Pakistan

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Bandiera del Pakistan

Citazioni sul Pakistan.

Citazioni[modifica]

  • Ciò che è successo di recente in Pakistan [...] ci dimostra quanto sia inutile imitare la democrazia occidentale. Sono finiti in esattamente la stessa situazione da cui cominciarono. (Mohammad Reza Pahlavi)
  • Il Pakistan è un Paese democratico, amante della pace. (Malala Yousafzai)
  • Il Pakistan è uno stato terrorista e dovrebbe essere riconosciuto come tale e isolato. (Rajnath Singh)
  • Il Pakistan non è un paese come gli altri. È unico. È un paese musulmano dotato di armi nucleari. Il solo. (Bernardo Valli)
  • Il Pakistan, paese di 140 milioni di abitanti di cui il 20 per cento sciiti, è da anni in preda a una sanguinosa guerra intestina alimentata dall' odio settario religioso e razziale che si interseca con il più vasto quadro di rivalità con gli stati contigui. (Magdi Allam)
  • Il Pakistan rappresenta da tempo un'incognita. La sua immagine è quella di un paese con due volti: talvolta prevale quello che esprime stabilità militaresca in una regione tormentata; talvolta quello che al contrario annuncia, minaccia esplosioni di fanatismo capaci di sconvolgere ancor più la già traumatizzata regione. (Bernardo Valli)
  • L'Islam è immenso, e il Pakistan è una minuscola parte dell'Islam: certo tra le più progredite. (Oriana Fallaci)
  • La fragilità interna del Pakistan è testimoniata dalla lunga catena di golpe militari, assassinii politici, stragi etnico-confessionali e tre guerre esterne verificatesi dall'indipendenza nel '47. (Magdi Allam)
  • La nascita del Pakistan costituisce un grande evento. La storia sembra a volte procedere con l'infinita lentezza di un ghiacciaio, a volte scorrere precipitosa come un torrente. Oggi,[1] in questa parte del mondo, grazie ai nostri sforzi congiunti che hanno fatto fondere il ghiaccio e hanno tolto di mezzo gli ostacoli, siamo sul filo di una corrente veloce che non ci dà il tempo di volgere lo sguardo all'indietro, ma solo di fissarlo in avanti. (Louis Mountbatten)

Benazir Bhutto[modifica]

  • Come molti pachistani, il fatto che parte delle regioni tribali della nostra terra siano state cedute ai terroristi per me è causa di dolore. C'è chi crede che attraverso cessate-il-fuoco e trattati di pace si potrà riportare gli estremisti nel mainstream, e renderli moderati. Ma in Pakistan ogni cessate-il-fuoco e trattato di pace non ha fatto che incoraggiare militanti e terroristi.
  • Forse in un modo perfetto l'esercito non occuperebbe un ruolo nella politica. Da questo punto di vista il Pakistan è men che perfetto.
  • Il Pakistan è un Paese nel quale la politica è qualcosa di molto radicato, che si pratica in massa, con un contatto faccia a faccia, persona a persona. Qui non siamo in California o a New York, dove i candidati fanno campagna elettorale pagando i media o spedendo messaggi e posta abilmente indirizzata. Qui quelle tecnologie non soltanto sono logisticamente impossibili, ma altresì incompatibili con la nostra cultura politica.
  • Il popolo pachistano - a qualsiasi partito esso appartenga - ha voglia, si aspetta di vedere e ascoltare i leader del proprio partito, e di essere parte integrante del discorso politico. I pachistani partecipano ai comizi e ai raduni politici, vogliono ascoltare direttamente e senza intermediari i loro leader parlare con megafoni e altoparlanti. In condizioni normali tutto ciò è impegnativo.
  • In assenza di partiti politici modernizzatori, che rispettino la libertà e l'eguaglianza tra i sessi, il pericolo è che il paese prosegua lungo il sentiero della povertà e del sottosviluppo. E, come sappiamo, la povertà colpisce più incisivamente proprio le donne.
  • In Pakistan occorre ripristinare la democrazia e l'equilibrio delle posizioni moderate, e il modo per farlo è tramite elezioni libere e oneste che instaurino un governo legittimo su mandato popolare, con leader scelti dal popolo. Le intimidazioni da parte di assassini codardi non dovranno far deragliare il cammino del Pakistan verso la democrazia.
  • L'attuale ideologia pachistana riguardante il ruolo dei sessi considera gli uomini come coloro che guadagnano il pane per la famiglia, mentre il mondo delle donne spesso è letteralmente confinato tra le pareti domestiche, dove sono madri e mogli. Le disuguaglianze tra i sessi sono indiscutibili prendendo atto delle statistiche: oggi vi sono soltanto 65 donne alfabetizzate ogni cento uomini. La tradizione ostacola l'accesso alla scuola media, secondaria e universitaria delle bambine, particolarmente nelle aree rurali. Il tessuto sociale pachistano sta sperimentando un cambiamento sostanziale: vi è una battaglia in corso per il futuro del Pakistan, paese che attualmente si trova davanti a un bivio e deve scegliere tra la strada delle riforme o la strada che riconduce al passato.

