Voenno-Morskoj Flot Rossijskoj Federacii

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Voenno-Morskoj flot RF
Военно-морской флот РФ
Marina militare della Federazione Russa
Emblema della Marina russa
Descrizione generale
Attiva 1696-oggi
Nazione  Russia
Tipo Marina militare
Dimensione 142.000
Quartier generale San Pietroburgo
Anniversari Giorno della Marina (ultima domenica di luglio)
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandante attuale ammiraglio Vladimir Vysockij
Simboli
Bandiera
Bandiera di bompresso

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La Voenno-Morskoj flot Rossijskoj Federacii (in russo: Военно-Морской Флот Российской Федерации?) abbreviata anche come ВМФ России cioè VMF Rossii, è la Marina militare della Federazione Russa che dal 1991, a seguito della dissoluzione dell'Unione Sovietica, ha preso il posto della Voenno-morskoj flot SSSR, ereditandone gran parte del naviglio.

La principale missione delle forze navali russe è provvedere alla deterrenza strategica grazie ai sottomarini nucleari equipaggiati con missili balistici, e difendere le coste della Federazione Russa da eventuali tentativi di invasione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il post 1991[modifica | modifica wikitesto]

La crisi economica che seguì allo scioglimento dell'URSS, nel 1992, portò ad una drastica riduzione degli stanziamenti per le Forze Armate. In particolare, mantenere l'enorme esercito ereditato dalla disciolta Unione Sovietica, alla luce delle disastrose condizioni economiche, costituiva un'impresa proibitiva per la neonata Federazione Russa.

La conseguenza fu un declino generale dello status delle Forze Armate, sorte a cui non sfuggì la marina. Una grossa parte delle navi venne letteralmente abbandonata nei porti, a causa dell'impossibilità sia di ripararle, sia di demolirle per carenza di fondi[1]. Inoltre, tutti i programmi di aggiornamento delle unità navali in servizio vennero cancellati o, nella migliore delle ipotesi, subirono drastici ridimensionamenti e grossi ritardi.

Il declino della flotta[modifica | modifica wikitesto]

La tabella seguente[2] mostra il drastico ridimensionamento numerico sofferto dalla marina russa dopo il 1992. Non sono incluse le unità da sbarco minori, i sottomarini non da combattimento (per operazioni speciali, sperimentali e da appoggio) e le unità da appoggio alle operazioni della flotta.

Tipo unità 1985 1990 1995 2000 2005 2010
Portaerei 5 6 3 2 1 1
Incrociatori 32 26 7 6 4 4
Cacciatorpediniere 74 52 43 23 17 16
Fregate 32 32 29 20 11 11
Corvette 185 200 130 110 60 circa 64
Pattugliatori 430 425 290 210 100 circa 107
Navi anfibie 34 35 25 15 circa 25 circa 27
SSBN 83 63 28 13 13 13
SSGN 72 72 16 11 9 9
SSN 71 64 50 25 20 circa 19
SSK 140 65 55 22 19 20

Nello specifico, l'unica portaerei oggi operativa è l'Admiral Kuznecov (ex Tbilisi). La gemella Varjag venne abbandonata incompleta presso il cantiere navale di Nikolaev nel 1992, e successivamente venduta alla Cina. I tre esemplari della classe Kiev sono stati radiati nel 1993, sia per motivi economici, sia per la difficoltà di svolgere l'ordinaria manutenzione (il cantiere navale di Nikolaev, dov'erano state costruite, è oggi in Ucraina), mentre l'esemplare modificato Admiral Gorškov è stato messo in riparazione nel 1995 in seguito ad un incidente. Nel 2004 è stato venduto all'India, ed oggi è sottoposto a lavori di aggiornamento per la stessa (ingresso in servizio previsto nel 2012). I due esemplari della classe Moskva sono stati formalmente radiati nel 1992, anche se in pratica non erano più operativi dalla fine degli anni ottanta. Il programma Ul'janovsk, riguardante la costruzione di portaerei a propulsione nucleare, è stato cancellato nel 1992 per mancanza di fondi e l'unico esemplare in costruzione, mai ultimato, venne demolito sullo scalo.

L'incrociatore missilistico Moskva, in servizio nel Mar Nero, in navigazione. Questa nave appartiene alla classe Slava.

Gli incrociatori sono passati dai 32 esemplari del 1985 ai quattro attuali. Nello specifico, si tratta dell'incrociatore da battaglia atomico lanciamissili Pëtr Velikij (ex Jurij Andropov), appartenente alla classe Kirov dai tre esemplari della classe Slava (Varjag, Moskva e Maršal Ustinov), e da un'unità della classe Kara (il Kerč'). Risulta sottoposto a lavori di aggiornamento l'Admiral Nachimov (classe Kirov), mentre gli altri due esemplari non sono più operativi (uno è stato smantellato, l'altro è da anni in attesa di riparazione). Tutti gli Sverdlov, risalenti ai primi anni cinquanta, sono stati radiati entro l'inizio degli anni novanta, così come i Kresta ed i Kynda.

