Guida della Val di Bisenzio/Parte seconda/6

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6. Al Monte delle Coste

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Emilio Bertini - Guida della Val di Bisenzio (1892)
6. Al Monte delle Coste
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AL MONTE DELLE COSTE (531. m.)


itinerario n. 6.

Da Prato al monte delle Coste ore 2,30.

Il M. delle Coste segna il confine tra le valli del Bisenzio a levante e della Bardena a ponente e si congiunge per il poggio di Cerreto e la Collina al M. d’Iavello: il suo declive occidentale è poco inclinato, mentre l’orientale scende serbando aspetto grandemente alpino.

Dalla parte della Bardena forma un lato del semicerchio montuoso che a guisa d’anfiteatro chiude la piccola Valle, dov’è posto Figline, ed ha a riscontro il Monteferrato dal color ferrigno della terra e dal verde cupo dei suoi giovani pini. Quanto aspro ed austero è dall’altra parte, sul Bisenzio, tanto da questa è gaio e ridente, nè quel tratto spoglio di macchia e privo di coltivazione, che piglia il nome di Paleosa, lo rende squallido e desolato, ma conferisce assai a fare spiccare di più i boschi vicini e le sottostanti culture; poichè la parte superiore di questo monte è sterile e sassosa, mentre la inferiore ha le ricche [p. 87 modifica] olivete e i vigneti di Cerreto, di Natreta e di Vainella e i boschi della Pesciola.

Le Coste si distendono da nord a sud e vanno a finire nei tre declivi di S. Lucia, delle Sacca e di Pacciana, il primo dei quali ritiene assai della ripidezza del monte a cui appartiene, mentre gli altri due prolungandosi un poco scendono con mitissima china alla pianura.

Itinerario. Da Prato per la via provinciale sino alla Croce di Coiano (30 min.), oppure seguire la via segnata nell’Itin. 3, e passato il Cimitero di Coiano, invece di voltare per Figline, pigliare la strada che va su fra il Tabernacolo della Madonna e la casa colonica e giunti all’incontro d’altra strada, tenere quella a sinistra: fatti pochi passi si trova un gruppo di case, Le Lastre, si volta a destra e salendo si passa dalle cave e si incontra la via che vien da Coiano di faccia al cancello della Villa delle Sacca (da Prato 45 min.).

Questo grandioso fabbricato era un Convento, che per la legge nemica alle fraterie fu tolto da Pietro Leopoldo I ai Monaci Olivetani e dato al Collegio Cicognini per villeggiatura autunnale.

Dapprima vi ebbero stanza le Monache di S. Margherita, poi gli Olivetani sin dai primi del 500, i quali menavano vita abbastanza libera e gioconda. Vi dimorò qualche tempo il Firenzuola, abate della Badia di Vaiano, venuto qua a rinfrancare la malferma salute e forse in quel gradito soggiorno scrisse i suoi apologhi eleganti1 e le troppo facete poesie [p. 88 modifica] e i Discorsi Della Bellezza delle Donne che egli intitolava alle nobili e belle donne pratesi. Però nessuna memoria è rimasta di lui alle Sacca.

L’antica chiesa fu nel 1863 ridotta in parte a dormentorio per gli alunni.

Per incuria degli ultimi frati o per rapacità di gente più furba sparirono non pochi oggetti d’arte di molto valore.

Due trittici trovati in Chiesa furono trasportati a Prato nel 1855 nella piccola Galleria di quadri del Collegio; uno si crede del Gaddi, l’altro del Beato Angelico.

La Villa delle Sacca non ha nulla d’artistico, ma il luogo è ridente ed ameno2.

Non molto distante dalle Sacca è la Villa Carlesi, denominata ben a ragione Bella Vista, perchè non vi ha situazione migliore per vedute mirabili sulla Valle dell’Ombrone pistoiese. Chi sale poi sopra una spianata tenuta a fiori ed aiuole come un giardino la quale resta alla sommità della collina poco sopra alla Villa, l’incanto del panorama si fa maggiore e più bello.

