codice etico per gli aderenti al nuovo partito.[72] Il 25 giugno, il Coordinamento nazionale della Costituente di Centro ha approvato il regolamento per le adesioni al nuovo soggetto politico verso il Partito della Nazione e ha varato le prime nomine di riorganizzazione del territorio, per sette regioni.[73]

Elezioni amministrative Sardegna e Sicilia 30 - 31 maggio 2010

Nella tornata elettorale del 30 e 31 maggio 2010 si è votato in Sicilia e in Sardegna per il rinnovo di molti sindaci, consigli comunali e presidenti di provincia. In Sardegna, l'UdC supera quasi ovunque il 10%, con una punta massima del 24% nella città di Iglesias. Parallelamente, insieme all'aumento dell'UdC si assiste al crollo del PdL (dal 30% delle regionali precedenti all'attuale 16%) e al ritorno del PD come primo partito della regione, anche se pure esso in calo rispetto alle ultime regionali. In Sicilia, l'UdC riesce a fare eleggere molti suoi sindaci, raggiungendo nella provincia di Agrigento risultati del 20-25%.

L'elezione di Michele Vietti a vicepresidente del CSM

L'Unione di Centro ottiene un ottimo risultato centrando l'elezione di Michele Vietti a vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, eletto con 24 voti su 26. Vietti, insediandosi, ha detto che il Csm dovrà «recuperare prestigio e consenso» dopo «i recenti scandali» legati all'inchiesta sulla P3. Ha sottolineato che in particolare servirà attenzione «alle regole deontologiche, non solo per i magistrati ma anche per i membri del Csm, cercando di recuperare uno stile di rigore e serietà». Nel suo discorso di insediamento ha anche evidenziato che occorre «liberarsi dalle astratte contrapposizioni polemiche tra politica e giustizia avendo di mira il funzionamento del sistema con particolare riguardo alla durata dei processi».[74][75][76]

Il Fronte Moderato

In occasione della mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, il neonato gruppo dei finiani Futuro e Libertà. Per l'Italia, l'Unione di Centro, l'Alleanza per l'Italia e il Movimento per le Autonomie scelgono di astenersi.[77] Pier Ferdinando Casini ha definito questa alleanza "un'area di responsabilità nazionale"[78]; Francesco Rutelli ha parlato della necessità di "unire le forze che vogliono fare le riforme ed esercitare una grande responsabilità"[79]; dello stesso avviso anche il capogruppo di FLI, Italo Bocchino, che in un editoriale su Il Secolo d'Italia ha scritto che si tratta di una "responsabilità - aggiunge - spesso messa sotto i piedi da un violento spirito di parte, da una faziosità senza limiti e da una partigianeria che non possiamo condividere".[80] Gli astenuti totali sono stati 75[81]. Sono stati molti, tra giornali e intellettuali, a definire questa alleanza tra moderati, un possibile embrione di Terzo Polo.[82][83][84]

Il convegno di Chianciano Terme 2010

In data 10-11-12 settembre 2010 si è tenuto il convegno annuale del Partito. Sono intervenuti, oltre a esponenti di spicco di maggioranza e opposizione come Dario Franceschini, Fabrizio Cicchitto, Italo Bocchino, Roberto Formigoni e Giuseppe Fioroni, anche Raffaele Bonanni, segretario della CISL, Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia e Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia. Durante il convegno, si è discusso della futura nascita del Partito della Nazione, il cui primo congresso dovrebbe tenersi nel marzo 2011, e si sono raccolte le adesioni di molti dirigenti locali ed esponenti politici presenti in Parlamento, tra i quali il deputato letto da PD nella circoscrizione estero Ricardo Antonio Merlo, il senatore e leader dell'ApI Francesco Rutelli (che ha auspicato la nascita di un "terzo polo" alternativo al bipolarismo) e l'Onorevole Giorgio La Malfa del Partito Repubblicano Italiano (entrato in contrasto col collega Francesco Nucara, intento invece ad aderire al cosiddetto "Gruppo di Responsabilità Nazionale", il gruppo di 20 deputati ideato da Berlusconi che dovrebbero permettere al governo di avere una maggioranza alla Camera, anche senza finiani usciti dal PdL). Alla fine del convegno, Pier Ferdinando Casini, intervistato da Enrico Mentana, conferma la decisione del suo partito di continuare ad andare da solo e di non allearsi con i due partiti maggiori PdL e PD, a suo parere continuamente ricattati rispettivamente dalla Lega e dall'IdV e chiede a Silvio Berlusconi di dimettersi e di dichiarare la crisi della sua maggioranza, così da poter formare un "Governo Tecnico" a tempo determinato con le forze responsabili del Parlamento, al fine di modificare l'attuale legge elettorale. L'invito è rivolto principalmente ai delusi del PdL, ai finiani in rotta con la maggioranza e al Partito Democratico.

