Valserra

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Valserra
La Valserra vista da "Le Piane" (899 m s.l.m.) sopra il paese di Appecano
Stati  Italia
Regioni Umbria
Province Terni
Località principaliRocca San Zenone, Acquapalombo, Appecano, Collegiacone, Poggio Lavarino, Giuncano (Scalo), Polenaco, Porzano, Giuncano, Pracchia, Titurano, Battiferro, Cecalocco
Comunità montanaComunità Montana Valnerina
FiumeSerra (torrente)
Superficie54 km²
AltitudineDa 189 a 1121 m s.l.m.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valserra
Sito web

Coordinate: 42°38′53.77″N 12°38′16.56″E / 42.64827°N 12.637932°E42.64827; 12.637932

La Valserra è un'area dell'Umbria sita nel comune di Terni, così denominata perché percorsa dal torrente Serra.

Il territorio, compreso tra i crinali del Monte Torre Maggiore e dei monti Acetella e Correlano, costituisce un corridoio naturale tra la Conca ternana e Spoleto, con piccoli paesi caratterizzati da torri di guardia che vi si affacciano. Tra questi si segnalano Rocca San Zenone, Acquapalombo, Appecano, Collegiacone, Poggio Lavarino, Giuncano (Scalo), Polenaco, Porzano, Giuncano, Pracchia, Titurano, Battiferro, Cecalocco. Tutto il territorio della Valserra, eccezion fatta per Battiferro, Cecalocco e Rocca San Zenone, era compreso nel feudo delle Terre Arnolfe. Pur trovandosi nel comune di Terni, la Valserra appartiene all'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, con la sola Rocca San Zenone che non rientra sotto tale giurisdizione.

A testimonianza della qualità della biodiversità presente, parte della Valserra è stata riconosciuta a livello europeo come un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e successivamente anche come una Zona Speciale di Conservazione (ZSC), nell'ambito della rete Natura 2000 creata dall'Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali.

Nell'area si snodano diversi itinerari naturalistici.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio costituisce un ambiente omogeneo da un punto di vista storico-culturale. La valle si presenta come un naturale collegamento tra la Conca ternana e Spoleto, parallela ed alternativa alla valle del Tessino percorsa dalla Via Flaminia: fin dall'antichità essa venne utilizzata a questo scopo, come testimoniano i numerosi reperti e toponimi di origine romana che attestano la frequentazione della zona in quest'epoca.

È il Medioevo, tuttavia, il periodo che ha "segnato" l'assetto della valle secondo dinamiche insediative dimostratesi valide fino al secolo scorso. L'incastellamento, che condusse alla formazione di una serie di piccoli centri per lo più fortificati, in alternativa alla città, forma privilegiata dell'abitare del tardo impero romano, è un fenomeno che interessò anche la valle del Serra: castelli e villaggi costellano le pendici dei rilievi, sorgendo in relazione ai pericolosi viarii di mezzacosta (Acquapalombo, Appecano, Polenaco), in prossimità di torri d'avvistamento o altre più complesse strutture difensive (Acquapalombo, Battiferro, Poggio Lavarino), oppure in relazione a edifici di culto (Polenaco, Appecano) o a preesistenze di età romana (Porzano).

Tutto il territorio considerato, ad eccezione di Battiferro, Cecalocco e Rocca San Zenone, era compreso nel vasto feudo noto come Terre Arnolfe, dal nome del dignitario imperiale al quale si vuole fosse assegnato in origine. Nella divisione amministrativa del XIV secolo, appartenevano al castellato di Castiglione delle Terre Arnolfe anche una serie di insediamenti oggi del tutto scomparsi come Rivosecco, Perocchio, Castiglione. Nella documentazione di età medievale, Rocca San Zenone risulta, invece, legata al comune di Terni; dal comune di Spoleto dipendevano i territori di Cecalocco e Battiferro. Ancora oggi, come un tempo, tutto il territorio, ad esclusione di Rocca San Zenone, è parte integrante dell'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, la Valserra appartiene alla fascia Csa, così come ovviamente la vicina città di Terni, nonché comune di appartenenza.