Emblema della Marina federale russa

Gran parte dei cacciatorpediniere missilistici oggi in servizio in Russia appartengono alle classi Sovremenny ed Udaloy. Tuttavia, alcune unità sono state radiate o vendute all'estero (Cina), mentre altre risultano in riparazione/revisione. Tutti i programmi relativi alla costruzione di queste classi sono stati cancellati, con l'eccezione dei Sovremenny costruiti per la Cina. Attualmente, risulta un Sovremenny in costruzione, ma non si conosce lo stato di avanzamento dei lavori e non è chiaro se sia per la Marina Russa. Risulta operativo un esemplare della classe Kara (il Kerč', che però in Russia è considerato incrociatore), con un altro paio di esemplari in revisione, ed un Kashin.

La forte diminuzione del numero delle fregate è dovuto al fatto che gran parte delle classe Krivak sono state radiate (oggi, escludendo quelle in servizio con la Guardia di Frontiera Federale Russa, ne sopravvivono 3/4). Inoltre, il programma Neustrašimyj, riguardante la costruzione di una nuova classe di fregate, ha subito un fortissimo ridimensionamento, tanto che oggi è entrata in servizio la solo capoclasse (un altro esemplare è in costruzione). Invece, il programma Novik, relativo ad una versione economica delle Neustrašimyj, è stato cancellato.

Le corvette operative sono passate dai circa 200 esemplari del 1990 alla sessantina attuale. Le navi oggi operative appartengono alle classi Parchim (costruita in Germania Est, è sostanzialmente una copia su licenza delle Grisha V), Nanuchka, Grisha (solo esemplari delle ultime versioni) e Bora (entrati in servizio a partire dal 1997). Sono stati interamente radiati entro la prima metà degli anni novanta tutti gli esemplari delle classi Mirka, Petya, Riga e Koni.

Le navi da pattugliamento sono solo un quarto di quello che erano nel 1990. Infatti, le classi più vecchie sono state ritirate dal servizio attivo nel corso degli anni novanta, ed oggi sopravvivono solo i superstiti le classi Yaz, Pauk, Tarantul, Matka e Turya. Inoltre, occorre considerare che gran parte di queste unità sono in servizio con la Guardia di Frontiera Federale Russa. Risultano ritirate dal servizio le classi Poti, Stenka ed Osa.

Il numero delle navi anfibie operative ha subito un calo piuttosto drastico. Occorre considerare che, in generale, alcune di queste unità (soprattutto con riferimento alle classi più anziane) sono oggi utilizzate come chiatte o mezzi da trasporto. Oggi sopravvivono solo una ventina di navi anfibie della classi Alligator e Ropucha, oltre che pochi hovercraft delle classi Pomornik e Polnocny (questi ultimi nella sola Flottiglia del Caspio). Delle grandi navi da sbarco della classe Ivan Rogov, ne rimane operativa solo una, della quale ne è prevista la revisione a partire dal 2007. Inoltre, tutti i programmi relativi allo sviluppo degli ekranoplani sono stati cancellati nel 1992.

Un SSBN della classe Delta in navigazione. Questi mezzi svolgono ancora oggi un ruolo fondamentale nell'ambito della deterrenza nucleare russa.

La flotta sovietica di sottomarini nucleari lanciamissili balistici (SSBN), che era probabilmente la più numerosa del mondo, ha subito un drastico ridimensionamento. Questa diminuzione numerica è dovuta sia alla radiazione delle classi più vecchie, sia allo smantellamento di alcuni esemplari per ottemperare alle disposizioni dei trattati sul disarmo. In particolare, entro la prima metà degli anni novanta, si è avuta la totale radiazione delle classi Delta I e II e della classe Yankee (di cui sopravvivono però un paio di esemplari disarmati, utilizzati per scopi di ricerca ed appoggio). La classe Delta III è stata ridotta ad un terzo, mentre è rimasta operativa la classe Delta IV. Per quanto riguarda i giganteschi sottomarini della classe Typhoon, oggi ne rimangono tre (su sei), non tutti pienamente operativi e dal destino incerto. Considerando l'età dei mezzi radiati, si può vedere che si è trattato di un vero e proprio processo di razionalizzazione della flotta: infatti, la marina russa ha più volte dichiarato che il numero minimo desiderabile di SSBN non sarebbe mai dovuto essere inferiore a dodici unità, ed infatti non si è mai scesi sotto questa soglia.

Il numero di sottomarini equipaggiati con missili a crociera o antinave (SSGN) è passato da 72 alla decina attuale. Il motivo di questo crollo è dovuto alla radiazione, avvenuta nei primi anni novanta, delle classi Juliett ed Echo, che risalivano agli anni sessanta. In questo periodo, si è anche avuta la radiazione delle meno numerose classi Charlie e Yankee Notch. Attualmente, sopravvivono solo i moderni Oscar, progettati appositamente per il contrasto alle portaerei atomiche americane. Anche in questo caso, quindi, si è tratto di un processo di razionalizzazione degli organici.

