Sonetti romaneschi/Er galateo cristiano II

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Er galateo cristiano

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Giuseppe Gioachino Belli - Sonetti romaneschi (XIX secolo)
Er galateo cristiano
Er galateo cristiano I Er zucchetto der Decàn de Rota

 
     Incontrai jermatina a Vvia Leccosa 1
un Cardinale drento a un carrozzino,
che, ssi2 nun fussi stato l’ombrellino,
lo pijjavi p’er leggno d’una sposa. 3
              5
     Ar vedemmelo llí, ppe ffà una cosa,
je vorzi4 dunque dedicà un inchino,
e mmessame la mano ar berettino
piegai er collo e ccaricai la dosa.
              
     E acciò la conveggnenza nun ze sperda
10in smorfie, ciaggiontai5 ccusí a la lesta:
«Je piasce, Eminentissimo, la mmerda?».
              
    Appena Su’ Eminenza se fu accorta
der comprimento mio, cacciò la testa
e mme fesce de sí ppiú dd’una vorta.


5 aprile 1835


Note

  1. Strada di Roma, presso il porto di Ripetta nel Campo Marzio, dove pare che il Tevere anticamente formasse gli stagni di Terento. (Vedi Ovidio, Fast. lib. I).
  2. Se.
  3. Spósa, coll’o stretto.
  4. Gli volli.
  5. Ci aggiunsi.