La scissione interna all'UdC

Durante il convegno di Chianciano Terme, emerge un malumore di alcuni esponenti del Partito, in particolare dei dirigenti siciliani dell'area cuffariana, capeggiati del Segretario Regionale Saverio Romano, il quale afferma che il Partito si stia spostando pericolosamente a sinistra e che sia sbagliato negare la fiducia a Berlusconi senza aver neanche sentito i 5 punti su cui il Governo intende chiedere la fiducia in Parlamento. La spaccatura appare evidente quando in Sicilia l'UdC vicina a Casini, che conta 4 deputati regionali contro i 7 vicini al Segretario Romano, decide di sostenere il quarto Governo Lombardo, composto di soli tecnici e appoggiato anche da MpA, ApI, FLI e PD. Questa operazione è vista da Romano come la prova dell'avvicinamento dell'UdC a sinistra e non esclude in vista del discorso di Berlusconi di creare una nuova formazione politica che riunisca i delusi del partito. Il 25 settembre Casini tiene una conferenza a Messina insieme ai "fedeli" della regione Giuseppe Naro e Giampiero D'Alia per rimarcare l'importanza dell'elettorato siciliano e l'intenzione di non volersi alleare con il partito di Bersani. Viene anche spiegato che la decisione di sostenere Lombardo non ha l'intento di creare un laboratorio di collaborazione con la sinistra, ma intende invece provare l'esperienza di un governo composto da soli tecnici, nel rispetto del programma stipulato insieme ovviamente. Molti giornali hanno definito questo momento come l'inizio dell'era "post-Cuffaro". Dopo giorni di trattative e discussioni, in data 28 settembre, a lasciare il gruppo alla Camera sono in 5: Giuseppe Drago, Calogero Mannino, Michele Pisacane, Giuseppe Ruvolo e Saverio Romano (che si era dimesso giorni prima da segretario regionale dell'UdC), i quali nel Gruppo Misto danno vita alla componente, e successivamente al partito, "Popolari per l'Italia di Domani", mentre al Senato aderisce Salvatore Cuffaro, dichiarando tuttavia che non parteciperà alle attività della nuova formazione, poiché impegnato con i suoi problemi giudiziari. All'Europarlamento aderirà invece Antonello Antinoro al nuovo movimento di Romano. Dall'altra parte però arrivano anche nuove adesioni: alla Camera aderiscono i deputati Ricardo Antonio Merlo e Deodato Scanderebech e al Senato Claudio Gustavino e Achille Serra. Si è anche ufficializzato un patto di collaborazione con la rappresentante al senato degli Italiani all'estero, la senatrice Mirella Giai. Il 9 ottobre annuncia il suo ritorno nel partito anche Paolo Cirino Pomicino[85].

Il 25 ottobre, il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a Palermo ha presentato il nuovo gruppo del suo partito all'Assemblea regionale siciliana, dopo la fuoruscita dei deputati che hanno aderito ai Popolari di Italia domani (Pid) creato da Saverio Romano, Calogero Mannino e Totò Cuffaro. Del nuovo gruppo Udc entrano a far parte otto deputati, con i nuovi acquisiti Salvatore Lentini (che lascia l'MpA[86]), Giulia Adamo e Raffaele Nicotra (entrambi prima nel Pdl, poi transitati nel Pdl-Sicilia di Gianfranco Micciché)[87][88]. Gli altri parlamentari Udc all'Ars sono Orazio Ragusa, Mario Parlavecchio, Giovanni Ardizzone, Marco Forzese e Salvatore Giuffrida (subentrato a Fausto Fagone[89][90]), che già facevano parte del gruppo scudocrociato prima della scissione del Pid. "Noi qui lavoreremo per aiutare - ha aggiunto Casini - credendo però che la stagione delle polemiche, anche in Sicilia, è finita. Per cui anche quei partiti che stanno all'opposizione e non hanno condiviso la giunta di Lombardo, credo che farebbero bene a dare una mano alla Sicilia".[91][92]. In seguito all'arresto del deputao Fausto Fagone, passato con il PID, verrà nominato in sostituzione Salvatore Giuffrida, rimasto nell'UdC e che quindi si unirà al neo gruppo all'ARS.