Gli SSN operativi sono passati da 70 alla ventina attuale. I battelli appartengono soprattutto alla classe Akula, la più recente. Tuttavia, sono in servizio anche tre esemplari della classe Sierra (unici sottomarini esistenti oggi con lo scafo interamente in titanio), oltre che una manciata di Victor III. Circa quaranta battelli della classe Victor sono stati radiati nel corso degli anni novanta, mentre il ritiro dal servizio dei vecchi classe November era iniziato già a fine anni ottanta e si è concluso nel 1992. Per quanto riguarda i classe Alfa, i sottomarini con la più alta velocità mai entrati in servizio, sono stati tutti radiati nella prima metà degli anni novanta. Oggi ne sopravvive solo uno, utilizzato come nave test.

Il numero di sottomarini convenzionali è passato dai 65 del 1990 alla ventina del 2005. Questo ridimensionamento è dovuto alla radiazione delle classi Foxtrot e Tango[3] Oggi, gli unici SSK operativi appartengono alla classe Kilo[4], anche se, nel 2006, ha iniziato le prove in mare il primo esemplare della classe Lada.

Il ridimensionamento dell'attività navale[modifica | modifica wikitesto]

La crisi generale delle forze armate, che ha coinvolto anche la marina, ha avuto effetti deleteri non solo sugli organici, ma anche, più in generale, sull'operatività delle navi rimaste in servizio. Infatti, spesso, molte unità considerate "operative", in realtà erano ferme nei porti (questo valeva soprattutto per le grandi unità, che hanno costi di gestione sicuramente più alti), oppure prendevano il mare solo saltuariamente. Questo ha provocato un generale abbassamento del livello di preparazione degli equipaggi, e quindi delle effettive capacità operative della marina nel suo insieme.

Il discorso sulle unità operative, poi, è molto complicato soprattutto per quanto riguarda i sottomarini. Infatti, determinare lo status effettivo di unità di questo tipo è piuttosto difficile.

Occorre poi considerare che le unità radiate o in riserva, spesso, venivano letteralmente abbandonate nei porti, e le navi in riparazione giacevano per anni sugli scali a causa dell'impossibilità di reperire i fondi per i lavori.

I rischieramenti "fuori area" della marina, molto frequenti ai tempi dell'Unione Sovietica, si sono praticamente azzerati. Infatti, per tutti gli anni 90, l'unica operazione di questo tipo degna di nota effettuata dalla marina della Federazione Russa ha riguardato l'invio di due unità della Flotta del Mar Nero (Kil'din e Liman, navi da appoggio appartenenti alla classe Moma) nel Mar Mediterraneo, per operare azioni di contrasto alle forze NATO durante l'operazione Allied Force. Occorre comunque precisare che il ridimensionamento dell'attività ha colpito principalmente le unità di superficie. Infatti, i sottomarini nucleari hanno proseguito le loro crociere lungo le coste americane (anche se in numero minore rispetto a prima), e vi sono stati numerosi casi di portaerei atomiche dell'US Navy che hanno riferito di essere state "pedinate" anche per giorni da sottomarini della classe Oscar.

Si è quindi avuto un drammatico declino della marina russa, che è proseguito per tutti gli anni novanta ed è culminato con la tragedia del sottomarino K-141 Kursk, nella quale, oltre alla perdita dell'unità, si è avuta la morte di tutto l'equipaggio.

La scarsità di risorse economiche, poi, ha imposto alla marina di rinunciare praticamente alla totalità delle sue basi all'estero. L'unica che sopravvive, oggi, è quella di Sebastopoli, dove c'è il comando della Flotta del Mar Nero. Recentemente la Marina Militare Russa si è accordata con le autorità siriane per l'ammodernamento del porto di Tartus, destinato ad ospitare unità navali di Mosca.

L'incrociatore Kerč', unica unità ancora operativa della classe Kara, fino all'incendio del dicembre 2014[5].

La situazione dopo il 2010[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010 la situazione delle Forze armate della Federazione Russa è in generale miglioramento. Questo è dovuto al buon andamento dell'economia nazionale che, trainata dall'aumento del prezzo delle materie prime (petrolio in particolare), sta registrando buoni tassi di crescita. Questo ha reso possibile un aumento degli stanziamenti per le forze armate federali, rendendo così possibile il perseguimento di una "politica di potenza" da parte della Russia.

Ovviamente, anche la marina ha beneficiato dell'aumento degli stanziamenti. In particolare, l'operatività dei mezzi è in aumento, e le esercitazioni navali fuori area sono riprese coinvolgendo un numero di navi sempre crescente. Inoltre, sono stati avviati (o ripresi, dopo anni di sospensione) numerosi programmi navali riguardanti la costruzione di nuove e moderne unità, mentre le attività riguardanti la revisione/riparazione dei mezzi fuori servizio è ripresa o è stata accelerata.

In generale, le navi russe ufficialmente operative al 2014 sono circa 850 (incluse quelle da appoggio). Occorre comunque considerare che la Guardia di Frontiera Federale russa ha in carico un centinaio di unità di notevoli dimensioni, che all'occorrenza possono operare anche con la marina.

