Favole di Esopo/Della Civetta, e degli altri Ucelli

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Della Civetta, e degli altri Ucelli

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Esopo - Favole di Esopo (Antichità)
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
Della Civetta, e degli altri Ucelli
Di un Asino, e due Viandanti Della Zucca
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Della Civetta, e degli altri Ucelli. 234.


Gli Ucelli dissero alla Civetta, che non volesse far più nido nelle Case, ma più tosto negli Alberi, e gli mostrarono una quercia picciola, dove averia potuto fare il nido, ed ella disse: Io v’ammonisco, che non vi fidate di quell’arboscello, che alle volte potria invischiarvi, ed ammazzarvi. Questi disprezzarono il suo consiglio, ed andarono di continuo intorno a quella quercia volando, e saltando. Gli uomini vi posero, il Vischio, e presero la maggior parte d’essi, i quali si pentirono aver disprezzato il consiglio della Civetta. Di quì avviene, che quando gli Ucelli veggono la Civetta la salutano, e le vanno intorno per intender qualche cosa da lei, come più saggia di tutti.

Sentenza della favola.

La favola ci raccorda a non disprezzar il consiglio di quei, che ci ammoniscono.