Il 17 novembre l'Udc guadagna un nuovo europarlamentare, Gino Trematerra, in seguito all'approvazione del trattato di Lisbona.[93][94]

Il 25 novembre, il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione annuncia l'adesione dei liberali Giuseppe Basini (ex aennino) e Giancarlo Morandi.[95]

La mozione di sfiducia del Terzo Polo

In vista del voto di fiducia al Governo fissato per il 14 dicembre 2010, l'Unione di Centro presenta una mozione di sfiducia alla Camera in comune accordo con Futuro e Libertà per l'Italia e Alleanza per l'Italia. A dare l'annuncio in conferenza stampa il 3 dicembre 2010 sono i rispettivi leader Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, i quali comunicano che, oltre alle firme dei deputati dei propri gruppi parlamentari, hanno firmato anche i deputati del Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo (in precedenza usciti dalla maggioranza insieme agli esponenti di FLI), dei Liberal Democratici di Daniela Melchiorre e i singoli deputati Giorgio La Malfa e Paolo Guzzanti (i giornali hanno raccontato di questo evento come la nascita del Terzo Polo). La mozione raggiunge così un totale di 85 firme che se si vanno a sommare alle 232 firme raccolte nella mozione di sfiducia del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori si raggiunge un totale di 317 firme, che sancirebbe di fatto al momento del voto la caduta del Governo.

Tuttavia, successivamente in Parlamento si assiste a uno spostamento di deputati dall'opposizione alla maggioranza, tanto che Antonio Di Pietro, in seguito all'uscita improvvisa dal gruppo di due deputati del suo partito a favore del Governo, chiede alla Magistratura di aprire un'inchiesta sulla presunta "Compravendita di Parlamentari". Inoltre 4 parlamentari che avevano firmato la mozione di sfiducia del Terzo Polo votano, invece, contro la stessa: il Liberal Democratico Maurizio Grassano (da sempre vicino alla Lega e al tema del Federalismo), e tre deputati di FLI, Silvano Moffa, Catia Polidori e Maria Grazia Siliquini (il primo, che fino all'ultimo ha cercato una mediazione col PdL, alla fine si è astenuto, le altre due invece votano contro la sfiducia). Così il Governo ottiene la fiducia con 314 voti favorevoli e 311 contrari. Una maggioranza di 3 voti "non migliora la situazione del Governo" sostengono gli esponenti del Terzo Polo dato che tra loro molti sono Ministri, vice-ministri, sotto-segretari o sindaci, i quali non possono garantire una costante presenza in Parlamento, mettendo a rischio la maggioranza nel corso delle votazioni. Berlusconi, pertanto, dichiara di volere allargare la maggioranza all'UdC, poiché ormai il rapporto con FLI è irrecuperabile, altrimenti sarà costretto ad andare dal Presidente della Repubblica per chiedere le elezioni anticipate. Casini, però, nega la sua disponibilità a sostenere il Governo.

Il Nuovo Polo per l'Italia

Logo del Nuovo Polo per l'Italia

Il 15 dicembre 2010 si tiene una riunione di tutti i rappresentanti del Terzo Polo nella quale, in comune accordo, viene comunicato che tutte queste forze parlamentari (UdC, FLI, ApI, MpA, LD e vari) agiranno d'ora in poi in completa sintonia all'interno del Parlamento, prendendo decisioni comuni sui singoli provvedimenti del Governo. L'iniziativa, che è stata battezzata «Polo della Nazione» da Pier Ferdinando Casini, raccoglie l'adesione di più di 100 Parlamentari fra Camera e Senato. Ad aderire al gruppo UdC-SVP e Autonomie sono in seguito i senatori Vincenzo Galioto, passato dal PdL all'UdC, mentre Maurizio Fistarol aderisce a Verso Nord. Nel 2011 entrano a far parte dell'alleanza: il senatore Enrico Musso, in quota Partito Liberale Italiano (25 febbraio)[96][97] e Giuseppe Gargani, ex PdL (2 marzo) che è entrato nell'UdC. L'8 marzo hanno poi annunciato la loro adesione al partito Marisa Raciti, vedova di Filippo, il poliziotto ucciso quattro anni fa negli scontri dopo la partita Catania-Palermo, e Azar Karimi, presidente dei giovani iraniani in Italia[98]. Il 22 marzo annuncia la sua adesione al partito anche il deputato (già ex teodem) dell'Alleanza per l'Italia, Marco Calgaro. Il 19 maggio 2011 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato nella primavera 2009, dopo le elezioni europee, da due candidati, Giuseppe Gargani (all'epoca nel PdL) e Pasquale Sommese (al tempo eletto col PD, oggi assessore regionale campano con l'UdC). L'Unione di Centro guadagna così due europarlamentari.