Dopo l'esplodere della crisi della Crimea del 2014 e i successivi movimenti separatisti del Donetsk, l'Ucraina ha bloccato la fornitura di materiale militare alla Russia, così come hanno fatto i paesi NATO con un embargo, per complessivi 186 componenti più o meno complessi[6]. Di conseguenza mentre i programmi di costruzione di sottomarini a tutto il 2015 proseguono senza problemi eccettuata la carenza di fondi, le turbine a gas che dovevano provenire dall'Ucraina hanno bloccato, al giugno 2015, la costruzione delle nuove grosse fregate Classe Admiral Gorškov e di cinque delle più piccole della classe Admiral Grigorovich, con solo una fregata per classe già varata e in servizio perché già fornite in precedenza di turbine a gas ucraine[6]. I russi stanno cercando di rimpiazzare il fornitore di turbine con analoghe unità prodotte dall'azienda russa Saturn, specialista di motori a reazione aeronautici, ma non è chiaro quanto questo porterà a risultati a breve termine vista la difficoltà realizzativa delle turbine[6]. Anche il blocco della fornitura di motori marini convenzionali ha sospeso la costruzione di una nuova classe di corvette, la classe Gremyashchy, della quale solo due su otto sono state a giugno 2015 completate usando motori russi[6]. Dopo la fine della Guerra Fredda, i cantieri russi hanno accusato il colpo del calo di finanziamenti diminuendo decisamente in capacità produttiva, tanto che ci sono voluti sette anni per ultimare il primo esemplare di fregata della classe Goshkov[7]. A questo si aggiunge il blocco della fornitura di due navi da sbarco francesi della classe Mistral sempre per l'embargo legato alle vicende ucraine[8]. Dopo che la vendita è deinitivamente sfumata, la marina russa si propone di costruirne altre due in proprio, con specifiche in parte diverse, mentre non ha concesso il permesso all'esportazione delle due Mistral in quanto contenenti tecnologia russa[9]. Il 1º giugno 2015 l'agenzia di stampa TASS ha riportato il progetto di una nuova portaerei, Project 23000E Storm, da svilupparsi in dieci anni[10].

L'aumento dell'operatività delle navi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta, l'attività delle navi russe è stata molto scarsa. La situazione ha iniziato a mutare a partire dal 2003, quando vennero tenute diverse esercitazioni navali. La maggiore fu probabilmente l'esercitazione russo-indiana INDRA 2003, che coinvolse due cacciatorpediniere della Flotta del Pacifico e quattro navi della Flotta del Mar Nero (comandate dall'incrociatore Moskva, appartenente alla classe Slava). Si trattò di un'operazione notevole, perché la marina russa dimostrò di essere in grado di mantenere per tre mesi una flotta di sei navi nell'Oceano Indiano. Un'altra importante esercitazione fu la Vostok-2003 (in agosto), che coinvolse navi da guerra ed anfibie della Flotta del Pacifico. A tale esercitazione presero parte anche navi e mezzi aerei di Sud Corea e Giappone.

Nel 2004, la Flotta del Nord tenne un'importante esercitazione navale che coinvolse tredici navi di superficie (compresi la portaerei Admiral Kuznecov e l'incrociatore missilistico classe Kirov Pëtr Velikij) e sette sottomarini. Tuttavia, nonostante le enormi dimensioni, il successo dell'esercitazione fu oscurato dal fallimento di due lanci consecutivi di missili balistici.

Nel 2005, le esercitazioni proseguirono. In particolare, grande importanza ebbero Peace Mission 2005 con la Cina (in agosto) ed INDRA 2005 con l'India (in ottobre). Tuttavia, vi furono problemi per la marina in luglio, quando il DSRV AS-28 (appartenente alla classe Priz), operativo con la Flotta del Pacifico, rimase bloccato nel corso di un'operazione di riparazione subacquea, e fu recuperato (con tutto l'equipaggio) dalla Royal Navy.

Tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 si è avuto il più grande rischieramento fuori area effettuato dalla marina russa da 15 anni. Il rischieramento è stato effettuato nel Mar Mediterraneo e nell'Atlantico Settentrionale, ed iniziò il 4 dicembre 2007. Le maggiori unità impiegate sono state la portaerei Admiral Kuznecov, i due cacciatorpediniere della classe Udaloy Admiral Levčenko ed Admiral Čabanenko, e l'incrociatore Moskva della classe Slava. Queste navi sono state accompagnate da numerose unità da appoggio. L'esercitazione, che si è conclusa in febbraio, ha visto la partecipazione anche di 40 aerei.

La flotta[modifica | modifica wikitesto]

