Vicini (famiglia)

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Derivanti dall'antica stirpe degli Obertenghi, i Vicini si diffusero nel basso Oltrepò Pavese, in Lomellina, nel Parmense ed in Liguria.

Le prime tracce storiche di questa nobile famiglia risalgono intorno al 1200 e sono legate all' Abbazia d'Acqualunga di Frascarolo.[1] Con tutta probabilità, essendo questo un insediamento dei monaci cistercensi, la famiglia Vicini ne garantiva protezione.

Infatti è noto che fin dalla sua costruzione nel 614, la protezione dell'abbazia di San Colombano a Bobbio era affidata alla nobile famiglia longobarda degli Obertenghi. Per garantire la sicurezza dei pellegrini di passaggio, i monaci avevano costruito diversi monasteri sul percorso, e proprio ai rami discendenti degli Obertenghi era stato dato il compito di proteggerli.

Nel 1136 il ramo discendente dei marchesi Pallavicino donarono dei terreni di Alseno (Piacenza) a San Bernardo di Chiaravalle, con il fine di costruirvi l'abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba.

Nel 1142 il marchese Delfino Pallavicino donò dei terreni vicino a Parma, ai monaci cistercensi provenienti da Chiaravalle della Colomba. Questi vi costruirono l'abbazia di Fontevivo. In essa vi è una lastra sepolcrale di marmo rosso dedicata al cavaliere templare Guidone Pallavicino.

Questi legami all'ordine dei cistercensi portarono nel 1180, il ramo pavese dei Vicini, ad occuparsi del piccolo insediamento cistercense di Frascarolo. Qui nel 1204 nacque l'abbazia di Acqualunga.

Intorno al cinquecento, l'Archivio Marchionale di Branduzzo testimonia l'arrivo dei Vicini a Calcababbio (oggi noto come Lungavilla, Pavia), in un documento manoscritto nel quale è specificato che la nomina del parroco spettava per Jus Patronatus, ai discendenti della nobile famiglia omonima di Frascarolo.

Nel 1525 fu fatto valere questo diritto per la nomina del reverendo Giovanni Antonio Ghislieri.[2]

Sempre in Calcababbio, ai membri della famiglia Vicini era riservata la sepoltura all'interno della chiesa parrocchiale.[3]

L'8 luglio 1559, Don Francesco Vicini fu nominato Rettore della Parrocchia di Calcababbio, con il benestare dei Padri Gerolamini di Montebello della Battaglia [4]

Anche i successivi parroci Don Guglielmo Gazzaniga (1603) e Don Vincenzo Treviggi (1643) furono indicati dai Vicini (in particolare il Treviggi fu scelto dai fratelli Bertolino e Isnardo Vicini).[5]

Nel 1689 questo diritto venne meno a causa della tenera età (4 anni) di Giacomo Francesco Vicini, e nel 1701 venne indicato dai Vicini un certo Colombi, il quale discusse con la curia di Piacenza. Essendosi questa messa al possessorio, dovette soccombere fatto salvo il diritto dei Vicini nel giudizio petitorio.

Note

  1. ^ Luigi Gabba e Graziano Paesotto, Da Calcababio a Lungavilla
  2. ^ Archivio Marchionale di Branduzzo: Don Giovanni Antonio Ghislieri, fu nominato Rettore della Parrocchia di Calcababio da Bernardo Vicini, padrone dello Jus Patronatus e ottenne l'istituzione dai RR. Padri del monastero di Montebello come da rogito del notaio pavese Lanfranco Ghisleri del 2 maggio 1525
  3. ^ Archivio Parrocchiale di Lungavilla, manoscritto del Monsignor Alessandro Pisani, Vescovo di Piacenza, 17 settembre 1777
  4. ^ Archivio Marchionale di Branduzzo: Don Francesco Vicini fu nominato Rettore della Parrocchia di Calcababio l'8 luglio 1559, come da rogito del Sig. Prospero Cattaneo, notaio tortonese e dopo aver avuto l'istituzione dai RR. Padri di Montebello come rogito del notaio pavese Sig. Bernardino Bonola, prese possesso il 21 agosto 1559
  5. ^ Archivio Marchionale di Branduzzo: Don Vincenzo Treviggi fu nominato Rettore della Parrocchia di Calcababio dai fratelli Bertolino ed Isnardo Vicini come da rogito del notaio pavese Sig. Agostino Crotta il 6 aprile 1643
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