Elezioni amministrative del 15-16 maggio 2011

Per le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio 2011, l'Unione di Centro presenta candidati unici con gli altri Partiti del Nuovo Polo nelle quattro città città più importanti chiamate al voto (Milano, Torino, Bologna, Napoli) e in 62 su 134 comuni superiori ai 15.000 abitanti. In tutti gli altri comuni l'UdC opta scelte diverse, per via delle diverse realtà locali. I risultati differiscono in ogni città: a Milano e Napoli (rispettivamente 5,5%[99] e 11,5%[100]) le percentuali del Terzo Polo non permettono a nessuna delle due principali coalizioni di prendere il 50%+1 dei voti, arrivando così al ballottaggio e facendo pesare il proprio elettorato. A Torino si ottengono risultati più modesti (5,1%[101]) e a Bologna risultati più deludenti (4,7%[102]). Risulta invece che il nuovo schieramento ottiene risultati più che soddisfacenti e a due cifre nelle altre città più piccole e ottiene una media che supera il 10%.

Per quanto riguarda le undici province chiamate alle urne, l'Unione di Centro si presenta ovunque ottenendo il peggior risultato a Treviso (dove aveva creato una lista in comune con FLI ed ApI) con il 3,09%[103] ed il migliore a Macerata con il 7,64% e l'elezione di due consiglieri[104]. In totale, l'UdC ha raccolto 85.106 voti, pari al 4,97% e alla nomina di otto consiglieri provinciali.

Inoltre, secondo uno studio de Il sole 24 ore l'UdC risulta l'unico partito ad avere ottenuto un aumento sensibile dei voti, intono al 5%.

Elezioni amministrative in Sicilia 28 e 29 maggio 2011

Le elezioni del 28 e 29 maggio sono il primo test elettorale dell'Unione di Centro in seguito alla scissione dei PID del Ministro Francesco Saverio Romano. Contrariamente alle aspettative che vedevano il partito calare drasticamente nei consensi, l'UdC, a guida del senatore Gianpiero D'Alia, dimostra una buona tenuta con una media del 7,12% perdendo solo 3 punti rispetto al passato[105][106] e riuscendo a eleggere sindaci e diversi consiglieri comunali. Inoltre risulta evidente l'importanza dell'UdC all'interno del Terzo Polo siciliano, che riesce a eleggere due sindaci nei comuni di Bagheria e Noto[107].

L'Unione di Centro al primo convegno nazionale del Terzo Polo

In data 22 luglio 2011 si è tenuto il primo convegno nazionale del Nuovo Polo a Roma, Io cambio l'Italia, all'Auditorium Conciliazione. Esso è stato organizzato dagli esponenti di UdC, FLI, ApI e MpA. Dei 2000 posti dell'Auditorium, settecento sono spettati all'Unione di Centro, altrettanti per Futuro e Libertà, cinquecento per Alleanza per l'Italia e i restanti cento al Movimento per le Autonomie.

Dopo l'introduzione del coordinatore nazionale Ferdinando Adornato, a parlare sono stati molti giovani (tra cui il diciottenne sindaco di Bonea Salvatore Paradiso), studenti e parlamentari, senza dimenticare i quattro esponenti nazionali Casini, Fini, Rutelli, Lombardo : tra questi, il leader dell'UdC ha più volte ribadito la possibile nascita di una Terza Repubblica. È stato inoltre presentato il manifesto del convegno stesso[108].