Dalle Sacca passando dinanzi alla Villa Carlesi si va ad un punto detto la Madonna azzurra, dove piega ad oriente la strada ruotatale per Coiano. Quivi esisteva un tabernacolo, ai lati erano delle panchine, delle quali si vedono anche oggi alcuni avanzi. Di qui per un viottolo, un tempo via mulattiera, si scende [p. 89 modifica] in Vainella ed a Figline che si vede là a piè del monte. Bella veduta.

La via per le Coste è a destra della Villa delle Sacca e sale su per il monte sinchè giunge ad una casa colonica, detta il Contadin delle Sacca (35 min.).

Passato le Sacca e lasciato la vigna che è a sinistra, si può venire per un viottolo al Giardino di Bella Vista, ricordato di sopra, volendo dare un’occhiata alla pianura e alla bella pineta di Pacciana che resta sotto.

Prima d’arrivare al Contadin delle Sacca si trova una via a destra; conduce alla Casa del Monte in 10 min.; anche di qui si può andare al M. delle Coste (40 min.).

A chi piacesse di salire dalla parte del Contadin delle Sacca, appena passata la casa deve volger su a destra per un sentiero e guadagnata la crina, seguitare allora il viottolo che va fino alla vetta (50 min.), dove un gruppo di grossi macigni segnano l’estrema altezza del monte (531 met..) L’osservatore, ritto sopra una di quelle rupi che sporgono sul Bisenzio, girando sopra sè stesso abbraccia con l’occhio l’intiero territorio del Comune pratese, e resterà meravigliato dell’incantevole vista.

Volgendosi poi alla montagna e posto l’occhio ad oriente avrà dinanzi a se la bella catena dei monti della Calvana; indi volgendosi verso tramontana ecco li sotto la Collina di Schignano, e più in alto i Faggi d’Iavello, e più lontano il M. Castiglioni e l’Appennino, e in basso una moltitudine di piccoli poggi e collicelli, ville e casali che abbelliscono la Valle bisenzina.

Chi volesse discendere alla via delle Coste sul [p. 90 modifica] Bisenzio, avverta alla discesa molto ripida e pericolosa per chi non è assuefatto alla montagna. Però dopo 15 o 20 minuti s’incontra un viottolo che taglia orizzontalmente il monte e conduce alla Villa di Spazzavento sopra la Madonna della Tosse o a Popigliano dalla parte opposta.

La via migliore è scendere per la crina ad una spianata detta Pratale, fra Cerreto e Popigliano; bel luogo. Di qui si può andare in 15 min. alla Chiesa di Cerreto, di dove si può proseguire per altre gite (V. Itin. 7); oppure in 20 min. a Popigliano e quindi sulla via provinciale alla Briglia, (dalla Briglia a Prato ore 1,15). Chi scende a Cerreto, volendo può far capo a Figline per la via delle Fornaci (30 min.) oppure fare l’Itinerario seguente. Da Pratale senza andare alla Chiesa si scende in pochi minuti ad una casa, Butia, dov’è una fonte d’acqua eccellente, e di costì per un viottolo a mezzo monte si va ad un’altra casa, Tafanaia, e poi si trova la Paleosa, difesa da un gruppo di cipressi; di qui seguitando il viottolo si viene al Casino e dopo al Contadino delle Sacca; (da Butia a qui ore 1.10 min.) e quindi a Prato (45 min.).

Si può scendere sulla strada di Figline seguendo i viottoli che vanno al basso; non c’è pericolo di smarrirsi, e qualunque sia la strada offre sempre un cammino dilettevole per la varietà dei luoghi.


Note

  1. Vedi La prima veste dei Discorsi degli Animali.
  2. Dopo che il Collegio Cicognini divenne Convitto Nazionale questa Villa è stata restaurata ed ampliata su disegno dell’Ing. Giuseppe Bacci. Quando sarà corretta la via che le dà accesso la Villa diverrà una ricca residenza estiva.