Studio del manico (chitarra)

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Studio del manico (chitarra)
Tipo: lezione
Materia: Chitarra
Avanzamento: lezione completa al 25%.

Perché studiare il manico [modifica]

Lo studio del manico è il primo passo verso un'esecuzione cosciente degli spartiti.
Non è assolutamente necessario: molti musicisti eseguono a pappagallo brani anche molto complessi. La strada che stiamo intraprendendo in questo corso, invece, ci permetterà di andare più in profondità, di carpire ogni aspetto della genialità compositiva di ogni brano che incontriamo. Questo ci aiuterà nella composizione e improvvisazione dei brani.

Studio del manico[modifica]

Per cominciare abbineremo le note delle corde a vuoto della chitarra alle note sul pentagramma. Ecco dunque come si presenta il rigo musicale:


È chiaro che premendo le corde in corrispondenza dei vari tasti, otterremo altre note. Per es. premendo la corda LA al terzo tasto, avremo un DO, premendo la corda RE al terzo tasto avremo un FA ecc. Qui di seguito abbiamo lo schema che illustra le note corrispondenti per ogni tasto presente sul manico. Tenete presente che i diesis ( # ) vanno aggiunti alla nota che li precede mentre i bemolli a quella che segue (b), per cui partendo dalla corda E, abbiamo: Fa poi Fa#, poi Sol, poi Sol# ecc…

File:Note su manico.JPG

Esaminiamo adesso il nostro pentagramma non dal punto di vista chitarristico, ma da quello prettamente musicale.
In questo momento abbiamo le note corrispondenti alle sei corde della chitarra. Ma che nota c'è sul primo spazio? E sul quinto rigo? Per saperlo basta aggiungere le note in sequenza: partendo dal primo Mi a sinistra metteremo un Fa poi un Sol ( che c'è già…) poi un La e così via. Il risultato è questo:

Senza volerlo abbiamo già costruito una scala musicale maggiore, che è quella di Do, costituita appunto dalle note che vediamo. In realtà la scala maggiore di Do è composta da sette note ( do re mi fa sol la si ), mentre sul pentagramma sono ripetute alzandosi man mano di ottava.


È importante memorizzare bene la corrispondenza fra il nome delle note e la loro posizione sul rigo musicale e sul manico della chitarra. Procediamo per gradi: la scala musicale che ognuno di noi ha imparato quando era piccolo è composta da sette note:

Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si

che si ripetono

Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, etc.


La tastiera della chitarra, tuttavia, è composta da una scala cromatica; ovvero:

Do, Do#, Re, Re#, Mi, Fa, Fa#, Sol, Sol#, La, La#, Si



Ogni tasto aumenta il valore della nota di un semitono, rispetto al precedente, cosa che è molto facile visualizzare se lo riferiamo ad esempio al pianoforte (giusto per inciso, il do sul pianoforte è il tasto bianco appena precedente - e quindi a sinistra - del gruppo di due tasti neri).


Ogni tasto è un semitono e al 12° tasto l'ottava finisce.


Le corde della chitarra sono:

Mi (cantino)
Si
Sol
Re
La
Mi 


Quindi, prendendo in esame la prima corda: suonando la corda a vuoto otterremo un Mi, premendo il primo tasto avremo un Fa, con il secondo un Fa# e così via. Stesso discorso vale per le altre corde. Continuando nella progressione, ci accorgeremo che dal 12° tasto la sequenza di note si ripete esattamente come dalla corda a vuoto al 12° (con l'unica differenza che le note sono spostate un'ottava sopra). Praticamente, se si volessero realizzare gli accordi a partire dal 12° tasto si potrebbero utilizzare le stesse identiche forme che si usano normalmente considerando ovviamente il 12° tasto come capotasto e non primo tasto. Dopo aver appreso questo concetto, è importante memorizzare la posizione di tutte le note su ciascun tasto.


C'è bisogno di fare una precisazione: se prendiamo ad esempio la prima corda di mi cantino, vedremo che al tasto 2 è segnato il FA#, ma questo è solamente un modo di leggere questa nota, ovvero il modo che si ha di leggerla "salendo", infatti il diesis innalza la nota di un semitono, se invece noi stessimo "scendendo", ovvero tornando indietro, tale nota l'avremmo letta SOLb, e l'avremmo letta così perché il bemolle toglie un semitono alla nota che la segue. Questo tipo di coincidenza di suono di 2 note, ma non coincidenza di nomenclatura, si chiama "enarmonico", quindi 2 note suoneranno uguali ma si chiameranno diversamente.




Attenzione!'

andare dal capotasto verso il 12° tasto e oltre si dice salire, non scendere, perché il suono sale verso l'alto, diventa più acuto poiché si accorcia la lunghezza della corda. Ergo andare dai tasti più alti verso il capotasto, si dirà scendere.



La gamma dei suoni riproducibili dalla chitarra rappresentati sul pentagramma


Ci sono diversi sistemi che si possono utilizzare per imparare a conoscere la tastiera ma si potrebbe intanto andare per gradi e fare così:

  1. conosciamo la scala cromatica a quindi come si sviluppano le note in generale;
  2. conosciamo i nomi delle corde della chitarra a vuoto;
  3. conosciamo come si accorda la chitarra e quindi le note atte a farcela accordare;
  4. sappiamo che dal 12° tasto in avanti tutto si ripete uguale come dal capotasto in giù;


E da qui si possono "riempire i buchi".


Una curiosità

Se si mette il capotasto al 5° tasto della chitarra, le prime 4 corde daranno l'accordatura classica dell'ukulele: GCEA, cioè sol, do, mi, la.


Note naturali sulla tastiera[modifica]

Andiamo adesso a scomporre la tastiera della chitarra, in modo che questo possa aiutarci a memorizzarla più agevolmente. Vediamo dove si trovano le note naturali (non alterate). Notiamo che in corrispondenza dei dot (e quindi dei tasti) 3, 5 e 7 si trovano note naturali sia sulla sesta che sulla quinta corda.



Bemolli sulla tastiera[modifica]

Studiamo poi dove si trovano i bemolli sulla tastiera (ovviamente bemolli e diesis coesistono sullo stesso tasto: sono omofoni ma non si scrivono allo stesso modo).

Diesis sulla tastiera[modifica]

Vediamo adesso i diesis.



Nota: la tastiera e' messa al contrario; la paletta e' a destra

Suddividiamo la tastiera[modifica]

Vediamo adesso di imparare la tastiera iniziando per piccoli passi, impariamo un poco alla volta.



Esercizio[modifica]

Scegliere una nota tra quelle della scala cromatica e trovarne tutte le corrispondenti nell'intera lunghezza della tastiera.

Dal manico al pentagramma[modifica]

Partiamo un'altra volta dal parallelo col pianoforte: la classica chiave di violino che si impara a leggere quando si impara il solfeggio, corrisponde all'ottava centrale del pianoforte ovvero la quarta ottava che si trova sulla tastiera, come vediamo in figura.







Esercizio[modifica]



Dal manico agli accordi[modifica]


Collegamenti esterni[modifica]

Ci sono alcuni programmi che supportano il chitarrista nel raffigurare diagrammi della tastiera (la loro versione completa, quindi non demo, è a pagamento).

  1. Neckdiagrams