Il convegno di Chianciano Terme 2011

Dall'8 all'11 settembre 2011 si è tenuto l'annuale convegno a Chianciano Terme. Durante la riunione, sono intervenute personalità come Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, Raffaele Bonanni, segretario nazionale della CISL, e Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Hanno accettato l'invito anche numerosi esponenti della maggioranza e delle opposizioni, come il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha messo in evidenza le problematiche all'interno del PdL e i rapporti difficili con la Lega[109], il presidente della Commissione Parlamentare Bicamerale Antimafia Giuseppe Pisanu, che in seguito al voto di fiducia sulla manovra economica del Governo al Senato aveva dichiarato che sarebbero state opportune le dimissioni del Premier, e Giuseppe Fioroni, che ha espresso il malumore delle componente cattolica all'interno del PD. Anche il presidente dell'ApI Francesco Rutelli è intervenuto, rimarcando ancora una volta l'importanza del Terzo Polo, affermando che la sua nascita è imminente ma richiede tempo, poiché deve radicarsi sul territorio e rispettare le rispettive realtà locali dei partiti della coalizione[110].

Si è svolta anche l'Assemblea Nazionale del partito, in cui si è deciso di partire il prima possibile con i Congressi nei vari livelli di amministrazione (comuni, provincie, regioni). Durante il suo intervento, Pier Ferdinando Casini ha condannato duramente l'operato del Governo e rinnovato l'invito alle forze responsabili di maggioranza e opposizioni di formare con l'UdC e il Terzo Polo un governo di unità nazionale, al fine di fronteggiare la grave crisi economica[111]. Infine, Lorenzo Cesa, durante il discorso conclusivo del convegno, ha rimarcato l'equidistanza dell'Unione di Centro da entrambi gli schieramenti di Destra e Sinistra e l'intenzione di rimanere all'opposizione di questo Governo[112].

In data 23 settembre il deputato Deodato Scanderebech lascia nuovamente il gruppo dell'UdC alla Camera per aderire al gruppo di Futuro e Libertà[113].

Elezioni regionali in Molise del 2011

Per le elezioni regionali in Molise del 16 e 17 ottobre, l'UdC decide di schierarsi col presidente uscente del centrodestra Angelo Michele Iorio, nonostante si sia tentato di trovare in precedenza un candidato comune per il Terzo Polo (tentativo vano poiché l'MpA era quasi assente in regione; FLI, per via della diversità di opinioni all'interno del partito regionale, decide di non presentare nessuna lista e lasciare libertà di scelta ai suoi singoli rappresentati; l'ApI invece decide di sostenere il candidato del centrosinistra Paolo Di Laura Frattura).

Ad urne chiuse, l'UdC ottiene il 6,78%[114], risultando determinante per la vittoria risicata di Michele Iorio (46,94%) sul centrosinistra (46,15%). Nonostante il calo di consensi rispetto alle precedenti consultazioni regionali (9,99%), causato dal 6,73% conseguito dall'AdC di Francesco Pionati, l'UdC locale guadagna consensi rispetto alle Politiche del 2008 (5,6%) e le Europee del 2009 (6,5%) ed è il terzo partito di una coalizione di centrodestra che registra un calo molto più evidente rispetto al passato, passando dal 54,14% del 2006 al 46,94% del 2011.

Il 24 ottobre il deputato dell'ARS Nino Dina annuncia l'abbandono dei Popolari di Italia Domani[115] (il marzo scorso si era dimesso da coordinatore regionale in Sicilia), poiché contrario al sostegno al Governo Berlusconi e considerando il PID un partito mai nato[116]. Due giorni dopo, il 26 ottobre, ufficializza il suo ritorno nella file dell'UdC alla presenza del coordinatore nazionale Lorenzo Cesa, del coordinatore regionale Giampiero D'Alia e di altri esponenti del partito.

Le dimissioni di Berlusconi e l'appoggio al Governo Monti

Nei giorni in cui si consuma lo sfaldamento della maggioranza, il 3 novembre i deputati Alessio Bonciani e Ida D'Ippolito lasciano il Popolo della Libertà per aderire al partito[117], mentre il 6 novembre è la volta di un'altra deputata Pdl, Gabriella Carlucci[118].

Il passaggio di questi parlamentari contribuisce a far perdere la maggioranza numerica al governo. In conseguenza di ciò, Silvio Berlusconi decide di rassegnare le dimissioni (anche se non è mai andato sotto con un voto di sfiducia)[119]. In seguito alle dimissioni di Berlusconi, Giorgio Napolitano avvia le consultazioni e una delegazione del Terzo Polo, composta da esponenti di Camera e Senato di UdC, Futuro e Libertà ed Alleanza per l'Italia guidata da Pier Ferdinando Casini, afferma di essere disposta a sostenere un esecutivo guidato da Mario Monti (ritenuta la persona più quotata a condurre un governo tecnico) e di dare a quest'ultimo carta bianca sulla composizione del governo, accettando quindi che sia interamente composto da ministri che non provengono dai partiti.