La flotta della Marina russa al 2015[11]
Classe (RUSSIA) Classe (NATO) Classe / Navi BF BSF NF PF CF Totale
Атомные подводные лодки с баллистическими ракетами Nuclear-powered Ballistic Missile Submarines (SSBN) Delta
Typhoon
Borei
- - 9 5 - 14
Атомные подводные лодки с крылатыми ракетами Nuclear-powered Guided Missile Submarines (SSGN) Oscar
Graney
- - 4 5 - 9
Атомные подводные лодки многоцелевые Nuclear-powered Attack Submarines (SSN) Victor I/III
Sierra I/II
Akula I/II
- - 14 5 - 19
Атомные подводные лодки спецназначения Nuclear-powered Special Mission Submarines (SSAN) Delta
Uniform
Paltus
X-Ray
- - 8 - - 8
Дизельные подводные лодки спецназначения Special Purpose Submarines (SSA) B-90 Sarov - - 1 - - 1
Дизельные подводные лодки Attack Submarines (SSK) Kilo
Lada
2 5 7 8 - 22
Totale sottomarini - - - - - 73
Тяжелые авианесущие крейсера Aircraft cruisers (CV) Admiral Kuznecov - - 1 - - 1
Тяжелые атомные ракетные крейсера Heavy Nuclear-powered Guided Missile Cruisers (CGN) Kirov - - 2 1 - 3
Ракетные крейсера Guided Missile Cruisers (CG) Slava - 1 1 1 - 3
Большие противолодочные корабли Large ASW Ships (DDGS) Kara
Udaloj
- 1 5 4 - 10
Эскадренные миноносцы Guided Missile Destroyers (DDG) Sovremennyj 2 - 1 3 - 6
Корветы Guided Missile Corvettes (FFC) Stereguščij 4 - - - - 4
Сторожевые корабли Guided Missile Frigates (FFG) Gepard
Krivak
Neustrašimyj
Kashin Mod
2 3 - - 2 7
Малые противолодочные корабли Small ASW Ships (FSS) Parchim
Grisha
6 6 6 8 - 26
Малые ракетные корабли Guided Missile Corvettes (FC) Nanuchka
Bujan M
4 4 2 4 3 17
Ракетные катера Guided Missile Boats (PGM) Tarantul 8 5 - 11 1 25
Малые артиллерийские корабли Small Gun Ships (FS) Bujan - - - - 4 4
Артиллерийские катера Gunboats (PG) Zhuk
Shmel
- - 1 - 5 6
Морские тральщики Seagoing Minesweepers (MSO) Gorya
Natya
Sonya
- 7 4 2 - 13
Базовые тральщики Base Minesweepers (MSC) Sonya 5 2 6 7 2 22
Рейдовые тральщики Inshore Minesweepers (MSI) Lida
Yevgenya
Olya
9 2 1 1 5 18
Большие десантные корабли Landing Ships (LST) Ropucha
Alligator
4 7 4 4 - 19
Десантные корабли на ВП Landing Crafts Air Cushion (LCAC) Pomornik 2 - - - - 2
Десантные катера Landing Crafts (LCM) Dyugon
Serna
Ondatra
9 5 4 4 7 29
Totale navi di superficie - - - - - 215
Totale complessivo - - - - - 288

Altre navi[modifica | modifica wikitesto]

A queste navi, occorre aggiungere le imbarcazioni da guerra (di tipo missile boat, torpedo boat e gun boat), le navi da intelligence, le navi da salvataggio, le navi da sorveglianza delle frontiere e le navi ausiliarie (da trasporto, idrografiche, di servizio, rimorchiatori, ect.)[11]

I nuovi programmi navali[modifica | modifica wikitesto]

Il miglioramento della situazione economica, con il conseguente aumento degli stanziamenti, ha consentito l'inizio (o la ripresa) di importanti programmi di costruzioni navali. Sono molti i programmi e i progetti in corso:

Portaerei
La marina possiede una sola portaerei in attività, la Admiral Kuznecov. Nel 2005, era stato annunciato un programma per la realizzazione di 2 o 4 portaerei da iniziare nel 2013/14 con un ingresso in servizio previsto per il 2017. Nel 2008 Dmitry Medvedev sosteveva la realizzazione di una portaerei nucleare nel successivo decennio. Nel 2011 il capo della Russia's United Shipbuilding Corporation (una società statale di costruzioni navali) annunciò che la società avrebbe iniziato a lavorare ad un design per una portaerei nel 2016, con l'obiettivo di iniziare la costruzione nel 2018 e l'operatività nel 2023. Alcuni mesi dopo il quotidiano russo Izvestiya ha riportato il piano di costruzione navale che include la costruzione di un nuovo cantiere navale in grado di costruire navi a scafo di grandi dimensioni, per costruire due portaerei a propulsione nucleare entro il 2027. Una portaerei dovrebbe essere assegnata alla Flotta del Nord a Murmansk e l'altra alla Flotta del Pacifico a Vladivostok. Una versione navalizzata del Sukhoi PAK FA dovrebbe costituire in futuro il gruppo aereo imbarcato. Nel 2015 viene presentato il progetto della nuova portaerei 23000Е «Шторм» da 90/100.000 t..
L'incrociatore Pëtr Velikij della classe Kirov in navigazione al momento è l'unico esemplare operativo di questa classe che con l'esclusione delle portaerei sono le navi da combattimento più grandi oggi in servizio operativo
Incrociatori
Non è prevista la costruzione di nuove classi di incrociatori, visto che si tratta di un tipo di navi che ormai tende a scomparire. Tuttavia, sono in corso le attività di revisione ed aggiornamento sull'incrociatore missilistico Admiral Nachimov, appartenente alla classe Kirov. Al termine dei lavori, l'unità dovrebbe entrare in servizio con la Flotta del Pacifico. Risulta ancora in costruzione l'Admiral Lobov, della classe Slava, ma i lavori sembrano fermi da tempo. Tuttavia, il progetto di cacciatorpediniere Эскадренные миноносцы проекта 23560 da 18.000 t., considerate le dimensioni, è più simile ad un incrociatore che ad un cacciatorpediniere.
Cacciatorpediniere
Attualmente sono numerosi i cacciatorpediniere nominalmente in riserva. Alcuni di questi sono sottoposti a programmi di aggiornamento. Comunque, l'unica unità di questo tipo in costruzione è un esemplare della classe Sovremenny, chiamato Bujnyj. Non è chiaro comunque quale sia lo stato di avanzamento dei lavori e, soprattutto, se sia destinato alla marina russa oppure a quella di un altro Paese (come la Cina). Il progetto in corso è Эскадренные миноносцы проекта 21956 per un cacciatorpediniere da 9.000 t..
Fregate
I programmi relativi alle fregate sono piuttosto numerosi, soprattutto alla luce dell'importanza che questa unità ha assunto oggi e dello scarso numero presente oggi in Russia. Infatti, il programma relativo alle Neustrašimyj ha subito rallentamenti enormi, e sono state completate solo due unità, la capoclasse e la Jaroslav Mudryj. Un altro programma, relativo alla classe Gepard, è stato portato avanti probabilmente in un'ottica di rafforzamento della Flottiglia del Caspio. La capoclasse Tatarstan è entrata in servizio nel 2002[12], mentre la Dagestan è in costruzione. Comunque, quello che al momento sembra essere il maggior programma russo relativo alla costruzione di fregate è la classe Admiral Gorshkov. Si tratta di un programma molto ambizioso, visto che la classe dovrebbe comprendere una ventina di unità (però risulta in costruzione la sola capoclasse, che dovrebbe entrare in servizio nel 2009)[13]. Un discorso a parte merita il programma Novik, che aveva per oggetto la costruzione di fregate leggere, più economiche rispetto alle Neustrashimy. Infatti, nel 2005 il programma è stato cancellato, e l'unica unità in costruzione, la Borodino, sarà ultimata come nave per l'addestramento. Le navi più recenti o in sviluppo appartengono alle classi Admiral Grigorovič e Admiral Gorškov.
Corvette
Oggi, i programmi riguardanti la costruzione di nuove corvette (o comunque navi di piccole dimensioni) sono due. Il primo è quello relativo alla classe Buyan, nell'ambito del programma di rafforzamento e riequipaggiamento della Flottiglia del Caspio. Il programma ha per oggetto la costruzione di sette unità. Una di queste è già in servizio, mentre altre due risultano in costruzione. L'altro, la classe Stereguščij, riguarda la costruzione di una ventina di corvette di grandi dimensioni. La capoclasse è entrata in servizio nel febbraio 2008, ed altre quattro unità risultano in costruzione. Le navi più recenti o in sviluppo appartengono alle classi Buân (21630), Bujan M (21631), Stereguŝij e Gremâŝij.
Pattugliatori
Le navi più recenti o in sviluppo appartengono al progetto 12300 Scorpion.
Navi anfibie
L'unico programma di costruzioni navali riguardanti navi anfibie è quello relativo ad una nuova versione della classe Alligator, di cui sono previsti sei esemplari, le prime due navi sono, al 2012, in costruzione e costituiscono le LST della classe Ivan Gren (dal nome della nave capoclasse) conosciuta anche col nome di Project 11711. Altri programmi riguardano la revisione e la riparazione di unità un tempo poste in riserva. Nel 2011 ha inoltre firmato un accordo per 4 LHD della classe Mistral, due sono state costruite in Francia e due dovevano essere costruite in Russia; ma le due da costruire in Russia sono state cancellate nel 2013 e, nel contesto della crisi ukraina, nel 2015 la Francia ha rifiutato di consegnare le prime due navi che erano pronte alla consegna e il contratto è stato annullato.
Un sottomarino della classe Akula. Si tratta degli SSN più numerosi in servizio oggi con la marina russa.
SSBN
Quello riguardante la classe Borei, relativo alla costruzione di una nuova classe di sottomarini atomici con missili balistici, è stato a lungo il principale programma navale russo. Tale programma prevede la costruzione di circa una dozzina di battelli di questo tipo, equipaggiati con i nuovi missili SS-N-30. La prima unità, lo Jurij Dolgorukij, è stato varato nel febbraio 2008. Risultano in costruzione altri due esemplari, l'Aleksandr Nevskij ed il Vladimir Monomach. Tuttavia, a causa dei ritardi nella costruzione della nuova classe, è stato necessario procedere alla revisione di alcuni esemplari della Delta III, che saranno poi radiati quando i Borei saranno pienamente operativi. Per quanto riguarda gli enormi classe Typhoon, uno è stato modificato come nave-prova per lo sviluppo del nuovo missile, mentre gli altri due rimangono in servizio con un numero limitato di missili imbarcati. Non si sa se verranno modificati per l'utilizzo degli SS-N-30. L'unico progetto in corso è il progetto 955 Borei.
SSGN
Attualmente vi è un sottomarino della classe Oscar in costruzione, il K 139 Belgorod. Tuttavia, non è chiaro se sarà destinato alla marina russa oppure sarà oggetto di un leasing con la marina militare dell'India. Un discorso a parte meritano invece le unità della classe Severodvinsk, a volte considerati SSN, altre SSGN. Si tratta di un programma portato avanti con forti ritardi (il capoclasse è stato varato nel 1995 ed ancora non è entrato in servizio), che dovrebbe portare alla costruzione di circa sei battelli. Oltre al capoclasse (il K 329 Severodvinsk), pare siano in costruzione altre 3/4 unità, ma lo stato dei lavori è ignoto. L'unico progetto in corso è il progetto 885 Yasen / Severodvinsk / Graney (è un SSN ma capace di lanciare missili da crociera).
SSN
Per quanto riguarda i sottomarini da attacco, l'unico esemplare in costruzione è il K 152 Nerpa, appartenente alla classe Akula. Varato nel luglio 2006, non è chiaro se sarà oggetto di un leasing con la marina indiana. Comunque, risultano in revisione anche altri esemplari della classe Akula. Inoltre, pare che la marina sia intenzionata a riparare l'unico battello della classe Sierra attualmente in riserva. L'unico progetto in corso è il progetto 885 Yasen / Severodvinsk / Graney (è un SSN ma capace di lanciare missili da crociera).
SSK
Il principale programma riguardante la costruzione di nuovi SSK è sicuramente quello relativo alla classe Lada (progetto 677). Nello specifico, si prevedono due versioni. La classe Lada per la marina russa, mentre i progetto 1650 Amur per l'esportazione. Il primo esemplare, il B 585 Sankt Peterburg, è stato varato nel 2006 ed è ora in servizio nella Flotta del Baltico. Altri tre esemplari (B 588 Sevastopol', B 587 Petrozavodsk e B 586 Kronštadt) sono in costruzione. Inoltre, diversi esemplari della classe Kilo risultano in revisione/riparazione. Gli unici progetti in corso sono il 636 Improved Kilo e il 677 Lada.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Le Forze Navali della Federazione Russa includono, oltre alle unità navali, anche truppe di terra ed aviazione di marina. Complessivamente, si tratta di circa 160.000 uomini (dati del 2000). Nel 2006 l'Istituto Internazionale per Studi Strategici ha stimato in 142.000 uomini il personale della marima russa. Nel 2008 la coscrizione obbligatoria è stata ridotta ad un anno e un ridimensionamento è in corso.

