Delle funzioni riproduttive negli animali/3

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3. Apparato femminile

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Filippo De Filippi - Delle funzioni riproduttive negli animali (1850)
3. Apparato femminile
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Come v’ha nel maschio un testicolo ed un canal deferente, così nella femmina havvi un ovario ed un ovidutto. Oltre queste parti se ne danno altre che si possono considerare come accessorie, per la loro mancanza in un gran numero d’animali: tali sarebbero per esempio un utero ed una vagina.

Fig. 6. Apparato sessuale femminile d’un pipistrello (Pteropus ægyptiacus)1.

L’ovario è la glandula destinata a secernere l’uovo, ossia il prodotto essenziale della femmina nell’atto generativo. Esso pure talvolta è unico ed impari, talvolta doppio e simmetrico, ciò che deve naturalmente intendersi anche dell’ovidutto, ossia del canale che riceve le uova dall’ovario e le avvia verso l’apertura sessuale. L’utero è un’espansione al termine di questo ovidutto, nella quale le uova sono destinate a soggiornare per qualche tempo onde svilupparvisi; in alcuni casi, come vedremo in seguito, gli embrioni nati da queste uova devono anzi contrarre aderenza vascolare colla parete interna dell’utero stesso, onde aver materiali del loro accrescimento. La vagina si forma dalla congiunzione de’ due ovidutti; non è ben distinta perciò negli animali che hanno un solo ovario; o ne’ quali gli ovidutti si aprono direttamente sia all’esterno, sia in una cavità comune anche allo sbocco dell’intestino, e che dicesi cloaca. Tale è appunto il caso degli uccelli, dove inoltre l’ovario destro è ordinariamente atrofico, e quindi anche il corrispondente ovidutto (fig. 6).

Negli insetti la vagina, che soventi va confusa coll’ovidutto, si complica per l’aggiunta di sacche particolari. Una di queste, che riceve durante la copula il pene del maschio e si riempie di sperma, è detta borsa copulatrice: un’altra, di struttura assai variabile e complicata per l’aggiunta d’uno speciale apparato glandolare, sembra più particolarmente destinata a serbatojo del liquor seminale, e dicesi quindi ricettacolo del seme: finalmente apronsi nella vagina due altri organi glandolosi simmetrici destinati alla secrezione del glutine che spalma le uova e le fa aderire ai corpi sui quali vengono dalla femmina deposti.

Esaminando le uova non mature, tolte dalle celle dell’ovario, ancora piccole e trasparenti, in qualunque genere d’animali, si trovano, quanto all’essenza, costituite sempre dalle medesime parti; cioè da una membrana esterna, con un contenuto liquido; ed entro il sacchetto che ne risulta una seconda vescicola, la quale contiene altri piccoli corpicciuoli.

Fig. 7. Uova di pesce a varj gradi di maturanza2.

La membrana esterna, dal nome del suo contenuto, che è il tuorlo, o vitellus de’ latini, chiamasi membrana vitellina: essa è anista, cioè priva di ogni struttura. Il tuorlo, che nelle uova appena formate è in piccola quantità e trasparente, col progresso della maturanza aumenta assai e si rende opaco, per una moltitudine di piccoli granuli che lo riducono simile ad una densa emulsione e frammezzo ai quali trovansi anche molte goccioline d’olio (fig. 7).

La vescichetta interna che preesiste al tuorlo, conserva il primitivo volume, si rende sempre meno visibile per l’addensarsi attorno di essa della materia granulosa del tuorlo stesso, ed abbandonando il centro dell’uovo si porta sempre più verso la sua periferia. Per la sua grande importanza fisiologica, e dal nome del suo scopritore, fu chiamata vescicola germinativa o di Purkinje; e macchie germinative i corpicciuoli opachi del suo contenuto. Si è osservato in alcuni animali la formazione di questa vescichetta germinativa e quella del tuorlo in follicoli separati3.

Queste sono le parti essenziali dell’uovo: ma convien aggiungere che esso ha un inviluppo particolare in un’altra membrana che da principio è addossata alla vitellina, ma che se ne allontana per distensione, appena l’uovo ha abbandonata l’ovario. Quest’altra, membrana che dicesi membrana testacea è più densa e stipata della vitellina stessa; ma concede tuttavia passaggio al fluido nel quale l’uovo trovasi immerso cadendo dall’ovario. Negli uccelli e ne’ rettili questo fluido è l’albume che secernesi nell’ovidutto; ne’ pesci invece è l’acqua nella quale le uova sono deposte.

Indipendentemente dall’atto della fecondazione, l’uovo nel passaggio dall’ovario all’esterno del corpo, subisce alcuni importanti cambiamenti che in via di esempio esamineremo nella gallina comune. Giunto esso a completa maturanza, grandemente accresciuto in volume, rompe la capsula dell’ovario nel quale era contenuto, (detta calice) e passa nell’ovidutto. In questo semplice passaggio la vescichetta germinativa scompare, ed il suo contenuto forma a poco a poca alla periferia del rosso o del tuorlo una piccola macchia circolare bianca, detta cicatricola. L’uovo discende lentamente per l’ovidutto, ingrossando sempre per l’aggiunta dell’albume, ed acquistando quella forma allungata che gli deve esser propria. La membrana vitellina forma ai due poli opposti dell’uovo due prolungamenti che per la discesa dell’uovo stesso in rotazione spirale, si attorcigliano e producono le così dette calaze. Il guscio calcare non si forma che verso la fine dell’ovidutto: alla sua estremità più ottusa corrisponde internamente un piccolo spazio pieno d’aria, che si aumenta sempre più collo sviluppo dell’embrione e che si dice follicolo o camera d’aria (fig. 8 e 9).

Fig. 8. Apparato sessuale della gallina comune4

Fig. 9. Uovo di gallina già emesso5.


Note

  1. a Utero. — b Vagina. — c Ovidutti o tube falloppiane. — d Apertura delle tube. — e Ovario. — f g h Legamenti (f legamento terete. — g Legamento largo. — h Legamento rotondo).
  2. A. Uovo immaturo.
    B. Uovo maturo ancora nell’ovario.
    C. Uovo emesso.
    a Vescicola germinativa. — b Tuorlo. — c Membrana testacea.
  3. Talvolta due vescichette germinative sono contenute in un tuorlo comune. Se un siffatto uovo è fecondato e si sviluppa, può dare origine ad un mostro doppio. È da osservarsi in tal caso, come la connessione de’ due individui sia comunemente stabilita fra parti perfettamente omogenee; fra capo e capo, dorso e dorso, ventre e ventre.
  4. a Calice abbandonato dall’uovo. — b Uova immature. — c Uova mature ancora nell’ovario. — d Apertura dell’ovidutto. — e Ovidutto. — f Uovo col guscio giù formato, e che discende per la continuazione dell’ovidutto g. — h Cloaca.
  5. a Tuorlo. — b Albume. — c Calaze. — e Cicatricola. — f Camera d’aria