In data 1º dicembre, Gino Trematerra si vede assegnato il seggio al Parlamento Europeo: gli eurodeputati dell'Unione di Centro salgono così a 5[120][121].

Congressi unitari e nascita del Partito della Nazione

Nell'autunno 2011 viene avviata la stagione dei congressi provinciali e regionali, che porterà nel 2012 al primo congresso nazionale dell'Unione di centro, sancendo così la definitiva unione della Rosa per l'Italia di Savino Pezzotta, dei Popolari di Ciriaco De Mita e dell'Unione dei democratici cristiani e di centro di Pier Ferdinando Casini e la nascita del nuovo partito unitario "Unione di Centro".

Il 20 aprile 2012 Casini annuncia l'azzeramento di tutti i vertici del partito[122]. Questo rappresenta il primo passo per dar vita ad un'unica costituente che possa raccogliere tutte le forze moderate e riformiste che si riconoscono nei partiti che compongono il Terzo Polo. Lo stesso giorno l'ex Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu e altri 26 senatori del Pdl sottoscrivono un documento nel quale chiedono al loro partito di aderire alla nascita del «nuovo movimento liberaldemocratico» sollecitato da Casini[123].

Il 27 aprile 2012 Casini si dimette da capogruppo dell'Unione di Centro alla Camera dei Deputati venendo sostituito dal vicepresidente vicario Gian Luca Galletti come nuovo capogruppo.

Elezioni amministrative italiane del 2012

Per le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012, l'Unione di Centro si presenta col Nuovo Polo per l'Italia solo in poche città (Genova e Trapani le più importanti) e lo stesso fanno anche Futuro e Libertà, Alleanza per l'Italia e Movimento per le Autonomie. Opta principalmente per alleanze di centro, con liste civiche equidistanti dagli altri poli. Nelle altre città più importanti al voto fa alleanze variabili (col PdL a Palermo e Verona, col PD a Taranto, da sola ad Agrigento, Parma, Cuneo, l'Aquila, Monza, Piacenza e Lecce). All'indomani del voto, secondo uno studio del Sole 24 Ore, l'UdC risulta uno dei pochi Partiti ad aumentare i propri voti, aumenta il numero di sindaci e di consiglieri comunali e conquista in solitaria 2 comuni Capoluogo di Provincia, ovvero Cuneo ed Agrigento. In seguito all'analisi del voto, il leader Pier Ferdinando Casini, nonostante l'aumento numerico dei voti, denuncia preoccupato l'alto numero degli italiani che non hanno votato e "archivia il Terzo Polo" per la formazione di un nuovo progetto politico che sappia intercettare quei voti degli italiani che si sono astenuti durante la tornata elettorale. Nell'Ottobre 2012 il senatore Riccardo Milana aderisce all'UdC.

Elezioni regionali in Sicilia del 2012

In seguito alle dimissioni di Raffaele Lombardo nel Luglio 2012, dovute a problemi giudiziari, le elezioni regionali vengono anticipate al 28 Ottobre dello stesso anno. L'UdC decide di sostenere l'ex sindaco di Gela e parlamentare europeo del PD Rosario Crocetta, il quale si era candidato indipendentemente dall'appoggio dei partiti, compreso il suo. Successivamente, anche il Partito Democratico decide di sostenere Crocetta, rompendo di fatto con IdV e SEL, e in Agosto viene ufficializzata la sua candidatura a Presidente della Regione Siciliana per le elezioni del 28 ottobre 2012. I partiti che sostengono Crocetta sono il Pd, l'Udc, l'Api e il PSI (quest'ultimi due partiti convergeranno in un'unica lista a sostegno di Crocetta). La candidatura di Crocetta segna una frattura tra l'UdC siciliano e gli storici alleati in regione del PdL, che insieme al PID di Saverio Romano, alla Destra di Francesco Storace e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati, sostengono la candidatura di Nello Musumeci, ex Presidente della Provincia di Catania. Questo è il primo test regionale dell'UdC in seguito alla scissione del 2010. In corsa ci sono un totale di 10 Candidati alla Presidenza, di conseguenza si crede che probabilmente, a causa della grande frammentazione politica e delle innumerevoli lista, nessuna delle coalizioni vincenti otterrà la maggioranza all'ARS. Il 28 Ottobre si vota e il primo dato rilevante è quella della pesante astensione, pari al 52,58%, e i voti della lista del Movimento 5 Stelle, che prende il 14,90%, diventando la prima lista della Regione, anche se il Candidato Giancarlo Cancelleri non è il candidato più votato. Invece risulta eletto Presidente Rosario Crocetta, con il 30,50% delle preferenze, staccando di quasi 5 punti Musumeci, mentre la coalizione di PD, UdC e Crocetta Presidente (ApI, Psi e movimenti civici) prende 30,40% dei voti. Nonostante le polemiche sull'alleanza tra l'UdC e il PD, l'Unione di Centro sfiora l'11% (10,8%) nonostante la scissione, perdendo solo un punto e mezzo rispetto alla precedente tornata elettorale; diventa la quarta forza della Regione (dietro al M5S, PD e PdL) e riesce a far eleggere 11 deputati regionali più 2 all'interno del listino del Presidente Crocetta, per un totale di 13 rappresentati all'ARS (2 in più rispetto all'ultima elezione regionale).

