Pagina:Grammatica Sanscrita - Giovanni Flechia.djvu/5

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dell’India è semplicissima e non ha, si può dire, singolarità veruna, della quale non si trovi una qualche analogia nel greco o nel latino.

Posi come assoluta la forma debole de’ temi nominali, accostandomi in questo non solo all’antichissimo sistema grammaticale degli Indiani, ma anche a quello della maggior parte dei grammatici e lessigrafi europei. Ciò nondimeno è cosa indubitata che nella maggior parte de’ casi il prendere per assoluta la forma forte è più consentaneo ai principii scientifici della linguistica, la debole non essendo altro, come appar manifesto dalla grammatica comparata, fuorché un attenuamento della forte, proprio della lingua sanscrita. Sebbene di tal particolare io tocchi nel corso della grammatica (v. §. 93), reputo tuttavia conveniente di porre questa avvertenza, affinchè lo studioso, venendo per avventura fin da principio ad abbattersi in libri, ne’ quali (come p. e. nella grammatica minore del Benfey e nel vocabolario sanscrito che viensi ora pubblicando in Pietroborgo per cura dei sigg. Boehtlingk e Roth) diasi per assoluta la forma forte, sappia farne la debita estimazione. Il simigliante dicasi delle radici contenenti un [testo sanscrito], le quali da taluni si registrano sotto la loro forma gunata, sicché p. e. nel citato vocabolario di Pietroborgo si troveranno, verbigrazia, non solo i temi nominali [testo sanscrito] per [testo sanscrito], padre, [testo sanscrito] per [testo sanscrito], madre, ma anche le radici [testo sanscrito] per [testo sanscrito], andare. [testo sanscrito] per [testo sanscrito], fare, e va dicendo.

Lo studio del sanscrito, introdottosi in Europa poco più di mezzo secolo addietro, viene ora generalmente riconosciuto come sussidio potentissimo della storia e filologia antica ed è fondamento della grammatica comparata delle lingue indoeuropee. Quindi principalmente l’ardore con cui questa lingua è coltivata oltremonti, massime in Allemagna. Sebbene l’Italia presen-