Fatima Bhutto[modifica]

  • Abbiamo perso il senso dell'armonia, della compassione e solidarietà. Le politiche di corruzione e violenza hanno inflitto un periodo di grande brutalità a questo paese ancora giovane.
  • Il Pakistan è un paese incredibile, ricco di calore, opinioni diverse e tolleranza. Ma chi ha il potere strangola il sistema in modo tale che un solo Pakistan compaia, il loro. Non vogliono che si sentano altre voci, oltre la loro, e il solo modo di soffocarle è non concedere loro spazio, reagendo contro con violenza quando voci diverse cercano di venire alla luce.
  • Il sistema di successione dinastica rappresenta un pericolo, un attentato agli sforzi di portare la democrazia in Pakistan. I candidati vanno eletti sulla base del loro programma, non del loro sangue e dei sostegni familiari.
  • In Pakistan le donne non hanno protezione di fronte alla legge.
  • In pratica, oggi in Pakistan le donne sono le uniche che possono essere fustigate per legge.
  • Le donne pakistane sono combattenti, devono esserlo.
  • Nel mondo abbiamo la memoria corta, ma non c'è giustificazione per il Pakistan che ha una storia di solo 64 anni, non ci è concesso dimenticare.

Mohammad Ali Jinnah[modifica]

  • Gli Indù devono rinunciare al loro sogno di un Hindu Raj e consentire alla divisione dell'India in una Patria indù e una Patria musulmana. Oggi siamo pronti a prendere solo un quarto dell'India e lasciare a loro i tre quarti. Se continuano a mercanteggiare rischiano di non riuscire ad ottenere questi tre quarti. Il Pakistan è il nostro attuale obiettivo, per questo i musulmani dell'India vivranno e, se necessario, moriranno.
  • I vecchi slogan contro il Pakistan, del genere: vivisezione dell'India, tagliare in due la madre India, e tagliare la vacca madre sono stati abbandonati. Adesso hanno incominciato a chiedersi se, qualora l'India venisse divisa, sarebbero al sicuro. La stampa indù ha suscitato lo spauracchio dell'invasione musulmana dell'intera nazione nel caso che l'India venga divisa. È un'insinuazione priva di qualsiasi fondamento. Perché se questa è la paura degli indù, potrei sapere come propongono allora di governare l'intera India? Nel Pakistan ci saranno non più di settanta milioni di musulmani. L'India indù consisterà di non meno di duecentoventi milioni di indù. Intendono forse dire che questi 220 milioni di persone non sono in grado di conservare la loro libertà contro settanta milioni?
  • Il Pakistan non solo è un obiettivo attuabile ma il solo obiettivo se si vuole salvare l'Islam dal totale annientamento in questo paese.
  • Voi siete liberi. Liberi di andare nei vostri templi, nelle vostre moschee o in qualunque alstro luogo di culto in questo Stato del Pakistan. Potrete appartenere a qualsiasi religione, casta o credo: questo non ha nulla che fare con gli affari dello Stato.

Note[modifica]

  1. Il 14 agosto 1947. Mountbatten pronunciò queste parole in occasione dei festeggiamenti per la nascita del Pakistan.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

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