Il sostegno al Premier Mario Monti

L'UDC sostiene convintamente il governo Monti, nato nel novembre 2011, dopo le dimissioni di Berlusconi. Il 29 dicembre 2012 il Presidente del Consiglio dei Ministri in carica Mario Monti annuncia la sua candidatura a Premier per le Elezioni politiche italiane del 2013 a capo della coalizione Con Monti per l'Italia.

Con Monti per l'Italia

In occasione delle Elezioni politiche italiane del 2013 la cosiddetta "Agenda Monti" viene sostenuta da due partiti, l'Unione di Centro[124] e Futuro e Libertà per l'Italia, e da una serie di movimenti ed associazioni, tra i quali Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo che creano la lista Scelta Civica, in una coalizione denominata "Con Monti per l'Italia" . Al Senato invece l'UDC è confluita nella lista unica della coalizione di Monti, anch'essa denominata Con Monti per l'Italia, eleggendo due senatori.

I risultati non sono confortanti, con l'1,74% il minimo storico del partito alla Camera, e 8 deputati. Nella XVII legislatura vengono costituiti gruppi unici alla Camera e al Senato denominati Scelta Civica per l'Italia.

Correnti

Anche se il partito si richiama più o meno omogeneamente alla tradizione politica del cristianesimo democratico, all'interno dell'Unione di Centro si possono distinguere quattro grandi aree:

Rapporti con il mondo dell'associazionismo cattolico

L'Unione di Centro conserva molti rapporti con il mondo dell'associazionismo cattolico, come testimoniato dalla candidatura di molti cattolici impegnati in politica e per questo si pone come il partito dei democratici di centro, in forte concorrenza con il Popolo delle Libertà. Possono essere ritenute vicine all'Udc associazioni come il Movimento per la Vita (il cui presidente, Carlo Casini, è un europarlamentare del partito), il Forum delle Associazioni Familiari (Luisa Capitanio Santolini, parlamentare Udc, è un ex presidente), Scienza e Vita (di cui Paola Binetti è presidente) e le associazioni cattoliche che hanno preso parte al Family Day (Savino Pezzotta, presidente della Costituente di Centro, ne era il portavoce). Vicina al partito anche parte del sindacato CISL e dell'associazione Persone e Reti. Altre adesioni significative sono quelle che vengono da Luca Marconi (area RnS) e Alessandra Borghese (vicina alla Croce Rossa).

Valori

Nell'Appello per la Costituente di Centro si legge che[127]:

Nel Manifesto per una Nuova Italia si legge alla pagina 5:

Assisi nazionali

Partiti aderenti

Sono confluiti nell'Unione di Centro i seguenti partiti e movimenti politici:

Presidenti dei gruppi parlamentari

Camera dei Deputati
Gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo
XVI legislatura
38 deputati
XVII legislatura
8 deputati
Senato della Repubblica
Gruppo Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdotâine, MAIE, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano)

6 maggio 2008 - (in carica): Giampiero D'Alia, vice vicario: Manfred Pinzger (Südtiroler Volkspartei), vice: (dal 7 luglio 2011) Achille Serra (UdC)

XVI legislatura
6 senatori

Senatori dell'UDC all'interno di Con Monti per l'Italia

XVII legislatura
2 senatori

Struttura

Organi nazionali

Coordinatori regionali

Organizzazione giovanile

Movimento giovanile Giovani Popolari Europei - Giovani Unione di Centro[136]