Entrambe le zone presentano quindi un tipico clima mediterraneo con temperature miti ed estati calde, ma in Valserra il termometro segna sempre almeno dai 3 ai 5 °C circa in meno rispetto a Terni, con casi eccezionali dove si arriva ad avere una differenza di temperatura di addirittura 10 °C circa. Questo fenomeno è accentuato nei paesi e nelle zone situate a valle, ovvero in prossimità del torrente Serra, il quale, per via della sua umidità, influisce non poco sulla temperatura, specialmente nelle ore notturne.

Maltempo[modifica | modifica wikitesto]

Da segnalare la storica grandinata che ha colpito la Valserra nella mattinata di martedì 14 ottobre 2014 verso le ore 06:00. I paesi maggiormente colpiti sono stati Giuncano Scalo, Poggio Lavarino e Polenaco, ma soprattutto Appecano.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Mammiferi[modifica | modifica wikitesto]

  • Capriolo (Capreolus capreolus capreolus): decisamente non molto frequenti, ma diversi, gli avvistamenti nel corso degli anni lungo l'SP 67 (Terni - Giuncano Scalo).
  • Cinghiale (Sus scrofa scrofa): molto frequenti gli avvistamenti; è oggetto sia di caccia che di bracconaggio ed è molto ambito dai cacciatori del posto, tanto da formare la "Squadra cinghialari Valserra" dedita solamente alla caccia di esso.
  • Faina (Martes foina foina): può capitare di vederla attraversare la strada, ma gli può risultare fatale a causa dei veicoli che vi transitano; è mal vista da allevatori data la sua indole di predare anche in pollai e conigliere.
  • Istrice (Hystrix cristata cristata): capita di vederlo attraversare la strada, ma gli può risultare fatale a causa dei veicoli che vi transitano; è mal visto dagli agricoltori per il suo cibarsi di patate, di mais e di uva ed è oggetto di bracconaggio, oltre che per il motivo appena citato, anche per le sue carni.
  • Lepre comune (Lepus europaeus): può capitare di vederla attraversare la strada, oppure correre in mezzo a dei campi; è oggetto di caccia.
  • Ratto norvegese (Rattus norvegicus norvegicus): può rifugiarsi in cantine, garage, stalle.
  • Riccio comune (Erinaceus europaeus): si può incontrare sia lungo strada, luogo che può risultargli fatale a causa dei veicoli che vi transitano, sia nei pressi di abitazioni, attirato magari da crocchette per gatti, di cui va ghiotto.
  • Scoiattolo comune (Sciurus vulgaris italicus): può capitare di vederlo sugli alberi e, a volte, anche attraversare la strada, ma ciò può risultargli fatale a causa dei veicoli che vi transitano.
  • Tasso (Meles meles meles): capita di vederlo attraversare la strada, a volte anche in più di un esemplare alla volta; è mal visto dagli agricoltori per il suo cibarsi di patate e dagli allevatori perché non esita a introdursi in pollai e conigliere.
  • Topo comune (Mus musculus): può rifugiarsi in cantine, garage, stalle.
  • Volpe rossa (Vulpes vulpes crucigera): è probabilmente l'animale più facile da vedere lungo strada, ma non solo, è facile vederlo anche nei pressi dei paesi in cerca di cibo, pollame ad esempio, motivo per cui è mal vista dagli allevatori. Da segnalare che il "Circolo di Poggio Lavarino - La Volpe" porta appunto questo nome per via di una volpe che si avvicinò al paese, proprio di fronte all'edificio del Circolo, facendosi avvicinare dagli abitanti e facendosi sfamare con del cibo su un piattino. Le foto dell'incontro sono appese all'interno del Circolo.

- Parentesi a parte per l'Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), che certamente non vi vive stabilmente, ma dal recente avvistamento del 25 settembre 2016 (non ancora confermato), sembrerebbe vi sia passato.[1]

Uccelli[modifica | modifica wikitesto]

Rettili[modifica | modifica wikitesto]

Anfibi[modifica | modifica wikitesto]

Pesci[modifica | modifica wikitesto]

- Troviamo quindi tutta la fauna ittica presente nel Serra, ad esclusione del Cavedano italico (Squalius squalus), che abita il torrente solo quando ha già lasciato la Valserra, cioè nel tratto finale prima di sfociare nel fiume Nera, all'interno della Conca ternana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orso marsicano avvistato anche nei boschi di Terni da due cacciatori, su umbria24.it. URL consultato il 29 settembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]