Il quartier generale della marina è collocato a Mosca. Nel 2008 venne annunciato lo spostamento dell'ammiragliato a San Pietroburgo, sede storica della Marina Imperiale Russa.

La componente navale[modifica | modifica wikitesto]

La Flotta Russa risulta composta da quattro flotte ed una flottiglia, ed ha formalmente a carico 850 navi (comprese quelle d'appoggio). Occorre considerare che ogni flotta ha alle sue dipendenze una componente aeronautica con base a terra.

  • Flotta del Nord, con quartier generale a Severomorsk. Basata sui vari porti del mar Bianco, tra cui Murmansk e Severodvinsk, è una delle due principali flotte russe (l'altra è quella del Pacifico). Comprende una nutrita flotta di superficie, tra cui l'incrociatore da battaglia a propulsione nucleare Piotr Veliki (Pietro il Grande) della classe Kirov e la portaerei Admiral Kutznezov, l'unica in dotazione alla marina Russa. Inoltre, comprende anche una quindicina di sottomarini nucleari d'attacco (SSN) delle classi Akula, Victor III, Sierra, cinque sottomarini convenzionali Kilo, oltre ad un paio di SSGN della classe Oscar II (alla quale apparteneva il Kursk). Vi sono anche una decina di sottomarini lanciamissili balistici delle classi Delta III e IV e Typhoon. Dipendono dalla Flotta del Nord anche alcuni reggimenti dell'Aviazione di Marina, dotati anche di Tupolev Tu-22M Backfire e jammer (guerra elettronica), oltre che di ricognitori strategici Tupolev Tu-95 e Ilyushin Il-38 May antisommergibile, basati sugli aeroporti intorno a Murmansk, tra cui Umbozero e Babozero.
  • Flotta del Baltico, con (quartier generale a Baltijsk nell'enclave dell'Oblast di Kaliningrad. Comprende mezzi di superficie e subacquei, con base principale a Kaliningrad, difesa da una brigata di fanteria di marina; basi secondarie Kronštadt, la storica base navale vicino a San Pietroburgo, e Baltijsk. Tale flotta, considerando la sua posizione, era stata concepita principalmente per svolgere operazioni anfibie contro i Paesi NATO dell'area.
  • Flotta del Pacifico, con quartier generale a Vladivostok. Si tratta della seconda delle due grandi flotte della Marina Russa. Ha come altro porto importante Petropavlovsk-Kamčatskij. Comprende mezzi di superficie e sottomarini, tra i quali quattro SSBN Delta III, vari sottomarini nucleari d'attacco classe Akula (anche dotati di missili da crociera), ed SSGN della classe Oscar II. Inoltre, è previsto che l'incrociatore da battaglia missilistico Admiral Nakhimov (appartenente alla classe Kirov), attualmente in fase di aggiornamento e riparazione a Severodvinsk, sia assegnato alla Flotta del Pacifico. L'aviazione di marina è dotata di bombardieri Tu-22M. Le enormi distanze non permettono una agevole gestione della flotta del Pacifico, e si è parlato anche di un suo scioglimento in passato.
  • Flotta del Mar Nero, con quartier generale a Sebastopoli in Crimea (riunificatasi con la Russia nel 2014). Un tempo una delle principali flotte della Marina Militare Sovietica, è stata pesantemente ridimensionata in seguito alla spartizione della vecchia flotta tra Russia ed Ucraina (1997). Nel 2005 il governo ucraino ha firmato un accordo per l'affitto alla Russia di aree per l'installazione di basi militari nella vicinanza di Sevastopol (attualmente unica città al mondo ad essere sede di due flotte militari di due Paesi diversi) con durata fino al 2042. In tutti i modi, una nuova base navale è in costruzione a Novorossijsk.
  • Flottiglia del Caspio, con quartier generale ad Astrachan'. Si tratta di un'unità piuttosto secondaria, che oggi sta recuperando importanza. Vittima di una spartizione in occasione dello scioglimento dell'URSS, risulta oggi composta da neanche un centinaio di unità (comprese quelle per compiti di appoggio). Attualmente in fase di riequipaggiamento, non ha a carico sottomarini, e non ha un'aviazione navale.