Risultati elettorali

Voti % Seggi
Politiche 2008 Camera 2.050.319 5,6 36
Senato 1.898.842 5,7 3
Regionali 2008 Sicilia 336.826 12,5 12
Abruzzo[137] 30.452 5,6 2
Regionali Sardegna 2009 73.760 9,4 8
Europee 2009 1.996.901 6,5 5
Regionali 2010 1.246.037 5,6 36
Provinciali 2011 85.106 4,9 8
Regionali Molise 2011 12.193 6,8 2
Politiche 2013 Camera 608.210 1,78 8
Senato con Monti -

Note

  1. ^ Inaugurazione sede Udc Roma con Lorenzo Cesa
  2. ^ (EN) ITALY in Parties and Elections in Europe. URL consultato in data 25 gennaio 2013.
  3. ^ I cattolici oltre la politica. Il senso della testimonianza. Effatà Editrice IT, 2010
  4. ^ (EN) Italian Politics: Frustrated Aspirations for Change. Berghahn Books, 2008, pp. 70-80
  5. ^ Sull'aborto si veda la Dichiarazione di voto di Rocco Buttiglione in Sito dell'Unione di Centro e Aborto, sì alla mozione Buttiglione: «Contrastare chi è contro la vita»
  6. ^ Sugli omosessuali si vedano Pdl, Lega e Udc votano contro i gay. La Carfagna si astiene. e Gay, Casini: «Matrimonio è tra uomo e donna, no ad adozioni»
  7. ^ Sull'eutanasia si veda, ad esempio, Biotestamento/ Udc: «Critica legge chi vuole eutanasia, Eluana docet»
  8. ^ Cattolici. Cesa: l'Udc ha 42 mila giovani iscritti su 220 mila; puntiamoci
  9. ^ Casini, Fini e Rutelli varano il Polo della nazione: il partito dei perdenti - libero, casini, fini, udc, guzzanti, mpa, reguzzoni, terzo polo, polo della nazione - liberoquot...
  10. ^ Il partito Popolari UDEUR nacque nel 1999 su iniziativa di Clemente Mastella.
  11. ^ Documento della Direzione PSDI 29 marzo 2008
  12. ^ Rainews24.it
  13. ^ Enrico Cisnetto
  14. ^ Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato in data 15-04-2008.
  15. ^ Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato in data 15-04-2008.
  16. ^ Il sistema elettorale per il Senato alle elezioni del 2008 era fondato su circoscrizioni regionali con sbarramento all'8%.
  17. ^ Pionati lascia l'Udc:Torno con Silvio. Corriere della Sera, 27 11 2008. URL consultato in data 13-01-2012.
  18. ^ L'Udc ha ufficializza la candidatura di Rodolfo De Laurentiis, PrimaDaNoi, 22 ottobre 2008.
  19. ^ Dellai-Divina è già diventato un test nazionale, Trentino, 26 settembre 2008.
  20. ^ Esclusione dell'Udc, ecco le motivazioni, Trentino, 17 ottobre 2008.
  21. ^ Casini con Dellai porta i voti UdC all'Upt, l'Adige, 22 ottobre 2008.
  22. ^ Notizia del 14.01.2010 | Unione per il Trentino
  23. ^ Rosario Monteleone nominato coordinatore regionale dell’Udc | IVG.it
  24. ^ AndriaLive.it - L'eurodeputato Marcello Vernola nell'Unione di Centro
  25. ^ Carlo Casini, Iles Braghetto, Gianni Rivera, Giorgio Carollo, Antonio Mussa e Marcello Vernola
  26. ^ L’ On. Carlo Casini guiderà la delegazione dell’ UDC al Parlamento europeo « Blog dell'On. Carlo Casini
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  33. ^ "E' necessario un tragitto differente''. Rutelli dice addio al Pd targato Bersani - Adnkronos Politica
  34. ^ Pagina non trovata - l'Unità
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  36. ^ Politica, Sommese: "Pronto per l´Unione di Centro" - Politica - MetropolisWeb
  37. ^ Politica: Pasquale Sommese aderisce all´Udc - Politica - MetropolisWeb
  38. ^ ILNOLANO.IT - Quotidiano online - Ufficiale, Sommese nell'Udc
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Bibliografia

Voci correlate

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