Forme di governo

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Forme di governo
Tipo: lezione
Materia: Diritto pubblico


Le forme di governo riconosciute nello stato liberale sono: la monarchia costituzionale, il governo parlamentare e il governo presidenziale (negli USA).

Monarchia costituzionale[modifica]

La monarchia costituzionale si afferma nel passaggio da Stato assoluto a stato liberale ed è caratterizzata dalla netta separazione dei poteri tra il Re e il Parlamento, che sono titolari rispettivamente del potere esecutivo e legislativo; tra essi non c'è nessun raccordo anche se il Re restava coinvolto nella funzione legislativa e giurisdizionale. Questa forma di governo si basava pertanto sull'equilibrio tra due centri di potere: quello monarchico-ereditario e quello elettivo. Gradualmente, attraverso l'introduzione di un terzo organo, il Governo, la monarchia costituzionale si è trasformata in governo parlamentare; il Governo si è sempre più autonomizzato dal Re e avvicinato al Parlamento con la caratteristica fondamentale del rapporto di fiducia. L'evoluzione della forma parlamentare è iniziata dal c.d. parlamentarismo dualista, caratterizzato dalla ripartizione del potere esecutivo tra Re e Governo (esecutivo bicefalo), dalla doppia fiducia di cui doveva godere il Governo (del Re e del Parlamento), e dalla possibilità da parte del Re di sciogliere anticipatamente il Parlamento (contrappeso della responsabilità politica del Governo). L'equilibrio sociale che questa forma rifletteva, tuttavia, si modificò progressivamente a vantaggio della borghesia circoscrivendo il ruolo del Re e legando, come detto, il Governo al Parlamento. Si tratta del parlamentarismo monista in cui il Capo dello Stato è estraneo al circuito della politica e il sistema è incentrato sul rapporto di fiducia. La trasformazione del ruolo del Capo dello Stato è esemplificata dall'istituzione della controfirma, con cui si trasferisce la responsabilità politica dal Capo dello Stato al Governo.

Democrazia pluralista[modifica]

Nello Stato di democrazia pluralista, la forma di governo è condizionata dall'esistenza di una molteplicità di partiti politici, facendo dipendere la funzionalità delle istituzioni dalle caratteristiche del sistema politico o dei partiti (numero e rapporto tra essi – norme costituzionali a fattispecie aperta). Con un'elevata distanza ideologica tra i partiti, si parla di sistema politico polarizzato (partiti antisistema) o sistema multipolare. Se invece le distanza ideologiche sono ridotte, anche con un sistema pluripartitico si tendono a formare due poli contrapposti: si parla allora di sistema bipolare, il cui funzionamento non si discosta molto dal sistema bipartitico. In queste situazioni, le forme di governo principali sono: il sistema parlamentare, il sistema presidenziale e il sistema semipresidenziale.

Repubblica parlamentare[modifica]

La forma di governo parlamentare, come detto, si caratterizza per l'esistenza di un rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento; dall'esigenza di stabilizzare i Governi in modo tale da non porli in balìa del Parlamento, è iniziata la tendenza alla razionalizzazione del parlamentarismo, che consiste nella traduzione in norme costituzionali delle regole sul funzionamento del sistema parlamentare con l'obiettivo, per l'appunto, di stabilizzare il Governo permettendogli la realizzazione del proprio indirizzo politico. Si parla di parlamentarismo maggioritario nella situazione di sistema politico bipolare, perché le elezioni consentono di dar luogo ad una maggioranza parlamentare politica il cui leader diviene automaticamente Premier; egli gode più o meno indirettamente dell'investitura popolare e della conseguente legittimazione politica, ed il Governo ha il sostegno di una maggioranza che lo sostiene per l'intera legislatura (Governo di legislatura). In Parlamento, la minoranza (detta opposizione) esercita un controllo politico sul Governo, per poterne prendere il posto alle successive elezioni: si parla pertanto di alternanza ciclica.

Parlamentarismo compromissorio[modifica]

Si intende invece parlamentarismo compromissorio, quel sistema caratterizzato da un modello multipolare in cui, dopo le elezioni, i partiti devono concludere accordi fra di loro per dar vita ad una maggioranza politica (Governo di coalizione), la cui stabilità sarà decisiva per la stabilità del Governo. Questo sistema incita alla ricerca del compromesso tra maggioranza e minoranza ed è la garanzia del pluripartitismo e dell'accesa competizione elettorale ma è anche vero che in Parlamento manca una vera e propria opposizione.

Repubblica presidenziale[modifica]

La forma di governo presidenziale (USA) è quella in cui il Capo dello Stato è eletto direttamente dal corpo elettorale, non può essere sfiduciato durante il suo mandato e infine presiede e dirige Governi da lui nominati. Questa forma di governo è tipica degli Stati Uniti: il Presidente in realtà è eletto dai Grandi Elettori (in numero uguale ai deputati e senatori di ogni stato membro) che poi eleggeranno il Presidente e il Vicepresidente; non esiste nemmeno un organo chiamato Governo, ma solamente un Gabinetto composto dai Segretari di Stato che non ha alcun rapporto con il Congresso (Parlamento), formato dal Senato (2 rappresentanti per ogni Stato) e dalla Camera dei rappresentanti (su base nazionale proporzionale alla popolazione), che viene rinnovato ogni due anni ed ha il potere legislativo. Presidente e Congresso sono indipendenti l'uno dall'altro, anche se il primo ha il potere di veto sospensivo delle leggi approvate, che può essere superato dal secondo con un'ulteriore deliberazione a maggioranza dei 2/3. Si determina pertanto un dualismo paritario tra Presidente e Congresso.

Repubblica semipresidenziale[modifica]

La forma di governo semipresidenziale è caratterizzata dall'elezione diretta del Capo dello Stato, dell'indipendenza di quest'ultimo dal Parlamento, anche se deve comunque nominare un Governo che deve godere della fiducia del Parlamento. La struttura del potere di Governo è quindi bicefala, divisa tra PdR e Premier. Si possono dividere due forme del sistema semipresidenziale: quella a presidente forte (Francia), in cui il Capo dello Stato nomina il Primo Ministro e nomina e revoca i Ministri su proposta del PM, sottopone a referendum ogni progetto di legge di riforma dei pubblici poteri, può sciogliere il Parlamento e inviargli messaggi, può deferire al Consiglio costituzionale una legge prima della sua promulgazione, nomina tre membri del Consiglio costituzionale, presiede le riunioni del CdM; quella a prevalenza del Governo, in cui il ruolo del Capo dello Stato è marginale e ridotto a funzioni di garanzia, caratterizzata dalla bipolarizzazione del sistema politico e più simile ad una forma parlamentare che ad una presidenziale.

Altre forme[modifica]

Altre forme di governo contemporanee sono: quella neoparlamentare, caratterizzata dall'elezione diretta del Premier e dalle altre caratteristiche delle forme parlamentari; e quella direttoriale vigente in Svizzera, in cui le funzioni di Governo e Capo dello Stato sono assunte da un direttorio formato da sette membri eletto e non revocabile dal Parlamento.