La componente aerea[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aviacija Voenno-Morskogo Flota.

L'aviazione navale della Marina Russa (Aviacija Voenno-Morskogo Flota in russo) ha subito un forte ridimensionamento, rispetto al 1991. Infatti, mentre al momento del crollo dell'Unione Sovietica, poteva contare su ben 1.100 aerei e 60.000 uomini, nel 2006 l'organico risultava essere di 270 aerei e 35.000 elementi. La catastrofica situazione economica ha influito non solo sul lato quantitativo, ma anche su quello qualitativo: infatti, l'attività addestrativa è stata ridotta, provocando un conseguente decremento della preparazione degli equipaggi. Le dotazioni comprendono aerei da caccia Su-27, bombardieri antinave Su-24, Tu-22M e Tu-142, oltre ad aerei da pattugliamento Il-38, elicotteri ed aerei da trasporto per l'espletamento delle ordinarie attività logistiche.

Per quanto riguarda la componente imbarcata, oltre che di elicotteri, sono presenti caccia Su-33, imbarcati sulla portaerei Admiral Kuznetsov. Si tratta complessivamente di una trentina di esemplari.

La componente terrestre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Morskaya Pekhota.

La componente terrestre della Marina Russa comprende fondamentalmente:

  • truppe costiere, incaricate della difesa delle coste contro attacchi navali e sbarchi. Comprendono unità motorizzate, antisbarco e reparti missilistici costieri.
  • marines: si tratta delle truppe da sbarco della Federazione Russa. Ogni flotta è dotata di marines:

Gradi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gradi della Voenno-Morskoj Flot Rossijskoj Federacii.

I gradi della Marina della Federazione russa hanno ereditato i corrispontdenti gradi della Voenno-Morskoj Flot|Marina Sovietica. Il grado più alto è Ammiraglio della flotta che però è un titolo onorifico e non è stato più concesso dal 2007 dopo il ritiro dal servizio dell'ammiraglio Vladimir Masorin.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Problema particolarmente sentito nel caso dei sottomarini nucleari per motivi ambientali.
  2. ^ I valori in tabella sono presi da globalsecurity.org.
  3. ^ Un esemplare della classe Tanto risulta però nominalmente in revisione.
  4. ^ Occorre considerare che diversi esemplarisono stati venduti all'estero.
  5. ^ http://tass.ru/en/russia/758007 Fire contained on board large submarine chaser Kerch in Russia’s Sevastopol.
  6. ^ a b c d http://www.themoscowtimes.com/business/article/ukraine-crisis-torpedoes-russias-naval-expansion/523012.htmlUkraine Crisis Torpedoes Russia's Naval Expansion - dal The Moscow Times del 3 giugno 2015.
  7. ^ http://news.usni.org/2015/05/05/two-chinese-warships-enter-black-sea-reports-link-visit-to-possible-chinese-frigate-sale-to-russia.
  8. ^ http://news.usni.org/2015/06/10/russian-navy-faces-surface-modernization-delays-without-ukrainian-engines-officials-pledge-to-sueRussian Navy Faces Surface Modernization Delays Without Ukrainian Engines, Officials Pledge to Sue - accesso 10 giugno 2015.
  9. ^ http://tass.ru/en/russia/796780 Russia plans own helicopter carriers without copying Mistral-class analogues — official - 26 maggio 2015.
  10. ^ http://tass.ru/en/russia/797980Russia developing $5 bln aircraft carrier with no world analogs — fleet commander.
  11. ^ a b Russian Navy - 2015 - Complete Ship List, russianships.info, 28 settembre 2015. URL consultato il 29 settembre 2015., nota: il Total warships: 207 è errato, il totale, dai parziali in elenco, è 215.
  12. ^ La nave era stata varata nel 1995, ma ha subito ritardi enormi a causa della cronica carenza di fondi che ha caratterizzato la marina russa in quel periodo.
  13. ^ Le Gorshkov saranno unità di grandi dimensioni, con un dislocamento previsto che andrà dalle 4.500 alle 8.000 tonnellate. Questo ha portato alcuni a pensare che in realtà si tratti di cacciatorpediniere riclassificate fregate per motivi politici.

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